venerdì 31 marzo 2017

Recensione: MASTODON "Emperor Of Sand"
2017 - Reprise Records




Setacciando la materia racchiusa nel corpo di 'Emperor Of Sand', diventa chiaro che quando si ritorna a parlare degli americani MASTODON si chiama in causa una band eccelsa e capace di spiazzare le aspettative dei tanti fan. Un altro fattore sbalorditivo è constatare quante cose non si notino solo perché sono vicine, soprattutto durante il primo ascolto. Niente è per caso nel loro universo sonoro. Quindi, cosa accade quando si coniuga ai massimi livelli il binomio esperienza-creatività? Quando si mette in gioco l'ecletticità maniacale di Brent Hinds, Troy Sanders, Brann Dailor, Bill Kelliher? L'impensabile che si materializza. Quattro musicisti uniti in una sinergia che mira a sondare il movimento delle idee per catturarlo nella sua vera genesi. Così può realizzarsi quella prospettiva unitaria che "guarda lontano", oltre il già detto, il già fatto. Qui si calcola la distanza tra l'inventiva funzionale al prodotto, a tratti con finalità strategiche, ma che fa presa diretta sull'ascoltatore; un indispensabile punto di vista che è totalizzante, sostanzialmente accurato, fondamentale nella misura in cui ribalta ogni emozione. I Mastodon hanno escogitato un prezioso oggetto-altro, mettendo nuovamente sotto i riflettori le proprie "camaleontiche" visioni, il proprio sentire, carico di intelligenza. Due ospiti d'eccezione da menzionare: Kevin Sharp (ex-Brutal Truth, Venomous Concept, Lock Up, Primate) canta su 'Andromeda', Scott Kelly (Neusosis, Blood & Time, Shrinebuilder, Corrections House, Tribes of Neurot...) su 'Scorpion Breath'. In cabina di regia Brendan O'Brien ('Crack the Skye'). I Mastodonti di Atlanta possono vantare oggi una invidiabile maturità di stile, e dopo un'incessante ricerca iniziata nel lontano 2000, continuano a reinventare se stessi, mantenendo l'unicità e l'originalità. Una delle uscite più attese del 2017.

Contatti: mastodonrocks.com

TRACKLIST: Sultan's Curse, Show Yourself, Precious Stones, Steambreather, Roots Remain, Word to the Wise, Ancient Kingdom, Clandestiny, Andromeda, Scorpion Breath, Jaguar God




domenica 26 marzo 2017

Recensione: NUDIST "Bury My Innocence"
2017 - Argonauta Records




"Bury My Innocence" è un disco che fa il botto, oltre a far guadagnare ai fiorentini NUDIST il meritato punteggio positivo che li consacra fra i gruppi più promettenti della nostra madre patria. Non stupisce dunque il sostegno da parte di una label affermata come la Argonauta Records, abile nel concedere il meglio ai suoi artisti e farli esprimere secondo le loro esigenze. Partendo da una forte componente sludge - noise, il trio lascia filtrare altri generi all'interno dei brani in modo da espandere un suono già di per sé distintivo, quindi ben stratificato, rumoroso, e sozzo di fango paludoso. Sorprendenti le pregevoli divagazioni strumentali dei due brani che preferisco maggiormente: "Bloody Waters", "Drift". Ritengo che, con "Bury My Innocence", i toscani siano riusciti a colpire nella giusta direzione, divenendo così più vari, bituminosi e parossistici allo stesso tempo. Uno dei punti di forza è la voce del cantante/bassista, furiosa da essere spesso lancinante. E il bello è che sono italiani.

Contatti:

nudistnudist.bandcamp.com/bury-my-innocence
nudistofficial.com
facebook.com/pg/Nuudistt

TRACKLIST: Strengthless, Bury My Innocence, Bloody Waters, Dead Leaves, Drift




sabato 25 marzo 2017

Recensione: PHURPA "Gyer Ro"
2017 - Cyclic Law




I PHURPA cuciono canti rituali che affondano la loro inquietante vitalità nella storia e nelle più profonde conoscenze umane. Il sapere proiettato attraverso una rappresentazione realizzata su un campo arido e infestato da inquiete presenze antiche. Quando si tenta di dare una spiegazione a ciò, bisogna considerare che esistono diverse possibili spiegazioni: la prima e più ovvia, è che siano certi prescelti a creare una connessione tra spirito e materia in maniera multidimensionale. La seconda possibile spiegazione è che nell'abisso di perdizione sia implicata una sorta di "energia sconosciuta" non bene identificata. Analizzare la conformazione dei Phurpa è come fare un'immersione nel nucleo della Scienza Sacra degli uomini, probabilmente provenienti da livelli più elevati di realtà; una "conoscenza iniziatica - misterica" di immane portata capace di alludere alla realizzazione introspettiva di stati di coscienza superiore e non ad un sapere teorico, e che si eleva mediante un "codice interiore" la cui potenza magnetica viente invocata dal "mantra". Alcuni musicisti possono divenir collaboratori della Natura in azione. Fatevi rapire dai suoni che conducono nel vuoto. Il doppio album 'Gyer Ro' è stato registrato a Mosca nel marzo dell'anno scorso. Stampato in 500 Copie su Gatefold A5 sleeve.

Contatti: 

cycliclaw.bandcamp.com/gyer-ro
cycliclaw.com 

TRACKLIST: Laughter Of To-Nag-Ma, Hundred Syllable Mantra, Mu-Ye, Three Mantras Of Bon


giovedì 23 marzo 2017

Recensione: OBITUARY "Obituary"
2017 - Relapse Records




Fin dalle origini il death metal d'annata preserva la sua inflessibile e sincera purezza, quindi non manca di raccogliere i consensi di una larga frangia di pubblico, merito anche alla tenacia di alcuni vecchi padri di tale genere musicale che, noncuranti della loro età, dimostrano la stessa inconfondibile caratura in fase di scrittura. Volete un consiglio? Dateci dentro con il nuovo album degli OBITUARY. Le undici canzoni rivelano un maggiore senso identitario rispetto a quelle composte per il precedente "Inked in Blood" del 2014. Una piacevole sorpresa positiva, soprattutto in virtù del fatto che i tanti fan dell'estremizzazione sonora cominciano ad essere delusi da diverse icone del passato. Fatelo vostro.

Contatti: obituary.cc

TRACKLIST: Brave, Sentence Day, A Lesson in Vengeance, End It Now, Kneel Before Me, It Lives, Betrayed, Turned to Stone, Straight to Hell, Ten Thousand Ways to Die, No Hope




martedì 21 marzo 2017

Recensione: FEAR OF THE STORM "Madness Splinters (1991-1996)"
My Kingdom Music




La vita e la sua espressione criptata si sintetizzano sempre in una lotta tra Eros e Thanatos e la profondità gothic wave dei siciliani FEAR OF THE STORM ne è permeata. In ogni caso la corrente dei sentimenti più profondi porta con sé i corpi in balìa del destino. Con questo "Madness Splinters (1991-1996)" si accede in un mondo di evocazioni e riferimenti dark che, alludono al simbolismo dettato dal movimento musicale che si sviluppò tra la seconda metà degli anni settanta e i primi anni ottanta del XX secolo. Nel magnifico deluxe box pubblicato dall'italiana My Kingdom Music viene messo in discussione il principio di un'umanità debole e sofferente. E' una mistica sinfonia decorativa davvero sorprendente. Il gruppo emoziona ponendo di fronte all'ascoltatore il grande specchio della "nuda verità". La ristampa della discografia completa celebra il 25° anniversario della loro nascita e diviene emblema di una determinazione messa al servizio di un ideale. Le 41 composizioni raccolte in 3 CD's rendono omaggio al genio di un genere la cui potenza espressiva vuole redimere la vostra anima. Il digipack è stato arricchito con il saggio "Polvere Di Marmo", scritto da Gianfranco Santoro. Ed io sono onorato che il mio dipinto "In Assenza di Luce VIII" sia stato utilizzato come veste grafica di quest'Opera unica e ammirevole limitata a 333 copie numerate. All'Arte la libertà. Da avere.


Contatti: 

mykingdommusic.net/releases/madness-splinters-1991-1996
fearofthestorm.bandcamp.com/track/madness-splinters-cd-2 
facebook.com/fearofthestorm 

TRACKLIST:

CD I

"R.I.P."
Into The Storm, Eyes Of Death, Hatred, R.I.P. (abridged), Images (Into The Helter Skelter), Walking Through The Town, The Little Girl, Dreams Are Trasforming

"The Key Of My Silence"
Blood, Tears Of Sand, The Key, Around The Fire, Jungle And Desert, Towers Of Silence, Epitaph, Fear

CD II

"...So Sad To Die In Oblivion..."
Madness Splinters, Adrift In Limbo, Sunset, Ghostown, Sadness, The Dark River Of Oblivion, Drop After Drop, Eyes, Weightless

"1995"
The Return, Tears Of Sand, Marble Dust, Adrift In Limbo, Timeless Wailing Of Ageless Souls

CD III

"2"
Bleeding Fingers, Dancing Amid The Clouds, Her, The Factory Of Dreams, R.I.P. (Including A Descent Into The Well), Higher And Farther, In Quest Of..., The Eyes Of Death, A Wondrous Sensation, Slow Motion, Sleepless Dreams (bonus track)


domenica 19 marzo 2017

Recensione: THRASH BOMBZ "Master of the Dead"
2017 - Iron Shield Records




Thrash Metal: un genere che ha cambiato la vita di molti metalheads, e di chi, naturalmente, lo ha vissuto sulla pelle fin dai "gloriosi" anni '80. E sebbene sia trascorso un ampio lasso di tempo, per alcuni musicisti di una precisa nicchia musicale non è cambiato praticamente nulla. Il nuovo "Master of the Dead" degli agrigentini THRASH BOMBZ può sicuramente dare buone risposte agli scettici tra voi. Il sound quadrato e radicale della band sicula percuote senza remore, perciò riesce a risultare efficace, e non bisogna utilizzare alcuna immaginazione per riconoscere le principali fonti di ispirazione, ognuna delle quali utilizzata come rivendicazione a vivere con l'audacia di essere se stessi ed esprimersi liberamente. Ecco spiegato il motivo per cui mi entusiasmo ancora quando ho la possibilità di godere del verbo della vecchia scuola. Questo è quello che dà un senso a tutto. I Thrash Bombz meritano la vostra attenzione. Metal Or Die!

Contatti:

thrashbombz.bandcamp.com/master-of-the-dead
facebook.com/ThrashBombzOfficial

TRACKLIST: Condemned to kill again, Ritual Violence, Evil Witches, Curse of the Priest, Black Steel, Taken by Force, Master of the Dead, Evoking the Ghost, The Avenger, Call of Death


mercoledì 15 marzo 2017

Recensione: IMMOLATION "Atonement"
2017 - Nuclear Blast Records




Gli IMMOLATION assicurano al death metal la sua imperiosità nel circuito delle sonorità estreme, ecco perché bisogna continuare a venerare la loro personale interpretazione che, senza forzature o finzioni, è sempre stata l'espressione autentica di un dato di fatto. Il decimo album "Atonement" ha una struttura monolitica, e le tematiche in esso racchiuse diventano la prova che il male dimora tra noi per gettare radici robuste pronte a ledere il prossimo; perciò compromettere i pochi equilibri all'interno di una società fragile come un vetro di cristallo. Questo tassello tende ad ampliare il puzzle apocalittico iniziato tre decadi fa, dopo la parentesi Rigor Mortis (correva l'anno 1986). Ross Dolan e soci hanno una missione da compiere: combattere nel fuoco ardente delle tenebre per raggiungere ed afferrare quell'abbaglio ormai lontano dalla carne terrena. Cult!

Contatti: facebook.com/immolation

TRACKLIST: The Distorting Light, When the Jackals Come, Fostering the Divide, Rise the Heretics, Thrown to the Fire, Destructive Currents, Lower, Atonement, Above All, The Power of Gods, Epiphany, Immolation




martedì 14 marzo 2017

Recensione: DESIDERII MARGINIS "Songs Over Ruins"
2017 - Cyclic Law




"Songs Over Ruins", il debutto del compositore svedese Johan Levin, viene oggi rimasterizzato e per di più ristampato dalla sempre prolifica Cyclic Law. Tutto ciò avviene dopo ben vent'anni. Il sound di DESIDERII MARGINIS recide la spiritualità. La maestria con cui affronta la narrazione fedele all'inconscio, va ad insinuarsi nelle zone d'ombra dell'animo e, laddove non arriva l'essenza del concept, ci pensa l'intensità della sua musica a completare il quadro generale. Quello che c'è di interessante in questa pubblicazione, è che lo spessore delle tracce, ora sia stato rivalutato e ottimizzato in manierà così evidente da non poterlo più ignorare. Dunque è giusto che l'Artista scandinavo venga considerato come uno dei maggiori esponenti delle sonorità dark ambient/drone. Disponibile su CD e LP.

Contatti: 

cycliclaw.bandcamp.com/songs-over-ruins
cycliclaw.com

SONGS: Songs Over Ruins I, Scintillate II, Ephemeral, Chrism, Entombment, Ashes, Solemn Descent, The Core Of Hell II, Embossed In Bones, Songs Over Ruins II, Chreston


domenica 12 marzo 2017

Recensione: BEAR MACE "Butchering The Colossus"
2017 - Autoproduzione




Gli americani BEAR MACE nascono nel 2011 e dopo soli tre anni di attività debuttano con un demo tape di sei brani ("Kodiak Killers"). A quel lavoro stampato dalla Gypsyblood Records in tiratura limitata di sole 100 copie segue oggi il torbido "Butchering The Colossus", primo full-length della band di Chicago, capace di esprimersi al meglio attraverso un retro death metal becero e angoscioso, reso ancora più destabilizzante dalla timbrica catramosa del cantante The Lord Devourer. Quanto proposto dai Bear Mace è il riflesso di chi non ha intenzione di usare soluzioni troppo articolate per ottenere un qualcosa che non sia in accordo con il pensiero dei meno tradizionalisti. Un disco essenziale da ascoltare tutto d'un fiato, e in questo funziona bene. Consigliato ai soli fan del genere.

Contatti: 

bearmace.bandcamp.com/butchering-the-colossus
facebook.com/pg/bearmace1

TRACKLIST: Death of a Constellation, Cyclone of Shrapnel, I Bleed for Vengeance, Butchering the Colossus, Leave Nothing Here Alive, Lord Devourer of the Dead, Wheel of Despair, Anguirus the Destroyer


giovedì 9 marzo 2017

Recensione: DEPECHE MODE "Spirit"
2017 - Columbia




'Spirit' risveglia i sensi, ed ecco che il suo denso flusso ininterrotto è il battito di un altro inizio. I DEPECHE MODE ripartono da dove tutto si era fermato ('Delta Machine'). Nuova linfa, nuovi stimoli, nuovo disco virato al rosso bruno, ma soprattutto... Nuova VITA. C'è l'irrefrenabile passione di una band ineguagliabile che, ha il duro compito di scuotere la coscienza morale degli individui ed essere coinvolta, umanamente, in una revisione complessiva sullo stato delle cose; e lo fa avvalendosi del potere della musica e dei testi. Il singolo 'Where's the Revolution' ha sbandierato il forte dissenso verso l'atrofia sociale. In 'Spirit' c'è il materiale che serve per comprendere il valore del "genio", perché niente è più lontano della verità conosciuta. Posso altresì affermare che esiste una connessione tra tempo e spazio, passato e presente, se ci si sofferma attentamente su ognuno dei brani. Dave Gahan, Martin Gore, Andy Fletcher sono implacabili quando esplorano a fondo le loro capacità e potenzialità compositive. Dopo una lunga e invidiabile carriera, possiedono ancora il dono di trasmettere il bagaglio di conoscenze acquisite. Preso nella sua interezza, il quattordicesimo album incarna alla perfezione un periodo di riflessione sulla condizione di sconfitta dell'uomo, e ciò in rapporto a quanto sta succedendo nel mondo reale e virtuale. L'Arte lascia il segno.

Contatti: depechemode.com

TRACKLIST: Going Backwards, Where's The Revolution, The Worst Crime, Scum, You Move, Cover Me, Eternal, Poison Heart, So Much Love, Poorman, No More (This Is The Last Time), Fail


martedì 7 marzo 2017

Recensione: GONE IS GONE "Echolocation"
2017 - Rise Records




'Echolocation' è un'opera prima intrigante, stimolante, originale e nello stesso tempo matura ed eclettica; un disco per certi aspetti "diverso" e "dark" che scende nelle profondità dell'Essere, musica di una complessità versatile ed enigmatica. Troy Sanders (Mastodon) Troy Van Leeuwen (Queens of the Stone Age) Tony Hajjar (batterista dei riformati At the Drive In) e Mike Zarin hanno dato voce a uno dei più intensi progetti attualmente in circolazione. Con questo debutto il gruppo statunitense ci descrive un sound davvero particolare, in quanto alcune composizioni possiedono degli sviluppi importanti per il consolidamento di una certa vocazione poetica, dove creatività e spiritualità si fondono. Le esperienze nelle rispettive band madri sono state importanti per infervorare la già nota maturazione compositiva data in pasto alla creatura GONE IS GONE. In 'Echolocation' i minuti si inseguono, mentre il vissuto e le influenze musicali si fondono e diventano un unico bagaglio che è l'espressione di un'eredità genetica. Il contrasto tra luci e ombre si respira per tutta la durata dell'album. Suggestiva 'Roads', l'ipnotica cover dei Portishead. Un'ottima conferma.

Contatti: 

goneisgoneofficial.com
facebook.com/goneisgoneofficial

TRACKLIST: Sentient, Gift, Resurge, Dublin, Ornament, Pawns, Colourfade, Roads, Slow Awakening, Fast Awakening, Resolve, Echolocation




mercoledì 1 marzo 2017

Recensione: ADAM NERGAL DARSKI "Confessioni di un Eretico"
TRA SACRO E PROFANO NEI BEHEMOTH E OLTRE
2017 - Tsunami Edizioni




Forse nessun artista del XXI secolo ha espresso nella musica estrema, in maniera altrettanto teatrale e convincente di ADAM NERGAL DARSKI, il lato bestiale dell'esistenza. Non la drammaticità di una disagiata condizione della vita umana, ma il sentimento interiore dell'esistere, individuale e intimo, del rappresentare in maniera provocatoria una spiccata avversione contro Dio e tutto ciò che nasce al cospetto della luce divina. Anzi, la realtà dei propri principi è diventata per lui espressione creativa, che solo le canzoni dei suoi Behemoth possono trasformare in valore ardente. Energia sconvolgente, maligna fino al midollo. Anche la battaglia vinta contro la leucemia ha rafforzato il carattere di quest'uomo, dotato di una forza capace di pesare lo sforzo di comprensione della natura umana e del suo funzionamento. La caparbietà, la sua idea estetica dell'Arte, gli hanno permesso di arrivare a quel livello che oggi gli consente di essere uno dei personaggi più stimati all'interno della scena metal. Sia che lo si ami o lo si odi, non si può certamente negare l'abilità di Nergal nel sapersi promuovere e "vendere" per raggiungere la vetta dell'inferno, pur avendo sfruttato discutibili canali di natura prettamente commerciale. Si sa che è diventato una star nazionale come giudice dell'edizione polacca di 'The Voice'. In questo libro di 272 pagine + 16 fotografiche a colori, ci dona la possibilità di leggere e perciò conoscere delle verità a lungo rimaste inconfessate, le fa emergere raccontandosi a cuore aperto, dando loro una voce ed un volto. Tutto racchiuso in diverse conversazioni avute con Krzysztof Azarewicz e Piotr Weltrowski. Desidero rivolgere i miei più sinceri complimenti alla Tsunami Edizioni.


Contatti: tsunamiedizioni.com