venerdì 20 ottobre 2017

Recensione: NECROSI "Necrosi"
2017 - Autoproduzione




Traendo ispirazione dai gruppi/album death metal della vecchia scuola, i NECROSI gettano le basi per costruire la loro identità. Da quanto si può capire dal nome scelto, dalla copertina e dalla musica stessa, il gruppo di Agrigento, nato per volere del chitarrista Giuseppe "UR" Peri e del cantante Tony "Grave" (entrambi musicisti dei Thrash Bombz), non ha nessuna intenzione di farsi sopraffare da qualsivoglia contaminazione moderna, proprio perché è una scelta quella di ottimizzare il proprio istinto felino. L'EP di tre brani regala dei buoni spunti in cui la competenza della band siciliana si fa notare sotto ogni aspetto. Il pezzo "Nocturnus Trauma" è dedicato all'amico scomparso Gioacchino "Joe" Rallo, DJ che all'inizio degli anni novanta conduceva un programma radiofonico chiamato in egual modo. I presupposti per crescere e migliorare ci sono tutti. Solo il tempo darà ragione ai Necrosi.

N.B. Basso e batteria sono stati suonati da Angelo e Totò (sempre membri dei Thrash Bombz)

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necrosi.bandcamp.com/releases
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TRACKLIST: Fire in Carnage, Nocturnus Trauma, Haunted by Fear 04:53


mercoledì 18 ottobre 2017

Recensione: DISFUNERAL "Disfuneral"
2017 - Autoproduzione




Sono agli esordi i francesi DISFUNERAL, ma mi sembra di capire che questi giovani ragazzi hanno le idee chiare sul percorso da seguire. L'omonimo EP di debutto ha un cuore pulsante che scuote gran parte degli elementi tipici di un death metal di matrice old-school, una "pompa muscolare" che si contrae costantemente per inviare fiumi di sangue al corpo dei fan di codesto sound estremo. L'esecuzione delle tracce è magistrale, e viene costruita su atmosfere coinvolgenti, anche se notorie grazie alle gesta imprescindibili dei padri del genere (si potrebbero scomodare nomi quali Autopsy, Carnage, Entombed). E' tutto marcio e ben fatto in questo EP. Death metal all'ennesima potenza, consigliatissimo!

N.B. Disponibile un'edizione su tape limitata a sole 100 copie.

Contatti: 
disfuneral.bandcamp.com/releases 
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TRACKLIST: Night of the Hallucinated, Total Collapse, Coffinement, Baptized in Sewer, Slimy Horror from the Depths


martedì 17 ottobre 2017

Recensione: IRON MONKEY "9-13"
2017 - Relapse Records




Dei britannici IRON MONKEY si erano letteralmente perse le tracce. Sono trascorsi quasi vent'anni dal loro scioglimento, un silenzio assordante in un periodo di tempo molto più lungo di quanto possa sembrare. Dopo la morte del cantante John Paul Morrow, quanti si sarebbero aspettati una reunion? È difficile dare una risposta precisa in merito a ciò. Ma i due membri fondatori della band (Jim Rushby, Steven Watson), affiancati da S. Briggs (Chaos U.K.), hanno finalmente deciso di frantumare questo vuoto per far rivivere l'insano fascino della disperazione. "9-13" può essere paragonato ad un martello pneumatico con funzione demolitrice. E non è casuale se il trio proveniente da Nottingham ha scelto di schiacciare il pedale del groove. Agire senza pensare troppo alle conseguenze o a quello che succederà. Vivere il presente e non aspettarsi nulla dal futuro. Se consideriamo tali aspetti, possiamo tranquillamente ipotizzare che gli Iron Monkey ce la faranno a collocarsi nella scena sludge-doom metal di oggi. "9-13" è, probabilmente, l'unica via di fuga da uno sfortunato passato. Nulla di particolare, ma pur sempre a tema e oltre la qualità media. Il loro sound tormentato porta vantaggi e svantaggi marcati.

Contatti: 

ironmonkey.bandcamp.com
facebook.com/pg/IRONMONKEYBAND

TRACKLIST: Crown of Electrodes, OmegaMangler, 9-13, Toadcrucifier - R.I.P.PER, Destroyer, Mortarhex, The Rope, Doomsday Impulse Multiplier, Moreland St. Hammervortex



lunedì 16 ottobre 2017

Recensione: IMPLORE "Subjugate"
2017 - Century Media Records




Nel genere musicale proposto dagli IMPLORE la concezione di un certo stile di vita va di pari passo con l'attitudine personale. Questo deve essere un elemento che tutti noi dovremmo avere ben chiaro. La formazione tedesca trainata dal carismatico cantante/bassista Gabriel Dubko, forte del nuovo contratto discografico ottenuto con la prestigiosa Century Media Records, ritorna con un album "in your face" improntato sull'ira, sulla coerenza, sull'impatto; implacabili soprattutto perché hanno dimostrato il loro valore e il livello di crescita, complice una costante attività live intrapresa fin dagli esordi (diversi i tour tra Europa e America). Ad un solo anno dall'EP "Thanatos", e due dal primo full-length "Depopulation", il quartetto ci impartisce un'altra severa lezione. "Subjugate" ferisce con dei brani ancora più articolati, ritmati e arroventati. Non che gli altri lavori pubblicati dai Nostri siano da meno, tuttavia, per dare dimostrazione di forza, sembra che gli Implore abbiano puntato su una maggiore fermezza di intenti. L'ispirazione sembra mordere come un serpente velenoso. Quattordici schegge impazzite nelle quali dominano i frequenti stop-and-go e riff perfettamente bilanciati, suddivisi tra grind, death metal, hardcore, crust. "Subjucate" è un gran bel disco, che in più gode di una produzione adatta per il genere in questione. Gli Implore sono diventati più cinici e impietosi. Da avere.

Contatti: 

implore.bandcamp.com/subjugate
facebook.com/imploreband

TRACKLIST: Birth of an Era, Loathe, Cursed Existence, Paradox, Disconnected from Ourselves, Totalitarian, Patterns to Follow, Ecocide, Technology a Justification for Killing, Cult of El, Desolated Winds, Boundary, Untouchable Pyramid, Gazing Beyond, Manufactured Reality, Victims of the Hollowing



venerdì 13 ottobre 2017

Recensione: FEED THEM DEATH "No Solution / Dissolution"
2017 - Autoproduzione




Il polistrumentista Void (ex-membro fondatore dei liguri Antropofagus) si serve di un nuovo progetto musicale per interpretare in maniera del tutto personale i sentimenti negativi che attanagliano l'esistenza umana, mista di contraddizioni esplosive e di disperazione permanente, spasmodica fino all'isteria, e molto più terrificante di quanto possa sembrare agli occhi di milioni di individui sempre pronti ad incensare l'altare "immaginario" delle "assenti" speranze. E Void affronta/contrasta la dimensione terrena attraverso un linguaggio così rabbioso, schiacciante, da trasformare quel senso di "mostruosa" angoscia in un potentissimo mezzo cingolato munito di artiglieria pesante, posizionato tra realtà immanente e sconvolgente. Ciò che provoca la grandezza crescente del sound di FEED THEM DEATH nel circuito del grindcore/death metal odierno, è che il suo acuto incedere è in grado di abbattere qualsiasi superficialità compositiva, soprattutto se si fa riferimento al risultato profuso da Void su ognuna delle cinque tracce. Voglio sottolineare che non sono mai stato un appassionato del drumming artificiale, ma in questo caso specifico, la drum-machine esegue in modo impeccabile quello che gli è stato chiesto di fare (!). Quanto al resto; voce, chitarra e basso si sovrappongono dall'inizio alla fine per completare il devastante assedio sonoro, qualcosa che suona fresco ed ultra-dettagliato. Un EP che (in parte) mi riporta alla mente, ovviamente costruito mediante mezzi attuali, quello che fu l'operato dei seminali Terrorizer in 'World Downfall' del 1989. Gli arrangiamenti intricatissimi riescono a farsi apprezzare in ogni loro spostamento improvviso e, solo dopo un'attenta analisi, si riescono ad apprezzare un maggior numero di particolari che forse ad un primo ascolto potrebbero facilmente sfuggire. 'No Solution / Dissolution' è un lavoro adatto a chi apprezza la musica estrema suonata col cervello. Sul piano personale, non posso che essere onorato del fatto di aver scritto il testo e cantato la parte iniziale di 'Penance in the Wrong Direction'; mentre a dare man forte a Void nella song 'Terrific Gods Caravan', ci pensa Argento (ex-Antropofagus, ex-Spite Extreme Wing). L'artwork è una mia opera pittorica in bianco e nero. Date un contratto a chi lo merita!

Contatti: 

feedthemdeath.bandcamp.com
facebook.com/feedthemdeath 

TRACKLIST: Exposed Parading Dissent, Terrific Gods Caravan, First Time Dead, Penance in the wrong direction, Inception in Rot

mercoledì 11 ottobre 2017

Recensione: BUNKER 66 "Chained Down in Dirt"
2017 - High Roller Records




I BUNKER 66 attirarono già la mia attenzione con un paio di album davvero interessanti. Il loro è un grintoso blackened thrash metal reso ancor più piacevole/intrigante dalle cospicue influenze old-school, che oggi lascia intravedere sviluppi da non sottovalutare. Ma influenze musicali a parte, nel tempo il trio messinese ha puntato alla crescita e ha corroborato il tiro guadagnandosi un proprio seguito nella scena heavy internazionale. Ora, ad ognuno di voi spetta il compito di scegliere liberamente se stare sulla loro sponda. La cosa certa è che le idee irremovibili dei Bunker 66 vogliono conservare le strutture tradizionali dei produttivi anni '80, e non può risultare strano a nessuno se non faticheranno a far presa sugli appassionati di tali sonorità. Notevole è anche l'apporto del nuovo chitarrista JJ Priestkiller (ex-Schizo). L'energia di "Chained Down in Dirt" trafigge fin dal primo ascolto. Cos'è la coerenza? Spesso è muoversi per vivere la propria integrità! Disponibile dal 27 ottobre.

Contatti: 

bunker66.bandcamp.com
facebook.com/Bunker66

TRACKLIST: Satan's Countess, Black Steel Fever, Chained Down in Dirt, Taken Under the Spell, Her Claws of Death, Wastelands of Grey, Power of the Black Torch, Evil Wings

lunedì 9 ottobre 2017

Recensione: CARTILAGE "Dialect of the Dead"
2017 - Transylvanian Tapes




I nuovi arrivati CARTILAGE hanno le capacità per azzannare le loro prede, per poi dilaniarle senza nessuna esitazione. Non è difficile delineare quest'impeto primordiale che squassa la carne. Come spesso accade con le migliori releases death metal/goregrind (facendo riferimento alle realtà nate negli ultimi anni), anche l'esordio su tape "Dialect of the Dead" offre un'esperienza di ascolto grondante sangue. L'eccesso di cattiveria esternato dai Cartilage si subisce per tutta la durata del full-length: 26 minuti di follia compositiva. Questo è, se vogliamo sottolinearlo ancora una volta, lo spirito orgogliosamente "no compromise" che anima la formula musicale in questione. Ecco perché un gruppo così estremista non può trascinarsi dei pesi o delle responsabilità troppo grandi, musicisti del genere hanno bisogno di gente cento per cento convinta di ciò che sta ascoltando. Non potrebbe essere vero il contrario. Quello che emerge da ogni traccia è un approccio unidirezionale che si combina con il drumming militaresco di Adam Houmam e con le vocals impazzite del frontman Mark Wallace; altrettanto significativa la buona prova degli altri membri (una delle due chitarre è suonata da una ragazza). Pur nei limiti della scarsa originalità, i Cartilage di San Francisco riescono comunque a scatenare un discreto panico. Chi ascolta i primi Carcass, Impetigo, Haemorrhage, Exhumed, Impaled, saprà apprezzare "Dialect of the Dead".

Contatti: 

cartilagegore.bandcamp.com/releases
facebook.com/CartilageSF

TRACKLIST: Intro, Half the Man I Used to Be, Gurgitor, Entangled in Innards, Cannot Stop the Clot, Chopped and Churned, S Is for Surgery, El Necrocabra, Back Seat Victi

sabato 7 ottobre 2017

Recensione: EXPULSION "Nightmare Future"
2017 - Relapse Records




Anche se un po' in ritardo, sono riuscito ad approfondire l'EP di debutto degli EXPULSION, band nelle cui fila militano personaggi di rilievo della scena death metal/grindcore statunitense. Spiccano i nomi del cantante Matt Harvey (Exhumed, Gruesome, Pounder, ex-Dekapitator, ex-Athrenody...) e del chitarrista Matt Olivo (Repulsion), oltre a quelli di Danny Walker (Intronaut, Phobia, Strangled by Strangulation, ex-Murder Construct) e di Menno Verbaten (Lightning Swords of Death), quest'ultimo meno conosciuto rispetto agli altri tre musicisti. Ciò che colpisce fin dal primo ascolto è la rovente tempra riversata nel songwriting-kamikaze: pieno e ricco di cambi di tempo al cardiopalmo, che non lascia indifferenti. Un approccio vistosamente adirato, con largo spazio ad una prova vocale ringhiante e dalla spigliatezza impazzita, illuminata da un'audace personalità. Rabbia e passione, per una miscela di ingredienti old school-oriented dal sapore forte, deciso; insomma adatta per chi vuole ricevere dal death/grindcore una carica nevrotica persistente. Tanti pezzi piazzati al posto giusto, al momento giusto. Se vi può bastare, acquistatelo a scatola chiusa.

Contatti: 

expulsiongrind.bandcamp.com/nightmare-future
facebook.com/ExpulsionOfficial

TRACKLIST: Total Human Genocide, Alter of Slaughter, Mask of Fear, Nightmare Future, Funeral Bells, Compulsions, Comatose

giovedì 5 ottobre 2017

Recensione: EXHUMED "Death Revenge"
2017 - Relapse Records




"L'unico grande mistero della vita è che essa è governata unicamente da morti." (cit. dal film Inferno, 1980)

Un'esperienza ultraventennale, rafforzata da tante uscite discografiche di notevole peso e spessore, ha garantito agli EXHUMED una posizione di rispetto nel novero dei migliori gruppi death metal a stelle e strisce. E non potrebbe essere altrimenti, poiché questi macellai californiani sono dei veri professionisti. Provocatori, da ventisette anni a questa parte, i Nostri pubblicano "Death Revenge" dimostrandosi pragmatici, dirompenti, sanguinari. Il risultato finale non deluderà le aspettative, come spesso capita facendo riferimento alle pietre miliari del genere. La produzione, anche se curata adeguatamente in ogni piccolo dettaglio, contribuisce a ricreare un clima marcio e maledettamente maleodorante. Un death metal simile al suono di una motosega fuori controllo, arricchito da taglienti riff/assoli di chitarra che chiamano in causa il vecchio thrash metal. La loro è musica vigorosa, autentica, supportata da una preparazione tecnica da copogiro. Con i contenuti di "Death Revenge" gli Exhumed spazzano via velocemente molte buone produzioni presenti nell'attuale scena. Il leader Matt Harvey ha lavorato sodo e con determinazione nella sua ricerca del death metal. Questo importante dato va riconosciuto e richiede il nostro attivo sostegno. Non a caso, l'album si candida a diventare una delle più interessanti uscite del 2017.

Contatti: 

exhumed.bandcamp.com 
facebook.com/ExhumedOfficial

TRACKLIST: Death Revenge Overture, Defenders of the Grave, Lifeless, Dead End, Night Work, Unspeakable, Gravemakers of Edinburgh, The Harrowing, A Funeral Party, The Anatomy Act of 1832, Incarnadined Hands, Death Revenge, Death Revenge Underture, A Lesson In Violence (Exodus cover)



mercoledì 4 ottobre 2017

Recensione: UNSANE "Sterilize"
2017 - Southern Lord Recordings




Gli UNSANE di New York, entrati di diritto nella storia del noisecore, ancora oggi possono rappresentare un'affilata spina nel fianco per molti di noi, sebbene la scena musicale abbia subito un netto stravolgimento per effetto dei canoni del music business (importante da sottolineare). Su questo ultimo punto, a puro titolo esemplificativo, varie affermazioni si potrebbero sprecare. Con "Sterilize", la consolidata tradizione degli Unsane si rinnova consentendoci di rivivere appieno il trademark di un gruppo seminale che ha lasciato il segno in quasi trent'anni di attività, ineguagliabile per caratteristiche, e che custodisce senza riserve il suo istinto criminoso così come le sue ineguagliabili qualità stilistiche, dando vita ad un'esperienza distorta di altissima caratura. Ruvidezza, impatto, freschezza, feeling, c'è tutto quello che si può desiderare da un disco degli Unsane e che troverete in "Sterilize". Per Chris Spencer, Dave Curran, Vinnie Signorelli, la cosa importante è essere fedeli a se stessi, e, ovviamente, rimanere coerenti con i piedi piantati per terra. I tre statunitensi sono ancora capaci di osare pur rimanendo concentrati sul loro inconfondibile sound, vivono in un contesto musicale fuori dal comune, e questo li rende sicuramente personali. Diamo valore a chi crede ancora nella parola "arte" e non a tutto ciò che ci viene dato in pasto dalle correnti passeggere. Le mie personali affermazioni non sono dettate dall'entusiasmo del momento, ma motivate dal fatto di trovarmi di fronte ad una delle più importanti band rock a livello internazionale. La firma con la Southern Lord è l'unico cambiamento sostanziale. Possano i grandi maestri avere una lunga vita!

Contatti: 

unsanenyc.com
facebook.com/UNSANENYC 

TRACKLIST: Factory, The Grind, Aberration, No Reprieve, Lung, Inclusion, Distance, A Slow Reaction, We're Fucked, Avail

lunedì 2 ottobre 2017

Recensione: REPRESSIONE "Col Sangue Agli Occhi"
2017 - Autoproduzione | Scaglie di Rumore




I bolognesi REPRESSIONE mostrano tutta la loro carica e vanno giù pesante "Col Sangue Agli Occhi" (mai titolo fu più appropriato, soprattutto se si contestualizzano adeguatamente gli argomenti espressi nelle 10 tracce). Quello che colpisce del nuovo full-length (il secondo pubblicato in pochi anni di attività), è che non lascia indifferenti, sebbene l'hardcore dei Nostri non aggiunga nulla di innovativo sul piano compositivo. Ma ciò che ami veramente non devi abbandonarlo, e non puoi farlo andare via come se niente fosse. Bisogna starci dentro per capire cosa si prova ad essere un musicista con animo o atteggiamento risoluto, bisogna rispettare certi principi per capire cosa s'intende per "attitudine". Per farla breve, i cultori dell'inconfondibile sound old school sapranno apprezzare le gesta anticonformiste dei Repressione. Quindi, lo puoi amare fino al midollo o detestare completamente, ma l'importante è ammettere che l'hardcore nasce da un suono rumoroso senza compromessi e soprattutto "sincero". Beh, ora potete ben capire perché supporto formazioni come questa. Ascoltare per credere. Tre le collaborazioni presenti sul disco: Max dei Contrasto ('In Cieli Di Piombo'), Valentino dei XCenereX e Tsubo ('Colpo Su Colpo'), Afshin degli XOhXCristo e W.A.A.R. (nella title track). Sono tre le cover proposte: 'The Game' degli americani INFEST, 'Happy Time' dei giapponesi xLIEx, 'About To Crack' degli olandesi VITAMIN X. E' di forte impatto la foto messa in copertina che ritrae dei detenuti in rivolta sui tetti del carcere di San Vittore (scatto risalente agli anni '70). L'autoproduzione "Col Sangue Agli Occhi" verrà stampata su cassetta dall'etichetta Scaglie di Rumore.

Contatti:

repressionehc.bandcamp.com/col-sangue-agli-occhi
facebook.com/repressionehc
scagliedirumore.bandcamp.com

TRACKLIST: Guerra Alla Città, Huye Hombre, Cieli Di Piombo, The Game (INFEST), I Giorni Dell'Ira, Col Sangue Agli Occhi, Colpo Su Colpo, Macho Free Zone, About To Crack (VITAMIN X), Happy Time (xLIEx)

venerdì 29 settembre 2017

Recensione: KONTATTO "Fino Alla Fine"
2017 - Agipunk




Non potevo e non volevo farmi sfuggire la possibilità di recensire questo terzo album dei bolognesi KONTATTO; anche se, in realtà, è già uscito da ben sei mesi nella sola versione su vinile. 'Fino Alla Fine' non fa altro che mettere a ferro e fuoco l'impianto stereo servendosi di undici brani d-beat corazzati, capaci di echeggiare l'inattaccabile scuola degli anni ottanta. Una dose consistente di violenza, e soprattutto tanta voglia di urlare (in lingua italiana!) il proprio dissenso verso i soliti "luridi" nemici. Brani veloci, scarni, immediati, muniti di irriguardose dinamiche nervose. Musica sanguigna e lontana da ogni moda musicalmente imperante. I Kontatto mi fanno tornare alla mente i Wretched di Milano, ma ciò non crea un effetto penalizzante. 'Fino Alla Fine' è l'ennesimo manifesto di rivolta, motivo in più per continuare a spargere litri di sangue sotto al palco. C'è una sola regola da rispettare: combattere fino alla fine.

Contatti: 

facebook.com/Kontatto 
kontatto.bandcamp.com/fino-alla-fine

TRACKLIST: Rifiuto, Liberi Armati Pericolosi, Avete Perso, Sotto Il Vestito Niente, Un'Altra Crociata, Sono Un Clandestino, Fino Alla Fine, Picci, Spettri Di Morte, Comprato E Venduto, Non E' Competizione



mercoledì 27 settembre 2017

Recensione: ELDER DEVIL "Graves Among The Roots"
2017 - Medusa Crush Recordings




La partenza degli statunitensi ELDER DEVIL è davvero folle. Sì, perché il duo (esordiente) di Fresno tira fuori dei brani micidiali per intensità e ritmo. Ecco quindi che la follia compositiva si stempera in dodici minuti diretti, variegati, ben strutturati. L'EP "Graves Among The Roots" sembra essere un lavolo partorito da una jam tra Kill the Client, Agoraphobic Nosebleed, Rotten Sound, Trap Them. Un debutto fortemente voluto dai due musicisti, dove nulla è stato lasciato al caso. Questo vuol dire che qui la velocità di esecuzione non è MAI fine a se stessa. Il gruppo cattura attenzione mentre spara tonnellate di odio pungente, creando un muro di suono impenetrabile, che vi travolgerà mentalmente e fisicamente. Finché si continueranno a produrre dischi estremi di tale spessore qualitativo, noi tutti potremo godere in modo completo. La copertina di "Graves Among The Roots" è stata curata dal corpulento Ethan Lee McCarthy (cantante e chitarrista dei Primitive Man, Vermin Womb).

Contatti: 

elderdevil.bandcamp.com
facebook.com/ElderDevil 

TRACKLIST: Deep Vices, The Collected, New Gods, After Flesh, Speechless, Needless

giovedì 21 settembre 2017

Intervista: BEASTMAKER - "LE ANIME DANNATE DELL'OLTRETOMBA"






TORNANO IN PIENE FORZE I CALIFORNIANI BEASTMAKER. IL RISULTATO? UN DISCO ENERGICO E STRABORDANTE DI IMMAGINI CUPE CHE RICHIAMANO ATMOSFERE TIPICHE DEGLI ANNI SETTANTA, FATTO DI CANZONI SORRETTE DA UN LAVORO CHITARRISTICO DEGNO DI NOTA: "INSIDE THE SKULL" E' IL MIGLIORE DISCO DELLA FORMAZIONE DI FRESNO. A RISPONDERE ALLE MIE DOMANDE E' STATO IL CANTANTE/CHITARRISTA TREVOR WILLIAM CHURCH.

1. Ciao Trevor. Prima di tutto, grazie per la tua disponibilità. La prima e immediata domanda è: che cosa significa esattamente il titolo del nuovo album ("Inside the Skull")?

- L'idea generale per "Inside the Skull" è che, a prescindere dal costo, la maggior parte degli esseri umani pagherebbero qualsiasi prezzo per raggiungere l'immortalità. Tutto ciò che ottieni in vita in qualche modo lo paghi. Un esempio? Se perdi del tempo sei costretto a lavorare più ore per recuperare ciò che hai perso. Bisogna prendersi delle responsabilità, consapevoli di quello che si sta realizzando.

2. Il vostro approccio alla musica è più coeso rispetto a qualche anno fa e, quindi, viene spontaneo chiederti come siete arrivati a questo livello di abilità. Inoltre, com'è cambiato il processo di registrazione?

- Ho scritto la maggior parte di queste songs mentre registravo il nostro disco di debutto. Quindi, è difficile spiegare ogni emozione provata in quel periodo o ciò che ha influenzato un determinato momento. Il processo di registrazione è stato quasi identico, avendo lavorato nel mio studio in casa. Abbiamo completato le registrazioni in breve tempo, ma ci sono voluti alcuni mesi per completarlo perché eravamo spesso in tour.

3. Sono emerse delle vecchie idee che siete stati in grado di utilizzare per il nuovo album?

- Le canzoni racchiuse in "Inside the Skull" sono un po' tutte datate, ma ero convinto che sarebbero state perfette per questo disco. Al momento sto scrivendo il materiale per il prossimo full-length che, viene scritto e registrato contemporaneamente. Ci saranno alcune differenze rispetto al passato.

4. Quali band o tipologie di suono hanno ispirato la musica di "Inside the Skull"?

- Per comporre i primi due album sono stato più influenzato da alcuni film e meno da altri musicisti o band. Musicalmente, i Black Sabbath sono sempre stati un punto di riferimento. Per trovare l'ispirazione durante le fasi di scrittura delle canzoni è stato fondamentale il film Tombs of the Blind Dead (diretto da Amando de Ossorio nel 1971), ma anche altri.

5. Che cosa possiamo aspettarci dai futuri live dei Beastmaker?

- Il nuovo album verrà pubblicato nel 2018. Il mio modo di comporre è un po' cambiato e per questo motivo sono curioso di vedere la rezione del pubblico. Il sound è ancora molto dark, ma le ritmiche/riff sono diversi. Credo che i nostri spettacoli dal vivo saranno più intensi.

6. Grazie per l'intervista. Ti auguro il meglio. Hai un messaggio che vorresti lanciare ai lettori della mia webzine?

- Voglio ringraziare tutti i nostri supporters sparsi per il mondo. Sono i fan a tenermi motivato. Grazie per l'intervista. Cheers

CONTATTI:

beastmaker.bandcamp.com
facebook.com/Beastmaker


BEASTMAKER line-up:

Trevor William Church - Chitarra, Voce
Andres Alejandro Saldate (Juan Bonham) - Batteria
John Tucker - Basso


RECENSIONE:
Recensione: BEASTMAKER "Inside the Skull" 2017 - Rise Above Records






martedì 19 settembre 2017

Recensione: BEASTMAKER "Inside the Skull"
2017 - Rise Above Records




I BEASTMAKER escono nuovamente dalle loro tombe! Gruppo che, ha ottenuto i suoi improvvisi consensi positivi nel giro di poco tempo e con un solo full-length all'attivo, gettando così le basi per il successivo album della conferma, arrivato nel maggio di quest'anno, con il nome di 'Inside the Skull'; un ritorno irremovibile che, sta facendo guadagnare ulteriore punteggio al trio proveniente da Fresno. Tracciare un profilo preciso di una giovane band come i Beastmaker, imprescindibile per chiunque tenga veramente a cuore il classico retro metal (Black Sabbath, Pentagram), non è un'impresa facile, considerati i tanti combattenti impegnati in questa sorta di revival del rock/doom metal/stoner, questo puntare sul mito del glorioso passato, sulle emozioni "pure" degli anni '70. Ma a differenza di altri colleghi attivi nella scena, i tre californiani possono vantare capacità compositive non indifferenti, amplificate dal buon gusto per gli arrangiamenti, oltre che dalla coerenza/tenacia. Ormai di casa presso la label londinese Rise Above Records, i Beastmaker danno testimonianza di maestria nell'underground musicale contemporaneo, realizzando un lavoro che lascia trasparire il valore di una creatività ormai coesa. Non solo, nonostante siano abbastanza derivativi, si distinguono ugualmente per la loro freschezza di tocco e per le accecanti caratteristiche intrinseche. Un marchio a fuoco.

Contatti:  

beastmaker.bandcamp.com
facebook.com/Beastmaker

TRACKLIST: Evil One, Heaven to Hell, Now Howls the Beast, Of God's Creation, Give Me a Sign, Nature of the Damned, Psychic Visions, Inside the Skull, Night Bird, Sick Sick Demon





venerdì 15 settembre 2017

Recensione: PRIMITIVE MAN "Caustic"
2017 - Relapse Records




Probabilmente mai nessuno, come gli statunitensi PRIMITIVE MAN, è stato capace di portare alla superficie gli incubi nascosti, la follia e i lati oscuri della società odierna, tutto questo grazie ad un sound che non può che essere definito con un aggettivo: apocalittico. Di fatto Ethann Lee McCarthy sembra alimentarsi della sofferenza che fugge e incessantemente si trasforma. Una sensibilità sviluppata per le sonorità sludge/doom/ noise, oltre all'influenza esercitata sull'ascoltatore dall'ambiente che lo circonda, e inesorabilmente si trova fusa, nel corpo delle canzoni. "Caustic" ci conduce verso un marcato senso di cupezza, era inevitabile che ciò succedesse. La lucida consapevolezza del loro marchiare a nero mi riempie di ammirazione, e rimango qui (scioccato) davandi al fascino del sublime grigiore di un universo di ceneri. Bisogna comunque avere una certa disposizione mentale, in modo da poter apprezzare appieno la fredda crudeltà dei Primitive Man. Solidi come il cemento armato.

Contatti:

primitivemandoom.bandcamp.com
facebook.com/primitivemandoom

TRACKLIST: My Will, Victim, Caustic, Commerce, Tepid, Ash, Sterility, Sugar Hole, The Weight, Disfigured, Inevitable, Absolutes

giovedì 14 settembre 2017

Recensione: SINMARA "Within the Weaves of Infinity"
2017 - Terratur Possessions




Band di notevole spessore i blackster islandesi SINMARA, già recensiti e sottoposti a revisione ai tempi del loro debutto "Aphotic Womb" (2014). L'ultimo EP "Within the Weaves of Infinity" dura appena venti minuti, ma la quantità di spunti che fornisce è a dir poco elevata. Accanto a riff poderosi la formazione mette in atto interessanti soluzioni melodiche che possano suscitare mistero e magnificenza. Questo è senza ombra di dubbio un nuovo passo in avanti, che rifinisce ed amplia songwriting, suoni e impatto. I richiami agli svedesi Watain risultano chiari, perciò non ci si può nascondere. In generale il tono dell'EP è pregno di una tensione greve, propriamente black. I Sinmara possiedono le potenzialità per fare breccia nel cuore degli appassionati del genere.

Contatti: 

sinmara.bandcamp.com/within-the-weaves-of-infinity
facebook.com/sinmaraofficial 

TRACKLIST: Within the Weaves of Infinity, Ormstunga, Nine Halls

sabato 9 settembre 2017

Recensione: IURTA "Notes Towards A Mental Breakdown"
2017 - Cyclic Law




Gli indizi striscianti custoditi nella dimensione tridimensionale creata da IURTA, indicano che l'orrore è provocato dal dramma di un disastro di cui l'uomo reca la più tragica responsabilità. E dall'orrore "tangibile" i due compositori portoghesi (J. A. | A. Coelho) colgono l'espressione più universale attraverso la forza magnetica delle sonorità drone/dark ambient: dando forma ad un disco dal forte impatto catartico. In "Notes Towards A Mental Breakdown" (stampato da Cyclic Law) l'espressione sonora diventa centrale, eloquente e penetrante. La continua agitazione della musica si concentra nell'azione di nove composizioni, intense e decise, filmiche ed evocative. Nessun altro metro di giudizio, nessuna chiave di lettura che non sia quella interna all'animo inquieto dei Nostri. Una concretezza profonda, capace di concentrare la più lacerante espressione della vita che viene strappata al suo organismo naturale. E allora come non apprezzare il talento di questi ragazzi?

Contatti: 

cycliclaw.bandcamp.com/notes-towards-a-mental-breakdown

TRACKLIST: Notes Towards A Mental Breakdown, Organic Units, Sequence Destination, Continuous Fluctuations, Spinal Levels, Virtualized, Fragmentation Field, Burnt Mind, Illuminated Man


giovedì 7 settembre 2017

Recensione: LOWLIFE "Demo"
2017 - DIY




I LOWLIFE si ripresentano sulle scene grondanti di acido nitrico e con la determinazione di chi è abituato a fare sul serio. In effetti l'hardcore, crust, grindcore proposto dalla band del New Jersey non lascia un attimo di respiro, richiamando "spudoratamente" band quali Trap Them, Converge e simili. Perfino ad un ascolto superficiale è impossibile non accorgersi di come la musica racchiusa nel nuovo demo sia frutto soprattutto della lezione imparata dalle bestie guidate da Ryan McKenney e Jacob Bannon. Pochi minuti a disposizione, quanto basta per sfondare il nostro apparato uditivo. A parte una indiscutibile padronanza strumentale, questi Lowlife si limitano a percuotere violentemente noncuranti dei giudizi provenienti dall'esterno. Buone le intezioni, buona la grinta, ma servirebbe maggiore personalità per affrontare il futuro. Comunque non male.

Contatti:

lowlife666.bandcamp.com/2017
facebook.com/LOW-LIFE

TRACKLIST: Savage Son, Mortal Gods, Unholy Alliance


martedì 29 agosto 2017

Recensione: BOWELFUCK "Fragments"
2017 - Rotten Roll Rex




I cechi BOWELFUCK pubblicano il loro secondo full-length: un disco capace di radere al suolo ogni ostacolo gli si presenti davanti. Che il sound del trio è una sorta di via di mezzo tra i finlandesi Rotten Sound e gli svedesi Nasum lo si capisce fin dalla traccia posta in apertura ("Why"). Già, perché "Fragments" rischia seriamente di piacere a tutti coloro che consumano le produzioni delle due band citate qualche secondo addietro. Il nome Bowelfuck non è solo sinonimo di energia, è li dove l'ira (quella che infiamma tutt'intorno) incontra il grind, e spurga un intenso calore ustionante. Ovviamente gran parte del merito è dei loro mentori (giusto affermarlo!): di certo questi musicisti hanno rispolverato riff/ritmiche sofferte e sanguinanti, perciò fatali. Un gruppo che probabilmente non inciderà mai il suo album decisivo, ma comunque meritevole di attenzione per la dedizione con cui svolge il proprio compito. Il nuovo "Fragments" non sfigurerà se paragonato ai nomi più quotati del genere. Da ascoltare e condividere!

Contatti:

facebook.com/bfgoregrind

TRACKLIST: Why, War Inside, Casket, Strict, Thread, I'm Not, Explosion, Better, Fragments, Trapped, Wasteland, Redemption, Illusion, Now Is the Time, I'm Stuck, Two Fields - Three Days


domenica 20 agosto 2017

Recensione: ROPE SECT "Personae Ingratae"
2017 - Iron Bonehead Productions | Caligari Records




Già al primo ascolto "Personae Ingratae" rivela qualità compositive da non sottovalutare, che sembrano riprendere elementi new wave/post punk in maniera personale ed eccentrica. I tedeschi ROPE SECT ne escono freschi e compatti, anche quando a prevalere su dissonanze/riverberi sono gli echi di tre autentici "mostri sacri" entrati nella storia della musica oscura e drammatica (Bauhaus, Joy Division, Christian Death). Questi musicisti forgiano un sound accattivante che è una sintesi micidiale di ispirazione e ricerca, estrosità e intelligenza. A tratti il risultato è travolgente ('Fallen Nation', 'Pretty Life', 'Ochlesis 0','Death is your lover'). C'è da ammirare la passionalità con cui Inmesher rivela all'ascoltatore la sua voce solista (puro tormento ed estasi). Il futuro non si prevede, ma si può modellare a proprio piacimento. Consigliati. Enjoy!

Contatti:

ropesect.bandcamp.com/personae-ingratae

TRACKLIST: Fallen Nation, Tarantist, Pretty Life, King of the Night, Recess, Ochlesis, Death is Your Lover, Rattenkönig


sabato 12 agosto 2017

Recensione: STRAIGHT OPPOSITION "The Fury From The Coast"
2017 - Indelirium Records




Delle band hardcore si può dire tutto e il contrario di tutto, di certo si deve riconoscere loro la capacità nel saper mantenere vivo l'intento consapevole di colpire e di ferire. In preda ad una rabbia feroce, perciò incontrollabile, i pescaresi STRAIGTH OPPOSITION ci scagliano addosso un album adrenalinico e coinvolgente, alimentato da quella che io definirei: una passione "vera", "imbattibile", la stessa che dura da ben 13 anni. Il frontman Ivan Di Marco & soci hanno trovato il loro modo di raccontare la strada, il proprio disagio, sfornando dischi che spaccano per potenza e resa (soprattutto dal vivo). Gli Straight Opposition meritano supporto e rispetto per un discorso di coerenza! "2017" fa da introduzione a dodici brani irriverenti, esempi fulminei della natura senza compromessi di "The Fury From The Coast"; arma che infiamma le azioni dei quattro abruzzesi, tra i pochi sulla scena capaci di incatenare sostanza e concretezza. Se avete da contraddire, l'obbligo è di presenziare durante i prossimi live del gruppo. Questo è hardcore.

Contatti: 

indeliriumrecords.bandcamp.com/the-fury-from-the-coast 
facebook.com/StraightOpposition

TRACKLIST: 2017, Waiting For The Big Wednesday, Get Ready For Action, Old Fascism ∙ New Habits, The Fury From The Coast, Feed Your Demon, So Cynic ∙ Last Winter, Nature Has No Principles, Angel Face Strikes Again, Not Even A Man, 3 Verse Of Anger, Gravity Is My God, Non c’é Spazio


martedì 1 agosto 2017

Intervista: PHURPA - "UN NUOVO INIZIO"






SFRUTTARE L'ENERGIA DELLA PROPRIA ANIMA E' UN MODO PER CONOSCERE MEGLIO SE STESSI. CON ALEXEY TEGIN, MENTE DEI PHURPA, HO POTUTO INTRATTENERE UNA BREVE CHIACCHERATA SUL SIGNIFICATO DI CERTE PRATICHE MAGICHE.

1. Ciao Alexey. Grazie per la tua disponibilità. E' un onore parlare con te. Potresti presentare il progetto PHURPA ai lettori della mia webzine? Quando hai deciso di metterlo in piedi?

- I Phurpa sono un gruppo di persone che alimentano le antiche pratiche magiche. Nel corso di vent'anni mi sono avvalso di vari componenti. Tutto cambia in continuazione. I Phurpa sono come il vento.

2. Il Phurpa è un oggetto rituale piuttosto diffuso nei paesi asiatici. È un coltello costituito da tre lame e un'impugnatura, usato in particolari rituali tantrici. Il suo simbolismo è molto potente ed esso è considerato come una sorta di pugnale magico capace di domare e sconfiggere anche i più terribili demoni. Perché è così importante la sfera concettuale della tua musica? Suoni e significati viaggiano in parallelo?

- Lo Yidam è l'oggetto ritualistico associato all'aspetto dell'attività meditativa e del suo grande potere. L'energia sonora è una manifestazione di questa forza.

3. Come componi la tua musica? È qualcosa che nasce spontaneamente o hai bisogno di un umore specifico per dare forma a certe emozioni/vibrazioni? Da dove provengono le influenze che determinano il lato spirituale delle composizioni? Ci sono dei luoghi che stimolano la tua immaginazione?

- Non siamo musicisti che si riuniscono per scrivere canzoni. Il nostro suono è qualcosa di sconosciuto che emerge dal profondo. Noi entriamo in un'altra dimensione durante l'azione. La coscienza viene trasferita in un altro spazio.



4. Cosa puoi dirci sul vostro ultimo "Gyer Ro". Sei soddisfatto della promozione della Cyclic Law e della vostra collaborazione?

- Tutto procede bene. Diverse etichette hanno dimostrato interesse nei confronti dei Phurpa, e a giudicare dalle proposte arrivate, mi sembra di capire che alcuni individui hanno la necessità di affrontare dei viaggi magici.

5. Come definiresti la potenza espressiva dei Phurpa?

- Abbiamo investito tutte le nostre forze nel suono dei Phurpa e credo che ciò attrae la gente.

6. Riguardo le vostre performance dal vivo: che esperienza volete creare per il pubblico?

- A volte mi sento come un terrorista che occupa la mente dei nostri ascoltatori. I Phurpa possono anche essere visti come un foglio di carta su cui tutti possono scrivere una storia diversa.

7. Le ultime parole le lascio a te...

- Si può fare più di quanto si può.


CONTATTI:

cycliclaw.bandcamp.com/gyer-ro
phurpa.bandcamp.com 
cycliclaw.com 


RECENSIONE:
Recensione: PHURPA "Gyer Ro" 2017 - Cyclic Law




mercoledì 26 luglio 2017

Recensione: INCANTATION "Profane Nexus"
2017 - Relapse Records




Gli INCANTATION di John McEntee, una delle migliori band in ambito death metal, hanno sempre cavalcato un rigoroso afflato bestiale, volto a dare filo da torcere all'immaginario religioso cristiano. Ed ecco che "Profane Nexus" descrive maniacalmente questo concetto attraverso un folle puzzle di sonorità malvagie, testi oscuri, visioni disturbanti. Già, perché lo psicotico universo creato dai deathster americani non è sorretto solo da una insana colonna sonora, ma anche dall'intero scenario che la circonda. Chiaro esempio di qualità e dedizione alla causa. Un simbolo fondamentale per capire cosa voglia dire agire in coerenza con le proprie convinzioni e perciò essere "veri" nei confronti di se stessi e dei fan più fedeli. Non si poteva chiedere di meglio a dei Mostri Sacri giunti alle soglie dei 30 anni di attività nell'underground. La grandezza degli Incantation risulta evidente. AMEN.

Contatti:

incantation.com
facebook.com/IncantationOfficial


TRACKLIST: Muse, Rites of the Locust, Visceral Hexahedron, The Horns of Gefrin, Incorporeal Despair, Xipe Totec, Lus Sepulcri, Stormgate Convulsions from the Thunderous Shores of Infernal Realms Beyond the Grace of God, Messiah Nostrum, Omens to the Altar of Onyx, Ancients Arise


lunedì 17 luglio 2017

Recensione: SUCCUMB "Succumb"
2017 - The Flenser




Convulso e tagliente l'album omonimo di debutto dei californiani SUCCUMB, band di San Francisco nelle cui fila milita la cantante Cheri Musrasrik. I quattro musicisti in questione sono artefici di un suono ossessionante e torbido, metal fino al midollo e che recupera le atmosfere sinistre del vecchio black/death oltraggioso, quello tenuto in vita dai vari Cianide, Incantation, Funerus, Acheron... Quindi, non è assolutamente un caso se i Succumb hanno deciso di innalzare lo spirito cinico e peccaminoso di chi prende il capro per le corna e lo fa avanzare tra le fiamme dell'inferno. Se da un lato si distinguono per malignità e sporcizia primigenia, posso altrettanto affermare che possiedono delle ottime qualità compositive, ma anche tecniche; sempre indispensabili per allargare il raggio d'azione. Ecco spiegato il motivo per cui c'è qualcosa di "post" nella proposta dei Succumb. Singolare l'impostazione vocale della ragazza impegnata dietro al microfono. 'Succumb' deve essere preso in "seria" considerazione.

Contatti: 

succumb.bandcamp.com
facebook.com/succumbsf

TRACKLIST: The Initiate, Destroyer II, Bedchambers, Survival, Seedling, Coal Dark Earth, The Flood


sabato 15 luglio 2017

Nuovo progetto musicale: FEED THEM DEATH






Felice e Onorato di essere stato coinvolto nell'EP dei FEED THEM DEATH, nuovo progetto grind messo in piedi dal polistrumentista Void (fondatore degli Antropofagus e bassista nell'album di debutto della band ligure "No Waste of Flesh" - 1999, bassista/cantante nel secondo "Alive Is Good... Dead Is Better" - 2001). L'amico Stefano Manca del Sudestudio (Guagnano, Salento) si è occupato solo delle registrazioni delle mie parti vocali per la song intitolata "Penance In The Wrong Direction". Ringrazio Void anche per avermi concesso l'opportunità di utilizzare uno dei miei testi per la devastante traccia. Il progetto solista dell'artista succitato, attualmente in pianta stabile in Inghilterra, occasionalmente si avvale di collaborazioni di spessore. C'è da aggiungere che un altro grande musicista italiano ha preso parte all'EP, ma non svelerò il suo nome. L'uscita del primo "No Solution / Dissolution" è prevista per l'autunno di quest'anno. Per l'artwork è stata scelta una mia Opera Pittorica. Stay Tuned!

Christian Montagna | SON OF FLIES WEBZINE



venerdì 7 luglio 2017

Recensione: TENHORNEDBEAST "Death Has No Companion"
2017 - Cold Spring




Dalla cella dell'anima, il compositore Christopher Walton si circonda del flusso incessante della propria Natura, in una negazione dell'esistenza che va oltre il gusto del sopravvivere. La sua musica si presenta dunque decisamente intensa e minimale, proprio perché TENHORNEDBEAST nasce per combinare e favorire accostamenti non ordinari che regalano il terribile piacere e insieme il piacere sgomento della perdita del corpo. Le tracce del nuovo full-length testimoniano la trasformazione della sua materia. E dove questa si perde, scompare o si annulla, resta appunto la vitalità della materia primigenia. Una spaccatura fra luce e buio... fra chiaro e scuro. TenHornedBeast al di là del Bene e del Male.

Contatti: 

coldspring.bandcamp.com/death-has-no-companion 
facebook.com/TenHornedBeast

TRACKLIST: The Wanderer, The Lamentation Of Their Women, In Each Of Us A Secret Sorrow 


lunedì 3 luglio 2017

Recensione: GOD BODY DISCONNECT "Sleeper's Fate"
2017 - Cryo Chamber




Bruce Moallem ha sviluppato un sound ormai immediatamente riconoscibile, nato dall'incrocio di ambient, passaggi post rock e influssi apotropaici. Per quanto riguarda il suo modo di operare, è cambiato ben poco: GOD BODY DISCONNECT ci consegna un ampio spettro di ambientazioni, perciò sta alla capacità del pubblico riuscire a calarsi in questa flessibile dimensione. La musica contenuta in "Sleeper's Fate" è come una calamita. Ovunque ci sia qualcosa di irresistibile si sviluppa una fortissima attrazione. Ciò nonostante, è questa la ragione per cui gran parte del suo mistero si va diffondendo. Bruce si muove secondo una sorta d'intuizione subconscia. Ci sono le parole e ci sono le storie, ma quello che puoi dire con un disco strumentale non lo puoi esprimere a parole. E' qui che sta il bello: e ha a che fare con il flusso del tempo, col concetto del giustapporre, cioè dell'accostare, del mettere accanto vari elementi materiali, o più spesso astratti. La musica ambient è un'arte che si trascina dietro gli spettri che condizionano la vita dell'umanità. Merita di essere acquistato.

Contatti:  

cryochamber.bandcamp.com/sleepers-fate
facebook.com/godbodydisconnect

TRACKLIST: Sleeper's Fate, Halls of Disintegration, Reservoir Dreamer, Lair of the Dormant Host, Flesh of a Ghost, Drowning with God, The Portals Evolve


mercoledì 28 giugno 2017

Recensione: SVARTSINN "Collected Obscurities"
2017 - Cyclic Law




In 'Collected Obscurities' l'influenza della gelida terra scandinava si fa sentire più intensamente che mai, così come emerge la capacità di Jan Roger Pettersen (SVARTSINN) di generare turbamenti insostenibili: le sue composizioni strumentali sono straordinarie per le numerose vibrazioni di nudo distacco, spesso espresso attraverso suoni magnetici ma controllati. Questo dimostra che, se sei una "vera" persona creativa sarai portato a vedere qualunque cosa in modo diverso. Credo che la musica di Svartsinn abbia una collocazione precisa, che si spinge al di sopra dello strato superiore dell'atmosfera. Totalmente fedele alla tradizione del miglior dark ambient, l'artista evoca scenari dipinti al di fuori degli schemi preconfezionati. 'Collected Obscurities' racchiude 11 capitoli messi alla luce nell'arco di dieci anni (tra il 2002 e il 2012), e nonostante siano ormai datati, suonano attuali e agghiaccianti. Un album che t'inghiotte e ti incatena nel buio senza fine. E in questo senso si tratta veramente di un temibile "Effetto Collaterale".

Contatti: 

cycliclaw.bandcamp.com/collected-obscurities 
facebook.com/jan.r.pettersen.9

SONGS: The Fading Horizon, Yearning, The Ashen Dream, Form Is Emptiness, Untitled, Cold But Strong, feat. NORTHAUNT s/t, feat. ALLSEITS Falling Pt. 2, feat. GYDJA Terrenum Corpus, feat. PSYCHOMANTEUM, September Dirge (Alternate Mix)


mercoledì 21 giugno 2017

Recensione: KEOSZ "AVA"
2017 - Cryo Chamber




Lo slovacco Erik Osvald è uno dei compositori più talentuosi del panorama dell'ambient music. Sebbene sconosciuto ai più, KEOSZ può contare su una buona esperienza, e questo lo si poteva capire ascoltando il debutto "Be Left to Oneself" (2016). Il ragazzo mescola con grandissima abilità forme sonore mutevoli, attingendo da varie fonti spaziali. Questo nuovo "AVA" è sicuramente uno dei più intensi lavori del 2017 che danno lustro ad una scena musicale sempre in movimento e all'avanguardia. Keosz ci descrive panorami evocativi e visioni cosmiche con sonorità dilatate che tessono melodie imprevedibili. La sostanza multiforme emanata dalle composizioni ha un ruolo fondamentale, perché arricchisce il disco in senso suggestivo e infomativo. Erik dimostra che l'originalità nell'approccio creativo sta nel cercare di evitare di clonare i dischi del passato. Imperdibile!

Contatti: 

cryochamber.bandcamp.com/album/ava 
facebook.com/KeOSzMusic


TRACKLIST: Aquitted from Illness, All I Had To Do, AVA, Nothing Left But Gloom, Consigned To Limbo, Behind The Horizon Of Preconceptions, Resurrection From The Dust, Equanimity Of The Senses, They Took All I Had, Farewell To Hollow Space


domenica 18 giugno 2017

Recensione: VACUUM AETERNA "Project​:​Darkscapes"
2017 - Cyclic Law




C'è in "Project​:​Darkscapes" una tensione che non si allenta; anzi, cresce con il passare dei minuti. Consapevolmente o no, ne sono stato attratto immediatamente: emozionalmente/spiritualmente. Le nove tracce potrebbero corrispondere a ciò che io definirei "astrazioni": cioè manifestazioni di luoghi "astratti", in questo caso di un luogo al di là della solitudine e del tenebrore. Il contatto tra i due compositori italiani coinvolti nel progetto genera una luce penetrante, all'interno di una visione grigia e nebbiosa. Il "rappresentare" è per i VACUUM AETERNA una necessità, ed è per tale motivo se decidono di seguire il proprio sentire, spesso vicino a parametri non estranei a territori già battuti da alcuni Maestri della musica industriale/dark ambient. E non può essere visto come un difetto. Che vi piaccia o meno, il primo album pubblicato per la canadese Cyclic Law Records ci permette di scorgere un abisso che mette in evidenza delle straordinarie potenzialità, in un contesto sonoro alimentato al di sotto del livello dell'inconscio. Non solo: qui non ci sono verità assolute, ma l'assoluta necessità di darsi una vera identità. L'artwork di Dehn Sora è da brividi.

Contatti: 

cycliclaw.bandcamp.com/project-darkscapes 
facebook.com/vacuumaeterna 

TRACKLIST: Kurtz, Eulogy, Anatomy Of A Spirit, Liminal Rites, Nibela Equinox, Control Metamorphose, Parasites Fall, Neglect, Enenra



mercoledì 14 giugno 2017

Recensione: GOATWHORE "Vengeful Ascension"
2017 - Metal Blade Records




La terra di New Orleans torna a tremare sotto i colpi dei GOATWHORE; un gruppo che, negli anni, ha ottenuto ottimi responsi sia dalla critica che dal pubblico, e non poteva essere altrimenti. I Nostri sono rimasti gli stessi, ma nel settimo album lo stile è stato maggiormente ampliato (...o rallentato?). Tale particolare può anche essere letto in modo del tutto opposto, come un inno alla deformità di "Vengeful Ascension". I Goatwhore hanno cercato di non seguire le stesse idee usate in precedenza e ciò gli ha permesso di creare un disco meno prevedibile. Spesso è opportuno che ci siano alcuni elementi di diversità per rendere appetibile la propria proposta. Dopo un ventennio di attività dedicata al metal estremo, dagli strumenti degli statunitensi fuoriescono ancora le bestie funeste vissute per secoli negli anfratti bui della terra. Pur non essendo di immediata assimilazione, "Vengeful Ascension" spedisce i Goatwhore nell'Olimpo dei grandi. Oggigiorno basta lasciar fare a chi di competenza.

Contatti: 

goatwhore.net 
facebook.com/thegoat666 

TRACKLIST: Forsaken, Under the Flesh, Into the Soul, Vengeful Ascension, Chaos Arcane, Where the Sun Is Silent, Drowned in Grim Rebirth, Abandon Indoctrination, Mankind Will Have No Mercy, Decayed Omen Reborn, Those Who Denied God's Will




lunedì 12 giugno 2017

Statistiche: 330.747 visite e 1.712 post su SON OF FLIES webzine




Dopo quasi cinque anni ho pubblicato 1.712 post. Il blog ufficiale ha superato 330.747 visite.

Grazie per il SUPPORTO! Christian Montagna

SON OF FLIES WEBZINE celebrates more than 330.000 visitors from around the World and 1.712 post!

Thanks for your SUPPORT! Christian Montagna

domenica 11 giugno 2017

Recensione: FLASH OUT "Death Dealer"
2017 - DIY Conspiracy




Un puro concentrato di rabbia quello che si trova al centro dell'EP dei canadesi FLASH OUT. Si rivelano perciò una buona band che giunge a questo nuovo lavoro dopo aver confezionato il precedente 7" split con i Begrime Exemious ed altre tre uscite messe in comercio tra il 2009 e il 2015. I ragazzi comunque non sono degli sprovveduti e propongono un crust/grind/hardcore a tinte forti, reso ancor più selvaggio da una voce animalesca. "Death Dealer" risulta un EP di tutto rispetto, che si lascia ascoltare anche i virtù della sua breve durata. Certo, rispetto ad altre formazioni mosse dagli stessi intenti i Flash Out hanno osato di meno, ma la loro resta una proposta adatta per chi vuole sbranare tali sonorità.

Contatti: 

flashout.bandcamp.com/death-dealer
facebook.com/FlashOutCrustGrind

SONGS: Corrupt, Dishonorable Discharge, False Imprisonment, Distraught, Death Dealer


mercoledì 7 giugno 2017

Recensione: MALAURIU | HERETICAL "Iam Mors Regnat"
2017 - Southern Hell Records | Zolfo Records




Queste due formazioni sicule hanno deciso di collaborare per finalizzare il nuovo split 7" intitolato "Iam Mors Regnat". La profonda amicizia tra le diverse parti ha reso realizzabile l'intera operazione. I MALAURIU e i veterani HERETICAL si dimostrano uniti, combattivi, determinati, puntando al raggiungimento di uno scopo comune. Entrambe le band tengono accesa la fiamma del black metal italiano, una decisione determinata dall'azione in contemporanea di geni mefistofelici. Mentre i primi propongono un sound ruvido e basilare ancorato agli anni Novanta, i secondi si affidano a una scrittura più efferata sostenuta dal drumming mozzafiato di Andrea Janko (ex-Impiety), attualmente impegnato sul fronte live con gli Angelcorpse. I Nostri sono tornati alla ribalta desiderosi di far sentire la propria energia, ma senza nessun intento autocelebrativo. Ora, la possibilità che avete è di scegliere da che parte stare.

Contatti:

facebook.com/malauriuofficial
facebook.com/HERETICALOFFICIAL

TRACKLIST:

Side A (Malauriu - Post Fata Resurgo)
Side B (Heretical - Khrysos Anthemon)


martedì 6 giugno 2017

Recensione: CONDOR "Unstoppable Power"
2017 - High Roller Records | Rush Of Power Records




Il presente album "Unstoppable Power" è l'esatto punto di incontro tra lo zelante furore del thrash vecchio stampo e la becera sfrontatezza tipica del death grezzo e minimale. Per i CONDOR l'importante è non essere mai sazi di quanto di disumano si possa offrire all'underground. Del resto lo stile musicale che si può ascoltare sul loro secondo lavoro non lascia adito a dubbi sulle intenzioni dei tre norvegesi, da poco approdati alla High Roller Records. I brani, tutti scabrosi e insolenti, sottolineano con efficacia come non sia casuale l'avversione verso la visione moderna di intendere il metal estremo. Chi, fino ad ora, ha consumato tonnellate di materiale retrò, non potrà che esaltarsi sulle note incandescenti dei Condor. "Unstoppable Power" è stato pensato, composto per rendere omaggio al passato non di certo per cambiarlo. Questo episodio diffonde di fatto il verbo dell'iconoclastia. Rok (Sadistik Exekution) ha curato l'artwork. La Rush Of Power Records pubblicherà la versione su tape.

Contatti: 

condornorway.bandcamp.com/unstoppable-power
facebook.com/condornorway

TRACKLIST: Embraced by the Evil, Riders of Violence, Chained Victims, You Can't Escape the Fire, Unstoppable Power, 83 Days of Radiation, Malevolent Curse, Horrifier


domenica 4 giugno 2017

Recensione: NECROBLOOD "Collapse of the Human Race"
2017 - Amor Fati Productions | Iron Bonehead Productions




"Collapse of the Human Race" svela il lato maligno dei NECROBLOOD, ed è black/death metal al cento per cento. Quindi, debbono essere considerati nelle loro intrinseche proprietà. Credo che nel processo compositivo dei transalpini abbia influito in modo determinante una band storica come gli Incantation (parlo di influenze). Difficile negarlo, basta ascoltare. Ci sono dei piccoli difetti, ma questi musicisti sono riusciti a tirar fuori delle canzoni veramente bestiali. La musica soffocante dei Necroblood è un riflesso dell'oscurità esteriore... lo specchio che mostra come si può essere puniti selvaggiamente bruciando all'inferno. E' l'ennesimo tributo alle esperienze blasfeme vissute negli anni Novanta, né più né meno.

Contatti: facebook.com/Necroblood

TRACKLIST: Intro, Through Limitless Abysses, Evil Against Evil, Sons of Genocide, Glorification Through Destruction, Essential Collaspe, Baptised by Devil's Cum, Sadistik Hunt, Operation Gomorrah, The Omen