domenica 17 dicembre 2017

Recensione: WORDCLOCK "Heralds"
2017 - Cryo Chamber




I brani architettati dal compositore Pedro Pimentel dimostrano che lo spostamento è sinonimo di movimento, il movimento è un cambiamento di posizione nel tempo. La sua scrittura si presenta infatti in una veste più tremante rispetto al passato, ed ecco che in un maestoso intrecciarsi di beat, strumenti a fiato e a corde l'ascoltatore viene prepotentemente trasportato in quello che a conti fatti è un viaggio sensoriale al limite tra esaltazione e angoscia, trance ed estasi. "Heralds" svela un'identità artistica che vuole sfuggire dal circuito tipicamente dark ambient per affacciarsi su un nuovo universo, in cui le sfumature sonore possono avere un ampio respiro. Nessun punto di riferimento, ma un raggio di azione più esteso. Essere artista significa provare ad avvicinarsi a degli obiettivi che, ogni volta, possono cambiare dimensione/forma. Un salto qualitativo e stilistico enorme, ottenuto grazie all'eccellente lavoro svolto da Amund Ulvestad (cello, electronica), Nuno Craveiro (nyckelharpa), George Shamanauri (tromba). Complimenti a Pedro Pimentel per l'approccio adottato. WORDCLOCK ha fatto centro per la terza volta.

Contatti: 
 cryochamber.bandcamp.com/heralds
facebook.com/wordclock

TRACKLIST: Bell Ringing I, Bell Ringing II, Bell Ringing III, Beatrice's Euphoria, St. George, Where Mercy Lives, Thames Does Flow , Heralds


mercoledì 13 dicembre 2017

Recensione: ANTIGAMA "Depressant"
2017 - Selfmadegod Records




Da diversi anni, gli ANTIGAMA sono uno dei gruppi di punta dell'etichetta Selfmadegod. E non potrebbe essere altrimenti, vista la reale qualità delle tracce incluse nel nuovo EP "Depressant", rappresentazione di cosa significhi, oggigiorno, suonare grindcore tecnico e devastante. Il gruppo polacco precipita nel nostro apparato uditivo come una frana in piena corsa, confinando la rabbia tra le fitte maglie di un songwriting davvero invidiabile, e difficile da trovare in tanti altri album grind usciti nel corso del 2017. Questo perché, al di là degli elementi che rivendicano la natura facinorosa degli Antigama, "Depressant" evidenzia elaborazioni che lasciano trasparire il maturare di idee mai banali. Ora alza il volume!

Contatti: 
selfmadegod.bandcamp.com/depressant
facebook.com/Antigama 

TRACKLIST: Empty Paths, Anchors, Division of Lonely Crows, Now, Room 7, Depressant, Shut Up


martedì 12 dicembre 2017

Recensione: DEINONYCHUS "Ode To Acts Of Murder, Dystopia And Suicide"
2017 - My Kingdom Music




"Ode To Acts Of Murder, Dystopia And Suicide" non rimuove nulla dalla gelida oscurità dei DEINONYCHUS, ma anzi aggiunge una dimensione più cruda al loro suicidal doomish black metal, conferendo maggior volume all'impatto nel suo complesso. Il tutto supportato dalla voce delirante ed espressiva di Marco Kehren, spesso toccante nella tragica narrazione. L'ottavo album in studio ha il grande potere di alterare la mente, di conseguenza la percezione che ognuno ha del corrotto mondo esterno; un mondo sempre più dominato dal falso, dalla violenza, dal malessere, dalla disperazione. La moderna società continua a fallire mentre i mostri da essa partoriti gongolano negli stessi perfidi errori. Il tormento viene meticolosamente illustrato in questo "Ode To Acts Of Murder, Dystopia And Suicide". E comunque da tenere in considerazione che mancavano dalle scene da ben dieci anni. A mio avviso una delle migliori uscite del 2017 in ambito black. Complimenti anche alla nostrana My Kingdom Music.

N.B. "Ode To Acts Of Murder, Dystopia And Suicide" celebra venticinque anni di carriera dei Deinonychus.

Contatti: 
deinonychusofficial.bandcamp.com/ode-to-acts-of-murder-dystopia...
facebook.com/deinonychusofficial
mykingdommusic.net

TRACKLIST: Life Taker, For this I Silence You, The Weak Have Taken the Earth, Buried Under the Frangipanis, Dead Horse, Dusk, There Is No Eden, Silhouette


venerdì 8 dicembre 2017

Recensione: MERCILESS SCUM "The Meek Inherit Nothing"
2017 - Grindstate Records




"The Meek Inherit Nothing" è una dose di veleno utile per distruggere il distruttivo! I MERCILESS SCUM danno dimostrazione della loro irruenza, che come da manuale non vuole concedere respiro a nessuno, riportando il grindcore alla sua essenza originaria di musica ferale ed assolutamente senza compromessi. Qui bisogna mettere fin da subito le cose in chiaro: l'EP di debutto della band floridiana è adatto solo ed esclusivamente ad un pubblico abituato a prendere certe bastonate sul ventre. Questo il motivo per cui le cinque composizioni sono riuscite ad attirare la mia attenzione. "The Meek Inherit Nothing" si mangia in un solo boccone. Prendere o lasciare, a voi la scelta finale.

Contatti: 
mercilessscum.bandcamp.com/releases 
facebook.com/MercilessScum1

TRACKLIST: You Are All Sheep, Beneath The Dirt, Guilty, Inferno, The Meek Inherit Nothing


lunedì 4 dicembre 2017

Recensione: SVARTSINN "Mørkets Variabler"
2017 - Cyclic Law




Il compositore norvegese Jan Roger Pettersen (a.k.a. SVARTSINN) s'innalza al di sopra di luoghi e città per volare in libertà, sentendo salire in alto il lamento di miriadi di voci che nella sofferenza nessuno potrà mai percepire. Aggrappato all'immaginazione si ritrova a dialogare con la sua anima sconfinata, perché la musica racchiusa in "Mørkets Variabler" non è altro che una testimonianza sonora profondamente radicata nella "natura umana"; ma ciò che lui vede da lassù è forse un luogo differente dalla realtà conosciuta, il sogno della sua ripetuta ossessione. Il cambiamento è una costante nel lavoro di Svartsinn, basta ascoltare i vecchi album, quelli meno recenti, e quindi considerare i mutamenti intercorsi negli anni. Suggestivo il tocco del violoncellista Amund Ulvestad. Un disco ideale per l'inverno in corso, suonato da uno dei progetti dark ambient più convincenti in circolazione. L'artwork è opera di Dehn Sora (Threa Sektori, Throane). La qualità è un dato di fatto.

Contatti:
cycliclaw.bandcamp.com/m-rkets-variabler
svartsinn.com
facebook.com/svartsinn1

TRACKLIST: And in This Cloak of Darkness I Cast My Shadow Short (Ghost Boy), Doubt as Sin (nietzsce’s Lament), Echoes of Silent Cries (among the Sea of Trees), In The Wake Of Azathoth (A Lovecraftian Epilogue), Yearning, Pt. 2 (A Kjenne Pa Ensomheten), Where No Other Can Follow (Demon Stalker), Vemod (Cello Mix)




giovedì 30 novembre 2017

Recensione: BRETUS "...From The Twilight Zone"
2017 - Endless Winter




Anche se in ritardo, eccomi qui a dare il mio contributo ai calabresi BRETUS, pronti a trasportarci tra le grinfie del doom metal con "...From The Twilight Zone", lavoro in cui convivono caratteristiche incentrate sul fascino maledetto di uno sviluppo concettuale ricco di riferimenti al passato, e registri sonori che conducono verso le peculiarità naturali del genere musicale in questione. Questi musicisti catanzaresi sanno come macinare riff oscuri accompagnandoli con litanie vocali fluttuanti una nell'altra, arrivando così a scoperchiare uno scenario Lovecraftiano dalla poetica crepuscolare. "...From The Twilight Zone" è un disco più maturo, sancito da costanti cambi di registro in modo da creare una dinamica decisa, che potesse sedurre l'ascoltatore e tenerlo impegnato senza perdita di interesse. L'energia maligna è soltanto una delle polarità dell'album, e senza di essa le altre non potrebbero esistere, perché gli opposti sono complementari. Da provare senza indugio alcuno.

Contatti: 
bretus.bandcamp.com/from-the-twilight-zone
facebook.com/BretusDoom

TRACKLIST: Terror Behind the Mirror, In the Vault, Old Dark House, Danza Macabra, The Murder, The Creeping Flesh, Lizard Woman


mercoledì 29 novembre 2017

Recensione: NEID "Noise Treatment"
2017 - DIY Conspiracy




La capacità di cogliere le linee di forza che definiscono il grindcore è solo una delle qualità più immediate del lavoro svolto nel tempo dagli italiani NEID. La tensione dinamica che emerge dal nuovo 7" è misura di un'energia indomabile, di un'espressività che nel suo estendersi senza limiti narra delle fratture in un mondo denso di orrori. Questo "Noise Treatment" è una sorta di diario sul quale viene annotata la loro prima decade di vita nella scena estrema, ma è anche un lampo sfuggente della memoria capace di illuminare i frammenti di anni vissuti per la propria musica. Non fate l'errore di sottovalutarli. Uscirà a dicembre.

Contatti: 
neid.bandcamp.com 
facebook.com/neidhc

TRACKLIST: RHABDOVIRIDAE, THE BURDEN OF PROGRESS, NOISE TREATMENT, PARAMETERS OF DISORDER, NATO PER ESSERE VELOCE (Cover by CRASH BOX), CLEAR THE CODE!


sabato 25 novembre 2017

Recensione: GODCHILLA "Hypnopolis"
2017 - Autoprodotto




Dopo tre anni di assenza ritornano gli islandesi GODCHILLA. L'approccio è sempre vigoroso, rasposo, ma allo stesso tempo stralunato, convulso; un suono inebriante che lotta incessantemente per allontanarsi dalle solite frustate inflitte dalla maggior parte dei musicisti doom/sludge metal. In "Hypnopolis" i riff ribassati invadono la testa ed esplodono velocemente come dinamite, anche se, a dare maggiore pienezza al loro songwriting è il sorgere degli strati più astratti. Non bisogna mettere in secondo piano l'utilizzo della voce, motivata a voler raggiungere il limite per concretizzare qualcosa di sorprendente. Se a ciò aggiungiamo che la band bada più alla qualità e meno alla quantità, ne viene fuori un disco dall'andamento crescente, inevitabilmente contagiato da una febbrile energia ipnotica. Prestate orecchio alla musica composta da questi tre giovani talenti giunti al secondo lavoro in studio. Da non perdere.

Contatti: 
godchilladoom.bandcamp.com/hypnopolis
facebook.com/Godchillah

TRACKLIST: Hypnopolis Never-Ending, Bum A Smoke/Trash A Car, Dracoola, Hannigan's Mannequin, VirtualComa, Sparkling Void, 1064°, Holographic Capsules, Dreams of Osaka


venerdì 24 novembre 2017

Recensione: GROUND "I"
2017 - Autoproduzione




"I" è un disco di sludge metal che, grazie alla sua possente muscolatura, mostra l'abilità del duo di Barcellona nel maneggiare tale materia. Una proposta musicale coerente con certi stilemi, ricca di riferimenti ad alcuni dei migliori gruppi del genere (si pesca spesso nel mondo degli High On Fire di Matt Pike). I GROUND sanno suonare veramente bene, e lo dimostrano in un'ora abbondante di musica rovente che sprigiona caligine densa e scura. Il loro incedere è pronto a mettere tutti d'accordo per far scatenare un selvaggio headbanging. Perché ascoltare questa band della Catalonia? Io direi: per la schiettezza con cui lancia il proprio grido di battaglia. Davvero niente male dopo un solo anno di attività nell'underground. Siamo sulla buona strada.

Contatti: 
grounddoom.bandcamp.com/album/i
facebook.com/GroundDoom

TRACKLIST: Ritual, Penumbra, Destello, Implora, Tormenta, Cazador, Destierro, Inmundo, Maldito, Cenizas


giovedì 23 novembre 2017

Recensione: EMBRYO "A Step Beyond Divinity"
2017 - Art Gates Records




Con "A Step Beyond Divinity", gli EMBRYO si confermano ancora una volta come una delle migliori realtà metal sul suolo italico. Rimanendo fedeli al proprio marchio di fabbrica, i cinque ragazzi di Cremona ci presentano infatti una serie di composizioni che mettono in evidenza una spiccata dose di creatività, a dimostrazione del fatto che il progetto Embryo vuole spingersi oltre i confini nazionali per raggiungere un maggiore numero di pubblico. La tracklist si divide perciò tra momenti aggressivi e altri dove i toni si fanno più melodici, sinfonici, atmosferici, nei quali è ancora possibile ascoltare alcune soluzioni molto vicine a band quali Death, Strapping Young Lad o Fear Factory. Del progressive death metal i Nostri ne possiedono la ricchezza di contenuti, ma di riflesso, riescono a non perdere di vista l'obiettivo di riuscire ad emozionare, mantenendo il controllo e l'equilibrio. Dal mio punto di vista, una grande prova di carattere per il quintetto tricolore. Consigliati!

Contatti:
embryo-online.com
facebook.com/EMBRYO.DeathMetal

TRACKLIST: The Same Difference, Overwhelming Your Disgust, Vanguard for the Blind, Painting Death, Looking for the Divine, Solitaria, Leonardo, The Greatest Plan, Bastard of the Brood, Mouth of Shame, Witness of Your Life, The Horror Carved


lunedì 20 novembre 2017

Recensione: CRACKHOUSE "Be No One . Be Nothing"
2017 - Argonauta Records




Quella del doom/sludge/stoner è l'unica strada conosciuta dai francesi CRACKHOUSE, artefici di un primo full-length che trova una dimensione di compromesso tra il rumoroso impatto dei tre generi citati poc'anzi e la psichedelia pachidermica, quest'ultima capace di assumere una funzione ambientale di tutto rispetto all'interno del songwriting dei transalpini, quasi celestiale nell'opener "Burden" e nella conclusiva "Realm", tribale all'inizio di "Harva". I riff di chitarra sono ben cesellati, granitici, versatili per tonalità, intenti ad evocare le giuste atmosfere; mentre la sezione ritmica si dimostra propulsiva, stabile e precisa. I Crackhouse esplorano emotivamente il tracciato del proprio sentire, con l'ausilio di una serie di elementi cardine utilizzati per catturare le energie in movimento presenti tra cielo e terra. Vi sentirete rapiti dalla musica racchiusa in "Be No One . Be Nothing". I miei complimenti vanno anche alla nostrana Argonauta Records. L'ascolto è quindi obbligatorio.

Contatti: 
crackhouseofficialband.bandcamp.com/be-no-one-be-nothing
facebook.com/crackhouseband
argonautarecords.com 

TRACKLIST: Burden, Harva, Realm


venerdì 17 novembre 2017

Recensione: AMENRA "Mass VI"
2017 - Neurot Recordings




I belgi AMENRA sono tornati a concentrarsi sulle loro idee, che negli anni hanno comunque continuato a rinforzarsi e maturare nel post-metal. Il nuovo arrivato "Mass VI" ha una natura "aperta", non soggetta ad alcun tipo di limitazione, anche dal punto di vista tematico. Quando ascolto brani quali "Plus Près De Toi", "A Solitary Reign" o "Diaken", mi rendo conto di come, a dispetto di un tempo, siano diventati più flessibili e dilatati, merito anche dell'esperienza accumulata sul campo. Di "Mass VI" colpisce la sentita poetica, la cui struggente e raffinata bellezza supera ogni finalità commerciale. Qui, gli Amenra dipingono un quadro capace di catturare appieno il grigiore dei sentimenti dell'uomo moderno. Questo senso di sconforto è perfettamente reso dalla narrazione sonora del disco. Un altro passo in avanti è stato compiuto. Luce di verità.

Contatti:
amenra.bandcamp.com/mass-vi
facebook.com/churchofra

TRACKLIST: Children of the Eye, Edelkroone, Plus Près de Toi (Closer to You), Spijt, A Solitary Reign, Diaken




lunedì 13 novembre 2017

Recensione: ULVER "Sic Transit Gloria Mundi"
2017 - EP digitale




Qual è, in generale, la funzione degli elementi decorativi posti dagli ULVER nella musica? Semplici ornamenti? Ornamenti indispensabili? Questi artisti norvegesi continuano ad interpretare i significati della fragile esistenza per legarli al presente, introducendo nelle proprie opere, con notevole frequenza, suoni dotati di una specifica funzione evocativa. Oggi siamo in grado di comprendere che, nonostante l'attenzione decorativa, queste melodie, visioni, emozioni, vanno a costituire il perfetto equilibrio formale di una band unica nel suo genere. Le tre canzoni non aggiungono soltanto preziosità cromatica alla struttura compositiva di "Sic Transit Gloria Mundi", ma hanno, al contempo, la funzione di elevare la potenza di alcuni particolari concetti, attraverso un linguaggio ispirato e denso di pathos. Due gli inediti + "The Power Of Love", cover dei Frankie Goes To Hollywood del 1984. L'EP è disponibile via bandcamp, spotify, iTunes, etc. In copertina il dipinto "Studio dal ritratto di Innocenzo X" (Francis Bacon - 1953). L'arte si trasforma sempre in qualcosa di diverso. Siate liberi di emozionarvi.

Contatti: 
ulver.bandcamp.com/sic-transit-gloria-mundi
jester-records.com/ulver
facebook.com/ulverofficial

TRACKLIST: Echo Chamber (Room of Tears), Bring Out Your Dead, The Power of Love (Frankie Goes To Hollywood cover)


sabato 11 novembre 2017

Recensione: CANNIBAL CORPSE "Red Before Black"
2017 - Metal Blade Records




Gli storici CANNIBAL CORPSE non solo non hanno perso un grammo della loro fiammante brutalità, ma sono tornati addirittura più voraci e determinati che mai. L'atteso "Red Before Black" (il quattordicesimo capitolo in studio) non deluderà assolutamente le aspettative, soprattutto di chi ha amato la seconda metà della carriera del gruppo statunitense, e in tutto questo, bisogna anche rendere merito all'esperto produttore Erik Rutan per aver curato fino allo spasmo ogni dettaglio durante la lunga fase di registrazione, a partire dal suono. E' un disco che, pur seguendo una precisa direzione, sfodera una brillante varietà. Viene così delineato un unico e autentico disegno sanguinario. In un certo senso, lo spirito che ha animato "A Skeletal Domain" (2014) è lo stesso che vive in "Red Before Black". Una scelta di riff che senz'altro influenzerà anche i fan dei loro vecchi album. Qui c'è l'esigenza di comprovare la profonda fede per il death metal tecnico ed efferato; perché nonostante il sound dei Cannibal Corpse sia cambiato notevolmente rispetto al passato, si deve comunque riconoscere il valore leggendario di una band che ha scritto pagine indelebili nella storia della musica estrema. Vi piaccia o no, è la verità. Da ascoltare con molta attenzione.

Contatti: 

cannibalcorpse.net
cannibalcorpse.bandcamp.com/red-before-black
facebook.com/cannibalcorpse

TRACKLIST: Only One Will Die, Red Before Black, Code Of The Slashers, Shedding My Human Skin, Remaimed, Firestorm Vengeance, Heads Shoveled Off, Corpus Delicti, Scavenger Consuming Death, In The Midst Of Ruin, Destroyed Without A Trace, Hideous Ichor




giovedì 9 novembre 2017

Intervista: KONTATTO - "ASSALTO FRONTALE"






DOPO I POSITIVI RISCONTRI OTTENUTI CON I PRECEDENTI ALBUM, GLI ITALIANI KONTATTO RIPRENDONO LA LORO MARCIA CON "FINO ALLA FINE", DISCO CHE MOSTRA UNA BAND COESA E AGGUERRITA, FEDELE AL PROPRIO TRADEMARK. I SEGUACI DEL D-BEAT NON POTRANNO CHE RINGRAZIARE. HO CONTATTATO GIANFRANCO COPPA PER UNA CHIACCHIERATA APPROFONDITA.

1. Ciao Gianfranco. Partiamo facendo il punto sull'attuale stato delle cose nella band...

K) Ciao. Al momento il gruppo sembra godere di discreta salute. Dopo anni di diaspora in cui ognuno viveva distante dall'altro, siamo di nuovo tutti nella stessa città (Bologna) e addirittura nello stesso quartiere. Abbiamo da poco fatto uscire il nostro terzo LP e siamo reduci da un breve tour nella cosa Ovest americana, insomma, non ci si lamenta.

2. "Fino Alla Fine" è il vostro terzo album. Vi ho sempre apprezzato per un discorso di coerenza musicale. A tal proposito vorrei chiederti come funziona (in generale) il processo di composizione dei vostri brani. Puro istinto, oppure avete le idee chiare già prima di entrare in sala prove?

K) Ma, non siamo dei musicisti, quindi non c'è chissà quale gran processo di composizione dietro ad ogni pezzo che abbiamo registrato in vita nostra. Normalmente uno arriva con un riff e con delle idee per le parti melodiche che l'altra chitarra deve suonare. Poi da lì in avanti ognuno ci mette del suo e il pezzo è pronto. Idem per i testi, di solito si arriva in sala prove già col pezzo pronto per evitare di perdere tempo e soldi.

3. A proposito di motivazioni, sono le stesse che alimentavano le vostre origini?

K) Certo, anzi, ne abbiamo anche di più rispetto a quando ci siamo formati. Il mondo non ha iniziato a girare meglio, anzi, sempre peggio, quindi ogni giorno che passa, la nostra insofferenza nei confronti di un sistema che non funziona come dovrebbe non può che accrescere.

4. Parlando di concerti, dal punto di vista del pubblico: cambia tra Europa e America?

K) Si, cambia parecchio. In generale in America c'è più energia ai concerti, il pubblico si caga di più i gruppi e li supporta in maniera più consistente al banchetto del merch rispetto a quanto accade in Europa.

5. Avete già pianificato qualche data all'estero per promuovere il nuovo album?

K) Oltre alle nove date in America, faremo dei concerti a fine anno in Europa, poca roba: una data al Bloodshed Festival in Olanda più qualche data in Germania e Svizzera sulla via del ritorno a casa. L'anno prossimo spero riusciremo a trovare il tempo per fare un tour europeo di almeno tre settimane.

6. Tanti anni di attività nell'underground, tre dischi pubblicati, tanti concerti e, soprattutto, tanti ricordi. Quali sono quelli che ti sono rimasti più impressi nella mente?

K) Abbiamo vissuto talmente tante situazioni (belle e brutte), che trovarsi su due piedi a ricordare quali sono state le più significative mi viene difficile. Abbiamo suonato a dei gran bei festival in giro per il mondo (Play Fast Or Don't in Repubblica Ceca, Manic Relapse in California, Kopi's Birthday Party a Berlino, Scum Fest a Londra, Punk Illegal in Svezia, K-Town a Copenhagen ecc) ma abbiamo anche fatto tante tante tante belle date in Italia o in Europa che non erano festival rinomati. Una cosa che mi torna alla mente è stato un concerto di Sabato pomeriggio all'ABC NO RIO di New York. Data stupenda in un posto storico per il punk DIY americano. La stessa sera avevamo un'altra data a un paio d'ore di distanza, nel New Jersey, nel basement di una casa. Al nostro arrivo scopriamo che il pubblico, giovanissimo di universitari, non c'entrava nulla con l'hc, crust, punk e nessuno degli altri cinque o sei gruppi che suonavano si avvicinavano lontanamente al nostro suono. Pensavamo ci avessero preso a bottigliate e invece, finito il nostro set, c'era la fila al banchetto e si è rivelata una delle date economicamente più proficue del tour.

7. Qual è l'obbiettivo principale cui mirano i Kontatto? Cosa alimenta la vostra rabbia?

K) Continuare a suonare finchè ci reggeranno le gambe e cercare di girare il più possibile il mondo usando la musica come veicolo. L'ignoranza e il qualunquismo della gente è forse la cosa che mi spinge di più a continuare a fare quello che faccio.

8. Vi considerate una band punk, hardcore o crust? Te lo chiedo perché questi tre generi musicali sono ben presenti nel vostro sound.

K) Non diamo molto peso alle etichette. Magari in passato ci tenevamo ad identificare il nostro suono e a limitare le nostre esistenze all'interno di alcuni parametri, ma a quarant'anni te ne freghi abbastanza, o per lo meno, spero sia così... Comunque i tre generi che hai citato sono tutti presenti nella nostra musica perché alla fine è quello che abbiamo ascoltato per anni o stiamo ancora ascoltando.

9. Qual è invece il vostro rapporto con le altre band della scena italiana. Che siano metal, punk, hardcore, crust... Pensi che l'underground musicale italiano sia in salute?

K) Ci sono gruppi con cui andiamo molto d'accordo perché ci accomunano ideali, suoni, vecchi amicizie, età ecc. e altri che ignoriamo per distanza, approccio differente alle situazioni ecc. I nostri amiconi numeri uno sono senza dubbio i Kalashnikov di Milano, coi quali condividiamo spesso palchi e sventure. Poi ci sono i Drunkards coi quali facciamo coppietta dal lontano 1998. Molti di noi suonano anche in altri gruppi (Motron, Pioggia Nera, Doxie, Horror Vacui) quindi la famiglia si allarga.

10. Per concludere, come giudichi "Fino Alla Fine" rispetto alle precedenti releases?

K) Non credo che debba essere io a giudicare un mio disco. Diciamo che mi piace parecchio.

11. Progetti futuri? Grazie per l'intervista.

K) Come ti dicevo stiamo per andare a fare qualche data in Europa, poi vorrei ri-registrare le canzoni che apparvero sullo split CD coi PHP (la prima cosa che abbiamo mai registrato) in maniera più appropriata con l'inserzione di qualche effetto tipo chorus, flanger e riverberi (i Kontatto non hanno mai usato nessun effetto che non fosse la distorsione naturale delle nostre testate) per cercare di ricreare quel suono che sento nei dischi hardcore del periodo 1984/1987 e che ultimamente mi piace tanto (tipo La Tua Morte Non Aspetta dei Wretched, Soltanto La Morte Potrà Fermarci dei Disperazione, i 12" degli AOA, il mini LP degli Anti Cimex ecc). Grazie a te per l'intervista.

CONTATTI:
facebook.com/Kontatto 
kontatto.bandcamp.com/fino-alla-fine


KONTATTO line-up:

Mario - Voce
Koppa - Chitarra, Voce
Febo - Chitarra
Ago - Basso
Marzia - Batteria


RECENSIONE: 
KONTATTO "Fino Alla Fine" 2017 - Agipunk




mercoledì 8 novembre 2017

Recensione: NATVRE'S "Early Cvlts"
2017 - Argento Records




Continua ininterrotta la rielaborazione del black metal sound, così oggi mi trovo a parlare dei greci NATVRE'S che due anni fa esordirono con il debutto "Wrath", album capace di far intravedere la loro bravura in fase di scrittura, tracciando un solco marcato sul terreno battuto dalle nuove leve del genere succitato. Le tracce di "Early Cvlts", oltre a bissare l'incisività delle precedenti, presentano delle interessanti novità: la complessità strutturale ha preso maggiore consistenza, come dimostrano i frequenti cambi di tempo, messi in atto da una band ancora più affiatata e convinta dei propri mezzi. I tre musicisti ellenici vogliono osare senza fallire, anche a costo di correre il rischio di risultare un po' "ostici" (concedetemi il termine, N.d.R). E direi che il risultato finale va ben oltre ogni immaginazione. I Natvre's non hanno perso tempo per illustrare lo spazio cupo e contaminato racchiuso in "Early Cvlts". Questo può bastare per rafforzare una posizione di tutto rispetto all'interno dell'attuale scena estrema. Davvero meritevoli.

Contatti: 
argentorecords.bandcamp.com/early-cvlts
facebook.com/natvres

TRACKLIST: Tundra, Night Of The Sun, Death Of The Earth, Early Cvlts, Geometrical Confuse, Prototype II, Something Deeper That Grows, Prehistoric Technology, Speleogenesis


lunedì 6 novembre 2017

Statistiche: 350.212 visite e 1.751 post su SON OF FLIES webzine




A distanza di cinque anni dall'apertura del blog della mia webzine, ho pubblicato 1.751 post. Il blog ufficiale ha superato 350.000 visite.

Grazie per il SUPPORTO! Christian Montagna

SON OF FLIES WEBZINE celebrates more than 350.000 visitors from around the World and 1.751 post.

Thanks for your SUPPORT! Christian Montagna

domenica 5 novembre 2017

Recensione: ARCHGOAT "Eternal Damnation Of Christ"
2017 - Debemur Morti Productions




Facendo bene i calcoli nella mia mente, i finlandesi ARCHGOAT sono nel giro death/black metal da quasi 30 anni. Il loro EP d'esordio "Angelcunt (Tales of Desecration)" risale al lontano 1993, e come i cultori del genere sapranno già, venne stampato su vinile dalla Necropolis Records. Tutto questo successivamente all'uscita dei primi due demo. Ovviamente parliamo di storia dell'underground estremo. A distanza di così tanto tempo da quelle prime releases, gli Archgoat hanno mantenuto la stessa identità, lo stesso legame con un sound criptico e primordiale (il nuovo 7" "Eternal Damnation Of Christ" ne è una dimostrazione più che chiara). E' una musica funerea da cui strisciano fuori forze malevole nuovamente capaci di celebrare l'inizio di un'altra mortifera pestilenza. Ora non ci resta che aspettare il quarto full-length in arrivo il prossimo anno.
Blessed In Beast's Blood!

Contatti: 

archgoat666.bandcamp.com/eternal-damnation-of-christ
facebook.com/archgoat.official 

TRACKLIST: Black Mass Mysticism, Eternal Damnation of Christ


giovedì 2 novembre 2017

Intervista: INCANTATION - "VIAGGIO ALLE PORTE DELL'INFERNO"






L'ANNO 2017 HA VISTO I LEGGENDARI INCANTATION TAGLIARE UN TRAGUARDO IMPORTANTISSIMO NELLA LORO LUNGA CARRIERA. SONO INFATTI DIECI GLI ALBUM UFFICIALI PUBBLICATI IN QUASI 30 ANNI DI ATTIVITA' NELL'UNDERGROUND. "PROFANE NEXUS" E' IL TITOLO DELL'ULTIMO FULL-LENGTH DELLA FORMAZIONE AMERICANA. IL BASSISTA CHUCK SHERWOOD HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE.

1. Ciao Chuck. Mi fa piacere che tu abbia deciso di rispondere alla mia intervista per Son of Flies webzine. La prima domanda è questa: trovi differenze tra "Profane Nexus" e i precedenti lavori degli Incantation?

- La nostra discografia ha un suo seguito. Ci sono fan che apprezzano il nostro materiale più vecchio e quelli che sono più legati alle ultime releases; ma anche i nostri nuovi ascoltatori hanno le loro personali preferenze. Per quanto mi riguarda, sono soddisfatto degli ultimi tre anni trascorsi con la band, anche e soprattutto sul piano compositivo. Siamo felici di come sia venuto fuori "Profane Nexus", e le critiche sono state finora positive.

2. Qual è il significato che si cela dietro il titolo del disco?

- Volevamo qualcosa che racchiudesse le storie raccontate all'interno dell'album. Il titolo "Profane Nexus" sintetizza tutti i significati delle nuove canzoni. E' un disco intenso, blasfemo; ma abbiamo dato spazio anche ad antiche storie medievali, a temi riguardanti pratiche ritualistiche, al subconscio.

3. Quale delle nuove canzoni è la tua preferita e perché? C'è una traccia di "Profane Nexus" che senti più vicina alla tua personalità?

- Le atmosfere dei brani lasciano trasparire le nostre differenti personalità. Tutti gli elementi: velocità, doom, death, thrash, rock, ecc ecc... sono il risultato delle varie idee espresse in questo album. Musicalmente la mia preferita è "Horns of Gefrin", anche perché ho avuto abbastanza spazio durante la scrittura della canzone. Liricamente, quella che preferisco è "Visceral Hexahedron". Nel testo si parla di un sogno che feci tempo fa.

4. Chi ha avuto l'idea per l'immagine di copertina?

- Ho preso i temi espressi in ogni singola canzone e ho lavorato insieme all'artista Eliran Kantor. Con la sua arte ci ha permesso di raggiungere un maggiore impatto, partendo dai contenuti lirici e musicali del disco. Ha creato un'opera da incubo e siamo molto orgogliosi del suo incredibile lavoro. A lui va il riconoscimento più grande per la sua disponibilità, dedizione e pazienza. Ci ha fornito ciò che volevamo, senza opporre nessuna resistenza. Sick Artist.

5. Parlaci di te, come bassista. Cosa puoi dirci al riguardo?

- Suono da 28 anni. Sono stato coinvolto in vari progetti, ma ho trascorso quasi un decennio con gli Incantation. Ricordo di aver consumato "Onward to Golgotha" quando uscì nel 1992, e 20 anni dopo sono diventato parte del gruppo. Ancora oggi è qualcosa di surreale. Non mi sono mai trovato in una situazione così creativa e produttiva. Grazie ad interessi e influenze comuni, sono riuscito a scrivere tante linee di basso con il resto della band. Negli ultimi anni abbiamo accumulato un gran quantitativo di materiale che non aspetta altro che di essere utilizzato. Ahahah

6. Siete uno dei primi gruppi death metal nati sul territorio americano, e questo aspetto è sicuramente motivo di orgoglio. Che effetto fa a voi essere considerati una "cult band"?

- Ho vissuto quell'era come fan. Non ho la capacità di rispondere a questa tua domanda. Non ero nemmeno un musicista quando vennero create le fondamenta della scena. Ma noto che c'è molto rispetto nei confronti degli Incantation, come per altre band storiche nate in quegli anni.

7. Grazie per l'intervista. Vuoi aggiungere qualcos'altro per concludere?

- Grazie a te per l'intervista. Spero di vedervi durante i nostri prossimi concerti. Schiacciate le anime con la stregoneria, schiacciate i teschi con il Death Metal!

CONTATTI: 
incantation666.bandcamp.com/profane-nexus
facebook.com/IncantationOfficial


INCANTATION line-up:

John McEntee - Chitarra, Voce
Sonny Lombardozzi- Chitarra
Chuck Sherwood - Basso
Kyle Severn - Batteria


RECENSIONE: 
INCANTATION "Profane Nexus" 2017 - Relapse Records




lunedì 30 ottobre 2017

Recensione: THROANE "Plus Une Main À Mordre"
2017 - Debemur Morti Productions




L'Artista francese Dehn Sora nutre la propria creatività in un luogo senza volto, uno spazio siderale in cui lo spirito (il suo spirito) aleggia minaccioso per diventare materia vibrante. La stessa materia che ha ampliato la sua maestosa essenza, tessendo la trama di "Plus Une Main À Mordre". Una densa pienezza provvista di mille occhi. Così ogni colore viene negato, ogni movimento porta in sé il torbido respiro di ciò che non è mai nato, e che è visibile come un paesaggio sconfinato attraverso una densa nube di vapori sulfurei. C'è tanta potenza e tanta violenza in questa frenesia dell'assoluto che si abbatte su di noi e ci divora. Ogni dettaglio, qui, ha certamente una fonte e una ragione distinta. La musica emerge dallo scontro di sollecitazioni interne/inconsce, senza perciò conoscerne preventivamente la condotta. THROANE contrasta molti degli stereotipi di genere per ricordarci il continuo mutare delle emozioni nell'area che lo circonda. Sarà veramente difficile da emulare in ambito post-hardcore, post-black metal. Un autentico capolavoro.

Contatti:
throane.bandcamp.com/plus-une-main-a-mordre
facebook.com/throane

TRACKLIST: Aux Tirs Et Aux Traits, Et Ceux En Lesquels Ils Croyaient..., À Trop Réclamer Les Vers, Et Tout Finira Par Chuter, Mille Autres, Plus Une Main À Mordre




venerdì 27 ottobre 2017

Recensione: NIBIRU (Italy) "Qaal Babalon"
2017 - Argonauta Records




"Qaal Babalon" è l'album che nel modo più estremo consente di riconoscere come per i nostrani NIBIRU la musica sia diventata l'elemento di raccordo tra il mondo reale dell'esistenza e quello soggettivo, un ricco sistema di sentieri e percorsi che permettono di addentrarsi nel profondo della disperazione, degli incubi più reconditi. I testi sono stati scritti sia in enochiano che in italiano. Questa band riesce a far diventare pura ossessione la dimensione soggettiva citata poc'anzi; di riconoscere, insomma, se stessi come soggetto principale dell'opera. Le note, i suoni, i lamenti parossistici del singer Ardath, nella penetrante espressione del dolore, riverberano ad un'estensione infinita la contemplazione dell'oscurità. L'inarrestabile decadenza è ora una vaporizzazione: lo strazio evocato dai Nibiru, non ha perso la sua traumatica evidenza. Nessun altro metro di giudizio, nessuna chiave di lettura che non sia quella di una lotta che sconvolge la miserabile vulnerabilità materiale e psichica dell'umano. Un'esperienza sensoriale per pochi e non per tutti.

N.B. Oggi i Nibiru sono tornati alla formazione a tre elementi.

Contatti: 
 nibiru667.bandcamp.com/qaal-babalon
facebook.com/nibiruritual 

TRACKLIST: Oroch, Faboan, Bahal Gah, Oxex


giovedì 26 ottobre 2017

Intervista: IMPLORE - "NO COMPROMISE"






"SUBJUGATE" SEGNA IL RITORNO DI UNO DEI GRUPPI PIU' VIOLENTI E SEGUITI NEGLI ULTIMI ANNI, IN UN AMBITO ESTREMO CHE HA GIA' VISTO NON POCHI CAMBIAMENTI. FIN DAI PRIMI PASSI, I TEDESCHI IMPLORE TROVANO UNA VALIDA VIA D'USCITA ALLA TRAPPOLA DELLA CLONAZIONE, INTRODUCENDO NEL PROPRIO SOUND IDEE ED ELEMENTI POTENZIALMENTE INTERESSANTI. LE PAROLE DEL CANTANTE/BASSISTA GABRIEL DUBKO NON FANNO CHE CONFERMARE LA LORO "FAME" DI CRESCITA. ECCO IL RESOCONTO DELLA NOSTRA CONVERSAZIONE.

1. Ciao Gabriel, ben ritrovato su Son of Flies webzine! Allora, questo è il vostro secondo full-length dopo la pubblicazione di "Depopulation", quindi mi chiedevo se magari ti andrebbe di parlare un po' del processo creativo che ha dato forma a "Subjugate".

- Ciao Christian! Beh, posso dirti che il nuovo album lo abbiamo scritto tutti insieme suonando in sala prove, a differenza di "Depopulation" che era stato composto sul computer partendo da diversi nostri demo. Questa volta abbiamo agito come una vera band, con tutti i pro e i contro del caso, e il risultato finale è andato oltre ogni nostra aspettativa. Siamo riusciti a non ripetere noi stessi e a dare un carattere speciale a ogni singola canzone. Oggi non riuscirei a scrivere due brani simili tra loro.

2. Puoi dirci qualcosa in merito ai testi del nuovo disco?

- I testi si basano principalmente sulla relazione tra umanità ed ecosistema, ma volevo anche raccontare di come si sia passati da un'antica società di cacciatori-accumulatori ad una moderna società tecnologica, quella del XXI secolo. Ho cercato di avvicinarmi alle radici del male per capire perché oggi disprezzo questo sistema sociale.

3. "Subjugate" è stato pubblicato nel settembre di quest'anno. Sei soddisfatto delle reazioni che ha ottenuto finora?

- Sì, finora le reazioni sono state buone, forse perché non abbiamo cambiato le regole del gioco pur essendo diventati dei musicisti più maturi. Vogliamo crescere ancora in modo da dare il massimo sulle prossime releases! "Subjugate" è un disco possente che può piacere a un sacco di gente diversa. Siamo molto felici che la stampa abbia pubblicato delle buone recensioni. Inoltre, sia i nuovi fan che quelli più tradizionalisti sembrano essere soddisfatti di ciò che stiamo facendo.

4. Dopo anni di gavetta siete riusciti a firmare un contratto con la rinomata Century Media Records. Qual è la tua opinione al riguardo?

- Abbiamo ricevuto un'offerta interessante e successivamente la Century Media è riuscita a trovare un accordo con la nostra ex-etichetta in modo da "lasciarci andare" sulla loro sponda. È un piacere e un grande onore lavorare con una prestigiosa etichetta che ha già pubblicato tanti album di artisti che apprezziamo. A parte ciò, non ci sentiamo dei musicisti di prima classe, questo non ci interessa. Siamo felici di lavorare con persone che vogliono aiutarci e consentirci di utilizzare gli strumenti necessari per allungare la nostra carriera.

5. Gli Implore sono una gruppo affiatato che ama stare costantemente in tour, e questo è molto importante nel mondo della musica estrema. Cosa dovrebbero aspettarsi i fan dai vostri prossimi concerti?

- Per essere onesti, vorremmo suonare molto di più. Credo che se fossimo stati una band americana avremmo fatto tante altre cose positive. Ottenere un visto in America comporta una spesa enorme, chiederne più di uno significa spendere tanti soldi. Tra pochi giorni inizierà il nostro prossimo tour in compagnia degli svedesi Gadget, subito dopo voleremo in Giappone per sei concerti, per poi raggiungere diversi paesi dell'Asia sudorientale. Per quanto riguarda il 2018, è previsto un tour per gennaio in compagnia di un gruppo italiano ben noto; oltre a ciò, stiamo aspettando alcune conferme per la primavera, ma non possiamo rivelare nulla anche perché non ci sono molte informazioni al riguardo. Per il prossimo anno punteremo alla qualità anziché alla quantità. Non vogliamo fare quattro spettacoli nella stessa città nel giro di cinque mesi, questo perché non vogliamo bruciarci come band. Aspetteremo le offerte giuste per suonare quando è necessario.

6. Grazie per l'intervista. Vi auguro il meglio.

- Grazie mille anche a te per averci dato nuovamente spazio e visibilità sulla tua webzine. Cheers! Gabriel.

CONTATTI: 
implore.bandcamp.com/subjugate
facebook.com/imploreband


IMPLORE line-up:

Gabriel - Basso, Voce
Petro - Chitarra
Markus - Chitarra, Seconda voce
Guido - Batteria


RECENSIONE:
IMPLORE "Subjugate" 2017 - Century Media Records






lunedì 23 ottobre 2017

Intervista: PRIMITIVE MAN - "LA FINE E' VICINA"






UNA COSTANTE CRESCITA HA FATTO SI' CHE IL NUOVO ALBUM DEGLI AMERICANI PRIMITIVE MAN FOSSE UN PRODOTTO DISCOGRAFICO DA NON PERDERE. "CAUSTIC" NON LASCIA INDIFFERENTI, RAGIONE PER CUI HO DECISO DI SCAMBIARE DUE CHIACCHERE CON IL SEMPRE DISPONIBILE ETHAN LEE MACCARTHY, CANTANTE E CHITARRISTA DEL GRUPPO DI DENVER.

1. Ciao Ethan. Il nuovo album dei Primitive Man si intitola "Caustic" ed è uscito il 6 ottobre di quest'anno. Cosa l'ha ispirato?

- La disuguaglianza sociale, la morte degli amici, la depressione, le relazioni razziali in America, i problemi di qualsiasi persona di etnia mista, la fine di un'amicizia, tutti gli eventi spiacevoli che accadono nel mondo; insomma, le varie sfaccettature di un'umanità vicina alla fine dei suoi giorni.

2. Dalla tua prospettiva, come descriveresti la vostra evoluzione?

- Inizialmente eravamo una band punk con parti doom, mentre oggi siamo un gruppo doom con parti punk.

3. Come hai deciso il titolo dell'album?

- Quando eravamo in giro con i Magrudergrind, il loro batterista Casey Moore descrisse qualcuno che incontrammo in tour come "caustico e inutilmente combattivo". Ho pensato che fosse una frase perfetta e che l'aggettivo "caustico" riassumesse quello che stavo componendo.

4. "Caustic" è il terzo lavoro messo in commercio dalla Relapse Records. Come sono i rapporti con i ragazzi dell'etichetta? Vi ritenete soddisfatti del loro operato?

- Nessun problema. Supportano la nostra band e mi sento fortunato perché credono in quello che stiamo facendo.

5. Cosa stai ascoltando in questi ultimi giorni?

- Big Brave, Lingua Ignota, Weregoat, Lihhamon, Hell, Spectral Voice, Bohren & Der Club of Gore, A$AP Mob, Vatican Shadow Tomb Mold, Sutekh Hexen, Andy Stott, Altarage, Hissing, Of Feather and Bone, Drab Majesty, Loss...

6. Attualmente sei impegnato in altre band?

- Suono nei Vermin Womb e nei Many Blessings, mentre gli altri due ragazzi del gruppo stanno lavorando ad altre cose che non sono ancora state pubblicate.


CONTATTI: 
facebook.com/primitivemandoom
primitivemandoom.bandcamp.com/caustic

PRIMITIVE MAN line-up:

Ethan Lee McCarthy – Chitarra, Voce
Jonathan Campos – Basso
Joe Linden – Batteria

RECENSIONE:
PRIMITIVE MAN "Caustic" 2017 - Relapse Records


venerdì 20 ottobre 2017

Recensione: NECROSI "Necrosi"
2017 - Autoproduzione




Traendo ispirazione dai gruppi/album death metal della vecchia scuola, i NECROSI gettano le basi per costruire la loro identità. Da quanto si può capire dal nome scelto, dalla copertina e dalla musica stessa, il gruppo di Agrigento, nato per volere del chitarrista Giuseppe "UR" Peri e del cantante Tony "Grave" (entrambi musicisti dei Thrash Bombz), non ha nessuna intenzione di farsi sopraffare da qualsivoglia contaminazione moderna, proprio perché è una scelta quella di ottimizzare il proprio istinto felino. L'EP di tre brani regala dei buoni spunti in cui la competenza della band siciliana si fa notare sotto ogni aspetto. Il pezzo "Nocturnus Trauma" è dedicato all'amico scomparso Gioacchino "Joe" Rallo, DJ che all'inizio degli anni novanta conduceva un programma radiofonico chiamato in egual modo. I presupposti per crescere e migliorare ci sono tutti. Solo il tempo darà ragione ai Necrosi.

N.B. Basso e batteria sono stati suonati da Angelo e Totò (sempre membri dei Thrash Bombz)

Contatti: 
necrosi.bandcamp.com/releases
facebook.com/NecrosiOfficial

TRACKLIST: Fire in Carnage, Nocturnus Trauma, Haunted by Fear 04:53


mercoledì 18 ottobre 2017

Recensione: DISFUNERAL "Disfuneral"
2017 - Autoproduzione




Sono agli esordi i francesi DISFUNERAL, ma mi sembra di capire che questi giovani ragazzi hanno le idee chiare sul percorso da seguire. L'omonimo EP di debutto ha un cuore pulsante che scuote gran parte degli elementi tipici di un death metal di matrice old-school, una "pompa muscolare" che si contrae costantemente per inviare fiumi di sangue al corpo dei fan di codesto sound estremo. L'esecuzione delle tracce è magistrale, e viene costruita su atmosfere coinvolgenti, anche se notorie grazie alle gesta imprescindibili dei padri del genere (si potrebbero scomodare nomi quali Autopsy, Carnage, Entombed). E' tutto marcio e ben fatto in questo EP. Death metal all'ennesima potenza, consigliatissimo!

N.B. Disponibile un'edizione su tape limitata a sole 100 copie.

Contatti: 
disfuneral.bandcamp.com/releases 
facebook.com/Disfuneral 

TRACKLIST: Night of the Hallucinated, Total Collapse, Coffinement, Baptized in Sewer, Slimy Horror from the Depths


martedì 17 ottobre 2017

Recensione: IRON MONKEY "9-13"
2017 - Relapse Records




Dei britannici IRON MONKEY si erano letteralmente perse le tracce. Sono trascorsi quasi vent'anni dal loro scioglimento, un silenzio assordante in un periodo di tempo molto più lungo di quanto possa sembrare. Dopo la morte del cantante John Paul Morrow, quanti si sarebbero aspettati una reunion? È difficile dare una risposta precisa in merito a ciò. Ma i due membri fondatori della band (Jim Rushby, Steven Watson), affiancati da S. Briggs (Chaos U.K.), hanno finalmente deciso di frantumare questo vuoto per far rivivere l'insano fascino della disperazione. "9-13" può essere paragonato ad un martello pneumatico con funzione demolitrice. E non è casuale se il trio proveniente da Nottingham ha scelto di schiacciare il pedale del groove. Agire senza pensare troppo alle conseguenze o a quello che succederà. Vivere il presente e non aspettarsi nulla dal futuro. Se consideriamo tali aspetti, possiamo tranquillamente ipotizzare che gli Iron Monkey ce la faranno a collocarsi nella scena sludge-doom metal di oggi. "9-13" è, probabilmente, l'unica via di fuga da uno sfortunato passato. Nulla di particolare, ma pur sempre a tema e oltre la qualità media. Il loro sound tormentato porta vantaggi e svantaggi marcati.

Contatti: 

ironmonkey.bandcamp.com
facebook.com/pg/IRONMONKEYBAND

TRACKLIST: Crown of Electrodes, OmegaMangler, 9-13, Toadcrucifier - R.I.P.PER, Destroyer, Mortarhex, The Rope, Doomsday Impulse Multiplier, Moreland St. Hammervortex



lunedì 16 ottobre 2017

Recensione: IMPLORE "Subjugate"
2017 - Century Media Records




Nel genere musicale proposto dagli IMPLORE la concezione di un certo stile di vita va di pari passo con l'attitudine personale. Questo deve essere un elemento che tutti noi dovremmo avere ben chiaro. La formazione tedesca trainata dal carismatico cantante/bassista Gabriel Dubko, forte del nuovo contratto discografico ottenuto con la prestigiosa Century Media Records, ritorna con un album "in your face" improntato sull'ira, sulla coerenza, sull'impatto; implacabili soprattutto perché hanno dimostrato il loro valore e il livello di crescita, complice una costante attività live intrapresa fin dagli esordi (diversi i tour tra Europa e America). Ad un solo anno dall'EP "Thanatos", e due dal primo full-length "Depopulation", il quartetto ci impartisce un'altra severa lezione. "Subjugate" ferisce con dei brani ancora più articolati, ritmati e arroventati. Non che gli altri lavori pubblicati dai Nostri siano da meno, tuttavia, per dare dimostrazione di forza, sembra che gli Implore abbiano puntato su una maggiore fermezza di intenti. L'ispirazione sembra mordere come un serpente velenoso. Quattordici schegge impazzite nelle quali dominano i frequenti stop-and-go e riff perfettamente bilanciati, suddivisi tra grind, death metal, hardcore, crust. "Subjucate" è un gran bel disco, che in più gode di una produzione adatta per il genere in questione. Gli Implore sono diventati più cinici e impietosi. Da avere.

Contatti: 

implore.bandcamp.com/subjugate
facebook.com/imploreband

TRACKLIST: Birth of an Era, Loathe, Cursed Existence, Paradox, Disconnected from Ourselves, Totalitarian, Patterns to Follow, Ecocide, Technology a Justification for Killing, Cult of El, Desolated Winds, Boundary, Untouchable Pyramid, Gazing Beyond, Manufactured Reality, Victims of the Hollowing



venerdì 13 ottobre 2017

Recensione: FEED THEM DEATH "No Solution / Dissolution"
2017 - Autoproduzione




Il polistrumentista Void (ex-membro fondatore dei liguri Antropofagus) si serve di un nuovo progetto musicale per interpretare in maniera del tutto personale i sentimenti negativi che attanagliano l'esistenza umana, mista di contraddizioni esplosive e di disperazione permanente, spasmodica fino all'isteria, e molto più terrificante di quanto possa sembrare agli occhi di milioni di individui sempre pronti ad incensare l'altare "immaginario" delle "assenti" speranze. E Void affronta/contrasta la dimensione terrena attraverso un linguaggio così rabbioso, schiacciante, da trasformare quel senso di "mostruosa" angoscia in un potentissimo mezzo cingolato munito di artiglieria pesante, posizionato tra realtà immanente e sconvolgente. Ciò che provoca la grandezza crescente del sound di FEED THEM DEATH nel circuito del grindcore/death metal odierno, è che il suo acuto incedere è in grado di abbattere qualsiasi superficialità compositiva, soprattutto se si fa riferimento al risultato profuso da Void su ognuna delle cinque tracce. Voglio sottolineare che non sono mai stato un appassionato del drumming artificiale, ma in questo caso specifico, la drum-machine esegue in modo impeccabile quello che gli è stato chiesto di fare (!). Quanto al resto; voce, chitarra e basso si sovrappongono dall'inizio alla fine per completare il devastante assedio sonoro, qualcosa che suona fresco ed ultra-dettagliato. Un EP che (in parte) mi riporta alla mente, ovviamente costruito mediante mezzi attuali, quello che fu l'operato dei seminali Terrorizer in 'World Downfall' del 1989. Gli arrangiamenti intricatissimi riescono a farsi apprezzare in ogni loro spostamento improvviso e, solo dopo un'attenta analisi, si riescono ad apprezzare un maggior numero di particolari che forse ad un primo ascolto potrebbero facilmente sfuggire. 'No Solution / Dissolution' è un lavoro adatto a chi apprezza la musica estrema suonata col cervello. Sul piano personale, non posso che essere onorato del fatto di aver scritto il testo e cantato la parte iniziale di 'Penance in the Wrong Direction'; mentre a dare man forte a Void nella song 'Terrific Gods Caravan', ci pensa Argento (ex-Antropofagus, ex-Spite Extreme Wing). L'artwork è una mia opera pittorica in bianco e nero. Date un contratto a chi lo merita!

Contatti: 

feedthemdeath.bandcamp.com
facebook.com/feedthemdeath 

TRACKLIST: Exposed Parading Dissent, Terrific Gods Caravan, First Time Dead, Penance in the wrong direction, Inception in Rot

mercoledì 11 ottobre 2017

Recensione: BUNKER 66 "Chained Down in Dirt"
2017 - High Roller Records




I BUNKER 66 attirarono già la mia attenzione con un paio di album davvero interessanti. Il loro è un grintoso blackened thrash metal reso ancor più piacevole/intrigante dalle cospicue influenze old-school, che oggi lascia intravedere sviluppi da non sottovalutare. Ma influenze musicali a parte, nel tempo il trio messinese ha puntato alla crescita e ha corroborato il tiro guadagnandosi un proprio seguito nella scena heavy internazionale. Ora, ad ognuno di voi spetta il compito di scegliere liberamente se stare sulla loro sponda. La cosa certa è che le idee irremovibili dei Bunker 66 vogliono conservare le strutture tradizionali dei produttivi anni '80, e non può risultare strano a nessuno se non faticheranno a far presa sugli appassionati di tali sonorità. Notevole è anche l'apporto del nuovo chitarrista JJ Priestkiller (ex-Schizo). L'energia di "Chained Down in Dirt" trafigge fin dal primo ascolto. Cos'è la coerenza? Spesso è muoversi per vivere la propria integrità! Disponibile dal 27 ottobre.

Contatti: 

bunker66.bandcamp.com
facebook.com/Bunker66

TRACKLIST: Satan's Countess, Black Steel Fever, Chained Down in Dirt, Taken Under the Spell, Her Claws of Death, Wastelands of Grey, Power of the Black Torch, Evil Wings

lunedì 9 ottobre 2017

Recensione: CARTILAGE "Dialect of the Dead"
2017 - Transylvanian Tapes




I nuovi arrivati CARTILAGE hanno le capacità per azzannare le loro prede, per poi dilaniarle senza nessuna esitazione. Non è difficile delineare quest'impeto primordiale che squassa la carne. Come spesso accade con le migliori releases death metal/goregrind (facendo riferimento alle realtà nate negli ultimi anni), anche l'esordio su tape "Dialect of the Dead" offre un'esperienza di ascolto grondante sangue. L'eccesso di cattiveria esternato dai Cartilage si subisce per tutta la durata del full-length: 26 minuti di follia compositiva. Questo è, se vogliamo sottolinearlo ancora una volta, lo spirito orgogliosamente "no compromise" che anima la formula musicale in questione. Ecco perché un gruppo così estremista non può trascinarsi dei pesi o delle responsabilità troppo grandi, musicisti del genere hanno bisogno di gente cento per cento convinta di ciò che sta ascoltando. Non potrebbe essere vero il contrario. Quello che emerge da ogni traccia è un approccio unidirezionale che si combina con il drumming militaresco di Adam Houmam e con le vocals impazzite del frontman Mark Wallace; altrettanto significativa la buona prova degli altri membri (una delle due chitarre è suonata da una ragazza). Pur nei limiti della scarsa originalità, i Cartilage di San Francisco riescono comunque a scatenare un discreto panico. Chi ascolta i primi Carcass, Impetigo, Haemorrhage, Exhumed, Impaled, saprà apprezzare "Dialect of the Dead".

Contatti: 

cartilagegore.bandcamp.com/releases
facebook.com/CartilageSF

TRACKLIST: Intro, Half the Man I Used to Be, Gurgitor, Entangled in Innards, Cannot Stop the Clot, Chopped and Churned, S Is for Surgery, El Necrocabra, Back Seat Victi

sabato 7 ottobre 2017

Recensione: EXPULSION "Nightmare Future"
2017 - Relapse Records




Anche se un po' in ritardo, sono riuscito ad approfondire l'EP di debutto degli EXPULSION, band nelle cui fila militano personaggi di rilievo della scena death metal/grindcore statunitense. Spiccano i nomi del cantante Matt Harvey (Exhumed, Gruesome, Pounder, ex-Dekapitator, ex-Athrenody...) e del chitarrista Matt Olivo (Repulsion), oltre a quelli di Danny Walker (Intronaut, Phobia, Strangled by Strangulation, ex-Murder Construct) e di Menno Verbaten (Lightning Swords of Death), quest'ultimo meno conosciuto rispetto agli altri tre musicisti. Ciò che colpisce fin dal primo ascolto è la rovente tempra riversata nel songwriting-kamikaze: pieno e ricco di cambi di tempo al cardiopalmo, che non lascia indifferenti. Un approccio vistosamente adirato, con largo spazio ad una prova vocale ringhiante e dalla spigliatezza impazzita, illuminata da un'audace personalità. Rabbia e passione, per una miscela di ingredienti old school-oriented dal sapore forte, deciso; insomma adatta per chi vuole ricevere dal death/grindcore una carica nevrotica persistente. Tanti pezzi piazzati al posto giusto, al momento giusto. Se vi può bastare, acquistatelo a scatola chiusa.

Contatti: 

expulsiongrind.bandcamp.com/nightmare-future
facebook.com/ExpulsionOfficial

TRACKLIST: Total Human Genocide, Alter of Slaughter, Mask of Fear, Nightmare Future, Funeral Bells, Compulsions, Comatose

giovedì 5 ottobre 2017

Recensione: EXHUMED "Death Revenge"
2017 - Relapse Records




"L'unico grande mistero della vita è che essa è governata unicamente da morti." (cit. dal film Inferno, 1980)

Un'esperienza ultraventennale, rafforzata da tante uscite discografiche di notevole peso e spessore, ha garantito agli EXHUMED una posizione di rispetto nel novero dei migliori gruppi death metal a stelle e strisce. E non potrebbe essere altrimenti, poiché questi macellai californiani sono dei veri professionisti. Provocatori, da ventisette anni a questa parte, i Nostri pubblicano "Death Revenge" dimostrandosi pragmatici, dirompenti, sanguinari. Il risultato finale non deluderà le aspettative, come spesso capita facendo riferimento alle pietre miliari del genere. La produzione, anche se curata adeguatamente in ogni piccolo dettaglio, contribuisce a ricreare un clima marcio e maledettamente maleodorante. Un death metal simile al suono di una motosega fuori controllo, arricchito da taglienti riff/assoli di chitarra che chiamano in causa il vecchio thrash metal. La loro è musica vigorosa, autentica, supportata da una preparazione tecnica da copogiro. Con i contenuti di "Death Revenge" gli Exhumed spazzano via velocemente molte buone produzioni presenti nell'attuale scena. Il leader Matt Harvey ha lavorato sodo e con determinazione nella sua ricerca del death metal. Questo importante dato va riconosciuto e richiede il nostro attivo sostegno. Non a caso, l'album si candida a diventare una delle più interessanti uscite del 2017.

Contatti: 

exhumed.bandcamp.com 
facebook.com/ExhumedOfficial

TRACKLIST: Death Revenge Overture, Defenders of the Grave, Lifeless, Dead End, Night Work, Unspeakable, Gravemakers of Edinburgh, The Harrowing, A Funeral Party, The Anatomy Act of 1832, Incarnadined Hands, Death Revenge, Death Revenge Underture, A Lesson In Violence (Exodus cover)