mercoledì 30 settembre 2015

Recensione: RUIN "Spread Plague Hell"
2015 - Nero One Records




Passano gli anni ma la corrente del death/doom metal più radicale, quello ancorato ai primi anni '90, non ha subito alcuna influenza commerciale. Moltissimi aficionados, sedotti dal putridume che sta alla base di questo genere musicale, non hanno perso di vista la natura di quel culto oscuro che sorregge la loro volontà. I RUIN sanno come far collimare la stessa intransigenza sonora con i trascorsi storici mai dimenticati. Ecco quindi che il verbo del death metal, nella sua accezione descritta poc'anzi, si manifesta nel secondo demo tape "Spread Plague Hell". Tutti e quattro i brani seguono la tradizione senza alcuna sbavatura di sorta. La fermezza stilistica del trio californiano diventa dunque la summa dei principi ferrei che si oppongono al volere di quanti continuano a respingere la schiettezza della vecchia scuola. Pur mantenendo l'anonimato, i membri coinvolti nel gruppo suonano già da tempo in altri progetti affermati. Consigliati ai seguaci dei vari Incantation, Autopsy, Abscess.

Contatti:

ruindeath.bandcamp.com
neroonerecords.com
facebook.com/neroonerecords

TRACKLIST: Perverted Lunacy, Massacre of Flesh and Bones, And Soon the Darkness, The Final Bloodbath


martedì 29 settembre 2015

Recensione: MOLOKEN "All Is Left To See"
2015 - Temple of Torturous




Se negli anni vuoi essere ricordato dai posteri, devi spingerti fino in fondo, questo a prescindere dal genere suonato. Gli svedesi MOLOKEN hanno messo in atto tale concetto componendo "All Is Left to See", disco che, in parte, prende le distanze dai suoi due predecessori per immergersi nel nucleo di un linguaggio magnetico più personale. Da qui si capisce quanto sia importante la sinergia tra musicisti che perseguono un fine comune. Jakob Burstedt, Kristoffer Bäckström, Nicklas Bäckström e Patrik Ylmefors sono andati ben oltre le previsioni ottenendo risultati sorprendenti. Devo dire che sia l'esordio "Our Astral Circle" (2009) che il successivo "Rural" (2011) mi trafissero perché in preda a un impeto vorace, mentre il nuovo arrivato "All Is Left to See" riesce a immobilizzarmi tramite un fortissimo coefficiente di imprevedibilità. Le menti creative di questi quattro ragazzi di Umeå si proiettano verso l'alto espandendosi non solo nello spazio ma anche nel tempo. Coloro che lo ascolteranno attentamente condivideranno le medesime opinioni: è un ottimo esempio di maturità, un album capace di focalizzare l'attuale "Moloken sound". Solo chi conosce i principi base della musica può scolpire qualcosa di attraente e sempre migliore. Purtroppo tante band della scena metal non possono vantare questa qualità e i loro dischi lo mostrano apertamente. Mi piacerebbe che qualcuno smettesse di ascoltare i soliti cinque-dieci leader del circuito post-metal e andasse a scoprire realtà valide come i Moloken. Potrebbero diventare un punto di riferimento per il futuro. Davvero Notevoli. Sarà disponibile dal 23 Ottobre via Temple of Torturous.

Contatti: 

moloken.net
facebook.com/Molokenofficial

TRACKLIST: Subliminal Hymns, All Is Left to See, I Can't Hear You, Burst, Seventh Circle, Wreckage, I Dig Deeper, Beginning of the End


lunedì 28 settembre 2015

Recensione: CHOMOLUNGMA "Chomolungma"
2015 - Independent




L'omonimo "Chomolungma" è un EP d'esordio valido, piacevole da ascoltare e riascoltare. La verità è che questi tre tedeschi, pur essendo agli inizi, sanno dove mettere le mani quando impugnano i loro strumenti. La forte spinta dei CHOMOLUNGMA riveste una certa rilevanza pratica, poiché è alimentata da un'esperienza invidiabile (e si sente!). La produzione è tanto graffiante quanto perforante. Immediatamente si trovano evidenti similitudini con gli High On Fire di Matt Pike (lo storico chitarrista degli Sleep). Ma c'è di più: Steffen e soci hanno saputo attingere anche da altre fonti, quindi il groove e la base ritmica contribuiscono ad un impianto apprezabile. In alcuni momenti, vengono alla mente associazioni con i primi Neurosis ("Souls at Zero"), Mastodon ("Remission") o con gli ultimi A Storm Of Light ("Nations To Flames"). Malgrado i Chomolungma non siano da considerarsi originalissimi, riescono quantomeno a tonificare la propria essenza animalesca facendo fuoriuscire un'elevata quantità di sudore. Buona partenza. L'EP mi fa ben sperare per il futuro.

Contatti: 

chomolungma.bandcamp.com/releases
facebook.com/Chomolungma

TRACKLIST: The Dshinn, Chomolungma, Torture, Electric


domenica 27 settembre 2015

Recensione: CORRUPT LEADERS "Grindmother"
2015 - Give Praise Records




E' una vera ferocia punitiva quella generata dai CORRUPT LEADERS, band canadese giunta alla terza release in due anni di attività. Il nuovo EP di 4 pezzi dura 3 minuti. In questo modo hanno ridotto notevolmente lo spreco di energia utilizzata per raggiungere il loro fine: ANNIENTARE L'ASCOLTATORE. Elevata la qualità compositiva dei nostri, nonostante si cimentino in un crust/punk/grind efferatissimo e primo di raffinatezze o ricercatezze. Ed è così che la sostanza prevale sulla tecnica. Ascoltando "Grindmother" nessuna decontrazione fisica e mentale è possibile. Un urlo disperato che, nella dimensione live mieterà le sue vittime. I Corrupt Leaders sono una compagine determinata, certo, ma non solo musicalmente. L'EP non fa che confermare le buone capacità del gruppo, già dimostrate nelle precedenti uscite. Alzate il volume del vostro stereo, non ve ne pentirete. Consigliatissimo agli amanti del genere.

Contatti: 

corruptleaders.bandcamp.com/grindmother
facebook.com/corruptleaders 
givepraiserecords.blogspot.it

TRACKLIST: Black Cloud, Drained, Beaten Path, Mass Consumed


sabato 26 settembre 2015

Recensione: OCCULT 45 "Human Abhorrence"
2015 - Broken Limbs Recordings




Sembra che negli ultimi anni gli OCCULT 45 abbiano messo a ferro e fuoco gran parte della east coast americana. Le note biografiche sono alquanto esplicite. In passato mi era già capitato di visionare (per caso) alcuni filmati live della band di Philadelphia. Con quei brevi bootlegs riuscii a cogliere la grinta riversata sul palco. Questa natura selvaggia la potete apprezzare grazie all'EP "Human Abhorrence", stampato dalla Broken Limbs Recordings. Perciò, non aspettatevi nessuna canzone leziosa perché gli Occult 45 hanno il vizio di metterci i piedi in faccia servendosi delle vecchie brutte maniere. Il grindcore non scenderà mai a patti con la musica mainstream e questi ragazzi ce lo ricordano ancora, qualora ce ne fosse bisogno. Se volete farvi del male con qualcosa che unisce violenza sonora e mentalità old school, "Human Abhorrence" farà al caso vostro.

Contatti:

brokenlimbsrecordings.bandcamp.com/human-abhorrence
facebook.com/Occult45
brokenlimbsrecordings.net

TRACKLIST: Plaster Saint, Tyranny Stomp, Chainsaw Vigilante, PPFO, Wizard of Gore, Succubi, Death With Dignity


venerdì 25 settembre 2015

Recensione: TRIGGER ATTACK "An Human Exist Collapse"
2015 - DIY




L'ira sfrenata dei TRIGGER ATTACK si incastra bene negli ingranaggi del genere da loro proposto. Grindcore/powerviolence velocissimo, ignorante e fedele all'attitudine "NO COMPROMISE" di tutti quei ragazzi che, tra l'87 e il '98 si diedero battaglia per stabilizzare questo sottogenere estremo dell'hardcore punk (nomi storici come Neon Christ, No Comment, Man Is the Bastard vi dicono qualcosa?). Perché chi decide di seguire tale corrente stilistica ha solo bisogno di un impatto nudo e crudo, senza fronzoli. Con il debutto "An Human Exist Collapse" i 3 indonesiani dimostrano di aver imparato la lezione. Le 18 tracce sono delle mitragliate che non ci concedono pause di respiro. Sicuramente molti di voi si chiederanno: "Cosa c'è di speciale in tutto questo?". Assolutamente Niente! Ma se oggi devo prendere una scelta, preferisco dare supporto a gente sincera e non a musicisti finti e costruiti. Sono cresciuto con il punk/HC di strada, quindi so di cosa sto parlando. Decidete da che parte stare.

Contatti: facebook.com/Trigger-Attack

TRACKLIST: Trust, Rottenness, Thanx, Tusuk, Warfare, Amoral (Extreme Decay Cover), An Human Exist Collapse, Terror, Kapitalisme, Dunia, Luka, Serigala Kota, Hijau Sirna, Smoketopia, Kertas Nominal, Damai Itu Impian, Penguasa Tua, Semu


giovedì 24 settembre 2015

Recensione: THE OBSERVATORY "Continuum"
2015 - Independent




Sono rimasto letteralmente folgorato dal settimo sigillo degli asiatici THE OBSERVATORY, forse per il semplice fatto che io solitamente ascolto tantissima musica ambient. Il gruppo con sede a Singapore è attivo fin dall'anno 2001 e spesso può arrivare a coinvolgere ben undici elementi, provenienti in gran parte da progetti sperimentali abbastanza noti negli anni '90. Per non cadere in errore, va detto che su questo "Continuum" i performers principali rimangono esclusivamente in quattro. Esattamente: Dharma chitarra, basso); Bani Haykal (chitarra, reyong, cengceng); Vivian Wang (synth, voce); Leslie Low (chitarra acustica, basso, batteria, voce, pemade, jegogan, reyong). Il sound è talmente elaborato e intenso che si può parlare di un'orchestra impegnata nel dipingere un caleidoscopio di emozioni utili per estendere la portata della mente. La musica oscillante dei The Observatory è ammaliante perché è scritta da artisti competenti e bravi a rapire le percezioni di chi ha buone capacità di ascolto. Un mix di vibrazioni e ritmi mutevoli che ci insegnano a diventare un tutt'uno con l'universo. Senza addentrarmi in altri particolari, posso affermare di non aver mai vissuto un'esperienza sensoriale simile. I pollini giunti dall'estrema punta meridionale della penisola malese hanno lasciato il segno. "Continuum" merita di far parte della vostra collezione di dischi.

Contatti:

theobservatory.com.sg
theobservatory.bandcamp.com/continuum
facebook.com/theobservatory 

SONGS: PART 1, PART 2, PART 3, PART 4, PART 5 'Mankind', PART 6 (Lasse Marhaug Remix)




mercoledì 23 settembre 2015

Intervista: DAEMONIAC - "PURI FINO AL MIDOLLO"






I NOSTRANI DAEMONIAC SEGUONO LE ORME DEI GRUPPI GLORIOSI DEL DEATH METAL ED E' ANCHE PER QUESTO MOTIVO SE IL LORO DEBUTTO "LORD OF IMMOLATION", PUBBLICATO DALLA SPAGNOLA XTREEM MUSIC, RIUSCIRA' A FAR BRECCIA NEI CUORI DEI FAN INTRANSIGENTI. MAX, BASSISTA/CANTANTE DELLA FORMAZIONE LOMBARDA HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE.

1. Ciao Max. Ti va di riassumere i passi salienti dei DAEMONIAC? Presenta la line-up ai lettori della webzine.

- Ciao e grazie per l'invito. Ho sempre avuto in mente di fare qualcosa di mio e dato che erano emerse alcune situazioni alquanto "oscene" nella ex-band ho deciso di proseguire nel genere che più mi rappresenta con i Daemoniac. La line-up attualmente è in fase di miglioramento ma tieni per buona quella del MCD.

2. Iniziamo da questo "Lord of Immolation", il vostro lavoro di debutto. In quanto tempo è stato composto, arrangiato e registrato?

- E' stato completato dopo circa un anno. All'inizio ti fai sempre delle domande ma alla fine l'obbiettivo è stato raggiunto. Oggi i Daemoniac si possono considerare una realtà internazionale.

3. Nonostante "Lord of Immolation" sia il vostro primo disco ufficiale, esce per un etichetta importante come la Xtreem Music, gestita da Dave Rotten degli AVULSED. Com'è nata questa collaborazione?

- Conosco Dave da anni ma questo non è il punto. Gli ho solo passato i brani e lui ha deciso di proporci un contratto. Rotten pubblica quello che più gli piace e noi gli siamo piaciuti. Nessun lecchinaggio.

4. Il vostro sound risente di innumerevoli influenze provenienti dalla vecchia scuola. Suonare death metal è un'esigenza oppure una necessità?

- Esatto, vecchia scuola, ma suoniamo perché è una vera passione. Questo genere musicale è parte di me. Sono 27 anni che faccio Death Metal senza nessun compromesso.

5. Credi che oggi ci sia più libertà di esprimersi all'interno del panorama estremo? Rispetto al passato il concetto di ibridazione nella musica è molto più marcato. Tu come la vedi?

- Si oggi ce più libertà, ma nonostante ciò nn vedo molto cuore nelle bands. Per me la regola è: "vecchio io... vecchia scuola". Il Death Metal deve essere solo puro, niente miscugli vari. Idem per ogni filone del metal.

6. Oggi quali possono essere gli obiettivi e le speranze dei DAEMONIAC con un disco come "Lord of Immolation"?

- Obbiettivi? Sicuramente rimanere puri e legati al 1990 e lanciare questa piccola realta nel mondo. Penso che oggi siano sempre meno le bands di questa portata. Non ci interessa innovare la nostra proposta. Il nostro è grezzume con un'anima.

7. Cosa possono vantare i DAEMONIAC rispetto a tante altre formazioni impegnate nello stesso genere musicale?

- Non penso che i Daemoniac debbano vantarsi di qualcosa rispetto ad altre bands anche perché oggi siamo unici a proporre sonorità marce e potenti. Meglio essere umili e far parlare la musica.

8. Progetti per il futuro?

- Registrare il full-lenght presso i Sunlight Studio. C'è in programma un tributo/compilation in Thailandia. Ovviamente suonare live e divertirsi, come è giusto che sia.

8. In chiusura, lascio a te le ultime parole... Grazie per l'intervista!

- Prima di tutto grazie a te per il tuo supporto. Per il resto voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato nel piccolo cammino di questa band (dalle origini ad oggi). In questi giorni ero in Svezia per pianificare la futura registrazione e la dedicherò a te e a tutti i fan della vecchia scuola. Grazie. Max and Daemoniac


CONTATTI:

xtreemmusic.bandcamp.com/lord-of-immolation
facebook.com/DAEMONIAC666
twitter.com/daemoniacband
xtreemmusic.com


DAEMONIAC line-up:

Max - Voce, Basso
Pier - Chitarra
Matt - Batteria


RECENSIONE: 
DAEMONIAC "Lord of Immolation" 2015 - Xtreem Music


Recensione: PYRRHON "Growth Without End"
2015 - Handshake Inc. | Selfmadegod Records




Sempre più schizoidi i PYRRHON. C'è poco da aggiungere analizzando la loro proposta. I quattro ragazzi newyorkesi vivono per portare avanti un death metal tecnico che, deve molto a gruppi come Gorguts, Brutal Truth, Ulcerate, Gigan (tanto per citarne solo alcuni). L'EP "Growth Without End", pubblicato su vinile dalla Handshake Inc. e su CD dalla Selfmadegod Records, espone la realtà dei fatti. Nessuna delle 5 tracce pecca di ingenuità a dimostrazione che la classe non è acqua. Non capita tutti i giorni di ascoltare un songwriting che riesca ad essere così preciso e potente allo stesso tempo. Gli impulsi violenti dei Pyrrhon si poggiano esclusivamente su fondamenta solide in cemento armato. L'impatto è fedele all'essenza attuale della band, enorme, vasto, ricercato. Rispetto alle origini, oggi c'è un maggior grado di accettazione della sperimentazione, in modo tale da potersi esprimere al meglio ed ergersi oltre la sfera di quei musicisti che appaiono fin troppo "prevedibili". Questa è l'unica via di fuga per allontanarsi progressivamente da ciò che sta diventando stagnante e sterile nel circuito della musica estrema. L'arte si è sempre evoluta così, grazie al genio e alla temerarietà di pochi. Ottima prova da parte degli americani. Da avere.

Contatti: 

pyrrhonband.bandcamp.com
facebook.com/pyrrhonband
selfmadegod.com
handshakeinc.com

SONGS: Cancer Mantra, Forget Yourself, The Mass, Viral Content, Turing's Revenge


martedì 22 settembre 2015

Recensione: UNCLE ACID AND THE DEADBEATS "The Night Creeper"
2015 - Rise Above Records




Terzo album su Rise Above Records per questi inglesi UNCLE ACID AND THE DEADBEATS, gruppo che, mi aveva già colpito positivamente ai tempi del full-length intolato "Blood Lust" (messo in commercio nel 2011). Il loro suono acido tocca generi come il rock psichedelico, il doom e l'hard rock per creare un miscuglio elettrizzante e pieno di influenze musicali che spaziano dalle proprietà inebrianti dei Black Sabbath degli anni '80 alle suggestioni orrorifiche tipiche dei tanto osannati Electric Wizard. Ma non sono solo queste le caratteristiche che fanno di "The Night Creeper" un prodotto datato dagli odori forti e avvolgenti. Gli Uncle Acid and the Deadbeats si distinguono dalle formazioni derivative ed è stato il loro fascino antico ad avermelo suggerito durante i miei ripetuti ascolti. Ovvio che i temi portanti siano fortemente correlati con l'occultismo e con l'oscurità, non potrebbe essere altrimenti. Il rapporto di convivenza tra sacro e profano è reso tangibile dalla piena ispirazione al punto da non poter essere ignorato. Composizioni riuscite come l'opener "Waiting for Blood", "Downtown", "Melody Lane", l'evanescente "Slow Death" rendono bene l'idea della personalità dei nostri, che mostra tratti marcati e ben distinti. La particolarità del linguaggio impiegato si spinge oltre le apparenze per far percepire una realtà ben diversa. Chi non li ha ancora approfonditi lo faccia subito.

Contatti: 

acidcoven.com 
facebook.com/uncleacid
riseaboverecords.com

TRACKLIST: Waiting for Blood, Murder Nights, Downtown, Pusher Man, Yellow Moon, Melody Lane, The Night Creeper, Inside, Slow Death, Black Motorcade




lunedì 21 settembre 2015

Recensione: MOTÖRHEAD "Bad Magic"
2015 - UDR Music




Lemmy Kilmister = L'IMMORTALE! Non c'è nessun dubbio al riguardo. La sua personalità dannata messa al servizio dei MOTÖRHEAD ha dell'incredibile. E' alquanto inspiegabile il fatto che questo condottiero del rock'n'roll più puro non voglia assolutamente abbassare lo sguardo dinanzi ad una morte che, ormai è sempre li in agguato. Quasi 70 anni vissuti in pieno, respirati e consumati in tutti i sensi, tra abusi, tormenti e grandissime soddisfazioni. Nessuna negligenza, nessun passo falso, mai un momento di cedimento. Lemmy e soci sono sempre rimasti fedeli alla propria immagine e alla loro musica sanguigna. Un sound unico che non manca di rispetto ai tantissimi fan sparsi per il globo. Epppure gli anni di attività si fanno sentire. Per i Motörhead vale un po' lo stesso discorso degli AC/DC, se dobbiamo basarci esclusivamente sul piano strumentale. La coerenza viene prima di qualsiasi altra cosa. Perché i sacrifici spesi per ciò che si fa con passione e con attitudine genuina ripagano sempre e comunque. Lo hanno ampiamente dimostrato con 22 album in studio. Risulta interessante constatare come nella simbologia dei numeri "l'individuo 22 si configura come un dominatore, ed emerge tra tutti quelli che gli stanno intorno distinguedosi in modo definito e singolare, come allo stesso modo Dio è separato e distinto dalla stessa creazione". Con questo "Bad Magic" siamo di fronte a un messaggio universale che rimarrà indelebile nella storia. Eterni e inimitabili. VICTORY OR DIE!

Contatti: imotorhead.com

TRACKLIST: Victory or Die, Thunder & Lightning, Fire Storm Hotel, Shoot Out All of Your Lights, The Devi, Electricity, Evil Eye, Teach Them How to Bleed, Till the End, Tell Me Who to Kill, Choking on Your Screams, When the Sky Comes Looking for You, Sympathy for the Devil (The Rolling Stones cover)


domenica 20 settembre 2015

Recensione: PRAISE THE FLAME "Manifest Rebellion"
2015 - Memento Mori




Il rituale blasfemo dei cileni PRAISE THE FLAME è pronto per risucchiarvi nella dimensione dannata del death/thrash metal vecchio stampo, adorato e venerato da una larga fetta di pubblico tradizionalista. Il debutto della band di Santiago del Cile possiede un valore simbolico di affermazione, anche perché in tre anni di attività, il trio ha già gettato le basi su cui costruire qualcosa di professionale. Da tenere in considersazione il primo demo CD del 2012, l'EP 2013 e lo split con i deathster Abrekadaver, uscito quest'anno. I Praise The Flame sanno il fatto loro e ci presentano un disco rabbioso che si oppone categoricamente a qualsiasi produzione modernista. "Manifest Rebellion" ritorna vorticosamente nel passato per far riemergere l'insegnamento dei musicisti di culto della scena estrema. Seguendo quell'esempio tutto è possibile. Pur rimanendo grezzi e radicati agli anni '80/'90 si può essere credibili, l'importante è metterci un po' di personalità per affilare bene gli artigli. I ragazzi sudamericani non vanno sottovalutati. Credetemi. In fin dei conti vogliono lesionare il vostro apparato uditivo suonando ciò che amano, niente di più, niente di meno.

Contatti:

praisetheflame.bandcamp.com
facebook.com/praisetheflame
memento-mori.es

SONGS: Thanatognomonic (intro), Fire Forces Of Hate, Manifest Rebellion, The Burial Urns Of Grief, Sepulchral Haze, Endless Scourge, Venomous Tyranny, Rise The Witchpower, Cryptic Sovereing Death




sabato 19 settembre 2015

Recensione: MANII "Skuggeheimen"
2015 - Debemur Morti Productions




Il suono sulfureo ed emotivo dei norvegesi MANII (nati da una costola dei geniali Manes) deflagra in questo EP, un lavoro breve ma intenso nei suoi quasi 14 minuti di durata. "Skuggeheimen" sublima il potere suggestivo di due lunghe tracce estrapolate dal secondo e terzo demo della band madre e qui riproposte in una chiave di lettura più eloquente, dettata dal volere di Cernunnus e Sargatanas, i membri coinvolti nella line-up. Mi riferisco a "I Helvetes Haller" (1995) e "Dansen Giennom Skuggeheimen" (1994). Già al primo ascolto ci si rende conto che c'è qualcosa di minaccioso che si agita sotto questi riff morbosi e nell'incessante pulsare ritmico della batteria. I Manii, senza particolari sforzi, oltrepassano le barriere del tempo per tornare alla propria carnalità. Nell'EP tutto sembra essere al posto giusto e questo spiega perché ogni particolare fuoriesce in maniera prorompente. Per chi già conosce la formazione scandinava, "Skuggeheimen" potrebbe essere un piccolo gioiello da non lasciarsi scappare in attesa del prossimo disco.

Contatti: 

dmp666.bandcamp.com/skuggeheimen
facebook.com/ManiiOfficial 
debemur-morti.com

TRACKLIST: I Helvetes Haller, Dansen Giennom Skuggeheimen




venerdì 18 settembre 2015

Recensione: MGŁA "Exercises in Futility"
2015 - Northern Heritage Records | No Solace




Black Metal: un genere fieramente estremo che da più di un decennio ha assunto significati differenti, a seconda della contaminazione che ogni gruppo ha voluto imprimere al proprio sound. Nell'Est Europa troviamo ancora delle formazioni capaci di tenere alta la bandiera dell'inferno. Nelle prime file di questa orda di ferro si posizionano i MGŁA, ritornati in azione per incendiare il flusso sanguigno degli adoratori della fiamma nera. Con "Exercises in Futility" (Northern Heritage Records, No Solace), i polacchi non vogliono passare per degli innovatori, perché il loro obiettivo più importante rimane quello di produrre musica accattivante e coinvolgente, quindi farsi riconoscere come dei musicisti potenzialmente ineccepibili è già di per sé una vittoria. Notevole è comunque non solo la creatività dei Mgła, ma anche l'abilità nel rendere sempre emozionante un genere che, in molti, lasciano spesso annegare nella mediocrità. Il materiale contenuto in "Exercises in Futility" è delirante/sinistro nella sua drammaticità e supportato da un'elevata padronanza degli strumenti. Avvicinatevi alla proposta di questi messaggeri delle forze del male. Non perdete tempo. Un lavoro di grande spessore che consiglio a chiunque ami il black metal suonato con gli attributi quadrati. Potete tranquillamente acquistarlo a scatola chiusa.

Contatti:

no-solace.bandcamp.com/exercises-in-futility-lp-2015
facebook.com/mglaofficial
northern-heritage.net 
no-solace.com

TRACKLIST: Exercises in Futility I, Exercises in Futility II, Exercises in Futility III, Exercises in Futility IV, Exercises in Futility V, Exercises in Futility VI


mercoledì 16 settembre 2015

Recensione: ECHOES OF YUL "The Healing"
2015 - Zoharum Records




Esistono vari modi per far cresce un progetto musicale, ma solo due sono quelli comunemente utilizzati: mantenendolo attivo con le solite sonorità "riconoscibili" delle origini o ridimensionandolo servendosi di soluzioni poco inclini a rispettare le indicazioni di un preciso stile/genere. Il compositore polacco Michał Śliwa, ha scelto la seconda opzione per dare un volto nuovo alla sua entità ECHOES OF YUL, già conosciuta nel circuito underground per aver dato alla luce dei lavori molto particolari e mai ripetitivi (Roberto Mammarella della Avantgarde Music ci aveva visto bene ai tempi del bellissimo "Cold Ground"). La strada dell'innovazione, in un mercato sempre più complesso e contorto, richiede, soprattutto da parte dei musicisti di minore importanza, uno sforzo maggiore per ottenere credito. Questo "The Healing" risulta credibile proprio perché si evolve avvalendosi di un sound luccicante, misterioso, poco immediato; un disco ipnotizzante che, possiede i presupposti necessari per poter risvegliare l'immaginazione dei prescelti. Michał ha fatto un altro salto di qualità. I miei più sinceri complimenti. E' stato prodotto dallo stesso Śliwa e masterizzato da James Plotkin (OLD, Khanate). In uscita il 25 Settembre via Zoharum Records.

Contatti: 

echoesofyul.bandcamp.com
echoesofyul.com
facebook.com/echoesofyul 
zoharum.com 

TRACKLIST: Ester, The Trick, Diorama, Apathy Rule, Organloop, Gush, The Healing, The Better Days


Recensione: SLAYER "Repentless"
2015 - Nuclear Blast




Se devo giudicare gli SLAYER per quello che la storia mi ha insegnato, allora ammetto che sono un gruppo assolutamente indiscutibile, ma se le mie attenzioni si devono soffermare sul loro presente, preferisco andare con i piedi di piombo, senza farmi prendere da facili entusiasmi. Non c'entra nulla il vuoto lasciato dal grande Jeff Hanneman, né il fatto che della formazione originaria siano rimasti solo Tom Araya e Kerry King. Il nocciolo della questione è ben altro. La domanda da porsi è una sola: Che cosa ci dovremmo aspettare da questo undicesimo album in studio? In molti risponderebbero "violenza e coerenza". In parte, non posso dargli torto, anche se, personalmente non amo degustare la solita minestra riscaldata, quella che ti viene poggiata davanti agli occhi solo perché non c'è altro da mettere sotto i denti. Magari gli Slayer avranno tutti i buoni motivi per continuare questa carriera artistica, però cercate di non nascondere le evidenze e spacciare "Repentless" per oro. Gran parte dei fan se ne accorgeranno, pur non ammettendolo esplicitamente. Da "God Hates Us All" (pubblicato nel 2001), gli Slayer hanno trovato il metodo miracoloso per tirare su qualche soldo in più, andare ancora in tour e accontentare quelli che non riescono a fare a meno della loro musica.

Contatti: slayer.net

TRACKLIST: Delusions of Saviour, Repentless, Take Control, Vices, Cast the First Stone, When the Stillness Comes, Chasing Death, Implode, Piano Wire, Atrocity Vendor, You Against You, Pride in Prejudice


martedì 15 settembre 2015

Recensione: VOID OF SLEEP "New World Order"
2015 - Aural Music




Cosa rende speciale un gruppo come i VOID OF SLEEP? La risposta è molto semplice, per non dire scontata: l'innata interconnessione con la fonte creativa. L'anima dei quattro musicisti romagnoli (esatta "combinazione" di spirito e corpo) è in grado di guidarmi lontano usando associazioni di vibrazioni cosmiche diverse e complementari. Questo nuovo album, per quel che mi riguarda, lo trovo profondamente radicato nella zona temporale dalla quale provengono generi musicali contrapposti, ma molto affini tra loro. "New World Order", di conseguenza, sembra un omaggio alle sonorità progressive in senso lato (se la vogliamo vedere così). Immergendomi nelle acque guaritrici riscaldate dai Void of Sleep, ho riassaporato il brivido del rischio, dell'imprevedibile, dell'imprevisto. Perché un'opera d'arte è unica quando coniuga la cura dei particolari. Alcuni di essi li comprendi solo se li svisceri sino all'osso. L'importante è vivere ogni singolo momento della composizione alla massima intensità, cercando di cogliere la grandezza di ogni singola nota per diventare un tutt'uno con l'atmosfera desiderata. L'approccio dei nostri non cessa di affascinare, né di mantenere saldo quel trademark che li contraddistingue da tutte le altre formazioni nostrane. Chi tra voi ha già assimilato il precedente "Tales Between Reality and Madness" del 2013, probabilmente sa bene di cosa parlo. Quindi non starò qui a farvi il resoconto delle 7 tracce. "New World Order" è l'espressione "massima" e "autentica" di un prodotto ben riuscito. Laddove prevale la giusta sensibilità non c'è barriera che tenga. Meritano di salire su palchi prestigiosi accanto ad artisti di calibro internazionale. Una delle migliori uscite dell'anno. Registrato e mixato da Riccardo Pasini allo Studio 73 di Ravenna e masterizzato presso i The Boiler Room di Chicago. Disponibile dal 16 Ottobre 2015.

Contatti: 

facebook.com/Voidofsleep
auralmusic.com

TRACKLIST: The Devil's Conjuration, Hidden Revelations, Slaves shall Serve, Ordo Ab Chao, Lords of Conspiracy, New World Order, Ending Theme


Intervista: CARNERA - "APPLICAZIONI ELETTRO INDUSTRIALI"






GLI ITALIANI CARNERA FIRMANO PER LA OLD EUROPA CAFE' (STORICA ETICHETTA DISCOGRAFICA GESTITA DA RODOLFO PROTTI) E DANNO ALLE STAMPE UN ALBUM DI DEBUTTO ENERGICO, ROBUSTO E CARICO DI TENSIONE. ATTRAVERSO LA LORO MUSICA INFATTI, I DUE PRINCIPALI COMPOSITORI DEL PROGETTO, GIOVANNI LEO LEONARDI E YVAN BATTAGLIA, CI RICORDANO COME LA FORZA PROPULSIVA DI UNO SPECIFICO PENSIERO POSSA ANIMARSI ANCHE ATTRAVERSO UNA RICERCA SONORA LONTANA DALLE SOLITE SOLUZIONI DI GENERE. GIOVANNI HA RISPOSTO ALLE MIE 13 DOMANDE.

1. Ciao Giovanni. Partiamo dall'inizio: Quando si sono formati i CARNERA e perché la decisione di dar vita a questo progetto musicale?

- Carnera nasce dalla mia esigenza di staccarmi per un po' dalle dinamiche tipiche di una band per dare vita ad una creatura che rispecchi più fedelmente le mie attitudini personali, quindi nasce come one man band, ma grazie al supporto di Simone Poletti di Dinamo Innesco Rivoluzione, diventa un progetto multidisciplinare dove le immagini acquistano importanza sempre maggiore fino a fondersi con le nostre composizioni. Carnera è in continuo divenire, dal nostro debutto sono cambiate già tante cose, ora siamo in due ad occuparci delle musiche, io e Yvan Battaglia, artista e sound designer già attivo con il suo progetto Les Champs Magnètique. In fase live poi ci serviamo del supporto di Fabrizio Forghieri e Yari Ugolini, rispettivamente alla chitarra e alle percussioni, mentre Monica Gasparotto gestisce le visuals dal vivo. In pratica si è evoluto sotto forma di vero e proprio collettivo, e non escludo nuovi innesti e collaborazioni in futuro. Mai porre limiti alla creatività.

2. Ascoltando il vostro album di debutto è facile notare come voi non siate influenzati da una sola corrente stilistica, anche se, avete un approccio decisamente industriale. In che modo vi rapportate all'idea di "elettronica". Ci puoi illustrare "Strategia della Tensione" iniziando dalla fase compositiva?

- Siamo sempre molto aperti ad ogni tipo di influenza, non mi piace l'idea di fare musica "di genere". Lascio che le mie idee fluiscano liberamente e ho un approccio molto istintivo, normalmente mi immergo totalmente nella traccia che sto costruendo rimanendo quasi in apnea, per riemergere soltanto quando il brano è imbastito in modo soddisfacente. Di Strategia della Tensione non ho scartato un solo pezzo, è il frutto di pochi mesi di lavoro, ma davvero intensi, quasi una catarsi direi. Dici bene, la scrittura è fondamentalmente elettro industrial, ma certamente ricerchiamo linguaggi diversi, senza troppe ansie da puristi.

3. Chi si è occupato della produzione? Dove lo avete registrato?

- E' stato concepito, registrato e mixato a Sassuolo, Modena. Dove già si trova la base dei Siegfried, il mio principale progetto musicale dal 2010. Il mastering invece è stato curato da Yvan, ed in quella fase è nato il nostro rapporto di collaborazione.

4. Come descriveresti tu stesso le sensazioni che alimentano la vostra musica?

- Come ti dicevo, il processo di composizione per me ha spesso a che fare con l'angoscia, vi riverso ogni sorta di frustrazione e credo che in qualche modo si percepisca nell'ascolto di Strategia della Tensione. Poi c'è tanta rabbia rivoluzionaria, che nonostante sia ormai prossimo agli anta, non accenna a stemperarsi..

5. Dall'artwork ai testi, il disco "Strategia della Tensione" sembra caratterizzato da un certo profilo estetico e, ideologico. Mi piacerebbe sapere cosa c'è di vero in tutto questo. Cosa c’è di vero?

- Non credo di aver capito bene a cosa illudi, ma per quanto mi riguarda è tutto vero! Carnera nasce dal crepuscolo delle ideologie, non credo lo si possa facilmente inserire in un filone marziale che fa dell'ambiguità politica il suo principale manifesto programmatico. Se poi qualcuno si aspetta che Carnera prenda le distanze da questo o da quello si illude, e probabilmente ha capito ben poco del nostro messaggio.

6. La locuzione "Strategia della Tensione" identifica una specifica "strategia politica da realizzare mediante un disegno eversivo, tesa alla destabilizzazione o al disfacimento di equilibri precostituiti"... Si riferisce a questo il titolo del disco? Se si, perché?

- Esattamente, la destabilizzazione del cosiddetto ordine costituito, della dittatura del pensiero dominante, in nome del valore più grande e sottovalutato: La Bellezza. E' questo fondamentalmente il concetto che ha guidato le nostre azioni fino a questo momento. Ed è la rappresentazione in musica del tramonto dell'Occidente ciò che ci proponiamo di creare.



7. Quali sono i tuoi ascolti abituali e cosa fluisce maggiormente nella musica dei CARNERA? Quali gli artisti, non solo musicali, che vi hanno ispirato?

- Mi è difficile risponderti perché sento che citando un nome piuttosto che un altro farei torto alla mia personale ispirazione. Però devo ammettere che Laibach e Blood Axis siano tutt'ora tra i miei ascolti prediletti. In Italia devo dire che proprio per la forza espressiva del connubio suono/immagini potrei dire Sigillum S, ma anche Pankow per la vena danzereccia che ogni tanto mi piace rispolverare. In questo momento poi sto ascoltando tanto Krautrock, Dub "bianco" e Club music e IDM anni '90. Underworld, Orbital, Apex Twin, cose di questo tipo.. In campo extra musicale, dovresti rivolgere questa domanda a Simone, che comunque ha riversato in Carnera tutto il suo amore per l'arte di Propaganda, il costruttivismo e la fotografia. Inoltre potrei anche citare l'opera dell’artista modenese Fabrizio Loschi, che con Democratura, il suo progetto, ha senz'altro influenzato la nostra creatura.

8. La vostra origine italiana è importante per la musica dei Carnera?

- Assolutamente, volevamo dare da subito una forte connotazione di "italianità" al progetto, trovo poco interessante e fine a se stesso cercare di emulare i nomi internazionali, invece apprezzo chi come come Teatro Satanico per esempio, ha saputo dare un impronta personale e riconoscibile delle proprie radici culturali. Ci definiamo autarchici, neo-situazionisti e post industriali.

9. Cosa pensi del significato dell'arte? Quanto è importante per te avere la possibilità di esprimerti attraverso l'utilizzo della musica?

- Per quanto mi riguarda, l'arte si sublima nell'azione. Il concetto di "bello" è forse diverso per ognuno di noi, ma ho conosciuto splendidi artisti che la vedono nel mio stesso modo. Come magneti che si attraggono ho avuto la gioia di riconoscermi in molti di loro, e spesso si è creata quell'empatia che ti permette di collaborare in maniera proficua. Uno di questi è Fabrizio Loschi, presso il suo atelier a Castelfranco Emilia abbiamo presentato "Strategia della Tensione".

10. Avete il privilegio di avvalervi di un'etichetta storica come la Old Europa Café. Conoscevate già Rodolfo Protti? Come vi siete conosciuti?

- Si, Rodolfo aveva già avuto in distro alcune delle nostre release come Siegfried, abbiamo deciso di accettare la sua proposta per la stima nei suoi confronti e il prestigio che un'etichetta come OEC può senz'altro vantare.

11. Vedi la luce fuori dal tunnel odierno? Mi riferisco alla difficile situazione sociale nel mondo.

- Sinceramente no, ogni giorno abbiamo conferme di come il declino della nostra civiltà sia ormai ineluttabile. Non credo si possa invertire la rotta in maniera indolore, quindi non possiamo far altro che prepararci al peggio. Mi piacerebbe poter condividere il tempo che ancora ci rimane con spiriti affini, magari cercando di lasciare qualche traccia del nostro cammino sul cratere di questo vulcano in eruzione. E' questa la mia unica consolazione ed è ciò che mi sono riproposto di fare.

12. Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro dei CARNERA?

- Con Yvan siamo già al lavoro su diversi fronti, nuovo materiale, remix, collaborazioni.. c'è tanto entusiasmo e il suo apporto ha senza dubbio dato una bella spinta propulsiva al progetto. Abbiamo da poco rilasciato una traccia inedita in free download per celebrare il centenario della Grande Guerra, God of War. La trovate sul nostro Bandcamp.

13. Bene, siamo arrivati alla domanda finale: quali sono i vostri piani futuri? Ti invito a lasciare qualche parola riguardo i prossimi live. Grazie per l'intervista!

- Abbiamo ricevuto diversi attestati di stima da parte di nomi storici della scena italiana e con alcuni di loro si potrebbe palesare presto qualcosa di interessante. Abbiamo in programma la partecipazione al Destination Morgue a Roma in Gennaio, un festival che riunisce da anni i migliori act della scena industrial italiana di ieri e di oggi. Per il resto vedremo come sviluppare le nostre strategie, ma lo faremo in segreto. Grazie a te, Christian. E' stato un piacere.


CONTATTI:

carnera.bandcamp.com/releases
facebook.com/carneraproject
oldeuropacafe.com


CARNERA line-up:

Giovanni Leo Leonardi
Yvan Battaglia

Simone Poletti
Fabrizio Forghieri
Yari Ugolini
Monica Gasparotto


RECENSIONE:
CARNERA "Strategia della Tensione" 2015 - Old Europa Cafè






domenica 13 settembre 2015

Recensione: HOGSLAYER "Defacer"
2015 - Undergroove




Si respira aria dannosa nell'area rurale in cui agiscono gli inglesi HOGSLAYER, autori di un album schiacciante dal punto di vista sonoro. E' sludge/doom metal terremotante, inciso per rianimare i peggiori stati di tensione che condizionano l'esistenza di gran parte degli esseri umani, tutti avvelenati dalla propria condotta sconsiderata. Il timbro è quello classico del genere: voce resinosa e impulsiva, basso distorto, batteria martellante, chitarre stordenti e una microfonazione che ha una risposta molto accentuata sulle frequenze medio-basse. Non sono i singoli brani a rimanere impressi nella mente, ma le scosse sismiche generate dall'intero disco degli Hogslayer. Reggere quest'urto per 44 lunghi minuti non sarà impresa facile. Band ideale per coloro che ascoltano musica spaccaossa ma carente di originalità. Questa marcata ottusità rischia di penalizzare il proseguo di una carriera iniziata da soli tre anni. Comunque i gusti sono soggettivi.

Contatti: 

hogslayer.bandcamp.com
facebook.com/hogslayerband 
undergroove.bigcartel.com

TRACKLIST: Slowhawk, Despiser, Wülfbaanger, Bludgeon, Burn Them Out, War Cries, Bastards of Reality, This Spiteful Cycle


sabato 12 settembre 2015

Recensione: KRALLICE "Ygg Huur"
2015 - Avantgarde Music




Ci sono dei gruppi che, negli ultimi anni, hanno incarnato il verbo del post death/black metal meglio di chiunque altro, ricordando a voi lettori di Son of Flies webzine che questa musica non può limitarsi alla solita formula definita "true" (quella adoperata dai sostenuitori delle origini del genere, tanto per intenderci). Tale corrente stilistica si è evoluta grazie alla volontà di tanti musicisti desiderosi di innovazione. I buoni risultati ottenuti nel tempo si possono verificare anche in "Ygg Huur" dei newyorkesi KRALLICE, il quinto album della loro carriera iniziata nell'anno 2007. Ottima scelta da parte della nostrana Avantgarde Music, che ha deciso di portarseli dentro le mura di casa per poi posizionarli nel mercato europeo. La band statunitense ha ribadito una volta per tutte la propria competenza nel campo, alla faccia delle formazioni ben più blasonate e redditizie dal punto di vista delle vendite. Rivisitano i punti di forza del loro sound, riuscendo nel compito di ricompattarli con un grande gusto per gli arrangiamenti. Oggi i Krallice possono finalmente affermarsi nell'affolata scena estrema, e questo, solo per mano di una maturità artistica sempre più determinante. Potranno fare al caso dei palati esigenti. Il mio consiglio è quello di approfondirli attentamente.

Contatti: 

avantgardemusic.bandcamp.com/ygg-huur 
facebook.com/krallice 
avantgardemusic.com 

SONGS: Idols, Wastes of Ocean, Over Spirit, Tyranny of Thought, Bitter Meditation, Engram


giovedì 10 settembre 2015

Recensione: YEN POX "Between The Horizon And The Abyss"
2015 - Malignant Records




Attivo fin dal lontano 1993, il progetto YEN POX scruta nell'universo del dark ambient con un occhio attento, al fine di far esplodere una miscela sonora singolare e ricca di atmosfere informali. Michael J.V. Hensley e Steven Hall sanno come spremere le loro inesauribili potenzialità. Ciò che ne viene fuori è a dir poco magnifico! "Between The Horizon And The Abyss" è in grado di scatenare una tempesta dalla furia imperiosa che, lungo la sua traiettoria, non lascia scampo. Lo scenario apocalittico evocato dalla musica manovrata dai due compositori americani, ma anche dall'artwork tendente al colore seppia, si ripercuote sulla percezione del movimento. Yen Pox mi ha accompagnato piacevolmente in questo viaggio da brividi racchiuso nella scatola sonora pubblicata dalla Malignant Records, conosciuta nel circuito underground per aver dato alle stampe alcuni lavori di Skorneg, Abandoned Asylum, Shock Frontier, Theologian... E' sempre dark ambient, ma essendo diversi gli artisti coinvolti, tale entità ha e avrà differnze stilistiche e qualitative abbastanza marcate. Sino a quando ci saranno menti dotate di buon gusto, tale genere potrà continuare ad evolversi. Non dubitate. L'acquisto è consigliato.

Contatti:

yenpox.bandcamp.com/between-the-horizon-and-the-abyss
facebook.com/YenPox
malignantrecords.com

TRACKLIST: The Awakening, White of the Eye, Cold Summer Sun, In Silent Fields, Grief Ritual, Ashen Shroud, Tomorrow in Ruins, The Procession


martedì 8 settembre 2015

Recensione: VOIDCRAEFT "Ἕβελ"
2015 - Independent




VOIDCRAEFT è una one man band tedesca dedita ad un black metal selvaggio e dissonante, celebrato al meglio dall'ottimo lavoro svolto sulla sei corde, lo strumento musicale che più degli altri fa davvero la differenza nel terzo album intitolato "Ἕβελ". Il musicista non vuole assolutamente seguire delle regole ferree e il suo modo di scrivere sguinzaglia questa modalità di ricerca allucinata che, pur essendo contorta, rimane coerente con lo stile proposto. E' follia pura quella che fuoriesce dalle viscere degli 8 capitoli della tracklist. Canzoni violente e caratterizzate da un riffing vorticoso e dannatamente schizofrenico. Non è un disco di facile fruizione, ma se siete degli appassionati della sperimentazione potrete trovare pane per i vostri denti. Le ritmiche forsennate e la voce maligna accompagnano l'ascesa di Voidcraeft nei meandri degli inferi, dove morte e disperazione regnano supreme. Decisamente interessante soprattutto per la sua varietà compositiva. A questo delirio sonoro non si può dire di no. Da tenere in considerazione.

Contatti:

voidcraeft.bandcamp.com
voidcraeft.svart.nu

TRACKLIST: תַּחַת הַשָׁמֶשׁ (Under The Sun), עֵת לָמוּת ([A] Time To Die), מָחַצְתִּי וַאֲנִי אֶרְפָּא (I Wound And I Heal), בּוּקָה וּמְבוּקָה (Devastation And Desolation), Μέθαι Καὶ Φαρμακεία (Drunkenness And Sorcery), Οὐθέν Εἰμι (I Am Nothing), Περὶ ὀστέων Νεκρῶν (On [The Subject Of] The Bones Of The Dead), Ὁ Ἀμήν (The Amen)


lunedì 7 settembre 2015

Recensione: STEVE ROACH "Skeleton Keys"
2015 - Projekt




Ritorna lo statunitense STEVE ROACH, compositore di fama internazionale e pioniere dell'ambient-atmospheric-electronic music. Artista di spessore da sembre lontano da mode passeggere e vincoli strettamente commerciali. Il suo ultimo album intitolato "Skeleton Keys", celebra un modo di fare musica distaccato da molti nomi contemporanei che neanche meriterebbero una recensione. Se la sua influenza sembra provenire principale da alcune correnti stilistiche europee, le note composte per la nuova Opera entrano anche in ambienti più ampi, rendendo il risultato affascinante ma, allo stesso tempo, suggestivo ("It's All Connected", "Outer Weave", "A Subtle Twist Of Fate"). Altri due brani stellari sono "The Function Inside the Form" e "Escher's Dream Is Dreaming", esempi di gran classe e sopratutto, colonne sonore che vi rimarranno in testa in maniera uniforme. Solo dopo ripetuti ascolti questi suoni possono essere assorbiti totalmente. Un compendio che provvede ad esaltare quanto creato in 3 decadi di attività. Solo i veri Maestri riescono a raggiungere certi obiettivi. Ideale per chi desidera rilassare il corpo e viaggiare con la mente.

Contatti:

steveroach.bandcamp.com/skeleton-keys
steveroach.com
facebook.com/SteveRoachMusic

TRACKLIST: The Only Way In, The Function Inside The Form, It's All Connected, Outer Weave, Symmetry And Balance, Saturday Somewhere, Escher's Dream Is Dreaming, A Subtle Twist Of Fate




Recensione: IRON MAIDEN "The Book Of Souls"
2015 - Parlophone




Ci sono cresciuto con le loro canzoni e nonostante io sia maggiormente legato ai vecchi lavori, non potevo sottrarmi all'ascolto del nuovo "The Book Of Souls", album che, in alcuni passaggi, ci fa assaporare ancora il 'mood' benefico di alcune perle indimenticabili degli anni '80. Gli IRON MAIDEN continuano a fare breccia nei cuori di moltissimi fan e questo è un dato di fatto. Per strano che possa sembrare, tutto ciò accade ancora oggi. Ci sarà un perché? Quindi inutile stare qui a ripeterci le stesse cose, a tormentarci con i soliti paragoni tra passato e presente. Siamo nel 2015 e la storica band guidata dal carismatico Bruce Dickinson non ha la ben che minima intenzione di allontanarsi dalla luce dei riflettori. Le sonorità heavy degli Iron Maiden dimostrano di aver radici molto più antiche, robuste e salde, radici che distaccandosi dal panorama musicale attule, si apprestano a ritornare ad essere il canale alimentare attorno a cui sembra ruotare l'universo governato da Eddie, rivelandosi piuttosto vivo e vegeto. Un ritorno discografico che delinea, nel bene e nel male, cause ed effetti di una progressione costante. I giorni dei capolavori sono ormai lontani, ma con "The Book Of Souls" i britannici riescono, in parte, a soddisfare le aspettative. Non è cosa da poco!

Contatti: ironmaiden.com

TRACKLIST: If Eternity Should Fail, Speed of Light, The Great Unknown, The Red and the Black, When the River Runs Deep, The Book of Souls, Death or Glory, Shadows of the Valley, Tears of a Clown, The Man of Sorrows, Empire of the Clouds


domenica 6 settembre 2015

Recensione: GNAW THEIR TONGUES "Abyss of Longing Throats"
2015 - Crucial Blast Records




Oggi è possibile approfondire l'innesto di un altro incubo ad opera di Mories, compositore olandese impegnato nel portare avanti i deliri sonori di GNAW THEIR TONGUES. "Abyss of Longing Throats" (Crucial Blast Records) è l'ennesimo labirinto sotterraneo brulicante di emozioni annichilenti nella loro insana assurdità, elaborate con quella meticolosità maniacale che fa presentire il caos radicale della malignità. Mr. de Jong si oppone a qualsiasi 'identità' preconfezionata con l'unico scopo di rafforzare il suo impatto marziale ai limiti dell'umano. Una colata di magma rovente che brucia la carne e avvolge in un dolore persistente e fulminante. La punizione dura 43:02. Tutto ciò, ha a che fare con l'esigenza di creare nuovi livelli di tensione, con il fatto di voler evolversi, in quanto essere umano. E' lo stesso processo compositivo di sempre, sebbene ora gli input creativi siano diversi dal passato. I lavori pubblicati da Gnaw Their Tongues sono complessi, imprevedibili, minacciosi, spietati, così che non si sa mai cosa ci si possa aspettare. I significati racchiusi nel flusso visionario di "Abyss of Longing Throats" rimangono strettamente individuali. Non c'è pace per i dannati. Un artista davvero unico nel suo genere.

Contatti:

crucialblast.bandcamp.com/abyss-of-longing-throats
devotionalhymns.com/gnawtheirtongues
facebook.com/GnawTheirTonguesOfficial

TRACKLIST: Lick the Poison From the Cave Walls, Through Flesh, Abyss of Longing Throats, From the Black Mouth of Spite, The Holy Body, And They Will Be Cast Out into Utter Darkness, Up into the Heavens Down into the Circles of Hell


venerdì 4 settembre 2015

Recensione: KAPTIVITY "Across the Abyss of Death"
2015 - Independent




Non conoscevo gli emiliani KAPTIVITY, perciò l'ascolto del secondo album "Across the Abyss of Death" è stata una buona occasione per concentrarmi sulla loro proposta musicale: un death metal robusto che deve molto alla lezione impartita dai vecchi padri del genere. Poca originalità, ma buona sostanza in questi otto brani composti dai quattro musicisti di Parma. Se siete dei cultori dei suoni retrò, canzoni come "Liberty to Violence", "Decomposition", "Legion of the Dead", "Last Throne" non vi deluderanno. Forti di un'attitudine senza compromessi, i Kaptivity spingono al massimo per portare avanti con convinzione il proprio messaggio, rimanendo fedeli alla propria natura, anche se in verità è difficile segnalare un brano piuttosto che un altro. La produzione abrasiva è adatta per far emergere il songwriting che caratterizza questo ultimo album. Passando ai singoli componenti, direi che tutti offrono una prova sopra la media, quindi, non c'è da preoccuparsi durante la fruizione di "Across the Abyss of Death". Dovrebbero scrollarsi di dosso la solita sindrome della ripetitività, in modo da strutturare qualcosa di meno abusato. Siamo comunque sulla strada giusta. Avanti così.

Contatti: facebook.com/Kaptivityofficial

TRACKLIST: Intro, Liberty to Violence, Decomposition, Enslaved by Thoughts, Legion of the Dead, Shrouded by Putrefation, Last Throne, Master Creature, Room of Destiny, Outro


giovedì 3 settembre 2015

Recensione: CARNERA "Strategia della Tensione"
2015 - Old Europa Cafè




Chi, se non Rodolfo Protti della Old Europa Cafè, poteva mettere sotto la propria ala protettrice gli italiani CARNERA, progetto post-industrial che vede coinvolti alcuni membri dei Siegfried. Questo "Strategia della Tensione" è il loro debutto a tutti gli effetti, un full-length possente, esagitato, involucro di sentimenti che intrecciano, coraggio e un uso eclettico di suoni cardiaci particolarmente emotivi. Gli otto brani del disco sono la sintesi di tremori ambientali che stimolano la riflessione sull'uso di determinati strumenti digitali, pronti a scuotere il corpo e l'anima dell'ascoltatore più attento. Una musica ricercata e dilaniata su un'intricato puzzle di riferimenti, che inevitabilmente racchiudono una tragicità piuttosto tangibile e permanente. L'identità ben definita dei Carnera è decisamente incalzante. L'industrial come unica salvezza, nelle liriche e nei battiti imponenti di "Strategia della Tensione", lavoro che si erge come uno dei masterpiece dell'anno. Fatelo vostro!

Contatti:

carnera.bandcamp.com/releases
facebook.com/carneraproject
oldeuropacafe.com

SONGS: Attaccheremo all’alba/Rivelazione, L’ora è giunta, A lume spento, Cortina di ferro, Strategia della Tensione, Ophelia, Elettromeccanica italica, Dichiarazione di Guerra

BONUS TRACKS: I am flesh (featuring Porta Vittoria), L’inverno del nostro scontento, For the death of Beauty, Narcissus Race (Remix from “Retro march Kiss” Deviate Damaen)






mercoledì 2 settembre 2015

Recensione: ANGEL EYES "Things Have Learnt to Walk That Ought to Crawl"
2015 - Independent




Questo è un progetto musicale che meriterebbe visibilità, anche se, unire la potenza del post-metal con gli elementi dilatati delle psichedelia non è proprio una novità assoluta, ma gli americani ANGEL EYES (provenienti da Chicago), mettono in luce una buona competenza strumentale e una dose di idee funzionali che, senza ombra di dubbio, vanno a favore del nuovo album autoprodotto "Things Have Learnt to Walk That Ought to Crawl" (il terzo full-length della loro carriera iniziata nel 2003). Il sound della formazione dell'Illinois è trasversale, senza limitazioni compromettenti: si sente sin da subito che i nostri sono validi e aperti, una specie di tribù metropolitana che, di volta in volta, arricchisce la propria musica con forze ascendenti. Insomma, pur non essendo dei geni, hanno cercato di fondere al meglio le influenze provenienti da due differenti scuole di pensiero. E devo dire che l'impatto generale non è affatto male. Un disco diviso in due lunghe suite (la seconda è la mia preferita), per un totale di 35 minuti utili per poter agguantare quella consapevolezza di trovarci di fronte ad un ennesimo gruppo promettente. Le basi ci sono tutte, ora serve maggiore coraggio per raffinare la personalità.

Contatti:

angel-eyes.bandcamp.com/things-have-learnt-to-walk-that-ought-to-crawl

TRACKLIST: Part I, Part II


martedì 1 settembre 2015

Statistiche: 206.154 visite su SON OF FLIES webzine




SON OF FLIES WEBZINE continua ad ottenere ottimi risultati.
In tre anni ho scritto e pubblicato 1.346 post (tra recensioni, interviste...). Il blog ufficiale della mia Webzine ha superato 200.000 visite.

Grazie per il SUPPORTO! Christian Montagna

SON OF FLIES WEBZINE Celebrates more than 200.000 visitors from around the World. In the last three years I published 1.346 post!

THANKS FOR YOUR SUPPORT! Stay Tuned! Christian Montagna


Contatti:
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twitter.com/SON_of_FLIES
chris.sonoflies@yahoo.it


Recensione: BROTHERS OF THE SONIC CLOTH "Brothers of the Sonic Cloth"
2015 - Neurot Recordings




Con "Brothers of the Sonic Cloth", pubblicato dalla prestigiosa Neurot Recordings, Tad Doyle (ex-TAD, ex-HOG MOLLY) ha scritto forse la pagina più cupa ed espressiva della sua carriera: una sinfonia apocalittica partorita tra i vicoli dimenticati di Seattle. Questo è un nuovo inizio che dimostra ambizione e attitudine, che per la sua immensa complessità, richiederà più di un semplice ascolto agli appassionati del Doom/Sludge. I BROTHERS OF THE SONIC CLOTH hanno attraversato molti confini su questo disco omonimo di debutto e i sette brani che lo compongono danno vita ad un suono roccioso che si estende in momenti corrosivi intercalati da fasi riflessive e ricche di espressività ("I Am", "The Immutable Path"). I tre americani raggiungono ottimi livelli di intensità senza mai sacrificare le caratteristiche basilari di questi due generi musicali. Oggi ci sono troppi gruppi sulla scena, ma pochissimi sono veramente convincenti. Per ottenere attenzione, una band deve sempre cercare di non emulare le solite band preferite... e Tad lo sa molto bene. "Brothers of the Sonic Cloth" è una visione rituale che marchia a fuoco uno dei più potenti album usciti in questo 2015. Decisivo il mixaggio di Billy Anderson. Da avere.

Contatti:

brothersofthesoniccloth.bandcamp.com/releases
facebook.com/Brothers-of-the-Sonic-Cloth
twitter.com/TadDoyle_Tad
neurotrecordings.com

TRACKLIST: Lava, Empires of Dust, Unnamed, La Mano Pederosa, I Am, The Immutable Path (Bonus Track), Outro (piano)