venerdì 28 febbraio 2014

Recensione: ALLOCHIRIA "Omonoia"
CD 2014 - autoprodotto




I greci ALLOCHIRIA, provenienti da Atene, sono 5 musicisti che debuttano con questo "Omonoia", dopo l'EP omonimo del 2010. Il gruppo (capitanato dalla cantante Irene) è padrone dei propri mezzi / strumenti ed ha le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere, ovvero suonare un poderoso sludge doom metal mantenendo viva la componente melodica, come i maestri del genere hanno insegnato. E devo ammettere che gli Allochiria riescono in questo. Dico subito che la produzione riserva belle sorprese, corposa al punto giusto, e questo aiuta a render più interessante l'ascolto delle sette tracce del disco. Il risultato finale è davvero buono e senza ombra di dubbio piacerà ai fan del genere. Il problema principale rimane sempre lo stesso: oggi è molto difficile fare una netta distinzione tra le tante formazioni valide ma pur sempre simili nella sostanza. Infatti sono ormai troppi a cimentarsi in queste sonorità! Fortunatamente gli Allochiria si proiettano oltre la media perché capaci di architettare dei brani virili, articolati e multiformi. In verità la musica presente su questo "Omonoia" non è mai fine a se stessa, risultando ben organizzata e impreziosita da inserti acustici che servono a stemperare la tensione. Un lavoro nella tradizione, si potrebbe dire. A voi decidere da che parte stare. A me gli Allochiria sono piaciuti!

Contatti: allochiria.bandcamp.com - facebook.com/Allochiriatheband

TRACKLISTING: Today Will Die Tomorrow, Oppression, Archetypal Attraction To Circular Things, We Crave What We Lack, Charikleia's Intermission, K., Humanity Is False.


Statistiche: 88.000 visite / visitors per SON OF FLIES webzine




E' trascorso un anno e 5 mesi dalla nascita di SON OF FLIES.
Ho già scritto e pubblicato 795 posts (tra recensioni, interviste, etc.).
Il blog ufficiale della webzine è stato visitato da 88.000 utenti da tutto il mondo. Grazie per il SUPPORTO! Christian Montagna


28th February 2014 - SON OF FLIES WEBZINE Celebrates 88.000 visitors from around the World. I published 795 posts in one year and five months!
THANKS FOR YOUR SUPPORT! Stay Tuned!
Christian Montagna



Contatti:
christianmontagna.blogspot.it
facebook.com/chris.son.of.flies
facebook.com/son.of.flies.webzine
chris.sonoflies@yahoo.it


giovedì 27 febbraio 2014

Recensione: DIRGE "Hyperion"
CD 2014 - debemur morti productions




La storia si ripete nuovamente... In fondo i francesi DIRGE hanno fatto il colpaccio fin dal primo momento della loro storia (quando iniziarono come progetto industrial) e anche "Hyperion" il sesto lavoro della band di Parigi che ha il difficile compito di bissare il bellissimo "Elysian Magnetic Fields" (pubblicato nell'anno 2011), non passerà assolutamente inosservato. E' talmente evidente il passo in avanti che, per analizzare correttamente il nuovo capitolo / full-length, occorre fare riferimento all'immenso spettro sonoro che, tra momenti distesi, chitarre fluttuanti e intelligenti, passaggi più incisivi ed elettrici, batteria roboante e voci strappate da dimensioni lontane, va a favore del sound dei nostri. Questi 4 musicisti emozionano tantissimo ed è proprio questo a fare la differenza! L'opener "Circumpolaris" dilata l'influenza dell'Atmospheric Sludge/Post-Metal alimentando un concetto assolutamente personale che,
in "Floe", "Venus Claws", "Hyperion Under Glass"... assume connotati di intensità impressionante. I Dirge sono tra le migliori formazioni che la Francia abbia potuto partorire; bravi a realizzare una fusione concreta tra figurativo e astratto, soprattutto se si considerano i vari motivi racchiusi in ogni song non come puramente decorativi ma come un parallelo sconosciuto, autonomo e irreale. Perciò è davvero futile fare riferimento ai soliti paragoni di genere, proprio perché i Dirge in 20 lunghi anni di onorata carriera hanno consolidato una specifica posizione all'interno del circuito musicale su citato. Impressionanti! Da acquistare a scatola chiusa.

Contatti: dirge.fr - dirgeparis.bandcamp.com - facebook.com/DIRGE.fr

TRACKLISTING: Circumpolaris, Floe, Venus Claws, Hyperion Under Glass, Filigree, Remanentie.


mercoledì 26 febbraio 2014

Recensione: CENTURA "Amerigeddon"
EP 2014 - autoprodotto




Un poderoso connubio tra thrash e death metal alimenta le sonorità degli americani CENTURA. Giovani ma diretti non cedono dinanzi alle intemperie della musica mainstream, confenzionando un EP solido e deflagrante. Ogni riff del dischetto in questione viene utilizzato per cercare di far male all'ascoltate e, se pur già sentite e risentite, queste bordate violente hanno sempre un impatto immediato. Nessuna concessione alla melodia viene messa a disposizione di "Amerigeddon" (...tranne per qualche spartito di chitarra o solos) perché qui l'unico scopo principale è quello di andare subito al sodo mediante un'approccio 'in your face' e ancorato fedelmente alla vecchia scuola. L'originalità non è l'ingrediente forte dei Centura per questo motivo dopo poco tempo l'incendio che arde all'interno dei sei brani dell'EP si affievolisce velocemente. Posso dire che la scelta dei suoni è piuttosto valida ed ogni arrangiamento combacia discretamente per rendere "Amerigeddon" un prodotto competitivo. Si, ma a chi piacerà tutto ciò? Sicuramente ai fan di vecchia data, non di certo agli appassionati di nuova generazione. Insomma, per il momento nulla di particolarmente entusiasmante, vedremo cosa accadrà sulla prova successiva in cui spero diano più valore alla personalità.

Contatti: centurametal.bandcamp.com - facebook.com/centurametal

TRACKLISTING: Amerigeddon, Prostitution of the Constitution, Warfare Isn't Fair, Universal Healthscare, Defying Their Gravity, One Nation Under Fraud.


martedì 25 febbraio 2014

Recensione: WARKNIFE "Amorphous"
CD 2014 - memorial records




Davvero un buon ritorno quello dei salentini WARKNIFE, aiutati in sede di produzione da Angelo B. Buccolieri presso il NewStars Rec. Studio (con sede a Lecce), più diversi musicisti apparsi come ospiti (Daniele Rini, Marco Cesari, Alex Zuccaro, Irene Preite). Sia chiaro: non aspettatevi da questo disco la solita sostanza perché i 4 ragazzi sono stati in grado di ripulirsi dal passato per intraprendere una nuova rotta, sicuramente più ricercata e articolata rispetto agli inizi. L'intero spirito che pervade "Amorphous" è evoluto e mai domo, neanche nei brani più lenti ("The Veil Fragments", "Shining Phoenix") anche se la chiara componente aggressiva riemerge spesso scintillante, come nelle incisive "The Infected Enigma", "Behold Regression", "Hateseed" o la conclusiva "F.A.I.L."; senza però risultare fine a se stessa. I diversi ascolti concessi all'album mi hanno permesso di captare ogni elemento messo a disposizione delle composizioni e per questo motivo non faccio fatica a riservare i giusti meriti ad ogni componente del gruppo, in particolar modo a Simone Mele (un chitarrista competente e versatile nel suo genere). L'altra prova entusiasmante la regala il cantante Marco Landolfo, bravo nel saper incastrare le diverse tonalità della sua timbrica all'interno del songwriting. Ai due membri già citati devo assolutamente aggiungere la precisa sezione ritmica messa in moto dalla coppia Cesare Zuccaro (batteria) / Daniele Gatto (Basso). Ciò che mi ha colpito positivamente degli attuali Warknife è stato il coraggio con cui questi musicisti si sono approcciati alla scrittura dei loro 10 brani. "A Bleeding Sunset" è un'altro tassello fondamentale del lotto, da tenere in considerazione soprattutto se si fa riferimento alle mie parole esposte precedentemente in questa recensione. Il buon gusto compositivo è capace di inserire sfumature che rendono il clima spesso avvolgente. L'unica pecca o neo (per miei gusti personali) è la durata eccessiva di alcune tracce (a tratti esasperate). Se proprio devo tirare fuori delle influenze sono tanti i nomi che mi vengono in mente (ultimi The Haunted, i Machine Head più contemporanei, In Flames, Mastodon, Down, Devildriver, Burst, Isis, Battle of Mice..). I Warknife possono guardare con fiducia al futuro. "Amorphous" è un album da approfondire. Pubblicato dalla italiana Memorial Records.

Contatti: warknife.bandcamp.com - facebook.com/WARKNIFE

TRACKLISTING: ActI. Shapeless Birth, The Infected Enigma, A Bleeding Sunset, Behold Regression, The Veil Fragments, ActII. Shape Shifting, Hateseed, III Becomes Order, Shining Phoenix, F.A.I.L.


lunedì 24 febbraio 2014

Intervista: FOR THE GLORY - "HARDCORE FOR LIFE"






LO SPIRITO DELL'HARDCORE E' VIVO E I PORTOGHESI FOR THE GLORY SONO QUI' A RICORDARCELO. IL LORO NUOVO ALBUM "LISBON BLUES" PARLA CHIARO E NON POSSO FARE ALTRO CHE APPOGGIARE LA CAUSA DEI 5 MUSICISTI. CHIUNQUE DI VOI SEGUA IL GENERE NON DOVRA' IGNORARLI. HO CHIACCHIERATO CON RICARDO CANTANTE DEL GRUPPO.

1. Come si è formato il vostro gruppo?

- Ciao! Era il 2003, quando, tornati a casa dopo una corsa europea con un'altra band che avevamo prima, decidemmo di iniziare a lavorare su qualcosa di nuovo. Proprio mentre eravamo in tour nel 2003, io e Sérgio decidemmo di seguire una direzione musicale diversa, così che con Rui al basso la band iniziò il suo percorso. La prima canzone da noi composta, è stata scritta durante l'attesa al di fuori di una sede in Belgio, mentre aspettavamo un promotor. Nel corso degli anni affrontammo alcuni cambi di line-up e in questo momento la band è composta da: me, Sérgio Bernardo, Rui Brás, João Reis Reis e Ivan Alves alla batteria. Quest'ultimo è stato l'ultima aggiunta alla band.

2. Hai qualcosa da dirmi sul nuovo album "Lisbon Blues"?

- E' stato un enorme piacere comporre e registrare Lisbon Blues. Penso che questo sia il disco che cattura il meglio di noi. Le canzoni sono aggressive al punto giusto. Inoltre anche le lyrics sono una sorta di dichiarazione reale su ciò che pensiamo sia sbagliato nella società moderna.

3. Sembra che le sessioni di scrittura / registrazione dell'album siano state abbastanza intense. Come si fa a gestire la dinamica di una band che cerca di produrre tale suono aggressivo?

- Bene, noi tutti siamo nutriti dalle difficoltà e problemi della nostra vita quotidiana, la vita che conduciamo e il modo in cui l'affrontiamo ogni giorno sono alla base di un sound così aggressivo. Voglio dire, non tutto è negativo nella nostra vita, ma in qualche modo usiamo i momenti difficili per poi inserirli nella nostra musica, in questo modo il sound rimane sempre aggressivo e sincero allo stesso tempo. Noi scriviamo solo di cose reali, di cose che ci appartengono. Abbiamo sempre avuto un suono aggressivo, e oggi credo che si possa gustare al meglio grazie al mix e alla produzione di Jacob Bredahl.

4. I vostri riff sono sempre pesanti, ma sono caratterizzati da molte soluzioni differenti, creando così un impatto che è fortemente disperato e arrabbiato. Volevate ottenere ciò?

- Beh, cerchiamo di suonare sempre qualcosa che ci piace veramente, bilanciando le parti veloci con quelle groove, per assicurarci che la musica stessa non possa annoiare, e penso che tu sappia cosa voglio dire. Tutti nella band presentano riff e idee, alcune di esse sono più pesanti, altre in uno stile legato alla vecchia scuola, ed è così che proviamo a trovare un compromesso per unire tutte quelle idee e fare un pezzo. Le dinamiche sono importanti sulle canzoni hard, hanno bisogno di avere piena potenza, ma allo stesso tempo una certa varietà, altrimenti sarà tutto uguale nel flusso del disco.

5. La musica de For The Glory trae chiaramente influenze provenienti dall'hardcore americano... Quali sono alcuni dei vostri mentori? Quando sento canzoni come "The Key", "Life Is a Carousel" o "Restless Souls" mi ritorna in mente qualcosa degli americani Terror... Quali sono i gruppi hardcore che hanno ottenuto il vostro rispetto?

- Haha divertente! Beh, ci piacciono molto i Terror, ma credo che non li abbiamo avuti in mente quando componevamo questo disco. Per essere onesti , una delle band che amiamo ascoltare e con cui amiamo suonare sono i NO TURNING BACK. E anche se non abbiamo basato la nostra musica sulla loro, viene spontanea l'influenza perché abbiamo suonato tante volte insieme e sentiamo le loro tracce un po' come le nostre hahahah. Alcuni gruppi che stavamo ascoltando mentre componevamo il nostro album erano: Congress, Ringworm, Cruel Hand.



6. Nella vostra musica ho ascoltato anche alcune influenze del classico thrash metal...

- Anche se non siamo metallari, abbiamo la possibilità e l'onore di suonare tanti spettacoli con gruppi metal e non giudichiamo quelle persone e lo stile di vita che conducono. Abbiamo imparato attraverso l'esperienza, affrontando i problemi che noi tutti abbiamo in comune.
C'è una band della nostra zona denominata Switchtense con cui abbiamo fatto un sacco di concerti, beh... ci piace la loro musica e la loro attitudine. Questa è probabilmente la ragione per cui si sentono un po' di influenze metal nelle nostre canzoni. Finché la musica è aggressiva
e le idee sono buone resta tutto grandioso.

7. Secondo te qual è la differenza più grande della vostra musica o l'obiettivo principale a cui mira?

- La musica per noi è importante ma l'obiettivo principale di questa
band è quello di avere bei momenti da passare tra amici. Naturalmente
ci piacerebbe vendere dischi e fare dei tour qua e là, ma va tutto bene finché possiamo avere la possibilità di essere tra amici e conoscere nuove persone. Sappiamo che non vivremo di musica, così l'obiettivo è quello di continuare a fare quello che amiamo, divertendoci, e posso
dire che finora l'obiettivo è stato raggiunto.

8. Se dovessi descrivere i punti di forza del vostro suono ai lettori di Son of Flies webzine, quali sarebbero?

- Wow sarebbe difficile da dire hahahah. Beh, direi che la nostra musica è veloce, aggressiva, in your face. Le parti lente o quelle mid tempo, non sono come i soliti beatdown o qualsiasi altra cosa legata alle sonorità hardcore. E penso che i nostri testi siano una delle cose più importanti nella nostra musica. La musica e i testi sono la ragione principale per una band che si può definire hardcore.

9. Per quale motivo avete scelto un simile artwork per la copertina del disco?

- Tutto è iniziato con il titolo dello stesso disco, Lisbon Blues cattura l'essenza del vivere in una grande città e i rispettivi problemi che comporta. Per catturare ciò non c'era niente di meglio che una foto della nostra città che mostra l'immagine speculare dei nostri testi. Il concept del disco racchiude un messaggio ben preciso: "dietro ogni bella città si nasconde un luogo buio". Un luogo dove esiste il disagio sociale e dove vivono famiglie caratterizzate da molte disfunzioni. Molta gente va a lavorare tutti i giorni senza sorridere o prendersi cura degli altri, viviamo all'interno di una bolla personale e senza preoccuparci di ciò che ci circonda, purtroppo. In copertina, è rappresentato un particolare tipo di tram di Lisbona con un ragazzo appeso fuori, e quel ragazzo sta salendo su di esso senza pagare. Non abbiamo voluto la tipica copertina hardcore, così siamo andati in una direzione diversa, ma alla fine, a mio parere, la scelta si è rivelata ottima.

10. Avete qualche spiegazione circa i vostri testi?

- Riteniamo che sia importante che le persone possano relazionarsi con i nostri testi, la causa dell'hardcore è nulla senza un buon messaggio. L'hardcore si è sempre focalizzato sul messaggio e sulla musica, così ci sentiamo in dovere di far capire di cosa parliamo.

11. Quali sono i vostri piani futuri? Le ultime parole le lascio a te! Grazie per l'intervista.

- Dobbiamo ringraziarti per l'intervista e per averci dato la possibilità di parlare di noi. Per il futuro abbiamo da fare un sacco di show locali, ma andremo anche in Francia, Spagna e a Maggio faremo un giro con No Turning Back, The Setup, Dogchains and Traces Of You. Sarà un bel tour DIY/underground. Speriamo che saremo in grado di fare alcuni festival
in estate. Quindi vedremo cosa accadrà. Grazie mille per l'intervista. Hardcore Lives!



CONTATTI: forthegloryhc.bandcamp.com - facebook.com/forthegloryhc

FOR THE GLORY line-up:

Ricardo - Voce
Sergio - Chitarra
Ivan - Batteria
Rui - Basso, Back Vocals
João - Chitarra, Back Vocals

RECENSIONE:
FOR THE GLORY "Lisbon Blues" 2013 - rastilho | destroy your world inc.



domenica 23 febbraio 2014

Recensione: SECRET CUTTER "Self Titled"
LP 2014 - autoprodotto




Bethlehem città della Pennsylvania trema sotto i colpi dei SECRET CUTTER e, non è una novità se di fronte mi trovo l'ennesima band dedita al più pesante e distorto sludge metal amplificato da sfuriate che aumentano il tiro dei brani ("Deformed Eye" o "Driftwood" che sfocia nel grind) come da momenti pastosi e lenti ricchi di atmosfera deviata ("Midtro")!! La voce lacerata del singer non fa altro che infettare lo stato di malessere interiore già di per se messo alla prova dall'incedere incessante della letale sezione ritmica. Nessun momento di riflessione è concesso, perché gli americani Secret Cutter puntano solo a far male facendo leva su di un songwriting scarno ma assolutamente efficace. La musica è davvero carica d'istinto animalesco, sempre portatore di quel feeling rabbioso e marcio che è una caratteristica del genere. Questo full-length non è un lavoro memorabile ma comunque può essere considerato valido. Il trio è in forma ed è capace di scrivere trame strumentali abbastanza variegate / sentite, garantendo al contempo un buon impatto grazie alla produzione grezza e perciò azzeccata. Tra di voi ci sarà chi saprà apprezzare.

Contatti: secretcutter.bandcamp.com - secretcutter.storenvy.com

TRACKLISTING: Mirror Mirror, Deformed Eye, 17.5 Dead Air, Craving the Silence, Vow of Poverty, Shake the Malevolent, Midtro, End of Sylvan, Headache Ball, Driftwood


sabato 22 febbraio 2014

Recensione: GRIDLINK "Longhena"
CD 2014 - selfmadegod records




Di questo gruppo dai tratti futuristici davvero particolari fanno parte il grande Jon Chang e Takafumi Matsubara (entrambi ex-Discordance Axis), Teddy Patterson (bassista dei defunti ma mai dimenticati Burnt By The Sun, Human Remains) e Bryan Fajado batterista di PLF, Kill the Client, Phobia e Noisear. La proposta dei nostri segue un sentiero tortuoso a dir poco allucinante (o meglio "allucinato") per proiettarsi nelle profondità del nostro apparato uditivo. Se devo essere sincero non ho mai ascoltato nulla di simile e posso affermarlo in base all'altissima qualità della proposta (sempre moderna, dinamica, originale, contorta). La line-up dei GRIDLINK si suddivide tra 2 poli opposti: America e Giappone (vista la provenienza di alcuni componenti) e, da questo perfetto connubio etnico riescono a scatenare un'elettrizzante bordata sonora che potrebbe piacere ai più stralunati di voi. Cosa suonano questi pazzi scatenati?? Bella domanda! GRINDCORE schizofrenico, caratterizzato da riff serrati, ultra tecnici e blast beat hyper veloci accompagnati da un cantato totalmente nevrotico. Non bastano semplici parole per definire le complessità sonore di "Longhena" per questo ho deciso volutamente di non prolungarmi più di tanto in sede di recensione. Un disco del genere va comprato a scatola chiusa già solo perché riesce a donarci in breve tempo il meglio che si possa ascoltare in materia. Il futuro del grindcore potrebbe dipendere anche da una realtà come questa. Consigliati senza riserve! Credetemi.

Contatti: facebook.com/GridLink512 - selfmadegod.com

TRACKLISTING: Constant Autumn, The Last Raven,Thirst Watcher, Stay Without Me, Taibas, Retract Perdition, The Dodonpachi, Black Prairie, Island Sun, Chalk Maple, Wartime Exception Law 205, Ketsui, Longhena, Look To Windward.


venerdì 21 febbraio 2014

Intervista: DYING SUN - "TRA RINASCITA E DISSOLUZIONE"






ANCHE NEL CIRCUITO DELLE AUTOPRODUZIONI ESISTONO FORMAZIONI DEGNE DI NOTA E IN GRADO DI FAR VALERE LA PROPRIA VOCE / IDENTITA'. NE SONO ESEMPIO GLI AMERICANI DYING SUN PROVENIENTI DALLO STATO DEL MARYLAND. IL NUOVO ALBUM "TRANSCENDENCE" E' UN CONCENTRATO DI MUSICA ACCATTIVANTE E BEN SUONATA!! SE VI PIACCIONO LE SONORITA' VICINE AGLI ULTIMI CULT OF LUNA (IN PRIMIS) NON FATEVELI SCAPPARE. L'INTERVISTA E' CON BRYAN CHEW E DAN DILLON.

1. Quali sono state le emozioni che vi hanno portato a intraprendere la strada con questo progetto?

Bryan: Per quanto mi riguarda, posso dire che l'emozione principale che viene trasmessa nella nostra musica è la frustrazione. Alcuni ascoltatori possono interpretarla come rabbia, che è giusto, perché la rabbia e la frustrazione sono strettamente correlate. Questa musica è da sempre una sorta di binario per incanalare i sentimenti di frustrazione e desiderio.

Dan: Riguardo me, specialmente per quanto riguarda i testi, sto cercando di esprimere tutte le emozioni umane. A volte quelle negative potrebbero essere più facili da riconoscere dato che noi due stiamo facendo musica relativamente oscura; ma il mio intento è quello di fluire attraverso di essa. Non ci può essere gioia senza dolore, senza rabbia, senza felicità, questa interezza è quello che voglio incarnare.

2. Perché il nome: Dying Sun?

Dan: Ogni elemento al di là dell'idrogeno e dell'elio è stato creato da stelle morenti. Pertanto, tutta la vita è il risultato della morte di tante stelle.

Bryan: Rispecchia solo un immagine potente. Sapere che qualcosa che sta morendo, è in grado allo stesso tempo di creare, sostenendo la vita stessa... beh, questa è una bellezza malinconica. Il nome si adatta al mood della nostra musica.

3. Parlateci del vostro album intitolato "Transcendence"... Quali sono le idee che stanno dietro l'opera? Quali sono le tue aspettative?

Dan: La trascendenza rappresenta la continua evoluzione dei Dying Sun. E' ancora l'espressione più chiara di noi stessi.

Bryan: Ci piace sperimentare nuovi elementi e stili, ma nel nostro modo di fare musica. Io odio quando i gruppi suonano esattamente uguali di album in album, quindi era importante per me tenere le idee e le canzoni fresche.

4. Il punto di forza della vostra musica è senza dubbio il connubio tra massicci elementi metal, e riff più oscuri, drammatici, accattivanti... senza dimenticare le melodie tristi e decadenti. Perché questa scelta? È un mix che funziona estremamente bene sulla vostra musica...

Bryan: Ciò che cerchiamo di fare nelle nostre canzoni è quello di creare qualcosa di memorabile. Ci piace la musica dal suono "grande", ma allo stesso tempo, vogliamo che le canzoni siano ascoltabili e interessanti. Quel mood dove i riff e le melodie entrano in gioco. Ed è così che ti porterà da un punto ad un altro, quasi come una guida.



5. Nel vostro sound ho ascoltato molte vibrazioni diverse (canzone per canzone). Sarebbe giusto dire che siete molto più interessati a certe atmosfere piuttosto che alla semplice estremità? Mi piace il vostro personale approccio...

Bryan: Assolutamente. Lo stato d'animo o l'atmosfera di un album è quello che tiene insieme tutto. Sarebbe noioso per me scrivere la stessa canzone per 8 volte in modo da fare un album.

Dan: Non c'è nulla di intenzionale nell'estremità. Sarebbe falso dire che abbiamo deciso appositamente di fare una canzone "pesante" o qualcosa di simile. Lasciamo che le canzoni stesse ci dicano di cosa hanno bisogno per completarsi, nulla è mai forzato.

6. Come è possibile suonare in modo diverso rispetto dai vostri colleghi? Qual è la formula segreta della vostra musica?

Bryan: Penso che ciò abbia a che fare con quello che hai appena suggerito tu, cioè, per noi è importante l'atmosfera che creiamo, quello che è lo stile attuale o la struttura in cui creiamo la nostra musica. Che può essere incredibilmente liberatoria. Non è facile da fare però. E diventa quasi come una sfida quando scriviamo le canzoni, in modo da non cadere in stereotipi di genere o cliché. Devi fare uno sforzo cosciente a volte.

7. Al momento... Come sono in generale le risposte per "Trascendence"?

Bryan: La risposta è stata davvero grande! Siamo stati fortunati che le persone che amano la nostra musica abbiano trovato il tempo necessario per condividerla online con altri utenti e contribuire a diffondere la parola. In un primo momento, quando si rilascia un album indipendente, è piuttosto difficile ottenere dei responsi adeguati. Ma siamo molto grati alle persone che hanno cliccato sul link della pagina, e avuto il tempo di ascoltare, scaricare, recensire o scrivere su di noi. E' abbastanza impressionante come migliaia di persone provenienti da tutto il mondo abbiano scaricato la musica che facciamo in una camera da letto.

8. Potete dirmi quali sono i vostri sentimenti sulla scena metal attuale?

Bryan: Penso che sia davvero forte in questo momento. Non è mai stato più facile di ora ascoltare e trovare musica là fuori o farsi notare con un po' di perseveranza, e tutto ciò sta portando a fasce sempre più ampie, interessanti di autentiche, ottenendo la giusta attenzione. Questa è una buona cosa per tutti.

Dan: La morte dell'industria discografica e la crescita di Internet ha reso più facile trovare artisti che creano esclusivamente per amore della musica. I progressi nella tecnologia i costi più bassi per effettuare una registrazione consentono a chiunque (anche noi!) di effettuare produzioni di qualità. C'è così tanta roba sorprendente, strana e bella là fuori. La scena metal è più forte che mai, se non più forte.

9. Quindi cosa possiamo aspettarci in futuro dai Dying Sun? Grazie per l'intervista!

Bryan: potete aspettarvi molta più musica! Finché sentiamo il bisogno di sfogare e creare, esisteranno i Dying Sun.



CONTATTI: dyingsun.us - dyingsun.bandcamp.com - facebook.com/dyingsundoom

DYING SUN line-up:

Matt - Batteria
Bryan - Chitarra, Tastiere, Programming, Voce
Dan - Basso, Voce

RECENSIONE:
DYING SUN "Transcendence" DIGITAL ALBUM | CD 2014 - autoprodotto



giovedì 20 febbraio 2014

Recensione: BOLOGNA VIOLENTA "Uno Bianca"
CD 2014 - woodworm | wallace records | dischi bervisti




Questo incredibile, sconvolgente viaggio nell'Italia criminale di fine anni ottanta viene nuovamente riportato alla luce dal compositore Nicola Manzan, fondatore e mente del progetto musicale BOLOGNA VIOLENTA (giunto al quarto album in studio). Sono certo non sarà stato facile raccogliere le idee necessarie per un simile argomento, ma rigore e profonda passione sugli intrecci oscuri e trasversali della vicenda hanno scatenato la sua creatività, messa in atto sull'ultimo controverso "Uno Bianca". Manzan non si limita a raccontare, va al di là della vana spettacolarizzazione mediatica per assumersi determinate responsabilità adatte al suo ruolo: unico sceneggiatore (principale) all'interno del concept. La capacità di cogliere le linee guida che definiscono i campi ottici è solo una delle qualità più immediate del lavoro. Qui la tensione diventa dinamica vera e propria! Nicola tratta la materia con rispetto ed è questo modus operandi a dargli ragione. Ritornando sui luoghi e nelle città ha visto salire la necessità di scagliarsi contro il sistema, per dare voce al lamento delle vittime, delle famiglie, alle miriadi di voci mute che nella sofferenza nessuno potrà mai sentire. L'ultimo "Uno Bianca" non è un disco semplice da ascoltare, sia chiaro; ma merita attenzione, soprattutto perché riesce a differenziarsi dalle solite estremizzazioni 'Made in Italy'. Tutte le componenti sonore che hanno fatto conoscere Bologna Violenta al pubblico sono state giustamente riconfermate. C'è sia la rabbia gelida / tagliente del grindcore che l'intimità grigia e dolente protetta dalla sezione di archi, come pure l'eclettismo incondizionato e l'elasticità compositiva; insomma, un'ossessione cinica / consapevole. Se sarete in grado di aprire le vostre menti potrete apprezzare la testimonianza portata in scena da Nicola Manzan. Oggi, Bologna Violenta si lascia alle spalle qualsiasi suggestione settoriale, che ne mirerebbe in modo pericoloso una corretta comprensione. Cosa aggiungere? Non fate l'errore di ignorarlo, sarebbe un delitto.

Contatti: bolognaviolenta.com - facebook.com/bolognaviolenta

TRACKLISTING:

19 giugno 1987 - Pesaro: rapina casello A-14
31 agosto 1987 - San Lazzaro di Savena (Bo): rapina casello A-14
3 ottobre 1987 - Cesena: tentata estorsione
30 gennaio 1988 - Rimini: rapina supermercato Coop
19 febbraio 1988 - Casalecchio di Reno (Bo): rapina supermercato Coop
20 aprile 1988 - Castelmaggiore (Bo): attacco pattuglia Carabinieri
19 settembre 1988 - Forlì: rapina supermercato Coop
26 giugno 1989 - Bologna: rapina supermercato Coop
15 gennaio 1990 - Bologna: rapina ufficio postale
6 ottobre 1990 - Bologna: rapina tabaccheria
10 dicembre 1990 - Bologna: assalto campo Rom
22 dicembre 1990 - Bologna: attacco lavavetri extracomunitari
23 dicembre 1990 - Bologna: assalto campo Rom
27 dicembre 1990 - Castelmaggiore (Bo): rapina distributore
4 gennaio 1991 - Bologna: attacco pattuglia Carabinieri
20 aprile 1991 - Bologna: rapina distributore
30 aprile 1991 - Rimini: attacco pattuglia Carabinieri
2 maggio 1991 - Bologna: rapina armeria Volturno
19 giugno 1991 - Cesena: rapina distributore
18 agosto 1991 - San Mauro a Mare (Fc): agguato auto senegalesi
28 agosto 1991 - Gradara (Ps): scontro a fuoco con due Poliziotti
24 febbraio 1993 - Zola Predosa (Bo): rapina banca
7 ottobre 1993 - Riale (Bo): rapina banca
3 marzo 1994 - Bologna: rapina banca
24 maggio 1994 - Pesaro: rapina banca
21 ottobre 1994 - Bologna: rapina banca
29 marzo 1998 - Rimini: suicidio Giuliano Savi.


mercoledì 19 febbraio 2014

Recensione: HELMSPLITTER "Enraptured By Suffering"
CD 2014 - horror pain gore death productions




Davvero 'bestiali' questi HELMSPLITTER emersi dalle terre paludose dell' Illinois. Il loro vile debutto su Horror Pain Gore Death Productions non lascia dubbio alcuno sulla validità della proposta, tanto da riuscire a danneggiarmi già a primo ascolto. Sicuramente non è da tutti. I quattro americani avvalendosi del produttore Scott Creekmore (Broken Hope, Num Skull, Lupara) riescono a dare consistenza alle malsane intenzioni messe in musica con una determinata volontà. L'impatto musicale del gruppo è veramente buono e, spesso sono sottoposto a improvvise mitragliate che lasciano il segno, come ad esempio con brani quali "Tyrants For Blood", "Panzram", "Portrait Of Scars". La voce di Blakk (Angelkill, Mortuary Oath, Maskim) è convincente sin dal primo brano e si insinua sotto pelle per mezzo di una timbrica velenosa, a tratti straziante. L'atmosfera maligna scorre in parallelo al flusso brutale degli Helmsplitter, ecco perché nel complesso il lavoro risulta più che competitivo. Istintivi, ruvidi, riottosi e animaleschi, questi musicisti incrociano due generi molto fisici del metal estremo (death e black metal), senza disprezzare soluzioni tipiche del thrash, il che è simile ad un'ascesa veloce nel cuore rovente dell'inferno. Qui, però, il punto non è tanto la proposta musicale, ma come viene eseguita. Sembrerebbe quasi di ascoltare un mix letale di Goatwhore, Angelcorpse, Malevolent Creation, Urgehal, Marduk, Dark Funeral; virulente chitarre a macigno e un drumming che percuote come un rullo compressore. Insomma, gli Helmsplitter vi faranno venir voglia di spaccare tutto. E non è poco, visto i tempi.

Contatti: bandcamp.com/enrapturedbysuffering - facebook.com/Helmsplitter

TRACKLISTING: Tyrants from Blood, Panzram, Aura of Suicide, Burden of Our Existence, Dance of the Heretic, World So Wicked, Portrait of Scars, The Ground Bleeds Sorrow, Forged in Fire, Days of Loathing, Summon the Leeches.


martedì 18 febbraio 2014

Recensione: THROWDOWN "Intolerance"
CD 2014 - eOne records




I californiani THROWDOWN si riaffacciano sulle scene con un album davvero poderoso che diventa il tassello fondamentale per il puzzle insanguinato di una carriera prolifica e all'insegna dell'intransigenza sonora!!! Il nuovo "Intolerance" (questo il suo titolo) è stato confezionato per tutti quei fan che amano senza riserve il sound hardcore imbastardito dal metal più 'muscoloso', tipico di band blasonate / celebri come gli Hatebreed o i Terror. Sono 7 gli album già pubblicati dal gruppo americano, mentre 5 gli anni trascorsi dal precedente "Deathless", 5 come le dita che vanno
a formare un pugno chiuso e rabbioso. Se siete parte di questa ghenga di individui, drogati e fanatici del genere, dovete assolutamente procurarvi questo lavoro perché saprà come darvi una dura lezione / punizione. Gli uptempo agguerriti si alternano a breakdown animaleschi alimentando così un muro sonoro (mixato da Zeuss) che potrebbe essere la perfetta colonna sonora durante un incontro di pugilato. In "Intolerance" non troverete nulla di diverso rispetto a quanto già proposto dai Throwdown e dalle innumerevoli formazioni dedite a questo tipo di musica, ma posso anche sottolineare come i musicisti coinvolti nel progetto spingono fino in fondo muniti di un'ottima padronanza strumentale. Consigliato solo a chi ha fame di determinate sonorità.

Contatti: facebook.com/throwdownOC

TRACKLISTING: Fight Or Die, Borrowed Time, Avow, Hardened By Consequence, Defend With Violence, Suffer - Conquer, Cut Away, Intolerance, Without Weakness, Born And Buried Alone, Condemned To Live.


Intervista: SEPARATIST - "IL DISASTRO UNIVERSALE"




ARRIVA DALLA LONTANA TASMANIA IL DEVASTANTE PROGETTO MUSICALE DENOMINATO SEPARATIST, OGGI DIVENTATA UNA ONE-MAN BAND GESTITA DAL MUSICISTA DISHO. IL NUOVO BRUTALE ALBUM INTITOLATO "CLOSURE" HA COLPITO LE MIE ATTENZIONI PER QUESTO MOTIVO HO VOLUTO APPROFONDIRE TALE CREATURA.

1. Ciao Disho. Puoi riportarci una breve storia dei Separatist?

- Prima di unirmi ai Separatist iniziai con un altro gruppo nel periodo del Liceo, con il quale suonavano canzoni dei Fear Factory e quel genere di cose. Entrai a farne parte quando avevo 17 anni e ai tempi suonammo un po' di concerti nel nostro stato, quello della Tasmania. Pubblicammo dei brani su demo tape per cercare il nostro sound, affrontammo pochi cambi di formazione, e poi quando finalmente trovammo il nostro suono decidemmo di rilasciare "The Motionless Apocalypse". Nonostante l'album abbia avuto alcuni problemi legati alla performance e alla produzione, fu ben accolto in Australia, ottenendo così la possibilità di qualche tour firmando per un agenzia di booking e un'etichetta discografica; insomma, tutto stava andando alla grande. Decidemmo di non suonare più degli show nel 2010 per registrare il nostro follow-up album, anche se in quella fase affrontammo un paio di altri cambi di line-up. Nel 2011 l'album era quasi finito, ma subimmo un guasto all'hardware, infatti il disco rigido del computer e l'hard disk di backup furono danneggiati nello stesso momento e purtroppo perdemmo la nostra registrazione. Fu a quel punto che decisi che ne avevo abbastanza, perciò mollai. Solo nel 2013 presi consapevolezza che quelle canzoni da me scritte non dovevano essere sprecate, così le ri-registrai per conto mio, e allo stesso tempo ri-registrai tutte le composizioni dell'album originale. Ecco perché entrambi furono pubblicati il 7 Feb. 2014. Dopo aver valutato bene decisi di portare aventi i Separatist da solo, come un progetto da studio.

2. Parlaci del nuovo album, "Closure"...

- "Closure" è l'album che andò perso nel guasto del disco rigido del pc, perciò decisi di ri-registrarlo da progetto solista. Ho impiegato poco più di un anno per concluderlo (probabilmente perché allo stesso tempo registrai anche l'altro disco, "Motionsless"), ma sono molto contento del risultato finale. Inoltre, tutti i proventi del download a pagamento sono donati alla campagna A21 per aiutare / appoggiare la guerra contro il traffico di esseri umani e la schiavitù sessuale.

3. Come descriveresti il tuo approccio al songwriting per il nuovo album? Come si è evoluto nel corso degli anni da "The Motionless Apocalypse"?

- Penso che il processo di scrittura su "The Motionless Apocalypse" sia stato un bel po' più organico di quanto non fosse quello per "Closure". Quest'ultimo infatti è stato composto quasi interamente da me in Guitar Pro, in modo da mettere insieme queste canzoni e poi inviarle ai miei compagni di band, mentre "The Motionless" è stato scritto completamente in solitudine seduto con una chitarra in mano. Penso che tale differenza abbia determinato il suono più meccanico. Tutto ha funzionato bene e si è rivelato il modo (giusto) per agire.

4. Riguardo "Closure"? Come si collega al concept generale del progetto Separatist?

- I testi di "Closure" sono un sequel del primo album, che era incentrato principalmente su di una rivisitazione riadattata delle profezie della fine del mondo presenti nel libro biblico della Rivelazione. "Closure" racconta la storia di un gruppo di persone sopravvissute all'apocalisse che, proseguendo la loro esistenza su di un pianeta morto, si dedicano al cannibalismo in modo da mettere fine alla fame. Creano idoli dediti al culto del sacrificio nella vana speranza di essere salvati, e quindi in ultima analisi, si offrono come sacrificio finale al 'cielo' (...a quella divinità principale su cui si concentra la loro attenzione), in modo da ottenere la liberazione dal terrore della vita che stanno vivendo. Poi, nei momenti finali, l'ultimo dei sopravvissuti raggiunge Dio, ed una fede che egli aveva rinunciato (in passato), ed è così che lui muore in pace con se stesso e il suo Dio.



5. "Closure" sembra essere una progressione molto naturale dal precedente "The Motionless Apocalypse". Come pensi che il progetto sia cambiato dal primo album?

- Beh, penso che si possano sentire le differenze tra "The Motionless Apocalypse" e "Closure". La scrittura del secondo album è più volutamente aggressiva e brutale, semplicemente perché quello era il suono che volevo ottenere in quel momento. Il cambiamento principale è che ora si tratta di un progetto solista e non di una band al completo.

6. Il tuo sound è molto intenso. Era nelle tue iniziali intenzioni raggiungere tali risultati?

- Non credo che fosse necessariamente intenzionale. Come ho detto prima, da quando sono entrato nella band è stato un processo graduale che si è spostato verso un suono pesante e più brutale. Penso che il suono si sia evoluto come siamo cresciuti noi. Quando entrai nella band ascoltavo nu-metal e metalcore, nel periodo che uscì 'The Motionless Apocalypse' stavo ascoltando più death metal e deathcore, mentre ai tempi di "Closure" ascoltavo black metal, death metal progressivo e tecnico.

7. "Closure" ha una copertina molto aggressiva, un'immaginario forte. Come ti è venuta in mente?

- L'artwork si basa sulle parole della canzone "Immersion", una brano in cui i personaggi della storia decidono che, nel tentativo di placare il 'Dio del Cielo' hanno bisogno di sacrificare qualcosa di puro, vale a dire una donna incinta presente nel gruppo e il suo nascituro. L'arwork dell'album raffigura una parte del processo descritto in quella canzone.

8. Come sono le altre recensioni per "Closure"? Cosa vuoi che la gente noti in questo nuovo album più di ogni altra cosa?

- L'unica recensione ufficiale che ho visto finora è la tua su Son of Flies webzine, ed è stata davvero grande! ..Oltre a questo, in base a quanto letto dalla gente che scrive sui social networks la risposta sembra fantastica. Voglio solo pensare che le persone possano ascoltare il disco, goderselo a modo loro. Sostenendolo potranno appoggiare la lotta contro la tratta degli esseri umani.

9. Farai dei tour a supporto di "Closure"?

- No, in quanto non c'è più possibilità di suonare dal vivo, visto che sono il solo nella band.

10. Grazie mille Disho! Buona fortuna con tutto.

- Grazie per l'intervista!



CONTATTI: separatistdm.bandcamp.com/closure - facebook.com/separatist

SEPARATIST line-up:

Disho - Polistrumentista

RECENSIONE:
SEPARATIST "Closure" DIGITAL ALBUM | CD 2014 - autoprodotto



lunedì 17 febbraio 2014

Recensione: SHABDA "Tummo"
CD 2014 - argonauta records




Nata dall'unione di Anna Airoldi, Marco Castagnetto e Riccardo Fassone, la creatura SHABDA esplora le fosche e desolanti ambientazioni del drone doom più viscerale, un'analisi musicale corredata da innumerevoli colori scuri che senza riserve riescono a catturare le mie esigenti attenzioni. La componente emozionale si alimenta nelle tre tracce grazie a scelte sonore ben calibrate, sorrette dalla tradizionale essenza delle note che qui diventano fondamentali per archiviare in musica determinate visioni. Il campo delle applicazioni dei suoni consente di colpire velocemente l'ascoltatore privandolo della visibilità necessaria tramite dense nebbie e scatenando su di esso ondate di polveri vulcaniche asfissianti. Questo, a ulteriore conferma che anche la nostra Nazione contribuisce seriamente allo sviluppo del genere precedentemente menzionanto. L'album "Tummo" è un approfondimento esaustivo di tutte le simbologie e pensieri contenuti nell'involucro segreto degli Shabda. Soprattutto alla luce dell'attuale periodo storico, è importante comprendere perché una realtà come questa (nata nel 2012) potrebbe avere un ruolo primario nel panorama nostrano. Solo in questo modo avrete gli stimoli giusti per avvicinarvi al mondo tormentato dei musicisti chiamati in causa. Abbandonatevi al rituale di "Tummo" perché l'esperienza è assicurata. Da non perdere.

Contatti: shabdahq.bandcamp.com - argonautarecords.com

TRACKLISTING: Kamakhya, 619-626 Hz, Aurora Consurgens.


domenica 16 febbraio 2014

Recensione: KAYSER "Read Your Enemy"
CD 2014 - listenable records




Gli svedesi KAYSER mancavano all'appello dal 2006, anno in cui diedero alle stampe il secondo full-length intitolato "Frame the World.. Hang It on the Wall". Questo nuovo lavoro si pone a metà strada tra il passato e il recente presente, perché se l'indirizzo stilistico non muta di tanto, la corporatura 'thrashy' emerge con più vigore (la traccia di apertura "Bark and Bow" ne è la prova). La mia impressione è che i Kayser anche
se non sono capaci di progredire più del dovuto nella ricerca musicale sanno comunque scrivere materiale abbastanza potente, raffinato da varie dinamiche / atmosfere competitive (come in "Bring Out the Clown" oppure nella riuscita "Where I Belong"). Il loro mix di sonorità metalliche non manca di groove, pur risultando abbastanza datato!! Buona la prova del cantante Christian "Spice" Sjöstrand (ex frontman degli Spritual Beggars) che tiene testa sulle strutture dell'intero songwriting (particolare la sua interpretazione nelle belle "Almost Home", "He Knows Your Secrets"). "Read Your Enemy" è un lavoro, nel complesso, discreto, ma non propone nulla di innovativo. Può far piacere sentirli in auto, con una birra in mano, però dopo qualche ascolto viene naturale passare oltre. Ora lascio a voi la possibilità di valutare. Disponibile via Listenable Records.

Contatti: facebook.com/Kaysertheband 

TRACKLISTING: Bark and Bow, Bring Out the Clown, I'll Deny You, Dreams Bend Clockwise, Read Your Enemy, Almost Home, Where I Belong, He Knows Your Secrets, Forever in Doubts, Carve the Stone, Roll the Dice, The Fake Rose.


sabato 15 febbraio 2014

Recensione: HOLLOW LEG "Instinct"
CD 2014 - argonauta records




Il titolo dell'album degli americani HOLLOW LEG parla chiaro e non è un caso se "l'istinto" prevale in tutta l'opera. L'urgenza con cui le note vengono eseguite diventa subito contagiosa, per questo non si può fare a meno di alzare il volume non appena l'opener "Caretaker" si lascia alle spalle i suoi primi due minuti. Lavori come "Instinct" mi fanno pensare che lo sludge doom è vivo e fedele alle proprie origini, riconducibili
ad una mentalità schietta / sincera fatta di dedizione e totale assenza di compromessi (soprattutto sul piano musicale). Perciò, bisogna dare i giusti meriti alla label italiana Argonauta Records che ha pensato bene di ristamparlo, visto che originariamente venne pubblicato nel 2010 come autoproduzione. Questo è quanto Brent, Tim, Scott e Tom sanno offrire!!! Loro se ne infischiano di pseudo-evoluzioni, inserti melodici o elementi del genere, propinandoci un sound mozzafiato e provocatorio, cioè come dovrebbe sempre essere (quando si parla di tali sonorità), almeno secondo il sottoscritto. Gli Hollow Leg sono stati in grado di timbrare un disco semplicemente emozionante, ben calibrato, spingendosi al di sopra dei tantissimi mestieranti di turno che affollano il panorama metal attuale. La caparbietà del quartetto si corazza di buoni sentimenti e a sostenere il tutto c'è la voce del singer Angelacos che si incastra alla perfezione sui riff granitici e sulla sezione ritmica roboante targata dalla coppia Creter / Crowther. Cosa volete di più? Non perdete tempo, acquistatelo a scatola chiusa. Non rimarrete delusi.

Contatti: hollowleg666.bandcamp.com/instinct - argonautarecords.com

TRACKLISTING: Caretaker, Shattered, The Return, The Source, Bacchus, Nothing Left, Spit In the Fire, Warbeast, Grace, Wayside.


Intervista: SUNDAY (DSA COMMANDO) - "L'IPNOTISTA"






OGGI E' ARRIVATO IL MOMENTO DI PARLARE CON SUNDAY, PRODUCER DEI SAVONESI DSA COMMANDO. UNA LUNGA INTERVISTA PER APPROFONDIRE PIU' DI UN ARGOMENTO.

1. Sunday prima di tutto vorrei ringraziarti per questa intervista...

- Ciao christian, figurati.

2. Che ne dici se iniziamo a parlare brevemente della tua storia? Quando hai iniziato ad occuparti di musica e com'è nata questa tua passione? C'è qualcosa di particolare che ha fatto scattare la scintilla in te? Ricordi la prima volta nella tua vita in cui hai compreso che la musica era la tua strada?

- Sono invischiato con sta roba dal 96, facevo le medie, e che sia o meno la mia strada ormai farà sempre parte di me.

3. Sapere di più sul tuo background mi aiuterebbe a capire meglio da dove arriva questa tua genialità compositiva. Ne abbiamo parlato spesso, ma anche in questa sede ci tengo a ripeterti che ciò che crei musicalmente ha un impatto incredibile su di me, in più, tutte le tue composizioni sono dannatamente originali, personali e funzionali per l'immaginario dei DSA COMMANDO. Ne sei consapevole?

- Ti ringrazio! beh ne sono consapevole si, mi sbatto proprio per creare quello che hai detto tu.. Non c'è molto da dire sul mio background che sia abbastanza interessante da raccontare qui, ho sempre agito come mi pareva e il mio background non è che l'insieme delle azioni che bene o male mi hanno portato dove sono ora.

4. Un anno fa ho avuto modo di intervistarti insieme agli altri membri dei DSA in occasione dell'uscita del vostro terzo devastante album "Retox" e diverse cose sono accadute dopo tale disco (l'uscita di brani inediti, nuovi video, una collaborazione con Gore Elohim (Goretex) sulla song "Spread the Infection"). Ci vuoi ragguagliare a tal proposito? Come nasce l'idea di pubblicare delle tracce separate da qualsiasi album già uscito?

- Beh sono colpi che si tirano per distruggere gli altri sotto tutti i punti di vista, è normale per un gruppo attivo uscire con dei singoli tra un disco e l'altro e aiutano i dipendenti da sta roba a non andare in crisi. ahah

5. Visto che lo accennavo nella domanda precedente, vorrei entrare nello specifico di questa tua saltuaria collaborazione con Gore Elohim ex. Non Phixion. Come vi siete conosciuti e quando avete iniziato a lavorare insieme (...anche se a distanza)? Immagino per te sia stata ed è tuttora una grande soddisfazione personale, insomma, un ottima opportunità per far ascoltare le tue cose oltreoceano... Un qualcosa in più che si aggiunge al tuo curriculum artistico.... considerando il validissimo lavoro svolto fino ad oggi con i DSA COMMANDO...

- Con Gore siamo entrati in contatto nel 2006 quando si sono sciolti i Non Phixion, c'è una stima reciproca, ci rispettiamo e ci supportiamo e questo per me è incredibile dato che io mi considero uno dei suoi più grandi sostenitori da sempre.

6. Gore Elohim è tornato sulle scene con un nuovo full-length distruttivo intitolato "Electric Lucifer"! Quanti brani hai prodotto per questo disco disponibile per la sua etichetta Supercoven Records? Quale è stata la tua reazione la prima volta che Gore Elohim ha dimostrato interesse nei tuoi confronti?

- In Electric Lucifer ho prodotto i 2 singoli del disco: Lord of Plagues e Late For An Early Grave, più un pezzo che si chiama Poison the City che è stato il primo pezzo che abbiamo fatto e ovviamente quando mi ha detto che avrebbe usato quel beat mi sono preso benissimo, vuoto allo stomaco.

7. Torniamo a trattare la materia DSA, vorrei sapere com'è stato il feedback generale per "Retox" ad un anno dalla sua pubblicazione. A prescindere dal numero di copie date in giro, pensi che chi abbia ascoltato quel disco sia veramente riuscito a capire il messaggio che volevate comunicare attraverso quelle 13 tracce? C'è qualche song in particolare che dal vivo ha ottenuto una maggiore partecipazione da
parte del pubblico?

- Retox è un disco che per un gruppo underground come noi ha girato parecchio, quello che percepisce ognuno dai pezzi che facciamo è qualcosa di individuale, il nostro messaggio bene o male è molto chiaro da sempre . I pezzi di Retox che facciamo dal vivo sono sempre uno schiaffone a prescindere dal fatto che siano singoli o meno, te lo dico senza falsa modestia perché l'impatto è quello,

8. Toglimi una curiosità: l'opener "Riattivazione (Intro)" dall'album "Retox" si ricollega al precedente album "Destroy the Enemy" attraverso alcune metriche vocali che hai voluto campionare (interessante l'dea di base, come fosse un ponte tra passato e presente), ma ciò che mi colpisce è l'atmosfera tetra di quell'intro. Rende bene l'idea di quello che succederà nelle tracce successive. Dai suoni sembra di udire qualcosa che riporta indietro nel tempo, in particolare, alle colonne sonore di Fabio Frizzi per gli horror movie di Lucio Fulci (E tu Vivrai nel Terrore l'Aldilà, Paura Nella Città dei Morti Viventi, Quella Villa Accanto al Cimitero...) . C'è del vero in ciò che ho affermato? Quanto gente come Frizzi, i Goblin hanno influenzato la tua attività compositiva? Immagino tu sia un appassionato di film di serie B... Qual è il fascino che esercita su di te questo genere cinematografico?

- "Riattivazione" è stato uno degli ultimi pezzi che ho prodotto per retox, classico degli intro, e in pratica nel mio cervello rispecchia un po' l'atmosfera che c'è in copertina, è il biglietto per entrare al luna park. Dei filmoni '70 / '80 ecc mi piace tutto, dalle colonne sonore più raffinate all'ignoranza peggiore, mi attira l'atmosfera in generale di quei capolavori e anche i sample ahah. Per quanto riguarda i goblin sono nella top 5 tra le mie fonti di ispirazione musicalmente parlando.

9. Musicalmente tutto "Retox" sembra annegare in un'atmosfera malsana, acida, apocalittica... A differenza del passato, per te è stato più complesso il processo di lavorazione per ottenere determinate soluzioni sonore? Tutto sembra costruito alla perfezione e arrangiato in maniera maniacale... nulla è stato lasciato al caso. Hai svolto un lavoro eccellente!

- Grazie! No il processo di composizione dei beats per me non è stato più complesso, solo un po' più lungo.

10. "Retox": che significato racchiude un titolo così diretto?

- Retox significa re-intossicazione, dopo aver ascoltato bene il disco, il significato è chiaro.

11. C'è una song dei DSA COMMANDO di cui vai fiero? Lo so che la domanda non è facile, ma mi piacerebbe sapere se ci sono delle canzoni che ti emozionano particolarmente sentendole fluire con le voci di Krin 183, Heskarioth, Mac Myc ed Hellpacso. Invece, ribaltando la domanda, c'è del materiale che hai prodotto che non ti soddisfa pienamente, o meglio, che avresti potuto sviluppare diversamente?

- Materiale che non mi soddisfa pienamente ho solo qualcosa di magari vecchissimo ma se collochi quella roba negli anni in cui è uscita e calcoli quanti anni avevo ci può stare ahah. Blitzkrieg è sicuramente uno dei pezzi nostri che preferisco.

12. Secondo te quali sono le caratteristiche principali che differenziano il tuo lavoro da quello di altri tuoi colleghi nel panorama del rap? Quali sono stati i musicisti che ti hanno trasmesso le basi importanti per approcciarti a questa musica?

- La differenza sostanziale tra tutte le mie basi e quelle degli altri producers è sicuramente il livello di violenza altissimo nelle mie e quasi inesistente nelle loro, oh è un dato di fatto! Se poi ci aggiungi che adesso la gente usa sti suonetti scrausi della 808 il gioco per me
si fa ancora più facile ahah I musicisti che mi hanno trasmesso questa passione o hanno smesso o hanno cambiato mestiere o sono semplicemente diventati scarsi, peccato.

13. Sono gli altri componenti dei DSA ad adattarsi alle tue musiche oppure in certe circostanze ti piace leggere i loro testi e quindi comporre in sintonia con i significati delle parole?

- No generalmente prima produco un beat, poi loro ci scrivono su, non è facile produrre un beat apposta per un pezzo già scritto, i rapper hanno troppe menate per il cervello quindi prima il beat ahah tutti ci diamo pareri e consigli l'uno con gli altri ogni volta che creiamo qualcosa.

14. Ti piace la fase di registrazione per gli album dei DSA o sei uno di quegli artisti/musicisti che soffre la chiusura in un ambiente chiuso. Credo che per una persona come te l'isolamento in una stanza sia un fattore indispensabile per creare musica...

- Per fare i beats si, anzi, preferisco la solitudine ma registrare i rapper è una delle rotture di cazzo più grosse per quanto mi riguarda ahah però lo faccio sempre cercando di far uscire i pezzi il meglio possibile .

15. Attraverso la musica dei DSA COMMANDO tu crei delle visioni surreali. Hai un punto di riferimento nella mente quando metti insieme i tasselli per il vostro puzzle sonoro?

- A volte si a volte invece è tutto solo un caso, è difficile racchiudere il processo creativo in 4 parole

16. Può essere un rischio per una band come la vostra dall'audience prevalentemente underground, che tende ad essere molto differente dalla stagnante scena del rap? Per sintetizzare il concetto, secondo te, potreste rischiare di non essere capiti dai tanti ascoltatori di questa musica? Oggi, purtroppo, i fan dell'hip-hop tendono a cibarsi della merda assorbita da canali televisivi come MTV o dalla stessa rete internet. Come ti poni di fronte a questa condizione veramente triste e stagnante del genere? Sei felice di non farne parte?

- Felicissimo di non farne parte, ovviamente sta situazione la vedo malissimo, i rapper mi stanno tutti sul cazzo e non mi frega proprio niente di essere capito.. poi oh, magari conoscendo la gente di persona mi stanno tutti simpaticissimi ma a livello musicale vedo solo sfiga, a partire dai nomi più gettonati.

17. Si sa che i DSA COMMANDO hanno sempre appoggiato la causa! Avete partecipato a diversi benefit e ad altre situazioni legate al sociale! Perciò massimo rispetto a voi tutti. Ma, purtroppo, spesse volte, in questi ambienti (e ovviamente in altri) alcuni organizzatori tendono
a non tenere conto dei sacrifici che un gruppo deve affrontare per spostarsi e andare a suonare lontano dalla propria città. Troppe cose vengono meno... e succede che in determinate occasioni la band debba tornarsene a casa con meno soldi di quelli che gli erano stati promessi
o addirittura senza aver suonato (come vi è successo l'anno scorso nel Salento in occasione del "The Bad Side". E' accaduto anche a me di essere tagliato fuori dalla scaletta di un concerto, con una mia vecchia band in cui cantavo: i grinders Traitor. Personalmente penso che quando un gruppo vale e ha esperienza, è giusto che debba avere il compenso economico che chiede (a meno che la richiesta non è assurda)! Che ne pensi al riguardo? Qui in Italia, spesso, si desidera la cosa buona a prezzi ridotti.

- Ogni gruppo ha le proprie esigenze, quando queste esigenze e quelle di chi organizza collimano viene fuori una serata.. In genere non vogliono pagare solo nei concerti underground, gli artistoni di sto cazzo prendono sempre la pilla, la prendono tutta e a volte pure in anticipo, ma la loro soddisfazione sta proprio lì, sempre con sti cazzo di soldi ogni 3 parole, ma quand'è che fate qualche bel disco?

18. Le persone con cui collabori nei DSA hanno il tuo stesso spirito un po' 'old school'? Oppure siete tutti e cinque molto differenti tra voi?

- Ah io mi faccio i cazzi miei ahah

19. Hai pagato un prezzo per arrivare fino a qua? Hai superato molte difficoltà per poterti realizzare come producer? Immagino tu abbia dovuto lavorare con altro per poter acquistare materiale, strumentazione...

- Certo, ma fortunatamente la tecnica di produrre, che poi è l'unica cosa che conta veramente, l'ho imparata da solo e gratissssss.

20. Sei ancora soddisfatto dei vecchi album dei DSA COMMANDO?

- Certo, ogni disco fa parte del percorso.

21. C'è un film per il quale ti sarebbe piaciuto comporre la colonna sonora?

- Tanti, sono stato anche contattato per lavori del genere spero di riuscire a fare uscire qualcosa di mio in questo senso prima o poi.

22. Di che cosa ha paura Sunday, oggi?

- Di morire di cancro, e degli insetti, queste sono paure, tutto il resto è paranoia.

23. Complotti, invasioni aliene, società segrete, gruppi di potere occulto... Molti di questi temi sono spesso ricorrenti negli argomenti dei DSA. Uno in particolare mi tocca particolarmente: "Gli Illuminati". Secondo te la storia umana è sempre stata condizionata da società segrete e gruppi di potere occulto? Siamo tutti destinati ad essere solo pedine sacrificabili...

- Non ho abbastanza informazioni per potermi esprimere sull'argomento, sono agnostico in questo caso quindi la mia opinione la tengo per me.

24. Sunday... ormai ci conosciamo da diverso tempo e non mi hai mai nascosto la tua passione per la musica hard/heavy. Dai... spara i tuoi
10 album preferiti... ;) ahahah

- Ahah minchia 10? Boh la discografia degli Slayer!

25. Chi è Sunday nella vita di tutti i giorni? Fuori dai DSA...

- La stessa identica persona ma con un altro nome.

26. Ultima domanda prima di salutarci. Quali sono i tuoi e i vostri progetti futuri?

- Io e Mac Myc stiamo terminando "skinwalkers", il nostro secondo album in coppia, per tutte le altre news andate sulla nostra pagina su facebook o su www.dsacommando.com è sempre tutto aggiornato.

27. Grazie per l'intervista..

- Grazie a te per tutto Christian!!



CONTATTI: dsacommando.com

RECENSIONE:
DSA COMMANDO "Retox" cd 2012 - autoprodotto







venerdì 14 febbraio 2014

Intervista: CULTED - IL DRAMMA DELL'UMANITA'






SPESSE VOLTE CERCO DI BRUCIARE LE TAPPE IN MODO DA RAGGIUNGERE IN BREVE TEMPO ALCUNI DEI MUSICISTI CHE REPUTO INFLUENTI ALL'INTERNO DEL CIRCUITO MUSICALE ESTREMO. OGGI E' SUCCESSO ANCHE CON I CULTED! DI RECENTE TORNATI SULLE SCENE CON "OBLIQUE TO ALL PATHS", PUBBLICATO DALLA RINOMATA RELAPSE RECORDS. IL GRUPPO (FORMATO DA 3 MEMBRI CANADESI ED UNO SVEDESE) DIFFONDE DELLE SONORITA' DANNATAMENTE OSCURE E PESANTI, CAPACI DI LASCIARE BASITI. HO AVUTO IL PIACERE DI PARLARE CON MICHAEL KLASSEN E DANIEL JANSSON.

1. Ciao Michael. come va la vita in questo momento? Sono contento che posso darvi il benvenuto sulle pagine di Son of Flies webzine e farvi conoscere ai lettori...

Michael: La vita va bene, grazie per il tuo interesse.

2. I Culted hanno ancora un'ispirazione molto potente e "Oblique To All Paths" è una certezza! Com'è stato lavorare per questo nuovo disco?

Michael: E' stato fantastico. Non avevamo idea di come poteva suonare il nuovo album. Sapevamo che aveva dalla sua parte alcuni elementi diversi rispetto "Below..." o da "Of Death and Ritual" e siamo rimasti entusiasti di sentire la sua evoluzione partendo dalle basi di chitarra e batteria. E' diventato un album multi-strato.

3. Appunto, il nuovo album sembra avere più strati e livelli. Quali sono state le vostre influenze durante la creazione di "Oblique To All Paths"? Quanto è stato importante per voi differenziare le creazioni di "Oblique To All Paths" con quelle di "Below the Thunders of the Upper Deep"?

Micael: Non so se ci fossero delle specifiche influenze che hanno portato alla creazione di "Oblique to...", ma sicuramente è stato probabilmente un accumulo di decenni di ispirazione, dalle innumerevoli bands, artisti, scrittori e film che ammiriamo e che si sono inevitabilmente fusi con la scrittura e la registrazione della release.

4. Come è stato il processo di registrazione?

Michael: E' stato un processo lungo. Abbiamo registrato la batteria e le chitarre in diversi scantinati vicino a Winnipeg, accumulando sei giorni alla settimana per un numero di mesi differenti. Daniel ha registrato la sua voce in cinque giorni... in una casa famiglia isolata al di fuori di Gothenburg. Matt ed io abbiamo poi stratificato e mixato il disco nel suo studio. Dai primi riff al master finale sono passati circa due anni.



5. Quanto bisogna andare in profondità quando si cerca di trovare il significato delle proprie canzoni?

Michael: E' individuale. Se un album risuona con me, sono anche in grado di perdermi nel suo suono. Durante la registrazione, cerchiamo sempre di connetterci con i suoni che dimorano nelle nostre differenti teste per poi trasferirli e registrarli nel miglior modo possibile. Liricamente,
i testi di Daniel sono aperti all'interpretazione soggettiva, ma per me sono molto descrittivi e creano un paesaggio mentale che mi piace molto. Mentre i titoli impostano il tono per ogni canzone.

6. Voglio parlare della canzone "Illuminati"! ...Il titolo è abbastanza inquietante. Che significato c'è dietro?

Daniel: Il titolo in realtà è ILLLUMINATI, un gioco di parole malate, LUMINATE e ILLUMINATI. E' stato composto per convincere la gente a pensare che esiste un gruppo di persone che getta luce sulle colpe,
sulle bugie e sui mali che il mondo offre.

7. Quali sono i principali messaggi che state tentando di far passare attraverso "Oblique To All Paths"?

Daniel: L'album in realtà non segue una disciplina o un preciso percorso. Liricamente, è ispirato da tutto: dalla politica, dalla religione (oppure anti-religione), dalle scelte prese nella vita dalle tante persone e le rispettive conseguenze che ne derivano; che si tratti di qualcosa presa dalla letteratura, dall'arte cinematografica o dalla vita stessa. "Blend that with some spiritual fire and a fuck all attitude and that’s pretty much it".

8. A giudicare dalla vostra complessità musicale... Che tipo di pubblico potrà meglio collegarsi con questa musica?

Michael: Non mi sento di dire che la nostra musica è molto complessa, anzi. Ma questa è la mia interpretazione dei Culted. Quando penso alla musica complessa, penso ad una band come i Gorguts o al Prog e al Jazz. Culted sono molto primitivi nella proposta anche se a volte è piuttosto stratificata.

9. Come avete fatto a concepire la copertina dell'album?

Michael: Orion Landau è responsabile delle immagini. Gli abbiamo fatto avere la nostra musica, i testi e i titoli e lui ha fatto il resto.

10. Potresti commentare la situazione attuale del mondo?

Michael: "Nella nostra società è un tabù criticare delle persone di fede religiosa... questi tabù sono offensivi, profondamente irragionevoli, ma peggio, essi sono sempre come delle persone uccise. Questa è davvero la mia preoccupazione. Si, la mia preoccupazione è che le nostre religioni, la diversità delle nostre dottrine religiose, stanno per ucciderci. Sono preoccupato che i nostri discorsi religiosi, le nostre credenze religiose siano in ultima analisi incompatibili con la civiltà." - Sam Harris

11. Quali sono i piani dei Culted per il prossimo anno? Ti ringrazio per l'intervista!

Michael: Abbiamo registrato un paio di cose, che inizialmente sembravano adatte per essere un EP, ma abbiamo altro materiale che stiamo pensando di registrare, così solo il tempo ci porterà consiglio. Inoltre Matt sta valutando la possibilità di fare alcuni lavori di ristrutturazione nel nostro spazio studio, quindi se questo accadrà, ritarderà ulteriormente tutto.



CONTATTI: facebook.com/Culted

CULTED line-up:

Daniel Jansson - words, voice, ambience
Matthew Friesen - guitar, bass, percussion, noise
Michael Klassen - guitar, bass, percussion, noise
Kevin Stevenson - drums, percussion

Erik Larsen - additional sound, modular synths

RECENSIONE:
CULTED "Oblique To All Paths" CD | LP 2014 - relapse records



giovedì 13 febbraio 2014

Recensione: ALPHAXONE "Living in the Grayland"
DIGITAL ALBUM 2014 - cryo chamber




In questo disco si può ascoltare il cammino stanco dell'umanità, i passi lenti di una civiltà sconfitta dal tempo tiranno. I minuti che scorrono sono come un cappio rigido sospeso nello spazio vuoto e decadente. Trovo che tutto "Living in the Grayland" creato dal compositore iraniano Mehdi Saleh (ALPHAXONE) appaia profondamente differente sotto ogni punto di vista, se paragonato ad altre entità del dark ambient. La direzione è quella già intrapresa da molti musicisti coinvolti in queste sonorità,
ma Saleh riesce a toccare il fondale dell'anima attraverso un songwriting mai stabile, un insieme di luci/ombre che si fanno più estreme verso un imminente crepuscolo di fronte al quale è impossibile rimanere immobili. Le onde sonore emanate da "Living in the Grayland" scuotono la carne del corpo costringendola a violenti spostamenti verticali, dall'alto verso il basso. Le intenzioni di Alphaxone, confuse in una comune deformazione, sono così perforanti, da non consentire nessuna individuazione di alcun significato specifico. Ciò che trasmette il contraddittorio comporsi ed impastarsi del flusso grigio è da brividi; indipendentemente da quale sia la sua natura e la sua causa. L'azione di Mehdi è assolutamente autonoma e sentita! Le 10 songs dell'album sono la traccia di una tragedia che si identifica con il procedere della musica espressa. Un talento da tenere d'occhio.

Contatti: cryochamber.bandcamp.com/album/living-in-the-grayland

TRACKLISTING: Awakening, Cold Spring, El Shadows, Darkscore, Interface, Overwhelm, Into the Silence, Foresight, Melancholy, Grayland.


mercoledì 12 febbraio 2014

Recensione: HIRSUTE "Still Waiting"
CD 2014 - autoprodotto




Molto tempo fa mi capitò di ascoltare il debut EP di HIRSUTE (nel quale è coinvolto un unico musicista, Justin Chorley), release omonima risalente al 2011. Il compositore proveniente dalla Nuova Zelanda organizza / suona un sound di discreta caratura, inabissandosi nella fossa oscura del doom metal lento, atmosferico, emozionale. "Still Waiting" è un susseguirsi di fasi alterne, tra momenti crudi e altri dal grumo dolente che risentono il peso del tempo e delle memorie scritte dai Katatonia di metà carriera e dai colleghi Opeth di "Deliverance"/"Damnation". La corrente menzionata si adatta abbastanza bene a Hirsute che usa di frequente una voce ruvida, spiritata, sorretta da buone linee di chitarra compressa. Ovviamente non siamo di fronte ad un disco originalissimo, anche perché a tratti zoppica su alcune parti ripetitive, ma non è assolutamente da scartare. Diciamo che il musicista si limita al ruolo di mestierante ed è proprio questo il limite / difetto più evidente. Se dal punto di vista tecnico il lavoro si colloca ad un livello piuttosto medio, alcune composizioni sembrano un po' acerbe negli arrangiamenti. Intendiamoci, le idee non mancano, solo che in alcuni casi paiono poco più che abbozzate e songs tipo "Forever"
o "To Feel Alive" restano quindi nel limbo delle discrete intenzioni. A tratti Hirsute riesce anche a convincere, come in "Where You Left Me to Drown". I momenti da ricordare sono pochi perché la staticità strumentale rimane appesa su di una corda ben tesa. A parte la mia doverosa analisi, questo è un album che merita di essere ascoltato.

Contatti: hirsute.bandcamp.com - facebook.com/Hirsuteband

TRACKLISTING: Treatment Begins, Where You Left Me To Drown, Still Waiting, Sang The Bird From Its Cage, To Feel Alive, Forever.


Recensione: LOS RANDOM "Pidanoma"
CD 2014 - lastias records




Il trio con sede a Tucumán-Argentina, mi rende partecipe di una visione tanto deforme quanto allucinata. I LOS RANDOM si inseriscono nel filone dello sludge / doom / stoner-rock contaminato dalla musica eclettica e addirittura dalle onde magnetiche / vibranti della psichedelia d'annata, risultando così una creatura tentacolare davvero particolare (provate a sentire la lunghissima song "Mee Chango" nella quale appare come ospite speciale il musicista Adrian Terrazas Gonzalez dei grandi The Mars Volta, impegnato in delle parti di Sax emblematiche!). I nostri recuperano il gusto per gli arrangiamenti tipici del jazz trasformandoli in una miscela di matura aggressività, fortunatamente mai fine a se stessa. Spesso il sound fluisce con intrecci progressivi, ostici, ma questi non vengono mai esasperati dal gruppo; al contrario, si snodano dal corpo delle canzoni per rafforzare l'esperienza messa a disposizione dell'ascoltatore. Senza ombra di dubbio i Los Random dipingono immaginari molto più sconfinati di altri loro simili, rappresentando una dimensione che si illumina quando cielo e terra si abbracciano sulla linea dell'orizzonte ("Guri Guri Tres Piñas"). Certamente i temi cardine dell'opera rimangono ben saldi nella ricerca spirituale ed è questo aspetto a fare di Pidanoma un full-length speciale. Finalmente posso dire di aver metabolizzato un lavoro ricco in un genere a volte troppo statico e spesso monotono. Consigliati!

Contatti: randomprog.bandcamp.com - losrandom.com

TRACKLISTING: Corto Normal, Ojota y Media, Mee Chango, Mia Gato Está Solo en la Oscuridad, Guri Guri Tres Piñas.




martedì 11 febbraio 2014

Intervista: ECHOES OF YUL - "BAGLIORI NEL BUIO"






NON POSSO NEGARLO: IL PROGETTO ECHOES OF YUL DEL POLACCO MICHAL ŚLIWA E' UNO DEI MIEI PREFERITI IN EUROPA. LA MUSICA COMPOSTA DAL POLISTRUMENTISTA CITATO E' DAVVERO INVIDIABILE PER INTENSITA' EMOTIVA E GRAZIE AL NUOVO EP "TETHER" LA SUA FORMULA RINVIGORISCE LE MIE AFFERMAZIONI. LUI SI RACCONTA COSI' IN QUESTA INTERVISTA...

1. Ciao Michał. Gli Echos of Yul sono una band davvero unica, non solo in termini musicali. Fammi capire bene: voi vivete distanti l'uno dall'altro e quindi costretti a lavorare mediante lo scambio di file su internet? Se puoi, raccontaci un po' gli inizi della band.. come vi siete incontrati.. come avete deciso di lavorare in questo modo...

- Fondamentalmente Echos of Yul è una one-man band che incorpora diverse apparizioni/collaborazioni di altri musicisti. Ho iniziato a fare musica in questo modo e nel corso degli anni ho avuto l'opportunità di lavorare con una vasta selezione di musicisti, però posso affermare che continuo a comporre da solo per il 90% del tempo. Di solito io lavoro con differenti batteristi ma queste collaborazioni sono qualcosa di più "reale" rispetto al semplice scambio di file, infatti, per questo, si organizzano sessioni di registrazione normali. Naturalmente ci sono enormi benefici grazie a internet e, mixaggio, mastering, remix possono essere fatti in qualsiasi posto nel mondo. E' molto più facile comunicare. Per esempio il video per annunciare l'uscita della mia nuova release l'ho fatto con il mio amico distante 200km da me. Questo è davvero grande.

2. Il vostro EP "Tether" ha un suono ed una produzione molto uniforme e, tutto ciò non ho potuto fare a meno di adorarlo. Come hai ottenuto questo fantastico risultato?

- Grazie. Devo ammettere che sono dipendente dal lavoro in studio. Mi piace sperimentare con stratificazioni di chitarre, provando diversi effetti e strumenti. Anche quando possiedo delle parti registrate di musicisti reali, le trasformo in modo da farle adattare al concept.

3. La tua musica è lenta, pesante ma progressiva. Tu la consideri principalmente 'sperimentale'?

- Non proprio... Sperimentale forse nell'approccio... "check - every - possibility", ma a mio parere i miei risultati sono più simili a delle fantasie su come mi immagino la musica.

4. In relazione alla domanda precedente, quali sono gli stili di musica che ti piacciono di più?

- Amo un sacco di generi diversi: dalle sludge/slow motion core al kraut rock, ambient, dub. Mi piacciono i tanti dettagli in musica, gli album che possono essere riscoperti in ogni singolo ascolto. Anche i film sono un'incredibile ispirazione per me, soprattutto per il modo di costruire l'atmosfera, la tensione del dramma. Sì, io traggo un sacco dai film.

5. Qual è l'oggetto del vostro concept e chi lo ha scritto?

- Non penso che ci sia un tema principale. Vorrei archiviare nella mia musica una certa complessità e unicità, ma la cosa fantastica della musica stessa è che funziona su tanti livelli di emozioni e sentimenti personali.

6. Sento delle influenze post-rock in alcune sequenze di questo nuovo EP. Questa evoluzione è figlia di un processo calcolato e consapevole oppure piuttosto spontaneo e inconscio?

- Le composizioni finali sono sempre il risultato di un duro lavoro accidentale. La spontaneità nel lavoro è cosa davvero grandiosa ed è così che la maggior parte dei miei brani sono composti, ma, dopo questa mia affermazione, posso dire che ho trascorso dei giorni mescolandolo tutto in uno stato piuttosto conscio. Voglio trovare l'equilibrio tra questi due stati. Le influenze post-rock sono sempre state presenti nella mia musica. Ho una totale ammirazione per formazioni come Neu, Can, primi Kraftwerk, mi piace la natura ripetitiva della musica e credo che il mio prossimo disco dovrebbe essere più "emphatized".



7. Perché la decisione di collaborare con altri artisti su questo lavoro?

- Io rispetto i musicisti coinvolti nel mio nuovo lavoro, alcuni di loro sono miei "eroi", altri sono "colleghi", ma ognuno di questi è unico e originale.

8. Lavorare con altri artisti è una buona idea? Perché hai deciso di fare questi differenti remix? Mi piacciono le tue collaborazioni! Mi sembra un'esperienza più ricca! Una chance in un ambiente creativo completamente aperto e solidale...

- Mi piace l'idea dei "remix". Fare musica da solo è un modo semplice per perdere la distanza e l'orizzonte. Sin dal primo disco mi sono chiesto a quali musicisti (di cui ho profonda stima) potevo affidare dei remix. E' una grande occasione vedere la tua musica attraverso lenti diverse.

9. Accennavo sopra delle strutture complesse delle tue composizioni. Come ti avvicini all'approccio live? In modo da ottenere una buona resa dal vivo...

- EOY è fondamentalmente uno studio project. Ho suonato solo due volte dal vivo. E' facile integrare i musicisti in studio, ma la cooperazione a lungo termine è davvero difficile a causa di alcuni motivi: a volte la musica è troppo complessa per suonarla e farla rendere al massimo dal vivo, a volte è una questione di distanza, roba privata ecc.

10. Il contratto discografico con la Avantgarde Music è finito?

- Spero che un giorno potrò rilasciare un altra release per loro. Sono grandi.

11. Qual è la tua opinione sullo stato della musica heavy di oggi?

- Ci sono così tante band interessanti in giro. I'm getting a little overwhelmed and usually have a feeling I missed something important (laugh). Mi piace il fatto che i confini nella musica moderna siano quasi del tutto cancellati e Internet ha dato la possibilità alle band e agli ascoltatori si sentirsi più vicini gli uni agli altri.

12. Grazie Michal per le risposte alle mie domande. Un'ultima cosa che vuoi aggiungere?

- Grazie a te per avermi intervistato. Best regards for the readers.



CONTATTI: echoesofyul.com - facebook.com/echoesofyul

ECHOES OF YUL line-up:

Michal Śliwa - Polistrumentista

RECENSIONE:
ECHOES OF YUL "Tether" EP 2014 - zoharum records