giovedì 31 ottobre 2013

Recensione: PYREXIA "Feast of Iniquity"
CD 2013 - unique leader




Come-back di buon livello, quello dei newyorkesi PYREXIA, autori di un album brutale e abrasivo nella migliore tradizione del death metal. Il quarto lavoro, che segue il precedente "Age of the Wicked" del 2007, ci fa gustare una band affiatata, sia dal punto di vista della line-up, sia da quello del sound. Quanto proposto sul nuovo "Feast of Iniquity" sarà sicuramente apprezzato dai loro fan più esigenti anche perché, l'intero album, musicalmente parlando, si orienta verso scenari più crudi dove la velocità diventa travolgente, vile, pericolosa. Ci troviamo di fronte a qualcosa di articolato, quindi, un po' diverso dal groove secco che aveva caratterizzato l'aggressivo "System of the Animal", pubblicato nel 1997 (il mio album preferito del gruppo). Ovviamente, i Pyrexia non nascondono l'amore per i padri del 'death metal from New York': i Suffocation, e in due brani assassini come "Infliction", "Wheel of Impunity" li celebrano con devastante personalità. Non mancano i pezzi cadenzati nei quali i riff sono influenzati dal vecchio hardcore ("Panzer Tank Lobotomy","Born of a Jackal" fanno tremare il pavimento). Nonostante questa buona prova di carattere, nel disco ci sono anche dei momenti meno riusciti (ma non brutti) che, fortunatamente non rovinano l'equilibrio generale. Il peso delle origini del genere emerge con più irruenza su "Feast of Iniquity"! I Pyrexia sono ritornati per farvi del male, senza perdere un'oncia di cattiveria: un full-length riuscito che merita di essere ascoltato più volte ad alto volume.

Contatti: facebook.com/PYREXIADEATHMETAL

TRACKLISTING: The Pendulum, Infliction, Death Wish, Cocoon of Shame, Cryptic Summoning, Thy Minion, Wheel of Impunity, Panzer Tank Lobotomy, Born of a Jackal, The Feast.


mercoledì 30 ottobre 2013

Recensione: BLACK MAMA "Black Mama"
CD 2013 - andromeda relix




Ho consumato molti anni della mia vita ad ascoltare tantissime formazioni dell'underground nazionale ed internazionale e, non penso che un genere in particolare mi abbia mai colpito più di un'altro (forse è successo ai miei vent'anni). La cosa che è veramente importante per me è avere nelle orecchie musica valida, sonorità che possano in qualche modo coinvolgermi ed emozionarmi (a prescindere se un gruppo suoni rock, metal o qualsiasi espressione sperimentale). Sono certo che in ogni genere ci sia qualcosa di valido! ...Poi, è naturale che i gusti siano diversi da persona in persona. Purtroppo, il panorama italiano ha costantemente faticato ad emergere, causa la stagnante / sbagliata mentalità provinciale di molti (tra gruppi, addetti ai lavori e ascoltatori) e, ancora oggi, dopo aver trascorso 18 anni nella scena del sud (anche come cantante di Traitor e Cast Thy Eyes), non riesco a capirne le ragioni. Non so se tutto questo un giorno cambierà, ma rincuora il fatto che attualmente dall'Italia sta uscendo materiale davvero valido!!! Oggi non posso che essere felice di presentarvi i veronesi BLACK MAMA (fondati nel 2009 da Nicolò Carozzi,
ex Lavoirlinge). Qui il sound torna alle origini, a quei tempi in cui si suonava sotto calde temperature, respirando l'odore dell'asfalto rovente! E' la profonda passione per il rock blues viscerale dei '70 ad alimentare prepotentemente il motore dei tre musicisti coinvolti nel progetto. Ci sanno fare i Black Mama e lo dimostrano con i fatti! Questo trio è capace di sorprendere fin dalla song di aperture ("41-61") e gli viene davvero facile, perché il veleno che fluisce nel loro sistema sanguifero riesce ad immobilizzare, costringendomi ad ascoltare dalla prima all'ultima nota del disco omonimo. L'esperienza vissuta durante i ripetuti giri del cd è da ricordare. I veneti trasportano verso scenari blueseggianti, un blues, hard rock come non siamo soliti ascoltare ultimamente. Tra le influenze citano ZZ Top, Mountain, Allman Brothers Band, Muddy Water, Hooker, Jimi Hendrix Experience, Cream ecc... Come dargli torto? I nostri si nutrono dalle radici robuste che assorbono linfa dagli annali della storia del rock. Tutte le sonorità potrebbero essere viste come una rivisitazione del passato, ma resta il fatto che i Black Mama emozionano e riescono a far venire i brividi lungo la schiena (provate ad ascoltare "The Slow One"). Ci mettono il cuore negli otto brani, i quali, sono impreziositi dalla voce magnetica e profetica di Nicolò. Con questa proposta sincera, i Black Mama mi hanno convinto in pieno. Comprate l'album! Disponibile via Andromeda Relix. Qualche pezzo la trovate sul profilo soundcloud.

Contatti: soundcloud.com/black-mama-2 / facebook.com/blackmamablues

TRACKLISTING: '41-'61, Tell Papa, Blues Is Blues, The Slow One, 'Round Midnight, Black Mama, Snake Out Blues, Keepin' my Style.


martedì 29 ottobre 2013

Recensione: KOLOSS "Empower the Monster"
CD 2013 - autoprodotto




"Empower the Monster", questo è il titolo con il quale gli svedesi KOLOSS danno inizio alla loro carriera artistica. A cominciare dalla particolare immagine di copertina e dai suoi colori portanti, non si può fare a meno di notare come la band prediliga un certo scenario, cupo e oppressivo. Lo sludge / doom / metal dei Koloss, a tratti anche psichedelico ("Cleanse" "Building Arks") è senza troppe pretese, pesante e cadenzato, arricchito da un discreto lavoro svolto sulle chitarre, quindi abbastanza variegato e deciso. Sono certo che un gruppo come i Neurosis abbia irrobustito di molto il background dei quattro ragazzi nati e vissuti a Vetlanda, nella contea di Jönköping. Non da meno i momenti sfuggenti che li avvicinano a Cult of Luna ed Isis. E' proprio questo il motivo per cui i Koloss non possono sottrarsi ai possibili e inevitabili paragoni con le formazioni precedentemente elencate. La voce scura / roca di Cristoffer Pinaitis Karlsson strangola le corde vocali per raggiungere il fine sul tappeto musicale. Ci riesce per quasi tutta la durata del disco, un po' di meno nelle poche clean vocals utilizzate. Musicalmente parlando, "Empower the Monster" si orienta verso panorami maggiormente contemporanei, l'iniziale "From the Sea (The Birth of a Monster)" rappresenta un ottimo esempio di doom / sludge travolgente e granitico. Come detto qualche riga più su non mancano momenti lisergici e spaziali, che non potranno non colpire tanti schiavi delle sonorità chiamate in causa. Il gruppo si dimostra coeso, ben rodato (attivo dal 2007), perciò riesce a controllare bene l'irruenza attraverso un songwriting definito, chiaro e amplificato da stacchi post moderni ragguardevoli. Lo ripeto, il lavoro svolto dai nostri è buono, ma quante formazioni ci hanno già sfamato con sonorità identiche? La lista sarebbe molto lunga! In definitiva, dico che nella piena esplosione della corrente 'post' i Koloss non faranno fatica a farsi notare. Detto ciò, saranno veramente in grado di lasciare il segno? Al momento, dopo quello che ho ascoltato attentamente, ne dubito! ....Comunque ci sono tutte le potenzialità per crescere ancora.

Contatti: koloss.bandcamp.com - facebook.com/koloss

TRACKLISTING: From The Sea (The Birth Of A Monster), Cleanse, Beyond The Horizon, Building Arks.


Intervista: ABANDONED ASYLUM - "TEMPESTE NEL VUOTO INFINITO"






ŁUKASZ DANI CZAJKA E' UN COMPOSITORE POLACCO LEGATO AGLI SCHEMI DEL DARK AMBIENT PIU' OSCURO. IL SUO ALBUM DI DEBUTTO "DERELICTS OF DISTANT HOPE" E' STATO PUBBLICATO DALLA MALIGNANT RECORDS E RACCHIUDE MOLTI ELEMENTI INTERESSANTI CHE SONO STATI IN GRADO DI CATTURARE LA MIA ATTENZIONE. A CHIUNQUE SIA UN SEGUACE DI TALE GENERE, CONSIGLIO L'ASCOLTO DI QUESTO DISCO E NATURALMENTE SPINGO GLI APPASSIONATI A RISERVARE ATTENZIONE NEI CONFRONTI DELLA MUSICA DI ABANDONED ASYLUM.

1. Ciao Łukasz, vorrei prima di tutto ringraziarti per la disponibilità e per l'intervista. I tuoi ascoltatori italiani potranno conoscere meglio la tua persona e il tuo progetto Abandoned Asylum...

- Il piacere è tutto mio. Grazie per l'interesse nel mio progetto.

2. Quali sono state le emozioni che ti hanno portato a intraprendere questo percorso musicale?

- Non posso veramente nominarle. In questo c'è molto di ciò che si trova all'interno di una persona, che sia positivo o negativo. Tutto quello che abbiamo passato, ciò che sentiamo dentro, le nostre passioni. Mi è sempre piaciuto esprimermi. Per esempio disegnavo da quando ero un ragazzino. Mi sono spostato sulla computer grafica più tardi, perché così ho trovato un modo per rappresentare alcune delle mie idee e sentimenti. Amo la musica da sempre e questa ha un luogo speciale nella mia vita. Così ho voluto esprimermi anche attraverso di essa. Al Liceo suonavo con la chitarra e le tastiere, poi ho cominciato a sperimentare con il suono ed è così che nacque Zoth-Ommog, il mio primo progetto musicale. Mi piaceva quello che stavo facendo con esso, ma poi ho sentito dentro di me che non era quello che stavo cercando, non era il modo corretto per esprimere me stesso. Ed è così che poco dopo creai Abandoned Asylum.

3. "Derelicts Of Distant Hope" racchiude una visione personale della musica! Hai usato diversi strumenti per creare l'atmosfera?

- Io uso molti modi per cercare di raggiungere quello a cui miro... Mi servo di field recordings, programmi, strumenti, effetti, ecc. Li vedo come mezzi utili per raggiungere l'obiettivo. La maggior parte di questo è solo sperimentazione e a volte è anche possibile creare qualcosa che non avevi programmato, eppure si rivela quello che stavi cercando.

4. Ho la sensazione che ci sia un lavoro dettagliato dietro "Derelicts Of Distant Hope". Sono interessato a sapere qualcosa in più sul tuo processo compositivo, in generale...

- Ogni release di Abandoned Asylum è qualcosa di diverso, un tema o idea differente, e a causa di ciò, la musica viene di pari passo. Ho sempre voluto fare un album riguardante lo spazio, il cosmo, le stelle lontane, le nebulose, insomma che racchiudesse la vastità dell'universo e come marginali siamo in esso. Il lavoro per il progetto è iniziato nel 2007, tre tracce si trovano su "Derelicts.." e sono state fatte più o meno in quel periodo. Quindi era un'idea che avevo in testa da molto molto tempo. Naturalmente quando creo musica non mi metto seduto a tavolino in modo da decidere cosa fare, scegliendo questo o quello. A volte riesco a comporre una traccia che mi piace, ma non funziona per l'album a cui sto lavorando in quel momento. Ho un sacco di materiale pronto per almeno due altri album che ovviamente ho intenzione di pubblicare.

5. Ti servi di uno specifico input per questo processo creativo?

- No, mi siedo e lavoro quando ho l'ispirazione. A volte posso sedermi per giorni e non combinare nulla, qualche altra volta posso fare due tracce in un paio di ore, dipende. In altre può succedere che riascolto lo stesso campione dieci volte ritenendolo non interessante, ma in quel particolare giorno, potrei riascoltarlo per l'undicesima volta, nel modo giusto, e magari potrebbe rivelarsi il sample che cercavo. In realtà non c'è un filo logico dietro tutto questo.

6. La tua musica è una reazione ad una particolare teologia?

- No, io sono un ateo, ma mi interessano molte mitologie e religioni, sia quelle antiche che le correnti / attuali. Mi piacciono alcune delle idee, pratiche o credenze racchiuse in molte di esse.... Insomma, trovare ispirazione da ciò, anche se non credo nelle stesse e non le supporto.



7. L'artwork dell'album è fantastico, ma a guardarlo bene è davvero strano...

- Grazie. Creo artwork per me stesso, ma ho anche realizzato dei lavori per alcuni artisti. Avevo le mie idee circa la copertina dell'album, non ho voluto che fosse troppo semplice e lineare. Inoltre, non è stata fatta solo per essere diversa. Per me l'immagine di copertina deve sposarsi con la musica, deve essere una sola cosa. E' stato un processo che combina il 'feel' dello spazio con il tocco industriale... in modo che la musica e l'artwork potessero lavorare insieme.

8. Il tuo album di debutto "Derelicts Of Distant Hope" è stato pubblicato dalla Malignat Records. Perché questa scelta?

- Sono un fan della Malignant Records da molti, molti anni. Penso sia una delle migliori etichette del panorama indipendente di oggi. Pubblicare un album è stato un grande privilegio e voglio ancora ringraziare tantissimo Jason Mantis per l'opportunità che mi ha concesso. E' un sogno che si avvera.

9. Come pensi sia la società polacca di oggi? Potresti considerare la Polonia come una buona influenza per te?

- La Polonia è un paese strano. La situazione politica e sociale generale è orribile, qui ci sono tanti pregiudizi e una mentalità stagnante/chiusa . Ma a parte ciò, io amo la sua storia (anche se, come molti paesi, noi abbiamo i nostri momenti non così brillanti, che molte persone sembrano trascurare)... Alcuni degli aspetti culturali, soprattutto dell'eredità pagana del popolo slavo, la cucina regionale (adoro cucinare), ecc... Abbiamo alcuni posti meravigliosi. Amo i centri storici, le piazze, le fabbriche, i vecchi cimiteri e i parchi. Adoro viaggiare, forse influisce il fatto che metà della mia famiglia è di una città e la restante di un' altra ancora. Sto viaggiando da quando ero piccolo. Attualmente vivo a Łódź, una città industriale del XIX secolo costruita intorno a numerose fabbriche, a suo tempo chiamata 'City Of Smokes', in quanto non vi erano altro che camini industriali e un vasto quantitativo di fumo, per quanto l'occhio poteva vedere. Purtroppo oggi la maggior parte di queste sono chiuse e abbandonate. Vederle tutti i giorni, da quando ero piccolo, ha sempre fatto un grande impatto su di me. L'altra parte della mia famiglia viene da Poznań, una delle più antiche città della Polonia, piena di grandi monumenti, antiche piazze e urla provenienti dalla storia. Quindi sì, tutti questi posti (visti durante i miei viaggi per tutto il paese) sono stati molto influenti su di me.

10. Come vedi la scena dark ambient di oggi? Pensi che ci siano ancora vasti orizzonti oscuri da conquistare?

- Certo. Ascolto molta musica dark ambient, come anche alcune delle cose attuali, le idee, la miscelazione di stili per la ricerca di qualcosa di nuovo. Il genere stesso è ben consolidato ed è difficile essere creativi all'interno di questo, è vero, anche se non mi serve la sensazione di reinventare qualcosa differente da tutti i nuovi artisti / releases della scena. Ci sono alcuni grandi compositori che sono sorprendenti in quello che fanno. Per me la cosa fantastica del dark ambient è che lo stesso tema può essere interpretato in tanti modi diversi e da svariati artisti, inoltre, chiunque lo ascolta può essere in grado di interpretarlo in modo diverso. E' come leggere un libro, hai le parole, ma il resto lo si può immaginare soggettivamente. E quindi tutti possono vedere qualcosa di diverso e in maniera differente.

11. Grazie per l'intervista! Quali sono i tuoi progetti futuri?

- Sto iniziando a suonare live per dei concerti, al momento a livello locale, ma forse avrò la possibilità di andare anche all'estero. Sto già lavorando al mio secondo progetto martial/noise , ispirato dallo Guerra Mondiale. Spero di avere presto del materiale pronto. Sto componendo il prossimo album di Abandoned Asylum che spero di pubblicare per il 2015. Grazie ancora una volta per il vostro tempo e interesse in me.



CONTATTI: abandonedasylum.bandcamp.com - facebook.com/AbandonedAsylum

ABANDONED ASYLUM line-up:

Łukasz Dani Czajka - Compositore

RECENSIONE:
ABANDONED ASYLUM "Derelicts Of Distant Hope" CD 2013 - malignant records



lunedì 28 ottobre 2013

Recensione: TIDES FROM NEBULA "Eternal Movement"
CD 2013 - mystic production | spv




I polacchi TIDES FROM NEBULA sono una band preparatissima, non solo su disco fisico ma anche dal vivo. Ho avuto il piacere di vederli on stage per due volte (a distanza di tempo) e, posso tranquillamente affermare che raramente mi è capitato di trovarmi davanti un gruppo così affiatato e motivato. Ritornano con il nuovo "Eternal Movement" (terzo album), per riconfermare il loro carisma, rendendolo tangibile su una nuova analisi musicale. Il concetto di destrutturazione si configura nell'operazione di rompere la struttura classica in un genere ben preciso (chiamato post - rock), infatti i 4 ragazzi di Varsavia sanno perfettamente come ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, giocando instancabilmente con le proprie note. Cercano in tutti i modi di non inciampare su futili o scontate ripetizioni ambientali (basta ascoltare l'iniziale "Laughter Of Gods" per rendersi conto di ciò), ma purtroppo sembra che tutto questo non basta. I Tides From Nebula sono comunque riusciti a tirar fuori delle belle vibrazioni immergendosi in una dimensione onirica aperta a chiunque voglia estraniarsi dalla realtà. A differenza del debutto "Aura" (2009), il gruppo dell'Est ha ceduto il passo all'unico elemento indispensabile a molti loro seguaci, l'emozionalità. L'attuale fase stilistica si espande riallacciandosi al precedente lavoro "Earthshine" del 2011 (prodotto dal rinomato compositore Zbigniew Preisner), anche se, devo dire che "Eternal Movement" risulta meno rilassato ed ipnotico. Quest'ultimo è un riflesso della loro particolare personalità, che è ben definita e ama il controllo su ogni aspetto del processo creativo. Forse in futuro potrebbe diventare un limite. Al momento continuo ad ascoltarli senza particolari affanni sperando che il sound resti immune dal cambiamento.

Contatti: tidesfromnebula.com - facebook.com/tidesfromnebulaofficial‎

TRACKLISTING: Laughter of Gods, Only With Presence, Satori, Emptiness of Yours and Mine, Hollow Lights, Now Run, Let It Out, Let It Flow, Let It Fly, Up from Eden


domenica 27 ottobre 2013

Recensione: SORDID FLESH "Torturer"
CD 2013 - vic records




Ogni anno la Svezia genera un quantitativo non indifferente di formazioni legate all'underground estremo, d'altronde non c'è da meravigliarsi più di tanto, basta sfogliare le pagine del passato per rendersi conto delle numerose e indimenticabili releases pubblicate nella regione geografica dell'Europa settentrionale. Una terra che è stata madre di molti mostri sacri appartenenti a diverse correnti stilistiche. I nuovi arrivati sono questi SORDID FLESH (provenienti da Sandviken) autori di un buon debutto. Dopo aver pubblicato il demo omonimo del 2011, i nostri rilasciano adesso su Vic Records nove feroci tracce di swedish death metal, per un totale di 36 minuti di musica. Il sound spinto a velocità, presenta tormentate similitudini con i grandi del genere (Dismember, vecchi Entombed, Grave, Unleashed, Unanimated, Dissection) anche se i due chitarristi della band (Olle Hedenströ e Johan Vikholm) non disdegnano la carica primordiale dei padri Celtic Frost, Venom, Possessed. Bella "Rites At The Cemetery" dove dopo un tetro intro di pianoforte si fanno largo sfuriate death / black guarnite da vocals strazianti e da un drumming sostenuto / martellante. Decisamente bravi come musicisti, ma non so come saranno accolti dagli ascoltatori i Sordid Flesh, usciti allo scoperto forse troppo tardi. Le canzoni pur essendo un po' tutte uguali sono ben suonate, arrangiate, a tratti, dinamiche. Così anche le più cadenzate "Gravebitch" e la bastarda "Through Vile Infanticides" (per il suo mid-tempo infernale) coinvolgono per possenza, ma non entusiasmano per inventiva. Tirando le somme, se non potete fare a meno del vecchio death metal, "Torturer" è assolutamente un cd adatto a voi.

Contatti: facebook.com/pages/Sordid-Flesh/210006332382288

TRACKLISTING: The Thelema Way, Mark of the Fallen, Rites at the Cemetery, Gravebitch, Through Vile Infanticides, Torturer, Where Art Thou God?, Until You Are Dead, Rise From the Abyss.


sabato 26 ottobre 2013

Recensione: THE FRANCESCO FONTE BAND "Stephanie"
SINGOLO | SINGLE 2013 - autoprodotto




Francesco Fonte (classe 1979) è un musicista / compositore Italiano nato, cresciuto e vissuto in pianta stabile nel Salento - Puglia fino a 9 anni fa. Nell'arco di tempo trascorso al Sud Italia ha maturato una personale esperienza strumentale / vocale (dopo una lunga gavetta), arrivando ad un certo punto della vita in cui l'esigenza di andare altrove era diventava sempre più forte. La caparbietà e l'ambizione di coltivare oltre confine la sua grande / profonda passione per la musica lo hanno in qualche modo ripagato, pur muovendosi in un contesto molto difficile come quello di Londra. Impresa non facile e non da tutti se si tiene in considerazione che Francesco Fonte ha mollato tutto per ripartire da zero, in un'altra Nazione, senza punti di riferimento certi o solidi e con pochi soldi in tasca (questo spiega nella sua biografia). Fare continuamente la spola tra Italia e Inghilterra (ancora oggi) per affinare una grande passione, portandosi dietro una chitarra, unica compagna 'vera' / 'inseparabile'. Fatto sta che superando tante difficoltà e ostacoli è riuscito dove altri hanno fallito. Dopo tanti sbattimenti, tra gioie e dolori, ha incontrato le persone giuste per condividere un percorso musicale. Nacquero così i THE FRANCESCO FONTE BAND. Consolidato l'affiatamento, nel 2011 la band pubblica un bellissimo album di debutto (autoprodotto) "Blue Omens", sul quale ho espresso già la mia opinione in sede di recensione per Son of Flies. Lavoro che racchiudeva l'essenza dello spirito rock e dal quale fuoriusciva tutta l'intenzionalità, la passione e il fermento di questo vagabond nostrano. A distanza di soli 2 anni, Fonte sta per ritornare in pista con un nuovissimo EP (in uscita a breve) che lo proietterà su una nuova dimensione sonora. "Arousal Addiction" sarà il titolo del lavoro di cinque brani. Non è in questa sede che analizzerò il su citato EP, ma in un futuro prossimo e imminente. Oggi è il momento di riempire un calice di vino rosso, abbassare le luci e gustare le affascinanti ondulazioni del singolo estratto: "Stephanie". Ascoltando il brano vi renderete conto che in esso non c'è una teoria precisa, piuttosto una serie di intuizioni vincenti e toccanti. La sensibilità artistica di Fonte si basa solo sul 'vissuto' e sull'esistenza stessa. Presentandomi il concept dell'EP lo stesso artista/musicista ha dichiarato: "Arousal Addiction altro non sarà che una rappresentazione sull'alienazione dell'umanità e la perdita della propria identità in una realtà virtuale". Ora, attendo solo l'uscita per una recensione approfondita. "Stephanie"... emoziona con le sue intime e sinuose movenze. Complimenti! Potete ascoltare la canzone collegandovi al sito bandcamp della band (sotto riportato).

Contatti: thefrancescofonteband.bandcamp.com

TRACKLISTING: Stephanie


Questo un video / brano estratto dal suo precedente album "Blue Omens"

Recensione: KATAKLYSM "Waiting for the End to Come"
CD | LP 2013 - nuclear blast




Ritornano all'attacco i canadesi KATAKLYSM, una delle band più telluriche e devastanti dell'intero panorama death. Il gruppo capitanato da Maurizio Iacono è cresciuto davvero molto nel corso della lunga carriera e sotto l'ala protettiva della Nuclear Blast (che non li ha mai abbandonati) ha consolidato il proprio dirompente potenziale tecnico. Sul nuovo "Waiting for the End to Come" la formula matematica non poteva di certo cambiare e quindi viene spontaneo prevedere l'elevato assalto sonoro a cui si andrà incontro. Ricordo ancora quando nel lontano 1995, ai tempi dell'esordio "Sorcery", i Kataklysm furono etichettati da molti come "una band povera di contenuti", ma come spesso accade, quella gente dovette ricredersi col passare degli anni, anche perché la personalità di alcuni musicisti non la si può 'testare' o peggio 'giudicare' facendo leva sulla spontaneità giovanile. A smentire quelle voci iniziali furono gli album pubblicati successivamente, infatti, la compattezza della formazione d'oltreoceano ricompare puntualmente ogni qualvolta questi quattro deathster escono allo scoperto con un ennesimo disco. La cosa che oggi li rende forti,
è che dopo ventidue anni trascorsi sulle scene (noncuranti delle mode passeggere), sono ancora qui a regalarci prestazioni di tutto rispetto, nonostante gli alti e bassi accusati in certe releases. Consapevoli dei propri mezzi, che, sono certo sapranno tenere stabile il loro già ottimo potenziale, i Kataklysm ci presentano 11 pezzi monolitici che il pubblico e i fan stessi potranno valutare con la massima dedizione!!! Non so se considerare "Waiting for the End to Come" il loro lavoro migliore, resta il fatto che la genuinità della proposta e le interessanti composizioni non possono essere assolutamente ignorate. Questo è death metal di ottima fattura suonato/interpretato da persone veramente appassionate e munite di solida esperienza. L'opener del disco è affidata ad un brano brutale ("Fire"), dall'impronta decisamente epica, un inno alla distruzione, che non lascia scampo durante l'ascolto. Il massacro ha inizio da quei primi 5:28 e tutto ciò che segue rade al suolo ogni cosa. ...Strepitosa poi la voce del singer Iacono. I Kataklysm, a modo loro, si sono evoluti senza mai snaturarsi. Hanno dimostrato che si può rimanere fermi anni interi sulla stessa linea di pensiero, mantenendo viva la solidità e validità della musica. Prendete esempio!

Contatti: kataklysm.swizcorp.com - facebook.com/kataklysm

TRACKLISTING: Fire, If I Was God - I'd Burn It All, Like Animals, Kill the Elite, Under Lawless Skies, Dead & Buried, The Darkest Days of Slumber, Real Blood - Real Scars, The Promise, Empire of Dirt, Elevate.


venerdì 25 ottobre 2013

Recensione: SAHG "Delusions of Grandeur"
CD | LP 2013 - indie recordings




L'anno 2013 è stato segnato da ottime uscite discografiche, alcune delle quali sono giunte a noi dalla fredda e affascinante Scandinavia! ..Tra i pochi ad avermi emozionato a primo ascolto ci sarebbero gli svedesi New Keepers of the Water Towers, ma anche i norvegesi SAHG che, con il nuovo disco "Delusions of Grandeur" non fanno altro che aumentare notevolmente la gradazione emozionale, già di per se imponente nel sound dei nostri. Chiusa la trilogia dei primi full-length (contrassegnati dai titoli I,II, III), i 4 del gruppo amplificano la propria proposta musicale celebrando l'ascesa di innumerevoli figure spaziali che, mosse dai venti freddi del Nord, invadono prepotentemente lo scenario aperto davanti ai miei occhi. Realismo e astrazione trovano qui, la vera sintesi. Ma cosa hanno di così speciale i Sahg rispetto a tanti altri loro colleghi? Beh, senza pensarci tanto direi: un songwriting professionale, curato, dinamico, ben prodotto , privo di sbavature; nonostante risenta di numerose influenze conosciute nei seventies / eighties (Led Zeppelin oppure Rush, Ozzy Osbourne band), sonorità sicuramente amate da Olav Iversen + soci e, che appaiono subito evidenti. I Sahg segnano qui un'ulteriore evoluzione: molto più vicina alle gesta progressive degli eclettici Mastodon. Nessun pregiudizio (sia ben chiaro a tutti!), perché in "Delusions of Grandeur" la bella musica è suonata con grande dignità, impegno e buona personalità. I brani non sono mai scontati o storditi dal peso dei minuti, perciò mi sento libero di esprimere i miei più sinceri complimenti ai Sahg. Non è da tutti riuscire a mantenere sveglia/vigile l'attenzione di chi ascolta. Dalla splendida traccia di apertura "Slip Off The Edge Of The Universe" il gruppo ricorre costantemente a tutto il proprio linguaggio espressivo, ma nonostante ciò intorno a questo non vogliono mettere nessun muro che possa impedire il passaggio delle onde sonore. "Delusions of Grandeur" è impreziosito da una prova vocale superlativa e molto ispirata. Non è solo una questione artistica: ai musicisti chiamati in causa piace stimolarsi e vivere la musica in maniera 'totale'. Vi aspettano momenti da brividi inaspettati. Bergen non è solo la città delle chiese bruciate dalla Black Metal Inner Circle! Procuratevi subito questo disco.

Contatti: facebook.com/Sahgband - youtube.com/sahgband

TRACKLISTING: Slip Off the Edge of the Universe, Blizzardborne, Firechild, Walls of Delusion, Ether, Then Wakens the Beast, Odium Delirium, Sleeper's Gate to the Galaxy


Intervista: ASEPTIC VOID - DISPERCEZIONI ED ALLUCINAZIONI UDITIVE






NEL CORSO DEL 2013 AVRETE SICURAMENTE NOTATO/LETTO DIVERSE MIE RECENSIONI SU VARIE USCITE DARK AMBIENT PUBBLICATE DALL'ETICHETTA GESTITA DAL NOTO COMPOSITORE SIMON HEATH (ATRIUM CARCERI E SABLED SUN). OGGI, HO IL GRANDE PIACERE DI RIVELARVI CHE NEL GREMBO DELLA SUA CRYO CHAMBER REC. HA DECISO DI ACCOMODARE UN GIOVANE RAGAZZO ITALIANO. DAVIDE TERRENI, QUESTO IL SUO NOME. LUI E' LA MENTE CREATIVA DI ASEPTIC VOID E L'ARTEFICE DELL'OSCURO IMMAGINARIO PRESENTE NEL SUO DEBUT ALBUM "PSYCHOSIS" USCITO DI RECENTE E DISPONIBILE COME DIGITAL ALBUM SUL SITO BANDCAMP DELLA LABEL SU CITATA. DAVIDE NON HA NULLA DA INVIDIARE A MOLTI NOMI RINOMATI DEL GENERE E LO DIMOSTRA ATTRAVERSO LE SUE OTTIME COMPOSIZIONI... PULSANTI ED EVOCATIVE. QUESTO E' SOLO L'INIZIO! LASCIO A LUI LA PAROLA...

1. Ciao Davide. Potresti accennare qualche tua nota biografica?

- Mi chiamo Davide Terreni e abito in Montopoli In Vald'Arno. Ho studiato musica ma ho abbandonato presto l'Accademia dopo circa un decennio di studi. Non mi sono mai trovato vicino ai canoni accademici, soprattutto alle persone (ragazzi e maestri) dell'Accademia stessa. E' stato mio padre a far sì che io cominciassi a studiare violino. Una sorta di riscossione sulla vita, un tentativo di rilanciare se stesso sulla sua prole. Lo dipingeva come il mio "avvenire", ed io, nella mia tenera innocenza, non riuscivo a pensare che potesse avere torto. Ero davvero terrorizzato al solo pensiero di smettere di studiare musica. Invece si sbagliava, eccome se si sbagliava. Il mio avvenire, la mia realizzazione, sarebbe stata ben diversa. La mia cura è iniziata nel 2009. Ho iniziato
a musicare le mie sensazioni, chiuso nel buio della mia stanza. Uso il termine "curare" perché attraverso la musica attuo un processo che mi aiuta a defluire i carichi emotivi... e le varie problematiche ramificate nel mio inconscio. E' proprio l'innocenza ad essere spalmata lungo tutte le mie espressività sonore. Ritorno bambino nei miei suoni e parlo direttamente al mio inconscio, cercando di rassicurarlo. Il risultato non è sempre il medesimo... dopo alcuni brani mi ritrovo vuoto, altre volte carico di pensieri e di sensazioni (e questo forse lo preferisco). Aseptic Void è una realtà mentale intricata.

2. Le sonorità dark ambient hanno esercitato un'influenza importante per la stesura del tuo album "Psychosis"? Cosa ti ha portato ad avvicinarti
a questo universo musicale per poi intraprendere uno specifico percorso artistico?

- Ho passato molte ore a sperimentare con suoni e samples nati di getto. Ecco dove tutto ha avuto origine. Ho in mente soltanto la mia dimensione. Mi risulta difficile comprendere universi musicali e relativi artisti.
Mi capita molto spesso di ascoltare del materiale che dovrebbe essermi vicino ma che in realtà non lo è affatto. Le scelte da fare sono così tante... molte persone fanno della musica ambient una cosa esclusivamente “estetica” e poco reattiva. Copie di copie, immaginari già percorsi e logori nel loro aspetto. Soffro spesso di noia e molte produzioni le trovo banalissime e poco interessanti. Io non so che cosa sia stato influente per la mia musica. Posso solo dirti quali artisti (pochi) apprezzo.

3. Prima di approfondire alcuni argomenti, vorrei subito chiederti come sei venuto in contatto con Simon Heath dell'etichetta Cryo Chamber e mente di Atrium Carceri, Sabled Sun. Eravate già in corrispondenza? ...Oppure è successo che ha ascoltato il tuo materiale audio e ne è rimasto colpito?

- Ho contattato personalmente Simon Heat per "Psychosis" qualche tempo
fa (prima non ci conoscevamo). Ricordo che trovò immediatamente di suo gradimento il mio album.

4. Parlami un po' del tuo modo di approcciarti alla materia dark ambient. Per comporre la tua musica segui un particolare modus operandi? Da dove arrivano gli input...

- Mi capita di ritrovarmi in una determinata situazione e di percepire il bisogno di "musicarla", quindi di tradurre in suoni le sensazioni che mi pervadono. Registro qualunque cosa mi venga in mente. Dopo, processo il file nei miei programmi. I miei brani sono mixaggi di sensazioni, sono come organismi.



5. E' corretto parlare di dark ambient facendo riferimento al sound di Aseptic Void?

- È un dettaglio secondario. E' corretto parlare di Aseptic Void facendo riferimento al sound di Aseptic Void. I tag sono importanti, permettono di ricercare velocemente ciò che più ci aggrada... ma c'è così tanta sporcizia e inesattezza in mezzo ad essi.

6. Qual è la sensazione che hai provato quando hai potuto ascoltare "Psychosis" nella sua interezza, finito? Quanto tempo ti ci è voluto per comporlo?

- Una sensazione d'immensa soddisfazione e nient'altro. Ho impiegato circa sette mesi per terminare questo album.

7. Comporre musica per te è un'esigenza necessaria oppure il solo modo che hai per evadere dalla dura realtà quotidiana? Mi spiego meglio, hai bisogno di creare perché hai uno scopo preciso da raggiungere o è solo una buona possibilità per tenerti vivo giorno per giorno?

- Non è tanto per evadere dalla quotidianità. Creo musica per esigenza. Ho scelto questo linguaggio per esprimermi. Un linguaggio ben più diretto e subliminale di quello verbale.

8. C'è una particolare fonte di ispirazione che scuote la sua sensibilità creativa? Hai dei compositori che hanno segnato/colpito il tuo background musicale? Oppure qualche musicista del genere dark ambient. Per esempio: Peter Andersson (RAISON D'ETRE), Lustmord o Atrium Carceri sono tra quelli che ritieni fondamentali?

- Non c'è una precisa fonte d'ispirazione. Riguardo gli artisti: tendo moltissimo a selezionare. Ne cito alcuni: William Basinski, Erik Satie, Premature Ejaculation, Akira Yamaoka... ci tengo anche a citare Darcy Odrai.

9. E'stato difficile adattare la tua personalità al songwriting di Aseptic Void?

- Non credo di aver compreso bene la domanda ma no, non c'è stato niente da adattare.



10. A mio parere: in "Psychosis" i vari suoni sono molto omogenei, non ci sono partiture che sono più in evidenza rispetto ad altre. Questo rende il flusso sonoro, in un certo senso, molto scorrevole e "onirico". Sei d'accordo?

- Si, probabilmente.

11. L'artwork è un dipinto, allo stesso tempo, simbolico ma astratto. C'è un particolare significato legato a tale immagine? Chi è il pittore che lo ha realizzato?

- L'artwork, "Untitled (2013)", è stato realizzato da me. Non so dirti se può esserci un significato preciso dietro ad esso...

12. Il dolore che fuoriesce dalla tua musica è talvolta, quasi fisico. Qual è il tuo atteggiamento nei confronti del dolore (sia fisico che interiore)? Quando lo vivi su pelle sei solito allontanarlo oppure cerchi di veicolarlo in musica?

- Io veicolo tutto in musica. Anche il piacere carnale. Così come il sapore della disperazione. Ti è mai capitato di provare sensazioni di sofferenza così immense da averle dimenticate negli anni successivi? Da non riuscire a metterle a fuoco? Forse questo è il teatro giusto dove poterle esibire, poterle riportare in vita... ripescate dall'inconscio.

13. Puoi parlarmi di questo tuo lavoro per il video gioco Slender Woods?

- Lo scorso anno, lo sviluppatore del videogioco mi propose di creare la colonna sonora di questo horror indipendente. Non mi occupai soltanto dei brani ma anche di una buona parte del comparto sonoro (inoltre sono mie alcune scelte prettamente stilistiche, come i quadri di Francis Bacon all'interno della villa del gioco). Ha avuto un buon successo e di questo ne sono felice.

14. L'ovvia domande finale è sui tuoi progetti futuri...

- Ci sono altre colonne sonore in vista, continuerò su questo percorso. Per quanto riguarda la creazione di un altro album: passerà del tempo.

15. Grazie per l'intervista e in bocca al lupo per le tue attività...

- Speriamo bene. Grazie a te.



CONTATTI:

cryochamber.bandcamp.com/album/psychosis - facebook.com/asepticvoid

ASEPTIC VOID line-up:

Davide Terreni - Compositore

RECENSIONE:
ASEPTIC VOID "Psychosis" DIGITAL ALBUM 2013 - cryo chamber





giovedì 24 ottobre 2013

Recensione: RUSSIAN CIRCLES "Memorial"
DIGITAL ALBUM | CD | LP 2013 - sargent house




"Memorial" è un album che segue le orme del suo predecessore, ma che al contempo risulta più fluido / empirico. Credo che la causa principale sia soprattutto il fatto che i RUSSIAN CIRCLES (divisi tra Chicago e Seattle) amano addentrarsi in diversi tipi di musica. Hanno scritto il nuovo disco pensando separatamente alle canzoni in esso contenute. Come ovvio, ogni traccia è dannatamente valida e devo dire che durante l'accurato ascolto non sono riuscito a trovare aspetti negativi nella tracklist. Lavori come questo non possono mancare su Son of Flies, anche perché già da diverso tempo ripeto che sulla mia webzine ho deciso volutamente di pubblicare recensioni di materiale valido. Non potrei fare diversamente curando tale blog in singola persona (per scelta!!!). I Russian Circles di "Memorial" stabiliscono un rapporto ancora più stretto con i fan e appassionati, non solo, riescono ad attirare a sé anche l'ascoltatore posizionato fuori dal loro recinto.La profusione di elementi decorativi è la medesima di Empros (2011), ma il fulcro dell'opera ultima sembra ora poggiare sulla robusta ripartizione geometicra della base.E' tuttavia molto difficile analizzare la musica del trio americano poiché la complessità degli spartiti rende impossibile comprendere verso quale obiettivo si stesse orientando tutta l'evoluzione generata finora. "Prorompente" potrebbe essere l'aggettivo adatto per presentare la produzione contemporanea del gruppo proveniente dall'Illinois. Rimango sempre molto legato a "Geneva" (uscito nell'anno 2009), ma nonostante ciò, dal nucleo di "Memorial" fuoriescono conduttori di potenziale elevato in grado di neutralizzare le cariche attraversando il nostro corpo ustionato dall'energia. Ciò spiega come, per un periodo di tempo molto lungo, fin dal loro esordio ("Enter" del 2006), lo studio delle note sia stato rivolto con maggiore predilezione ad ascoltatori con una spiccata apertura mentale, quindi, oggi risulta ovvio e naturale che i Russian Circles vengano valutati dal lato qualitativo e quantitativo. Chiamatelo pure metal strumentale, post-metal, noise-rock ecc... rimane il fatto (certo) che questa è musica concepita con la giusta causa e con una padronanza strumentale che ha dell'incredibile. Dai contenuti 'seri' di "Memorial", realizzato ed eseguito in soli due anni, appare evidente
il livello tecnico raggiunto dai musicisti del progetto: Dave Turncrantz (bateria), Mike Sullivan (chiatarra), Brian Cook (basso). Attualmente, a conti fatti (nelle orecchie), il gruppo sembra avere pochi rivali nel suo genere e, forse, sono già in troppi a plagiare senza mezze misure. Si sa che molte realtà emergenti stanno sfruttando le correnti del momento! E' risaputo. A parte questa mia considerazione, provate a spegnere le luci del vostro spazio, alzando il volume, e alla fine del viaggio chiedetevi da quale lato pende la bilancia! Consigliati a scatola chiusa!

Contatti: russiancirclesband.com - facebook.com/russiancirclesmusic

TRACKLISTING: Memoriam, Deficit, 1777, Cheyenne, Burial, Ethel, Lebaron, Memorial.


mercoledì 23 ottobre 2013

Intervista: UTOPIUM - "ATTI DI VIOLENZA"






GLI UTOPIUM SONO UNA FORMAZIONE DAVVERO VIOLENTA, SCOPERTA DI RECENTE DAL SOTTOSCRITTO. NON LI CONOSCEVO FINO A POCHI MESI FA. ASCOLTANDO IL DEBUT ALBUM "VICIOUS CONSOLATION / VIRTUOUS TOTALITY" HO CAPTATO DELLE BUONE IDEE E UNA CARICA DAVVERO COINVOLGENTE. VALIDI QUESTI RAGAZZI DI LISBONA, PERCIO' NON POTEVO CHE COGLIERE L'ATTIMO GIUSTO PER CONOSCERLI MEGLIO E PRESENTARLI A VOI LETTORI DI SON OF FLIES WEBZINE. HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE IL CHITARRISTA J.R.

1. Ciao J.R. Prima di tutto, come stai? Complimenti per il vostro debut album "Vicious Consolation / Virtuous Totality"!

- Ehilà! Sono un po' stanco ma non posso davvero lamentarmi. Thanks dude! Siamo molto contenti riguardo questo disco!

2. Come è nata l'idea di formare gli Utopium nel 2007? Qual è il vero significato del nome della vostra band?

- Già nel 2005/2006 avevo una band con il nostro attuale drummer (Jimmy), che dopo un po' di tempo finì per sciogliersi, ma insieme continuammo a parlare e condividere musica con altri. Poi un giorno gli mostrai alcune canzoni grindcore che avevo fatto, e lui iniziò a parlarmi di questo tizio, che era coinvolto nel grindcore. Insomma iniziammo a fare delle jam insieme, solo per il gusto di farlo. Così incontrai T., il mio "axe partner". Le cose suonavano abbastanza bene ed emozionanti così decidemmo di cercare altri ragazzi per completare la band. Rizzo ha avuto un altro progetto con Jimmy e T., mentre Deris era ed è un caro amico, che ci diede una mano finché non trovammo B. (il nostro ex bass player che ora ci aiuta con il sound in alcuni nostri concerti). Poi, pensando ad un nome, ci focalizzammo su Utopium. Per quanto riguarda il suo significato, vogliamo lasciare libera interpretazione in modo che la gente si domandi qualcosa su di esso...

3. Viene naturale chiederti qualcosa sulla vostra ultima offerta "Vicious Consolation / Virtuous Totality"! E' un assalto selvaggio di grindcore - death metal!

- E' uscito finalmente! Finalmente! Ci sono voluti quasi tre anni (da quando siamo entrati in studio), per vederlo finalmente pubblicato.

4. Qual è il vostro processo di composizione? Cercate di comporre come un vero e proprio gruppo, oppure la scrittura avviene individualmente e poi successivamente arrangiata da tutta la band?

- Di solito T., Jimmy ed io portiamo alcune idee da casa oppure dobbiamo solo iniziare a fare delle jamming in sala prove. Se suonano bene, ci lavoriamo sopra, se non vanno bene, le scartiamo. Abbiamo sempre lavorato molto bene insieme, migliorando le idee di ognuno. Ho imparato molto da loro. Siamo una band molto democratica, tutte le decisioni sono prese dal gruppo e tutti hanno qualcosa da dire. Mi piace lavorare in questo modo.

5. Potete dirmi qualcosa in più sul disco "Vicious Consolation / Virtuous Totality"? Qual è la tua sensazione su questo nuovo lavoro?

- E' stata dura ma siamo tutti felici e orgogliosi del risultato finale. L'intero sforzo si è materializzato con un atteggiamento DIY. La batteria è stata registrata in uno studio di un amico mentre il resto è stato inciso nella nostra sala prove, con l'amico e produttore João Neto. Penso che abbiamo imparato molto da questo lavoro, soprattutto dai tanti errori che non ripeteremo più, e speriamo che per il nostro prossimo full-length non impiegheremo così tanto tempo prima di farlo uscire. La mentalità e il nostro modo di fare le cose sono cambiate in questi ultimi tre anni. Conserviamo già nuove idee, il sound è un po' diverso, ma penso che l'album rappresenterà fedelmente ciò che siamo.



6. "Vicious Consolation / Virtuous Totality" segna l'inizio della prima collaborazione con la Bleak Recordings, dopo un periodo di autoproduzioni con una mentalità DIY. Che cosa ha spinto verso questo cambiamento e cosa lo collega con l'etichetta portoghese?

- Concluse le sessioni di registrazione, ci siamo seduti per discutere sulle varie opzioni per un'eventuale pubblicazione dell'album. Il nostro primo piano era quello di cercare di fare un po' di promozione tra alcune etichette e così tentare la fortuna, ma in tempi difficili come questi, entrare nel business della musica è molto difficile. Eravamo quasi pronti a far uscire questo disco in DIY, fino a quando lo mostrammo ai nostri amici della Bleak, ed è così che ci offrirono di pubblicarlo per loro. Sono ancora abbastanza DIY e hanno fatto tutto il possibile per rendere impressionante questa release insieme a quella dei Raging Planet. Proviamo un sacco di bene per quei ragazzi.

7. Puoi descrivere il concetto generale alla base di testi dell'album?

- "VC/VT" è un album concettuale che parla di sette vizi e sette virtù impersonate da un insieme di caratteri che hanno una sorta di episodio, di interazione. Ci sono un sacco di significati nascosti, tutti aperti per l'interpretazione. Rizzo è un fottuto genio. Voglio dire che lui coinvolge la mia mente ogni volta che mi parla di una nuova idea. Ho dovuto leggere le lyrics tre o quattro volte prima di iniziare a cogliere i significati di esse, ma potrei esser stato un po' lento... Ahahahah!

8. Cosa hai da dirmi circa il titolo "Vicious Consolation / Virtuous Totality"? E se ti va, parlami dell'artwork di copertina...

- Il titolo introduce la premessa al vizio/virtù ed è un gioco di parole. Se troverete tutte le possibili combinazioni avrete un premio! Ehehehe! L'artwork è stato fatto da Nate Burns, un amico di Rizzo e penso che si adatti perfettamente al concept. Ha usato un sacco di simboli che Rizzo cita nei suoi testi. Il layout è opera del nostro amico Hugo della Bleak Records.

9. Quanto è importante per voi considerare 'grindcore' la vostra band?

- Non abbiamo a cuore nessun genere di tag. Il Grindcore è ciò che ci ha spinto a formarci facendoci iniziare come band. Suoneremo sempre brani veloci e brevi, ma ci piace mescolare molte altre influenze nella nostra pentola, come lo sludge per esempio. Ascoltiamo molti generi diversi di musica e li inseriamo nel nostro processo di scrittura. Finché tutto suona bene, e ha un senso, a noi in realtà non importa se si tratta di grindcore o meno.



10. Quando nelle vostre canzoni vi esprime sulla società contemporanea, qual è il messaggio diretto ai vostri fan?

- Il nostro messaggio è un po' più profondo rispetto alla maggior parte delle band grindcore. Noi non puntiamo il dito verso qualcuno/qualcosa o incolpiamo gli altri. Parliamo soprattutto di accettazione e comprensione della nostra condizione umana. "L'umanità è il male" e solo quando la gente inizierà ad accettare e capire, allora forse potremmo cambiare e miglioraci come specie. Ma purtroppo questo non accadrà mai. "That's the real utopia, but humanity is too high on "opium" to realise this".

11. Penso che un sacco di persone identifichino il grindcore come una sorta di versione punk del metal. Che mi dici al riguardo?

- Beh, praticamente è questo. Come band grindcore, a volte ci sentiamo troppo metal per i punk e troppo punk per i metallari, ma va bene così. Le cose stanno iniziando a cambiare, le persone si stanno aprendo a gusti differenti. Al giorno d'oggi si vedono ragazzi dell'hardcore ascoltare Black Metal e penso che questo sia fantastico.

12. Quali sono i vostri rapporti con la scena grindcore? Al giorno d'oggi seguite l'evoluzione della stessa?

- Assolutamente. Amiamo ancora il nostro grindcore. Le ultime formazioni che mi hanno colpito: i The Kill dall'Australia e Absvrdist dall'EUA. Non esiste una vera scena grindcore qui in Portogallo, solo un paio di band che fanno le loro cose, ma va bene così. La scena musicale è sempre in movimento e ci sono sempre nuove occasioni. Bisogna solo lavorare un po' e le cose accadranno.

13. Sono sempre alla ricerca di musica di qualità all'interno del genere metal, quindi vorrei chiederti se ci sono delle band che vorresti raccomandarci...

- Dal Portogallo, vi consiglio i Process of Guilt se vi piace il post-doom. Se siete immersi in cose strane vi consiglio i Concealment. Per il deathgrind di qualità ascoltate i Grog, sono musicisti impressionanti. Queste sono le band affermate qui in Portogallo, ma c'è anche un'intera scena di nuovi gruppi emersi con grandi releases. Mi vengono in mente i Mother Abyss, che hanno appena pubblicato il loro EP di debutto, un lavoro davvero killer. Parlando di grindcore, ci sono delle bunch bands che ho ascoltato ultimamente. Agents of Abhorrence, Cellgraft (che si sono già sciolti) e Deathtoll 80k, Sakatat oltre a quelli già citati prima.

14. Grazie per l'intervista!

- Thank you dude! Keep up the awesome work. Si può sapere di più sugli Utopium andando su: www.utopiumgrind.com / www.facebook.com/utopiumgrind

- Ciao e ci vediamo in giro!



CONTATTI: utopiumgrind.com - utopium.bandcamp.com

UTOPIUM line-up:

J. - Batteria
T. - Chitarra
J.R. - Chitarra
R. - Voce
P. - Basso

RECENSIONE:
UTOPIUM "Vicious Consolation / Virtuous Totality" CD 2013 - bleak rec




Recensione: ATRIUM CARCERI "The Untold"
DIGITAL ALBUM | CD 2013 - cryo chamber / tesco




Ci sono molti modi, tutti validi e nessuno escluso, per avvicinarsi allo scenario apocalittico dello svedese Simon Heath, mente di ATRIUM CARCERI (ora stabilitosi a Santa Clara - California - USA). Annientarsi al fuoco ardente dei suoi album è pura catarsi, nel nome del tormento. I passaggi di tempo e degli anni portano con se ascese o cadute improvvise... notti buie e giorni sempre più oscuri, difficili. Questo Simon lo vive da molti giorni, lo metabolizza, per poi trasportalo in musica. Ognuno edifica la propria soggettività per viaggiare nel cielo grigio dei nostri tempi. Questo nuovo album "The Untold" descrive minuziosamente l'ampia parabola di un uomo/artista che, da qualunque angolatura lo si voglia guardare, è diventato uno dei più grandi compositori di dark ambient music al mondo! "...L'innovazione non è gettare la propria personalità in una fossa, ma rifiutare gli inutili compromessi per imporre il proprio 'vero' spirito e i rispettivi valori. Atrium Carceri è lo specchio in cui si rifrange e si amplifica la creatività intuitiva di Heath, nella quale la spiritualità profonda diventa lacerante!!! Il musicista mette al servizio di questo disco tutte le sue sconfinate potenzialità/caratteristiche: l'immaginario evocativo, l'espressività disarmante delle musiche, la secchezza captante dei suoni, la sicurezza con cui li compone, la riflessione, l'integrità, il fascino per la decadenza inevitabile. Un universo di pensieri profondi e di squarci luminosi in cui dei battiti costanti s'intersecano a degli echi di pura follia. Qui, il rhythm di Simon addensa la tradizione del dark ambient, rigenerandolo con un'identità ammirevole. Il forte calore di fondo brucia il terreno ghiacciato per creare una sorta di simbolismo pagano, quel modo di guardare alle cose come se le si volesse trasformare incessantemente. "The Untold" è un lavoro imperdibile, cupo, penetrante, esemplare, che serve per difendersi dal dolore interno/esterno, ma anche per estirpare dal corpo le radici marce ed inutili. La sua incredibile musica ipnotica, complessa senza artifici, vibrante senza calcolo, tende all'oscurità come attratta da un'energia magnetica. E ogni volta che lui deciderà di osservare la realtà che ci circonda per infettarla da vicino, noi saremo sempre lì, inchinati ai suoi piedi, invocandone le rispettive gesta. Oggi, a distanza di un anno da "Void" un'altro capolavoro è stato messo a disposizione. Disponibile in versione digitale sul sito bandcamp dell'etichetta dello stesso musicista (Cryo Chamber), mentre la versione su cd verrà confezionata dalla tedesca Tesco. Acquistatelo e veneratelo!

Contatti: atriumcarceri.com - cryochamber.bandcamp.com

TRACKLISTING: The Expedition, Unlocking the Seal, The Way Down, Catacombs of the Forgotten, A Flickering Hope, Thorn of War, Comfort of the Night Mother, The Untold, The Traitor, Realitatem, Great Old One, Ego Death.


martedì 22 ottobre 2013

Recensione: RED DEER "One-Man Show"
DIGITAL ALBUM 2013 - autoprodotto




Il titolo di questo album ci preannuncia che dietro al progetto RED DEER vi è una sola persona (proveniente dalla Federazione Russa). I contenuti di "One-Man Show" sono abbastanza interessanti e si abbandonano su trame post-rock che potrebbero attirare l'attenzione dei tanti appassionati del genere. Se solo il disco avesse avuto una produzione più bilanciata, non avrebbe risentito delle tante imperfezioni che si evincono dopo svariati attenti ascolti. Con questo non voglio dire che sia un brutto full-length , al contrario, devo ammettere di aver gustato delle buone idee a tratti veramente ben riuscite e arrangiate, soprattutto se si analizza il guitar work del musicista. Chi è abituato ad emozioni delicate non farà fatica ad apprezzare alcune delle parti strumentali presenti su "One-Man Show", ma non potrà nemmeno tirarsi indietro quando si ritroverà a giudicare i momenti più ripetitivi e stancanti. Non mi è piaciuta la scelta dei suoni utilizzati per la batteria (...sicuramente elettronica), serviva maggiore pancia al muro percussivo in modo da far emergere l'atmosfera ricercata. Non male come viene gestito l'impiego del pianoforte sulle canzoni. "Cold Tea, Hot Hands", "Outside System", "White Woods" si confermano tre delle migliori del disco. Nel complesso, quanto fatto da Red Deer è un lavoro discreto, spontaneo, ascoltabile, ancora di più se consideriamo che si tratta di un'opera prima. Ora, serve maggiore esperienza e tutto potrebbe migliorare in positivo. Lo stesso compositore nel suo bandcamp dichiara: "E' il mio primo album in stile post-rock...". Quindi, diamogli il tempo necessario per crescere.

Contatti: reddeermusic.bandcamp.com/album/one-man-show

TRACKLISTING: Intro, Fire and Snow, Cold Tea - Hot Hands, Light Motions, Simple Things, Guns from Little Eye, Outside System, After Party, White Woods, Outro.


Intervista: ANTIGAMA - "LA CHIAVE DELLA DEVASTAZIONE"






QUANDO IL PRIMO GIORNO DI GIUGNO DECISI DI RECENSIRE IL NUOVO ALBUM DEI POLACCHI ANTIGAMA, RIPORTAI DELLE SPECIFICHE PAROLE: "LA FORMAZIONE NON HA NESSUN CEDIMENTO, TUTTO E' DESTINATO A CROLLARE SOTTO LA LORO ONDA D'URTO!!! ENTRANO IN COLLISIONE CON L'APPARATO UDITIVO PER DISINTEGRARLO TOTALMENTE". BEH... CON QUESTE MIE AFFERMAZIONI PENSO CI SI POSSA FARE UN'IDEA DELL'IMPETO DISTRUTTIVO DEI QUATTRO MUSICISTI DELL'EST EUROPA. "METEOR" E' SICURAMENTE UNO DEI FULL-LENGTH PIU' DEVASTANTI E RIUSCITI DELL'ANNO. DEVO DIRE CHE NON E' STATO FACILISSIMO OTTENERE LE RISPOSTE
A QUESTA INTERVISTA, CONSIDERANDO CHE LA PRIMA MAIL CON IL CHITARRISTA SEBASTIAN ROKICKI RISALE PROPRIO A GIUGNO. RICONTATTANDOLO DIVERSE VOLTE SONO RIUSCITO A MATERIALIZZARE QUESTA BELLA CHIACCHIERATA. COMUNQUE LO RINGRAZIO ANCORA PERCHE' IL SUO RITARDO E' STATO CONDIZIONATO DAI TANTI IMPEGNI DI VITA QUOTIDIANA.

1. Ciao Sebastian. Puoi accennare una rapida biografia degli Antigama?

- Gli Antigama sono una band grindcore proveniente dalla Polonia con 13 anni di esperienza sulla scena. Abbiamo registrato un sacco di musica nel corso degli anni: 6 album, alcuni mini CD e circa una dozzina di split releases. Gli Antigama sono Lukasz Myszkowski - voce, Michal Zawadzki - basso, Pawel Jaroszewicz - batteria, ed io Sebastian Rokicki - chitarra. Antigama è caos controllato.

2. Prima di tutto voglio congratularmi con voi per il vostro ultimo album "Meteor". Allora, qual è la tua opinione su questo nuovo lavoro e quali sono state le reazioni dei fan rispetto agli album precedenti?

- Grazie! Siamo molto soddisfatti di questo album e di tutta la buona rassegna stampa ottenuta dopo la sua uscita. Noi continuiamo a pensare che "Meteor" sia fino ad oggi il disco più potente degli Antigama. I fan sembrano essere molto appassionati di quello che abbiamo fatto in questo lavoro.

3. Qual è stato il processo di scrittura per "Meteor"?

- Sicuramente non è stato facile. Questo disco è stata una sfida e ha richiesto un enorme concentrazione, tanto duro lavoro e tanti sacrifici che da un lato ci legavano dall'altro ci separavano. Abbiamo ottenuto abbastanza da esso e ora siamo più forti come band e come amici.

4. Quanto è importante la produzione dei brani? Siete soddisfatti della vostra per il nuovo disco?

- Sì, siamo molto contenti con la produzione di "Meteor". E' il primo disco senza il produttore/amico di lunga data Szymon Czech scomparso lo scorso anno dopo aver perso la sua battaglia con un tumore al cervello. Abbiamo registrato questo album con Paweł Grabowski nel suo Progresja Studio. Anche Paweł è un nostro caro amico. Lui sa bene come dovrebbero suonare gli Antigama così siamo abbastanza sicuri che la collaborazione tra noi è stata una buona idea per la band.



5. Dopo album come "Resonance" e "Warning" è stato difficile affrontare la costruzione di "Meteor"?

- Niente affatto. I cambiamenti di line-up sono stati necessari per la creazione di qualcosa di nuovo e fresco. Paweł e Michał hanno portato un nuovo tipo di energia nella band e che, unita alla nostra esperienza, ha determinato la totale espressione che si può ascoltare su "Meteor".

6. Che cambiamenti ha avuto la band dall'uscita del precedente lavoro? Sembrate molto veloci ma organici! Come descriveresti il suono/stile di "Meteor"? Ho ascoltato numerose influenze dei Napalm Death...

- "Organico" è una buona parola per descrivere l'atmosfera di "Meteor".
A tratti è un disco sperimentale perché gli Antigama suonano un tipo di "experimental grind". D'altra parte, su "Meteor" c'è un sacco di sound che richiama la vecchia scuola del grindcore. Già, i Napalm Death sono
la mia band preferita, quindi sono abbastanza consapevole dei paragoni
con loro e ad essere onesto sono orgoglioso di questo!

7. Dopo gli ultimi due album, "Resonance" e "Warning", vi siete separati dalla Relapse per accordarvi con i 'grindcore masters' della Selfmadegod Records. Pensi che questo porterà dei cambiamenti sulla vostra carriera?

- L'accordo con la Relapse era finito e tornare a Selfmadegod Records per noi è stato un passo naturale. Quelli della Selfmadegod Record sono stati nostri amici fin dagli inizi della band. Si tratta di un'etichetta molto professionale e dedita. Finora siamo molto felici riguardo il deal con Karol...



8. Al giorno d'oggi, un album per essere "vendibile" ha bisogno di una buona promozione. Sei d'accordo con questo e secondo te qual è il modo migliore per raggiungere questo obiettivo?

- Sì, assolutamente. Non è facile vendere dischi al giorno d'oggi. Gli album, attualmente, sono per lo più indirizzati ai collezionisti come me ahah! Ora, internet è il mezzo più redditizio e personalmente non sono così felice di questo. Sono ancora un fan dei dischi "reali/fisici", non il materiale virtuale con booklets stampati in casa. Viviamo in tempi strani...

9. Pensi che il grindcore sia destinato a crescere?

- Non so cosa dirti. Io sono un fan della vecchia scuola del grindcore e con la musica degli Antigama sto cercando di ottenere quell'atmosfera. Sicuramente il grind non è ancora morto come genere e, anche le band più vecchie della scena stanno andando abbastanza forte, insomma sono ancora i migliori.

10. La Polonia è un vero inferno del metal. Che tipo di sensazione hai vivendo lì?

- La scena polacca è di grandi dimensioni e continua a far bene. E' molto diversa da quello che era 10 anni fa, ma è ancora buona. Noi abbiamo il nostro posto nella nostra scena e perciò è OK con questo.

11. Cosa ci sarà prossimamente per la band? Qualche altro tour, tra cui festivals? Ci sono idee per le prossime nuove canzoni?

- Fare concerti e tour, perché è la cosa più importante ora. Inoltre è stato pubblicato lo split LP/CD di 3 band, noi insieme a Noisear e The Kill. Poi, è in programma un altro 7" con I Total Fucking Destruction!

12. Grazie per l'intervista!

- Grazie a te Christian. Ti porto le mie più GRANDI scuse per l'enorme ritardo nella risposta a questa intervista!



CONTATTI: facebook.com/Antigama

ANTIGAMA line-up:

Lukasz Myszkowski - Voce
Michal Zawadzki - Basso
Pawel Jaroszewicz - Batteria
Sebastian Rokicki - Chitarra

RECENSIONE:
ANTIGAMA "Meteor" CD 2013 - selfmadegod records



lunedì 21 ottobre 2013

Recensione: AUSTRALASIA "Vertebra"
CD 2013 - immortal frost productions




A distanza di un solo anno ritrovo con piacere il musicista pugliese Gian Spalluto, unico compositore / polistrumentista nel suo progetto post rock AUSTRALASIA. Bisogna dire che lo stesso artista ha deciso di coinvolgere altri performers in modo da rinvigorire ulteriormente la propria ricerca musicale (Mina Carlucci, Giuseppe Argentiero). Prima di addentrarmi nell' analisi del nuovo "Vertreba", vorrei ricordare a tutti i lettori di Son of Flies webzine che, nell'Ottobre del 2012, in sede di recensione per il precedente EP "Sin4tr4" scrissi: "La cosa certa è che i frutti maturano sempre col tempo e Gian S. avrà sicuramente la possibilità di riflettere sul suo futuro musicale". Bene, il ragazzo è andato oltre, utilizzando la sensibilità come motore di ricerca nel suo universo interiore e, da li è riuscito a tirar fuori il meglio. Anima e cuore pulsano vitali in questo disco per riservare tante belle emozioni durante la fruizione. I motivi musicali cuciti con precisione su "Vertreba" trovano diretta rispondenza nell'inconscio dell'ascoltatore e Spalluto sa che deve intrecciarli bene per dare resistenza al tessuto. I temi di Australasia rimangono quelli centrati sull'emozionalità e sul ciclo della vita stessa (non credo sia casuale la scelta dei titoli "Aorta", "Antenna", "Zero", "Cinema"). Tutto il songwriting mi trascina in una dimensione che pur essendo legata alla realtà, tiene forte considerazione dell'esistenzialismo!!! La fantasia compositiva nei nuovi brani non si sofferma più nell'attivo della fusione delle note ma si concentra sull'attesa dell'atmosfera che vi prelude. Le diverse visioni portate in musica rappresentano le fasi del risveglio dei sensi. I generi trattati sono tanti attraverso i quali Gian dà vita a un magico caleidoscopio. Del vecchio EP riprende solo "Apnea" e "Antenna". Anche dare un semplice ascolto all'intero disco di Australasia rivela il modo di procedere del musicista che lavora sempre con accurata/delicata personalità, ricoprendoci a mano a mano di forme e colori. E' difficile trovare momenti noiosi, brutti o mal riusciti. Complimenti, soprattutto perché l'evoluzione stilistica è avvenuta in circa 365 giorni e non oso immaginare cosa potrà riservarci nel prossimo imminente futuro. Oggi il cielo di Puglia regala uno spazio ad un'altra stella splendente. Amanti della buona musica comprate questo cd senza pensarci due volte. Avanti! Chiunque si emozioni con Tides From Nebula, Lost in Kiev, P.G. Lost, Red Sparowes, Novembre, Antimatter oppure con realtà dedite ad un linguaggio più elettronico/trip-hop come il progetto Subheim, troverà in "Vertebra" il giusto movimento e cromatismo per volare via. Registrato al Last Floor Studio (San Michele Salentino), mixato e masterizzato da Stefano "Saul" Morabitoal nel 16th Cellar Studio di Roma, l'artwork è stato curato da Cumix 47. Per ultimo, il visionario Tim Van Helsdingen che si è occupato del video promozionale di "Antenna".

Contatti: australasiamusic.com - facebook.com/australasiamusic

TRACKLISTING: Aorta, Vostok, Zero, Aura, Antenna, Volume, Vertebra, Apnea, Deficit, Cinema.




sabato 19 ottobre 2013

Recensione: EXHUMER "Degraded by Sepsis"
CD 2013 - comatose music




Molti di voi dovrebbero già essere al corrente che alcune delle migliori formazioni della scena estrema italiana provengono dal Sud!!! Questa è "storia" e nello stesso tempo "realtà"! I primi che mi attraversano la mente sono: Natron, Glacial Fear, Undertakers (RIP), Sinoath, Schizo... Gente che ha lavorato veramente sodo per concretizzare alcuni obiettivi e, non bisogna mai dimenticare le tante difficoltà che questi musicisti hanno dovuto affrontare dimorando nel lato più disagiato della Nazione. Noi del Sud abbiamo sempre mostrato un grande carattere, in ogni fottuta cosa, perché diversamente non si sarebbe potuto andare avanti. Questa caparbietà ci è stata trasmessa dai nostri antichi Avi e ovviamente si è rivelata indispensabile affinché si potesse trovare la spinta necessaria per raggiungere un po' di felicità. Solo scavando nei disagi giornalieri siamo stati costretti / capaci a superare ogni problema. Nessuno me ne voglia se affermo che, solo oggi si può veramente gridare "tutto il mondo è paese"! ...La perseveranza delle band meridionali si struttura su tale mentalità, infatti i baresi EXHUMER (attivi dal 2004) fanno parte dello zoccolo duro della regione Puglia (Apulia). Marco Aromatario, chitarrista e membro fondatore del gruppo, ha deciso di concepire un nuovo lavoro che fosse stilisticamente sulla scia del precedente "Bloodcurdling Tool of Digestion" (pubblicato dall'italiana Despise The Sun Records), ma che in paragone potesse risultasse più dinamico e vario. Con l'aiuto dei suoi attuali bandmates ha concretizzato l'impresa! A differenza del debut cd, "Degraded by Sepsis" presenta una buona alternanza, tra riff ultra veloci ed altri al servizio di alcuni rallentamenti asfissianti. Tutti e quattro i musicisti ci danno dentro con veemenza, senza nessuna pietà. Il riffing avvincente dello stesso Marco come il drumming devastante di Paolo Damato fanno la differenza, ovviamente non da meno Alyosha Danisi al basso. Se solo avessero avuto un cantante meno monocorde si sarebbero toccati dei picchi sicuramente più alti. Comunque gli Exhumer si riconfermano tra le realtà nostrane più talentuose in campo death. Ci tengo a sottolineare che durante la loro attività hanno suonato numerosi live tra Germania, Svizzera, Grecia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria. Presenti negli eventi come il Las Vegas Death Fest, Valpurga Metal Fest, Tattoo Death Fest, Faust Extreme Fest. Nel 2011 il tour in America con Vulvectomy, Vomit God e Modus Delicti. Cosa aggiungere altro? Il meritato contratto con l'etichetta Comatose Music ha chiuso il cerchio!"Degraded by Sepsis" è un album feroce, d'impatto, di breve durata. Insomma, per chi ancora non li conoscesse, questa è una ghiotta occasione per approfondirli con attenzione. Supportateli!

Contatti: facebook.com/exhumer.official - aromarco@hotmail.com

TRACKLISTING: Admire Your Ending, Vapours of Cadaveric Mucilage, Pungent Aroma of Uterine Necrosis, Effervescence of Corroded Coarse Remains, Foaming Secretions, Misery, Enzimas Podridas, Adipocere : Corporal Glue, Scent of Decomposition, Degraded by Sepsis, Putrescine.


venerdì 18 ottobre 2013

Recensione: NAHAR "The Strange Inconvenience"
CD 2013 - avantgarde music




Dopo le ottime releases messe sul mercato per entità accattivanti come Manii, Situs Magus e Echoes of Yul, l'italiana Avantgarde Music (fondata da Roberto Mammarella ex. Monumentum e Cultus Sanguine) amplia il proprio catalogo con il nuovo full-length dei francesi NAHAR, progetto musicale di enorme complessità, portato ad un livello più alto per stabilizzarlo oltre il piano asettico del tipico black metal. I Nahar si concentrano sulla ricerca/sperimentazione e riescono ad ottenere il meglio dai propri strumenti. Con lo scorrere dei minuti la formula sonora all'interno di "The Strange Inconvenience" si arricchisce di tensione nera come la pece, mentre dall'esterno l'ascoltatore distratto potrebbe pensare che ad unire gli elementi del sound sono i soliti riconoscibili tasselli del genere. Sbagliato! Non è così! L'immaginario dipinto da Nahar è raccapricciante e, fortunatamente non si denuda mai dinanzi al fascino della perdizione, mantenendo inalterata (per tutta la durata del lavoro) quell'aurea di mistero che rende speciale questa oscura entità. I Nahar hanno dato linfa a composizioni monumentali, portando il black ad uno spessore non comune alla norma. Su gruppi del genere bisogna concentrare le attenzioni! "The Strange Inconvenience" si alimenta nel buio impercettibile, catturando l'animo disturbato di ogni ascoltatore. Solo così l'intera catarsi potrà completarsi. Follia? Genialità? Può essere... Ciò che rimane è il senso di impotenza quando il rito si rivela dinanzi agli occhi. Perciò non serve un'analisi approfondita su ogni traccia presente nella tracklist. Ognuna di queste possiede una dose evocativa così massiccia/letale che non basterebbero litri di metadone per poterla placare. Un consiglio?
Se siete portati, compratelo a scatola chiusa! "Pessimist" vale da sola l'acquisto.

Contatti: avantgardemusic.com

TRACKLISTING: Grey Concrete..., Puryfing Negativity, D.M.T., Pessimist, An Atavistic Manner, Eléctric Equinox.


Recensione: INBREEDING REDNECKS "Abnormal Life Portrayed"
CD 2013 - mighty music




Lo scopo degli INBREEDING REDNECKS è quello di pompare adrenalina nelle vene e, attraverso il loro death metal di stampo americano dimostrano a chiunque apprezzi tale genere di conoscere bene il proprio mestiere. Il problema si pone allorquando si deve vagliare con attenzione l'effettiva qualità della proposta messa in atto dal quintetto danese, oggi giunto al disco di debutto con questo "Abnormal Life Portrayed" che prosegue sul sentiero spianato dall'EP autoprodotto "Corpse Molester" del 2009. Gli Inbreeding Rednecks spingono quando c'è da spingere sull'acceleratore, ma cercano in tutti i modi di mantenere varia la vitalità del sound mettendo a guinzaglio la velocità fine a se stessa, questo per fortuna fa emergere delle parti catchy/mosh ben incastrate nell'impianto generale dei pezzi. Infatti, la band, pur avendo iniziato il proprio cammino nel 2008, ha le idee ben chiare sulla materia trattata! Sono ancora nelle fasi iniziali della carriera e in quanto tale stanno cercando di emergere velocemente nell'affollatissimo panorama death metal Europeo. Impresa non facile! Le sonorità sono sempre legate ad alcune delle migliori formazioni in campo death, perciò la personalità degli Inbreeding Rednecks non può che essere considerata discreta. "The Grand Misconception" diventa la composizione da prendere come punto di riferimento per capire la portata dei musicisti in questione. Non si può certo additare negativamente una formazione come questa, semplicemente perché a differenza di molti altri, vanno ad oleare meglio il motore che fa tenere il passo a tutti i nove brani. Sicuramente dovranno lavorare meglio su se stessi affinché la musica possa risultare più coinvolgente, altrimenti saranno destinati a far parte di una lista già piena di mestieranti. Attendo fiducioso la prossima uscita. E' tutto per il momento.

Contatti: facebook.com/pages/Inbreeding-Rednecks/125820669097?fref=ts

TRACKLISTING: World of Haste, An Observation, Eyes of Deception, The Grand Misconception, Wilted Flowers, Defeated Demons?, Division Wreckage, Misery the Agenda, The Law of Man Betrayed.


giovedì 17 ottobre 2013

Intervista: ROTTREVORE - "NULLA E' PER SEMPRE..."






COME HO GIA' SCRITTO IN SEDE DI RECENSIONE A INIZI DI OTTOBRE, IL RITORNO DEGLI AMERICANI ROTTREVORE NON SARA' PASSATO INOSSERVATO A MOLTI LORO FAN E APPASSIONATI DI DEATH METAL. IL 2011 FU L'ANNO IN CUI PRESE FORMA LA REUNION DELLA BAND PROVENIENTE DALLA PENNSYLVANIA. STIAMO PARLATO DI UN GRUPPO STORICO, CHE RIUSCI' A RIMANERE IN ATTIVITA' DAL LONTANO 1989 FINO AL 1994, CONFEZIONANDO DIVERSE RELEASES E UN SOLO FULL-LENGTH INTITOLATO "INIQUITOUS". OGGI GRAZIE ALLO SPAGNOLO DAVE ROTTEN DELLA XTREEM MUSIC LA FORMAZIONE D'OLTREOCEANO RIESCE A CONFEZIONARE TRE VECCHIE CANZONI MAI PUBBLICATE PRIMA. MA NON SIATE TROPPO FIDUCIOSI SUL LORO FUTURO, PERCHE' PURTROPPO NON E' COME POTETE IMMAGINARE! HO AVUTO LA FORTUNA DI PARLARE CON IL BASSISTA CHRIS FREE...

1. Hi Chris, grazie per la tua disponibilità e per aver risposto alle mie domande. E' un modo per dare ai vostri fan italiani la possibilità di sapere un po' di più riguardo il vostro presente... dopo la reunion.

- Voglio ringraziare anche te, per aver dedicato del tempo alla creazione di queste domande...

2. Perché la decisione di riunirti ai tuoi compagni di band dopo tanti anni di pausa? Potresti elencare l'attuale line-up? Con questa nuova formazione vi sentite abbastanza solidi?

- Abbiamo deciso di riunirci per avere la possibilità di registrare un paio di canzoni che avevamo scritto in passato. Per quanto riguarda la solidità del gruppo? NO. Questa sarà la mia ultima volta che suonerò il basso per i Rottrevore. Tutti i membri attualmente coinvolti nella band li potrete trovare sul nostro cd "Hung by the Eye Sockets" uscito per la spagnola Xtreem Music.

3. Quindi, 20 anni di silenzio dopo il primo full-length "Iniquitous". Prima di entrare nei più recenti avvenimenti, mi piacerebbe tornare indietro e capire quale fu il fattore che causò lo scioglimento del gruppo nel 1995... Oppure, la band decise di prendersi una lunga pausa?

- In realtà la band si sciolse nel 1994 a causa del mio abbandono. Poco dopo il mio allontanamento, anche il batterista Jason Graham lasciò e decidemmo di finire così. Ho lasciato la band dopo che registrammo l'LP.
Non avevamo niente in programma. Nessun live, nessun altra registrazione era prevista in modo da guardare troppo avanti. La pigrizia non ci ha fatto provare tanto. Ho quindi preferito fare musica con altre persone che ho conosciuto...



4. L'ultimo processo di scrittura è stato emozionante come nei primi anni? Perché la decisione di tornare nella scena underground?

- Abbiamo deciso di tornare nell'underground per concludere qualcosa che avevamo in sospeso. Non mento quando dico che la scena underground non è così personale come era una volta, molti anni fa. Abbiamo notato che le etichette discografiche non sono così disposte a finanziare i progetti discografici come facevano un tempo. Mi è stato detto che questo accade
a causa di Internet, perché oggi dal web si ruba troppa musica. Perciò è difficile ottenere un ritorno con un loro investimento.

5. Sei soddisfatto di questo nuovo breve EP "Hung by the Eye Sockets"?

- Se sono sicuro della mia soddisfazione con esso? Voglio dire, abbiamo ottenuto una buona registrazione, ma per raggiungerla il processo è stato molto frettoloso, esaurendo così il tempo a disposizione. Abbiamo anche tagliato una canzone dalle sessioni di registrazione. Semplificherei un po' di più le cose se potessi tornare indietro.

6. Che tipo di concept c'è dietro il titolo dell'EP?

- L'Artwork dell'EP mostra il concept del titolo.

7. Raccontami delle tue influenze, magari illustrami quelle più vecchie e ciò che stai ascoltando attualmente...

- Ho influenze molto diverse rispetto al resto della band... non ascolto solo death metal. L'anno scorso sono stato ingaggiato per suonare in una progressive / shredder band e con loro abbiamo aperto per i Symphony X. Mi piace molto suonare e ascoltare il genere proposto da formazioni come i Symphony X. Ascolto tanti tipi differenti di musica e per il sound death metal tendo verso quello più vecchio. Un sacco di materiale uscito quest'anno è molto computerizzato e tutto sembra essere incentrato sulla velocità del rullante e della grancassa. Non si possono sentire le parti di chitarra o ricordare qualcuna di esse, perché tutto quello che puoi ascoltare è solo rullante e grancassa simili ad una mitragliatrice...



8. Quali sono le tue opinioni sulla scena death metal di questi giorni? Sono sicuro che avrai visto alcuni cambiamenti, pensi che tutto si sia evoluto per il meglio?

- Beh, parte della mia opinione sulla scena death metal di oggi potete leggerla nella risposta alla domanda precedente (la numero 7). Ho notato anche un'altra cosa. Un sacco di band che ho ascoltato su mp3 o cd, le ho viste suonare on stage e, non riuscivano a riprodurre la loro musica dal vivo. Questo mi dice che c'è stato sicuramente un piccolo stratagemma in studio. Non fraintendetemi. Ci sono un sacco di buoni gruppi death metal !~! Vorrei che tutta questa gente non guardasse solo quanto velocemente si può suonare. Se non si ricordano i riff o non si possono canticchiare le parti ascoltate, allora qual è il punto? Scommetto che se oggi avessi 20 anni di meno, cercherei di suonare il più velocemente possibile.... Magari per provare per un momento? Ma che senso ha? Non ne sono sicuro.

9. Quindi avete firmato per l'etichetta di Dave Rotten. Che hai da dirmi sulla sua Xtreem Music?

- Dave Rotten della Xtreem Music è una delle persone più belle con cui abbia mai fatto affari. L'ho incontrato di persona! Dave is the real deal . Un fan onesto che lavora sodo e ovviamente è anche un musicista. Se non fosse stato per Dave Rotten, i Rottrevore non sarebbero stati in grado di pubblicare questo EP. Dave è stato di grande aiuto in tanti modi diversi. Non finirò mai di ringraziarlo!

10. Chris, Sono quasi in procinto di lasciarti andare, ma devo chiederti un'ultima cosa. Quali sono i piani futuri per i Rottrevore?

- Beh, i Rottrevore non hanno più piani. Questa è la realtà. L'EP attuale sarà l'ultima release ufficiale della band.

11. Questo è tutto! Grazie mille per l'intervista, buona fortuna! Lascio a te le ultime parole...

- Voglio ringraziare tutti coloro che sono venuti ai nostri spettacoli tra il 2011 e 2013. E' stato fantastico vedere i vecchi amici e farne di nuovi! Desidero incoraggiare le persone ad andare sul sito dell'etichetta www.xtreemmusic.com per procurarsi la nostra ultima release ufficiale.
Là fuori ci sono solo bootleg con queste canzoni. Non sono considerate pubblicazioni ufficiali. E' probabile che questa sarà una versione in edizione limitata. Prima arrivate, prima potrete averla. Grazie per la tua intervista. Se avete qualunque altra domanda da farmi non esitate a contattarmi...

Christopher Free



CONTATTI: rottrevoreusa.com - xtreemmusic.com

ROTTREVORE line-up (Former Members):

Mark Mastro - Voce, Chitarra
Chris Free - Basso
Jared Lubawski - Chitarra
jesse Tyragathor - Batteria
Christian Easley - Batteria
Bob O'Lexa - Batteria
Jason Graham - Batteria
Nick Esquivel - Batteria
Chris Weber - Voce, Chitarra

RECENSIONE:
ROTTREVORE "Hung By The Eyesockets" EP 2013 - xtreem music



Recensione: NHOR "Within the Darkness Between the Starlight"
CD 2013 - prophecy productions




Dopo una gavetta durata diversi anni e una serie di valide autoproduzioni l'inglese NHOR giunge ad un contratto con l'etichetta tedesca Prophecy Productions. Il musicista lascia che ci sia molta libertà nella propria espressività per mantenere interessante e rivelante ogni nota al servizio del nuovo disco "Within the Darkness Between the Starlight". L'ascolto delle otto tracce crea una vera e propria esperienza trascendentale che, riempie lo spazio circostante, modificandolo con meticolosità. Queste sono canzoni complesse che si raccontano attraverso una ricerca davvero intelligente, partorita per assorbire la percezione messa a disposizione dall'ascoltatore, quello disposto a metabolizzare tali sonorità. Il compositore ci riesce immettendovi aspetti avanguardisti nella forma e probabilmente il mistero dell'esistenza come tema principale. Un vero appassionato di musica matura comprenderà l'intenzionalità di Nhor che, in questo disco tocca picchi interessanti. Nella sua dimensione soffiano diverse correnti stilistiche: black metal, folk, ambient, doom... tenute bene insieme dal vortice impetuoso messo in musica. In questi anni il metal per certi versi si è commercializzato e adeguato alle tendenze del mercato, ma quando si ha la possibilità di gustare lavori del genere ci si rende conto che esistono in natura delle personalità articolate che hanno voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, cercando di raggiungere la qualità e non un prodotto votato alla mercificazione animalesca. Ogni passo effettuato da Nhor ha rappresentato un ulteriore cambiamento verso un tipo di sound definito, ovvero quello che si può apprezzare su "Within the Darkness Between the Starlight". Questo ragazzo ha molto da offrire, perché capace di combinare svariati elementi e stili differenti che gli permetteranno di ottenere un'ampio feedback nel mondo della musica metal mai fine a se stessa. Il musicista respira a pieni polmoni nel crepuscolo per trovare l'energia giusta, affrontando così il suo delirio (dipinto anche con strumenti eleganti come il violino o il pianoforte). Non c'è una traccia predominante, qui è l'intera opera a certificare le buone capacità di Nhor. Se proprio devo sottolineare una nota, sicuramente i brani avrebbero meritato una produzione più definita. A parte questa doverosa puntualizzazione, quello dell'artista è un viaggio da provare assolutamente. Complimenti!

Contatti: facebook.com/nhoruk?fref=ts - nhoruk@googlemail.com

TRACKLISTING: A Forest Draped in Moonlight, Within the Darkness Between the Starlight, Patient Hunter, Patient Night, The Fall of Orion, An, Awakening EarthRohmet Etarnu, The Temple of Growth & Glimmer Ascends, Alnilam.


mercoledì 16 ottobre 2013

Recensione: PURTENANCE "Awaken from Slumber"
CD 2013 - xtreem music




I finlandesi PURTENANCE (ex. Purtenance Avulsion) forti di un contratto che li lega all'etichetta spagnola Xtreem Music, ritornano nuovamente in pista con un sound che poco o nulla aggiunge alle precedenti uscite e prosegue imperterrito per la sua strada nel nome del death metal."Awaken from Slumber" non manca di pesantezza, ma nello stesso tempo zoppica su frequenti passaggi statici che lo appiattiscono. Troppa prevedibilità. Purtroppo, questo è un problema che si ripresenta spesso in diversi album del settore. Nonostante l'impegno profuso ad oltranza, i Purtenance non riescono ad agevolare i miei attenti ascolti durante la durata del disco. La produzione che lo caratterizza è marcia e si lega bene al feeling dei brani. La quasi totale mancanza di variazione o di spunti vincenti li fa cadere in una pozza stagnante. Non basta alternare voci gutturali, ritmi serrati e un discreto guitar-work per ottenere qualcosa di accattivante. Serve prima di ogni cosa una buona dose di personalità che, purtroppo nel songwriting dei Purtenance viene meno. La lunga storia del gruppo (venti due anni di carriera) dimostra quanta perseveranza abbiano avuto questi musicisti per arrivare fino ai giorni nostri. Bisogna riconoscerglielo!
A parte ciò, non posso dire altrettanto della proposta musicale, ancora troppo misera nei contenuti. Ognuno tiri le somme!

Contatti: facebook.com/Purtenance - xtremmusic.com

TRACKLISTING: Intro, Hatred, What Was Hidden, Toxic Death, Field of Terror, Vaikka Paahtuisin Tulessa, End for the Parasites (Called Humankind), Hour of the Cannibal, Temptation of Suicide, Risen from Grave, Endless Abyss (outro).


Recensione: PUTRIFIED "Sacrilegious Purification"
MCD 2013 - hellthrasher productions




L'unico musicista coinvolto in questo progetto denominato PUTRIFIED è lo svedese A.Death (stesso compositore dei Flagellated Seraph, Infuneral).La cosa certa è che il polistrumentista scandinavo vuole suonare qualcosa di diverso rispetto a tantissimi gruppi dell'Underground. Quella diversità altro non è che un ritorno alle origini pure del death metal più diretto e, se devo essere sincero, in qualunque band abbia messo mano A.Death lo scopo principale è rimasto sempre e solo quello: percuotere chi ascolta con una carica retrò priva di compromessi!!! ...Credo che ciò sia stato possibile anche perché nei Putrified il songwriting è tutto nelle sue mani. Un buon motivo per suonare questo tipo di musica estrema è che da la possibilità di esprimersi in maniera sentita, di liberare emozioni negative, come una sorta di terapia. Cosa chiedere a musicisti di questo tipo? Nulla! Chi sceglie di identificarsi attraverso tale genere non lo fa per ricercare originalità. Non bisogna avere compromessi se si vuole completare un'opera del genere e A.Death questa regola la conosce alla perfezione. Le sue precedenti releases non mentono ("Spawn of the Dead" del 2011 pubblicato da Dybbuk Records, "Neurotic Necrotic" uscito per Hellthrasher Productions). Il nuovo MCD "Sacrilegious Purification" è un buon lavoro di death metal svedese, niente di più che fottuto death metal ! Il sound è veloce, brutale, con delle parti groove molto pesanti. Gran parte dei riff sono ben suonati e arrangiati! Stessa cosa si può dire della devastante sezione ritmica e dell'utilizzo delle vocals. A.Death è consapevole che in giro c'è ancora moltissima gente che ama questa musica e lui sacrifica la propria anima per soddisfare se stesso e i fanatici del genere. Niente di impegnativo ma ugualmente consigliato! Disponibile dal 15 Ottobre via Hellthrasher Prod.

Contatti: putrifiedswe@gmail.com - hellthrasher.com

TRACKLISTING: Sacrilegious Purification, Pestilentialis, Sacrificial Death Salvation, This Poisoned Chalice, Evocatio, Sacred Putrefaction.


martedì 15 ottobre 2013

Intervista: CULT OF ERINYES - "L'ESTINZIONE DEL GENERE UMANO"






I BELGI CULT OF ERINYES SONO UNA DELLE MIGLIORI BLACK METAL BAND NELLA SCENA ESTREMA MODERNA, NELLA QUALE SEMBRA ESSERCI SEMPRE MENO SPAZIO PER LA VERA QUALITA'. MASTEMA, CORVUS, BAAL SONO TORNATI A DIMOSTRARE LE LORO OTTIME POTENZIALITA' CON UN ALBUM ESEMPLARE!!! "BLESSED EXTINCTION" E' STATO PUBBLICATO DALL'ETICHETTA ITALIANA CODE666. RINGRAZIO ELISA DELLA AURAL MUSIC PER AVERMI FATTO DA TRAMITE CON LA BAND. HANNO RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE MASTEMA E CORVUS.

1. Iniziamo dal nuovo album: Com'è stato lavorare per questo "Blessed Extinction"? Attualmente, vi sentite come parte di un nuovo inizio?

Mastema: Direi che ogni release, non importa il formato scelto, per noi
è come un nuovo inizio. Questo è ciò che lo rende interessante: si crea qualcosa di nuovo, fresco. Naturalmente non significa che l'ultimo disco è completamente diverso da quelli precedenti. La nostra musica si evolve, ogni album riprende da dove l'ultimo si era interrotto. Ogni volta siamo sempre più fiduciosi, cerchiamo cose nuove, ma naturalmente siamo anche
a conoscenza degli elementi che fanno parte del nostro sound, e, quindi, cerchiamo di mantenerli. Detto questo... "Blessed Extinction" è stato scritto e registrato in maniera diversa dal nostro lavoro precedente.
Per motivi personali non ho potuto lavorare in sala prove con la band fino a quando per me giunse il giusto tempo per andare in studio. Quindi non abbiamo avuto l'opportunità di lavorare insieme sulle canzoni prima di registrarle, che è sicuramente un modo piuttosto strano di fare le cose! Parlando ancora di noi tre, non so se in futuro funzionerà ancora uno sviluppo compositivo di questo genere, perché è molto difficile. Ma d'altra parte, queste circostanze difficili hanno sicuramente giocato un ruolo importante nella riuscita del disco e di quello che è, tutto ciò è parte della sua identità. E' qualcosa che si è evidenziato durante il processo di registrazione, ed è assolutamente giusto.

2. Il suono della chitarra nel nuovo album è molto più caldo e organico. Una decisione intenzionale la vostra?

Corvus: Assolutamente. Ho registrato le chitarre con una Diezel VH4, che è probabilmente una delle migliori testate per chitarra attualmente sul mercato. Questa, ci ha permesso di forgiare un suono preciso, ma ancora sporco. "Blessed Extinction" è già il quarto disco registrato presso il Blackout Studio, ma ogni volta, il suono è diverso. Anche se mi ritengo soddisfatto per il sound complessivo, sono altrettanto sicuro che andremo a migliorare in quel tipo di dominio senza avere un "grande sound", come ogni band può facilmente ottenere dall'attuale tecnologia.

3. Le voci pulite sono nuovamente presenti su "Blessed Extinction"! Perché questa sarebbe la scelta migliore per voi?

Mastema: Questo tipo di voce è parte di questa band. Abbiamo utilizzato la voce pulita su ogni release, tranne lo split con Zifir, uscito l'anno scorso. La ragione di ciò è semplice: avevamo necessità di fare qualcosa di molto brutale, in your face e old school. Se su quei pezzi avessimo sentito il bisogno di utilizzare le clean vocals lo avremmo fatto senza esitazione, ma per quel lavoro non era il caso. Al contrario, su "Blessed Extinction" c'erano sicuramente un paio di canzoni in cui questo tipo di voce si adattavano bene. Con tale mentalità abbiamo scelto di aggiungere un sacco di effetti sulle vocals, come per esempio su "Dissolve into the Stars". Quando sentivamo che un'idea poteva portare qualcosa al tavolo, l'abbiamo almeno provata. Noi non abbiamo confini, la nostra musica detta le nostre scelte.



4. In termini di songwriting, i Cult of Erinyes sono riusciti ad elevare ad una forma d'arte il difficile compito di rappresentare la musica. Potresti fare un po' di luce su ciò che questo album ha significato per voi?

Mastema: Grazie. Il processo creativo è molto naturale, molto fluente. Il messaggio che vogliamo far passare è personale e la musica con le parole scorrono insieme in modo molto spontaneo. Questo sound riflette i nostri sentimenti, è qualcosa che non possiamo spiegare. C'è una grande parte di mistero nel processo di creazione, soprattutto quella musicale. Anche per noi, la musica e le parole di "Blessed Extinction" si traducono nei tempi difficili che abbiamo attraversato! Solo durante l'intero mixing process capimmo quanto violento e forte fosse questo disco. E' stata una specie di sorpresa a primo impatto, ma con la giusta distanza tutto ha avuto un senso. Emozioni difficili sono convertite attraverso l'ultimo lavoro e, rappresentano quello che il gruppo è stato durante il primo semestre di quest'anno. Gli argomenti toccati sono simili alle nostre precedenti uscite, ma si rivelano più crudi e brutali. In un certo senso, direi che finora questo album è quello più naturale e onesto. Abbiamo veramente espulso una parte di noi stessi durante il processo di registrazione.

5. Il nuovo album rappresenta un ulteriore sviluppo del vostro sound! L'approccio estremo è stato raffinato molto e nuovi elementi sono stati introdotti. Secondo te la mia opinione è corretta?

Corvus: Il nostro intero approccio è estremo su "Blessed Extinction" più di quanto lo fosse stato sul precedente cd "A Place To Call My Unknown". Sono stati introdotti nuovi elementi, ed è anche giusto che sia così. La canzone "Dissolve Into the Stars" è probabilmente il miglior esempio del lotto. Mastema ed io siamo grandi fan della band norvegese "Thorns", ed è per questo che alla fine della canzone abbiamo cercato di attuare alcuni elementi intrecciati ed anche elettronici. Noi siamo molto più fiduciosi nel 2013 di quanto lo fossimo nel 2009. Continueremo ad aggiungere altri elementi intricati nel nostro sound, ma i Cult of Erinyes sono una black metal band e lo saranno sempre. Non riusciremo mai a diventare un gruppo progressive con alcuni Blackish elements.

6. Parlami del titolo che è stato selezionato per questa ultima release?

Mastema: Visto che è un album abbastanza brutale e diretto, ho voluto trattare l'argomento dell'estinzione del genere umano, ma considerandolo come qualcosa di positivo, come un sollievo. Ho fatto questo attraverso diversi canali: da un punto di vista globale, ma anche evidenziando sacrifici personali, omicidi o atti deliranti, ecc. L'argomento è molto vasto, ma ho sempre cercato di ottenere un personale punto di vista sulle cose.

7. Cosa puoi dirmi sui testi, si tratta di un concept album? C'è un tema specifico che li lega?

Mastema: Per il futuro abbiamo dei piani su un possibile "concept" album, ma quel disco non sarà uno solo. Ritornando a "Blessed Extinction" il tema generale è l'estinzione del genere umano, ma si parla di molte cose diverse all'interno di questo argomento globale. A volte è legato ad eventi storici, come i kamikaze ("Jibaku") o il generale russo Vlasov ("La Vlasov Notes"), durante la WW2, in altre sono delle storie puramente fiction come su "Unspoiled Beauty" o "Sunken Cities". Poi ci sono alcune canzoni molto dirette, come "Coda", che riprende direttamente l'argomento del disco.



8. Come fa la storia di "Blessed Extinction" a connettersi con la vostra personale filosofia?

Mastema: Anche se fondamentalmente scrivo tutti i testi per conto mio, credo che quello che questa band è, risuona molto forte. Conosco Corvus da lungo tempo, anche se affrontiamo un sacco di discussioni circa la band, che per lo più riguardano i diversi dettagli e i miglioramenti. Raramente parliamo di quello che vogliamo esprimere attraverso le nostre sonorità. Lui scrive la musica mentre io tutti i testi, ma alla fine le due cose si collegano in modo molto naturale perché la nostra visione è la stessa. Quindi, per tornare alle "storie" dietro le lyrics, posso affermare che si riferiscono alla nostra visione sul genere umano, della inevitabile punizione che si verificherà ( in qualunque modo o forma ) un giorno. Viviamo in un mondo senza principi e ideali. La gente vive nel presente, non ha alcun obiettivo e dimentica le cose per cui vivere vale la pena. Non servono a nulla, vivono seguendo degli eroi patetici che vengono dimenticati un mese più tardi, sono come bestiame in movimento verso una direzione, senza sapere perché fanno questo o addirittura senza mettere in discussione le cose. Quindi, con i nostri testi abbiamo voluto celebrare alcuni veri valori e differenti eroi del passato, e accogliere volutamente l'inevitabile fine di questo dio dell'universo... come una conclusione logica o giusta.

9. Come sono i rapporti all'interno della band?

Mastema: Molto buoni. Come ti ho detto prima, io e Corvus ci conosciamo l'un l'altro da lungo tempo, e gestiamo l'intero processo creativo in modo molto naturale. Baal ha un ruolo strettamente musicale, la sua preoccupazione è solo la sua performance, che va anche bene. Le relazioni sono eccellenti tra noi tre.

Corvus: E' molto facile essere parte dei Cult of Erinyes. Noi non andiamo mai in tour, quindi ci concentriamo completamente sulla musica. Io scrivo questa, mentre Mastema si prende cura dei testi, Baal della batteria. E ci sentiamo fortunati ad avvalerci di due musicisti come Baron e Algol per le sessioni dal vivo. Tutto ciò è cristallino, ed è questo il motivo per cui abbiamo già 4 dischi pubblicati con la stessa formazione, che nella musica è diventato molto raro al giorno d'oggi.

10. C'è qualcos'altro che vorresti aggiungere a questa intervista?

Mastema: Tutto quello che ho da dire è grazie a tutti voi, per dare una chance a questo disco. Credo che ne sia valsa la pena, noi siamo molto soddisfatti con esso. Abbiamo già un sacco di idee. Stay Tuned...

10. Grazie mille per la vostra disponibilità! Buona fortuna per il vostro futuro.

Mastema: Grazie per il tuo tempo e per l'occasione!

Corvus: Grazie a te!



CONTATTI: cultoferinyes.com - facebook.com/cult.erinyes - code666.net

CULT OF ERINYES line-up:

Corvus - Chitarra, Basso, Tastiere, Sample
Baal - Batteria
Mastema - Voce


RECENSIONE:
CULT OF ERINYES "Blessed Extinction" CD 2013 - code666 Records