domenica 30 giugno 2013

Recensione: FATALITY "Psychonaut"
CD 2013 - autoprodotto




A prescindere dalla validità dei brani presenti sul nuovo "Psychonaut", ai canadesi FATALITY (attivi dal 2003) bisogna riconoscere l'autenticità e l'abilità nell'aver confezionato un album buono, tanto da far assumere allo stesso un'identità ben definita, senza risultare mai la brutta copia o sbiadita del passato. C'è pur da aggiungere che le attuali formazioni del thrash non riusciranno di certo ad eguagliare i fasti delle releases degli anni '80, ma tuttavia grazie a realtà come questa il genere rimane vivo e attivo (fattore importante). A 4 anni di distanza dal precedente "Beers From the Grave", ho nuovamente il piacere di parlare dei Fatality. Non so bene come spiegare questa sensazione, è strano, come se attraverso le loro sonorità fossi tornato improvvisamente adolescente. I musicisti del progetto hanno una padronanza stilistica incisiva ed efficace e, grazie a ciò offrono una prestazione ad alti livelli. Bravi per quel che concerne gli arrangiamenti. Veramente abili nell'identificarsi con una produzione schietta e azzeccata, molto live, capace di ricreare certe sensazioni su disco fisico. Detto questo, sicuramente non ci sarà più un nuovo "Ride The Lightning" così come non verrà mai composto un altro "The Legacy" o "Peace Sells", comunque i Fatality non arrestano la loro corsa a sostegno del thrash metal e per questo vanno supportati.

Contatti: facebook.com/fatalitythrash

TRACKLISTING: Enter Purgatory, Thoughts Collide, Monstrous, Before the Collapse, Towards Disaster, Psychonaut, Satan's Shepherd. Thrashterpiece II.


sabato 29 giugno 2013

Recensione: AUTOPSY "The Headless Ritual"
CD | LP 2013 - peaceville records




Gli americani AUTOPSY respirano/vivono ancora. Band di culto all'interno della scena death metal mondiale, da molti considerati una vera e propria legenda. Gli elementi che riguardano "The Headless Ritual" mi soddisfano pienamente, dalla produzione al sound, dalla copertina horrorifica di Petagno all'atmosfera generale. Quindi, per me, il nuovo album non è un punto d'arrivo ma un'atra esperienza, sicuramente molto importante vista la storia della band, destinata a segnare l'attuale cammino dal punto di vista umano e professionale (dopo la reunion del 2010). L'esclusiva del fascino macabro degli inizi rimane intatta, muovendosi con disinvoltura nell'odierno percorso creativo. Non si possono cancellare le origini e anche se oggi la scena death è molto diversa rispetto a vent'anni fa, tutto ciò che caratterizzò il genere rimane assolutamente inossidabile. Questo il motivo per cui gli Autopsy vengono venerati ancora nel 2013.
Lo zoccolo duro resiste sempre, per dimostrare ai più giovani quale sia il vero significato di perseveranza, attitudine, caparbietà. Gruppi del genere non sono mai stati influenzati da qualcosa in particolare, se non da loro stessi. Semmai sono le nuove formazioni a prenderli come punto
di riferimento. "The Headless Ritual" è la dimostrazione che gli Autopsy non stanno raccontando balle: nel presente suonano da tradizione, ma più maturi, quasi epici. Hanno anteposto il piacere di comporre ottima musica estrema senza avere paraocchi. Cosa devo aggiungere sul sesto capitolo? Sapete perfettamente cosa aspettarvi! Una delle differenze sostanziali è la scelta dei suoni, sicuramente meno marci rispetto a quelli dei celebri e seminali "Severed Survival" (1989), "Mental Funeral" (1991), "Acts of the Unspeakable" (1992)! Comunque vadano le cose, qualunque sia il futuro del genere, gli Autopsy continueranno a percorrere la sinistra via. Per loro l'importante è essere veri, onesti con i propri seguaci, orgogliosi e, soprattutto, essere sé stessi. IMMORTALI!

Contatti: autopsydeathmetal.com

TRACKLISTING: Slaughter at Beast House, Mangled Far Below, She Is a Funeral, Coffin Crawlers, When Hammer Meets Bone, Thorns and Ashes, Arch Cadaver, Flesh Turns to Dust, Running from the Goathead, The Headless Ritual.


Recensione: COAT "Swamp"
CD 2013 - autoprodotto




Questa band esordiente riesce ad emergere dall'ombra facendo leva su un concentrato sulfureo, pregno di un'energia che da spessore alla tensione delle sei canzoni. Così, l'emissione elettrica diventa il mezzo con cui
i COAT (provenienti da Belarus) si ribaltano nel passato, riportandosi
su dinamiche retrò, dall'atmosfera 'vintage'. Non c'è nulla di specifico da evidenziare, nel senso che, nonostante la buona matrice heavy, sludge, doom (quella su cui è principalmente impostato il loro sound), i cinque ragazzi possono solo essere premiati per aver raggiungono dei risultati soddisfacenti con il minimo sforzo. I Coat si impegnano nel songwriting, in modo da far comprendere le proprie intenzioni, le diverse situazioni vissute per raggiungere un simile risultato. Detto questo, non mi sento di criticarli negativamente. Le linee standard del tappeto strumentale non li aiuteranno a differenziarsi dalla massa, ma comunque il debut cd "Swamp" riesce ugualmente a trasmettere delle buone sensazioni. Il mood perfetto si raggiunge solo con l'esperienza, con gli anni, con il mutare delle cose, interpretandole nel giusto modo. Gustiamoci la loro prematura istintività. "Hidden Hands" e "Abstracts" le mie tracce preferite, nelle quali il cantato urlato, abrasivo, riesce a trovare un suo punto saliente di espressione. Dategli un ascolto. A questo punto attendo il prossimo passo... quello decisivo.

Contatti: drapcoat.bandcamp.com

TRACKLISTING: Pure Coat, Hidden Hands, No Regrets, Abstracts, Desertir, Blackness.


Live: OPENING SCENERY + AMAZE KNIGHT


SON OF FLIES webzine promuove la serata live del 5 Luglio 2013
OPENING SCENERY + AMAZE KNIGHT al GOOD MUSIC LIVE di Torino


venerdì 28 giugno 2013

Recensione: MUMAKIL "Flies Will Starve"
CD 2013 - relapse records




Ritornano all'attacco i MUMAKIL e lo fanno come ci hanno abituato con le precedenti releases. Il loro è un sound in piena, feroce, calibrato per danneggiare la salute dell'ascoltatore. I proiettili sparati dal gruppo svizzero sono letali e vengono indirizzati prepotentemente al petto per uccidere. Nessun colpo messo in canna viene sprecato da questi quattro cecchini. Non lo so se sia giusto parlare di ritorno alle origini del genere, comunque non importa, quello che mi interessa è che questa volta i Mumakil suonano ancora più diretti, compatti, quadrati, nelle velocità ossessive. Con "Flies Will Starve" i nostri puntano l'attenzione verso altri obiettivi, trovando giuste motivazioni su qualcosa che fosse più groove, ben strutturato, potente. Inevitabile incorporarli nel settore 'grind', ma questo fatto non sarà rilevante per chi ama la musica valida. La loro forza di gruppo riesce a tirar fuori canzoni di qualità e titoli come "Death From Below", "Dawn Of Slugs", "Shit Reminders", "Repudiate", "Wrong Turn" possono essere facilmente collegati a qualcosa di estremo concettualmente, un modo per avvallare il feeling violento che si può respirare nel disco. Nulla è pianificato, semplicemente ci troviamo di fronte ad un muro sonoro in grado di abbattere ogni sterile dubbio sulle doti della formazione. "Flies Will Starve" è dinamico, carico d'odio ed originale. Uno dei migliori album grind/death degli ultimi anni. Dovete assolutamente acquistarlo. Fidatevi!

Contatti: mumakil.ch - facebook.com/Mumakil

TRACKLISTING: Death from Below, Dawn of Slugs, War Therapist, Fucktards Parade, Built of Lies, Shit Reminders, Designed to Fail, Get Exorcised, Fresh Meat for the Grinder, Repudiate, Army of Freaks, Hailing Regression, Cockroaches, Wrong Turn, Let the World Burn, Piss Off, Waste by Definition, Unfair for Whom?, Bring Them to Ruin, Begging for the Obvious, Redline, Blind Disciples, Betrayer, Behind the Mask


giovedì 27 giugno 2013

Recensione: HANDWRIST "He Stretches Out The North Over The Void..."
CD 2013 - kosherful zion




"He Stretches Out The North Over The Void And Hangs The Earth On Nothing" questo il lungo titolo del terzo full-length targato HANDWRIST. One man band guidata dal portoghese Rui Botelho Rodrigues. Un album maturo, bello nelle sue delicate melodie, avvolgente, lavoro intenso che crea atmosfere sensazionali, ed è la musica stessa ad elevarsi in tutta la sua immensa particolarità. Il feeling dominante è 'viscerale' e questo musicista lo coltiva per mettere in evidenza sonorità contrastanti, dando sfogo ad una creatività sfrenata. Gli ambienti che prevalgono nelle sue canzoni sono determinanti e determinati da un'anima complessa, eclettica; vibrazioni che abbracciano il reale per identificarsi tramite molteplici condizioni surreali. Ci sono contrasti evidenti, proprio per fare in modo che il risultato finale sia a tratti imprevedibile e brillante. Chiamarlo post rock potrebbe risultare a dir poco limitante.... Infatti, molto più interessante se questa musica viene ascoltata/assimilata resettando la mente, mescolandola così ad una certa fluidità incondizionata. Handwrist modella sensazioni "dark, clean & powerfull". Il presente capitolo suona in maniera fantastica anche quando la voce del compositore interagisce con le note da lui create. Le sette tracce si sviluppano su uno stile dilatato anche se a tratti sono più intricate e progressive. Rodrigues si macchia di introspezione per raggiungere il suo obiettivo, un obiettivo che rimarrà eterno non avendo dei precisi limiti su cui confrontarsi. E' sicuramente un buon approccio per poter lavorare guardando in prospettiva ad una continua progressione. "He Stretches Out The North Over The Void And..." va vissuto in cuffia abbandonandosi alle sue vibranti correnti. Ottima realtà. Supportatelo.

Contatti: handwrist.bandcamp.com - facebook.com/handwrist

TRACKLISTING: Northernmost, Limbo, Bones, Lull, Void, Nothing, River.


mercoledì 26 giugno 2013

Intervista: MACHETAZO - "PAURA NELLA CITTA' DEI MORTI VIVENTI"






CHIUNQUE SIA UN APPASSIONATO DI GORE-DEATH-GRIND CONOSCERA' MOLTO BENE GLI SPAGNOLI MACHETAZO. PROGETTO CON UNA CERTA STORIA ALLE SPALLE. DOPO CINQUE ANNI DAL PRECEDENTE FULL-LENGTH "MUNDO CRIPTA", IL DUO PROVENIENTE DA 'LA CORUNA' (COMUNE SITUATO A NORD-OVEST DELLA SPAGNA, NELLA REGIONE AUTONOMA DELLA GALIZIA) FA RITORNO CON IL NUOVO DEVASTANTE "RUIN". ALBUM MARCIO E OSCURO. I MACHETAZO GRAZIE ALLA LORO ATTITUDINE ESTREMA SONO RIUSCITI AD EMERGERE PREPOTENTEMENTE DAL CALDERONE DEATH METAL EUROPEO. HO COLLOQUIATO CON JM DOPICO, BATTERISTA/CANTANTE DEL PROGETTO.

1. I Machetazo sono attivi dal 1994. Tornando un po' indietro nel tempo, quando hai deciso di formare il progetto e come vi siete avvicinati a questo genere musicale?

- Quando ho creato la band avevo solo 21 anni, tutto quello che volevo era uscire dai gruppi di merda che avevo allora, creare qualcosa di molto diverso nella debole scena locale, un sound lontano dal trend quindi piuttosto radicale e malato. Ho creduto nella musica underground, quella vera ed estrema, e tutto questo lo faccio ancora oggi.

2. Il vostro processo di scrittura è rimasto intatto ed emozionante come nei primi anni di attività?

- Io direi che è ancora più emozionante, gli anni passano e il talento cresce continuamente.

3. Qual è stato il vostro approccio/mentalità su questo disco? Pensi abbia qualcosa in comune con il passato? Per caso avete affrontato dei cambiamenti di line-up?

- Abbiamo avuto solo il solito atteggiamento testardo, ovviamente le cose sono cambiate molto rispetto al 1994, ma continuo ad emozionarmi su un vero blastbeat oppure su alcune scene splatter nei film culto di Lucio Fulci. La line-up comprende Rober alla chitarra e basso, mentre io mi occupo della batteria e voce. E' la seconda volta che registriamo un album come duo, il primo fu "Trono de Huesos".

4. Potresti presentarci il nuovo album? Come lo descriveresti? Dove è stato registrato? Hai qualcosa da dire sul processo di produzione?

- "Ruin" contiene 13 canzoni 'in-your-face, materiale veramente estremo, è stato registrato ai Treboada Studio in sole 18 ore. Per prima cosa abbiamo inciso i suoni di batteria in maniera piuttosto live, successivamente si è aggiunto chitarra, basso e voce. Naturalmente, non si è utilizzato nessun triggers né abusato di pro-tools. "Ruin" è un album 'vero', interpretato e suonato da persone reali, esattamente il contrario del 99% delle releases in circolazione attualmente. In Europa è stato pubblicato su LP, CD e CD digipack dalla Doomentia Records, mentre negli USA dalla Parasitic Records solo su LP.



5. Oggi, quali sono le vostre maggiori influenze quando vi trovate a comporre la musica per Machetazo?

- So che può sembrare strano, ma per questo nuovo album la maggior parte delle mie influenze sono arrivate dai Led Zeppelin, specialmente dalla visione satanica che avevano della musica e della vita negli anni '70.

6. Vedete il nuovo album come il migliore della vostra discografia?

- In questo momento si, totalmente. Se un giorno mi dovessi dire "questo nuovo album è peggiore di quello precedente", sarà sicuramente arrivato il momento di sciogliere la band.

7. Come avete fatto a mettervi d'accordo sul titolo dell'album?

- E' una parola con due significati a seconda della lingua, in spagnolo vuol dire "meschino/vile", in inglese sai già cosa significa. Abbiamo pensato che avrebbe descritto bene il contenuto dell'album insieme all'impressionante artwork di Timo Ketola. Tutto il team ha creato un pezzo di oscurità mai raggiunto prima.

8. Se dovessi descrivere l'evoluzione della Machetazo?

- Un viaggio cupo di oscurità interiore, senza ritorno.

9. Avete un brano preferito su questo nuovo disco? Se sì, quale e perché?

- Forse la prima traccia, "Horca", con quelle esplosioni in stile Motörhead /Discharge, quel groove che per me è la misura perfetta. Ma è difficile sceglierne solo uno, anche le strazianti canzoni lente sono alcune delle mie preferite, qualcosa che raramente abbiamo fatto in passato.

10. Ci sono in programma alcuni live a sostegno del nuovo album, quando e dove saranno?

- Al momento non c'è nulla di certo, ma stiamo cercando di organizzare alcuni spettacoli qui in Spagna, Scozia e Stati Uniti d'America. Il nuovo bassista ha iniziato da poco tempo a provare con la band, quindi abbiamo bisogno di un po' di tempo prima di calcare gli stages.

11. Continuerete a lungo come band?

- Chi lo sa, il futuro è sempre incerto.

12. Grazie per l'intervista! Buona fortuna!

- Tu sei il benvenuto Christian, cheers.



CONTATTI: machetazo.org - facebook.com/OfficialMACHETAZO

MACHETAZO line-up:

Roberto Bustabad - Chitarra
Iago Alvite - Basso
JM Dopico - Batteria / Voce

RECENSIONE:
MACHETAZO "Ruin" CD 2013 - doomentia records



martedì 25 giugno 2013

Recensione: SQUASH BOWELS "Grindcoholism"
CD 2013 - selfmadegod records




Formatisi nel lontano 1994, i polacchi SQUASH BOWELS continuano ad essere una della band più prolifiche nel panorama grind dell'Est Europa (6 full length e numerosi split all'attivo). Non sembrano accusare nessun cenno di stanchezza e con il passare degli anni il loro carisma sembra assumere sempre più aggressività. Non è impresa da tutti! Semplicemente suonano del death/grind nel modo in cui deve essere rappresentato, un genere che va ben oltre ogni variante "mainstream", ossia quella merda che prolifera su vari canali spacciati per 'metal'. "Grindcoholism" possiede alcune delle più veloci song che gli Squash Bowels abbiano mai scritto, ma nello stesso tempo includono certi agganci inediti interessanti e mozzafiato. Il valore dei tre lo si percepisce da subito, perché se questa musica viene eseguita con giusto mood si può focalizzare meglio la brutalità, nonché la componente perversa del sound. Insomma, massima devozione, in primo luogo, poi, serietà e capacità di divertirsi, allo stesso tempo. C'è dell'autoironia esplicita nell'attitudine dei nostri e, credo che il titolo del disco dica già tutto. Esso (cucito sulla lampante copertina), rappresenta appieno il feeling che li contraddistingue, un vero e proprio inno alla violenza e alla dipendenza da alcol (hahaha). Questi Squash Bowels non demordono, proseguono la loro carriera seguendo l'istinto e la via che hanno scelto: il GORE-GRIND! Release da non perdere. Grandi!

Contatti: facebook.com/squashgrind

"GRINDCOHOLISM" TRACKLIST: Tastelessness, Trap, The Theater, Surrender, The Second..., Inclinations to..., Grindcoholism, Steering, Naked Positive Act, La Mienta, Compassions, Litany Of Hungry, Foreign Will, Stigmatizing.


lunedì 24 giugno 2013

Recensione: LACERATED AND CARBONIZED "The Core of Disruption"
CD 2013 - eternal hatred records




Nonostante il Brasile abbia patito un disagio incredibile nel corso della storia, il suo popolo ha continuamente trovato gli stimoli per reagire a numerose problematiche sociali, difficili da metabolizzare. Questa forte personalità è la conseguenza del loro influente ibrido etnico (un mix di indios, europei e africani) e di una forza mentale veramente invidiabile. La determinazione degli abitanti della República Federativa do Brasil ha contagiato anche i moltissimi ragazzi che fin dai primi anni '80 si sono avvicinati al mondo della musica estrema. Una ribellione concreta che ha caratterizzato la solidità dei più vecchi del metal: Sepultura, Ratos de Porão, Sarcófago, Holocausto, Vulcano, Devastor, Mutilator, Sextrash, etc e dei contemporanei dell'underground Krisiun, Abhorrence, Fornication... La cosa certa è che tutta questa gente ha tenuto alta la bandiera (ideata il 19 novembre 1889), espandendo così in tutto il globo terrestre questo vorace desiderio di violenza sonora. Oggi alla schiera degli estremisti brasiliani si aggiungono i LACERATED AND CARBONIZED provenienti da Rio de Janeiro e autori dell'ottimo secondo album "The Core of Disruption", un passo in avanti rispetto alla prevedibile onda d'urto sprigionata con il precedente "Homicidal Rapture" (2011). Si sente che i quattro musicisti hanno imparato alla perfezione la lezione dei maestri (Krisiun su tutti), andando a creare un disco competitivo, decisamente dinamico, avvolgente, espressivo. Sono stati attenti ad ogni dettaglio questa volta, e si sono assicurati che ogni canzone fosse articolata ed arrangiata nel modo che meritava. "The Core of Disruption" semplicemente è l'espressione completa delle loro capacità compositive. Probabilmente è un ritorno importante (sotto tutti i punti di vista) perché potrà dare maggiore vigore alla svolta definitiva della band. Ci sono undici brani di notevole impatto, consigliati agli amanti del genere, un lavoro completo nel suo insieme, valido in ogni sua articolazione (azzeccata la scelta dei riff melodici), quindi non credo ci sia il bisogno di evidenziare qualche particolare song. Davvero una prova esaltante e convincente.

Contatti: laceratedandcarbonized.com

"THE CORE OF DISRUPTION" TRACKLIST: L.A.C., Third World Slavery, Awake the Thirst, O Odio e o Caos, Unnatural Aggression, The Candelaria Massacre, BloodDawn, Call for Blood, Final Enclosure, Corrupt Foundations, System Torn Apart.


sabato 22 giugno 2013

Recensione: LITHOTOME "Lithotome"
CD 2013 - fall of nature records




Il dramma dei LITHOTOME prende vita dall'intro "Indoctrination" e si espande per tutta la lunghezza dell'omonimo debutto. Il muro del suono creato è dominante come una tempesta distruttrice, un lavoro pieno di pesantezza, passione ed energia. La catastrofe che accompagna le tante distorte sfaccettature del progetto è corposa/dinamica nella sua spira conduttrice. "Lithotome" lo interpreto come un viaggio allucinato negli abissi del purgatorio, per il quale bisogna avere una predisposizione precisa affinché si possa riemergere integri/sani dopo l'ascolto. Solidi, coesi, malati fino al midollo (al di là del genere proposto), frantumano le ossa con cinico nichilismo. Alex Poole (polistrumentista) insieme a N. Imperial (voce) ha creato un'opera introspettiva proprio perché questa musica deve portare avanti la particolare alchimia / chimica tra i due musicisti (perfettamente in sintonia). La loro intenzione non è quella di scrivere brani tecnici o artificiosi, al contrario, i Lithotome smembrano se stessi per rimanere intrappolati in un universo agonizzante, doloroso, ed incatenarsi alla più raggelante dimensione underground del death, doom, noise. Intensi, mistici, senza tempo. Tre aggettivi che rendono piena giustizia a queste anime inquiete della Pennsylvania.

Contatti: facebook.com/Lithotome

"DLITHOTOME" TRACKLIST: Indoctrination, Comavoid, Indulge the Flesh of the Earth, Foundation of Sanity Lost, A Halo's Swarm of Locusts, Mother of Worms.


Recensione: DEEDS OF FLESH "Portals To Canaan"
CD 2013 - unique leader records




Direi che sono completamente d'accordo con chi ritiene i DEEDS OF FLESH una delle migliori formazioni del brutal death metal a stelle e strisce. L'obiettivo del gruppo è sempre stato quello di focalizzarsi attentamente su una complessa/ripida scalata fatta tramite otto validi full-length in vent'anni di attività. I nostri hanno saputo farsi spazio velocemente tra la massa più blasonata con una certa continuità/personalità, ovviamente tra alti e bassi, come tutte le band del genere; ma in linea di massima i Deeds of Flesh sono sempre stati in grado di riemergere dalle momentanee parentesi fiacche. Il complesso processo di songwriting per "Portals To Canaan" dimostra come l'esperienza e la dedizione portano sempre ottimi risultati, infatti la formazione californiana non si risparmia e attacca l'ascoltatore con dei brani oscuri, brutali, ben costruiti, degni di nota (per esempio "Entranced In Decades Of Psychedelic Sleep", "Xeno Virus", "Celestial Serpents", la fantastica title track, oppure l'indimenticabile cover dei Gorguts "Orphans Of Sickness", estrapolata dal fenomenale "The Erosion of Sanity" - 1993). Ci sono dei solos veramente ispirati/serrati all'interno delle song! Non mi importa tanto come vengono considerati dai seguaci del death metal, la formazione è sempre stata fedele ad un certo sound, lo sono ancora oggi e mi piace questa loro determinata attitudine perseverante. C'è dell'ottima musica in questo cd e ciò per me significa mantenere alto l'orgoglio, le proprie origini. E' un album tecnico che in nove brani descrive la rinascita dei Deeds of Flesh e il carattere di cui sono muniti, un'odissea psichica divisa in vari atti ciascuno dei quali contiene una precisa dinamica (da pelle d'oca l'intermezzo orchestrale "Caelum Hirundines Terra / The Sky Swallows the Earth). La devastante rappresentazione di Erik Lindmark e soci si evidenzia su tonalità cupe, evocative, proprio da queste sfumature incisive la realtà del disco ci rivela che la base delle atmosfere è quella di lasciarsi dietro le varie limitazioni della mente umana. "Portals To Canaan" premia i Deeds of Flesh perché la volontà e la passione di questi musicisti ha creato una musica realmente valida, intensa e che sa trasmettere ottime emozioni. L'artwork è stato creato dall'artista Raymond Swanland. Grande band, grande ritorno.

Contatti: facebook.com/DeedsofFleshOfficial - uniqueleader.com

"PORTALS TO CANAAN" TRACKLIST: Amidst the Ruins, Entranced in Decades of Psychedelic Sleep, Rise of the Virvum Juggernaut, Celestial Serpents, Caelum Hirundines Terra / The Sky Swallows the Earth, Xeno-Virus, Hollow Human Husks, Portals to Canaan, Orphans of Sickness (Gorguts Cover).


venerdì 21 giugno 2013

Recensione: CULT OF OCCULT "Hic Est Domus Diaboli"
CD 2013 - totalrust music




Spietati questi francesi CULT OF OCCULT, formazione dedita ad uno sludge doom atmosferico e cerebrale. Il loro passo lento, pesante, si immerge in un canale saturo di magma rovente, una colata incessante, densa, che si contrappone al complesso e viscerale torpore sottostante; indispensabile affinché le song possano rivelarsi nella totale magnificenza. In questo spazio temporale non esistono confini e sono i quattro musicisti stessi
a gestire / governare l'estensione sonora dell'apocalisse. Nulla viene lasciato al caso, ma tutto sembra incredibilmente semplice. La ricerca effettuata dal gruppo assume una specifica funzione perché eretta tramite solide fondamenta impiantate in un terreno umido, fangoso e fertile. Si respirano gas velenosi durante l'ascolto del debut album "Hic Est Domus Diaboli" , vapori corrosivi che diventano letali quando si raggiunge il picco più alto con la funerea "Opus Ad Odio" (caratterizzata da continue dissonanti alterazioni psichedeliche). Assorbire e metabolizzare l'intero lavoro non è impresa facile, ma nonostante la loro monolitica analisi di fondo, i Cult of Occult concedono la possibilità di evadere dal reale mediante un ribaltamento granitico fuori da ogni schema. La dannazione può guidare in luoghi terribili, dipende solo da quanto si è persistenti nel voler seguire il proprio sentiero oscuro. Le dinamiche di "Hic Est Domus Diaboli" puntano alla distruzione dell'individuo, per via della loro inesauribile ossessività. il disagio può essere considerato reale o immaginario, profondamente universale e personale. Il doom appartiene a questi musicisti ed è sepolto all'interno della loro anima. Asfissianti.

Contatti: cultofoccult.bandcamp.com - facebook.com/cultofoccult

"HIC EST DOMUS DIABOLI" TRACKLIST: In Vino Veritas, Pro Diabolus MorI, Opus Ad Odio, DCLXVI, Requiem, Magna Eripe.


giovedì 20 giugno 2013

Recensione: ROTTEN STATE "Sick World"
CD 2013 - autoprodotto




I ROTTEN STATE sono prima di tutto dei maniaci del crossover/thrash metal d'annata poi un gruppo di cinque amici che si riuniscono in sala prove per suonare e parlare di musica violenta, sbronzandosi con litri di birra ghiacciata. Insomma, sparare a zero, giusto per divertirsi e rilassarsi dallo stress quotidiano, approfittando della loro chimica per sputare un po' di merda su questa società infame. Non c'è nessuna pianificazione nel sound di "Sick World", solo istinto giovanile e litri di super alcoolici per raggiungere l'obiettivo, carburando corpo e cervello. I riff serrati, la sezione ritmica e le dinamiche vocali dei brani mi trascinano indietro nel tempo facendomi riassaporare il fascino grezzo/teso delle origini, quell'attitudine sfrontata e sincera che esplodeva negli sporchi centri sociali degli anni'80/'90. Che tempi! Ed è proprio questo aspetto a fare di "Sick World" un album divertente da ascoltare, vincente nella sua scarna sostanza musicale. Un concentrato di velocità nervosa costruito attorno ad una base punk / hc scoppiettante, per cui ritengo che questi uruguaiani corrispondano bene all'attitudine delle mie radici e quelle di altri. L'urgenza presente nella tracklist è evidente, come sincera è la volontà di tenere buona l'intera sezione di registrazione (piccoli errori compresi). Questo il bello della musica DIY dei Rotten State. Un album incazzato, emotivo, breve ed essenziale. Da ascoltare a volumi alti senza nessun impegno. Bella la copertina che si rifà ai vecchi artwork dei grandi Black Flag.

Contatti: facebook.com/RottenState

"SICK WORLD" TRACKLIST: Full Speed Violence, Skate or Die, Time to Destroy, Fast Blood, No Rest in War, Invisible Army, Die Hipsters, Reap What You Sow, Bad Salt Trip, Psycho, Epileptic Attack (at Slayer's Circle Pit), Broken, Sick World, Guilty of Being Myself, Battle Scars, -


Recensione: DERANGED "Morgue Orgy"
EP 2013 - sevared records




22 anni di onorata carriera la dicono tutta sulla militanza degli svedesi DERANGED. Una lunga storia al servizio del sound intenso, diretto, privo di compromessi; musicisti che hanno scelto di non seguire le luci e ombre del tipico "swedish death metal" per esaltare la propria essenza estrema. Sono autori di otto full-length, diversi Ep, uno split con gli Abscess, quindi, meritano tuttora grande rispetto e sono certo che continueranno a riceverne in futuro. Di album in album la formazione di Hjärup è stata in grado di dare una svolta al proprio songwriting, e pur mantenendo sempre lo stesso approccio forsennato, hanno saputo imprimere caratteristiche diverse, mai scontate. Non è stato un percorso facile quello dei Deranged (visti i cambi di line-up), ma grazie ad un'attitudine ferrea, i nostri sfruttano ancora le loro interessanti idee da ogni angolo visuale per poterne estrapolare il meglio. L'Ep "Morgue Orgy" non concederà nulla di nuovo, ma tutto ruota comunque intorno alla brutalità, a delle canzoni ben fatte (5 nel totale, tra le quali la cover "Milk" dei Stormtroopers of Death, meglio conosciuti come S.O.D.), perciò non c'è nessun motivo di cambiare atteggiamento nei loro confronti. Nel 2013 i Deranged possiedono ancora i mezzi per sopravvivere nell'underground estremo, liberi di fare, suonare un genere che ha ancora notevole seguito in tutto il Mondo. Penso che tutto ciò sia un bene, e che gruppi come questi servano a far vedere agli ascoltatori più giovani da dove proviene tutto. A mio parere "High On Blood" (1998) rimane il loro capolavoro, ma questi deathster svedesi continuano a tenersi su livelli alti. "Morgue Orgy" ne è la riprova. No compromise!

Contatti: facebook.com/derangedband - andreas.havok@gmail.com

"MORGUE ORGY" TRACKLIST: Morgue Orgy, Symphony of Screams, Machine Built to Kill, Hello from the Gutters, Milk (S.O.D. cover).


mercoledì 19 giugno 2013

Intervista: GAMA BOMB - "L'INVASIONE DEI NUOVI MOSTRI"






GLI IRLANDESI GAMA BOMB GRAZIE AD UNA QUALITA' MUSICALE SEMPRE ELEVATA, HANNO RAGGIUNTO UN OTTIMO LIVELLO, SENZA DEDICARSI AD INUTILI SONORITA' RICERCATE, MA SEMPLICEMENTE MUSICANDO LE PROPRIE PASSIONI MUSICALI. IL QUARTO NUOVO ALBUM "THE TERROR TAPES" E' LA PERFETTA CONTINUAZIONE DI QUANTO FATTO IN PRECEDENZA, ANCHE SE OGGI, SOUND A PARTE, QUESTI RAGAZZI SONO MIGLIORATI VERAMENTE TANTO NEL NOME DEL THRASH METAL. LASCIO LA PAROLA A JOE MCGUIGAN (BASSO/VOCE).

1. Hey Joe. Puoi accennarmi qualcosa sui vostri inizi?

- Io e Philly siamo entrambi di Newry, città dell'Irlanda del Nord. Agli inizi tutti i componenti erano di Newry, ma nel 2006 nella band entrarono Paul e Domo originari di Dublino, poi successivamente si unì a noi John proveniente da Kilkenny. Quest'ultimo sostituì Luke il nostro primo chitarrista.

2. Quali sono state le vostre influenze? Cosa vi ha portato ad essere una thrash metal band?

- Siamo stati principalmente influenzati dalla musica metal anni '80: Judas Priest, Iron Maiden, Exodus ecc. ecc. Questo intorno al 1999, quando questa musica era tornata ad essere underground. Cosa strana per noi, dato che pensavamo che era davvero la migliore forma di metal esistente, quindi, intorno al 2002 abbiamo iniziato come band thrash. A quel tempo noi eravamo gli unici ragazzi d'Irlanda che si esprimevano con tale genere.

3. Perché avete scelto Gama Bomb come nome della band? Pensi si adatti bene al vostro sound?

- Abbiamo scelto questo nome perché nessuno lo aveva utilizzato prima. Leggendolo ci siamo detti: "cool guys". Haha... Era un cenno ai Megadeth. Avevamo sentito questo nome su un cartone animato di 'incredibile hulk' del 1960.

4. Quali sono le differenze tra i vostri vecchi album/canzoni e il nuovo materiale?

- Zero differenze. Oggi la band è migliorata perché suoniamo questo genere da 10 anni, ma a parte questo, la nostra musica è esattamente la stessa di quando abbiamo iniziato. Probabilmente siamo migliorati nello scrivere canzoni, per questo motivo attualmente risultano orecchiabili e più tecniche, ma lo stile rimane esattamente lo stesso.



5. Quali sono gli aspetti che rendono speciale il vostro songwriting?

- I nostri obiettivi sono puri. Facciamo tutto questo non per guadagnare soldi o provare a fare il botto, continuiamo su questa strada solo perché amiamo il thrash e vogliamo scrivere e registrare la migliore musica, esprimendoci nel migliore dei modi. Nel corso degli anni siamo tutti diventati buoni musicisti quindi questo aspetto ci ha aiutato molto, inoltre Philly è diventato un cantante unico in questo genere.

6. Siete legati ad un certo tipo di sonorità retrò, però ho ascoltato molti elementi che vi legano ai Municipal Waste. Insomma, da dove prendete ispirazione?

- In realtà i Municipal Waste hanno iniziato più o meno nello stesso nostro periodo, quindi non siamo stati influenzati da loro. Suoniamo con una velocità simile, ma stilisticamente (sia nella performance che nella tecnica) siamo diversi. Penso che i Gama Bomb siano influenzati dalla scena thrash metal anni '80, in particolare dalle band tedesche di fine anni '80: Sodom, Tankard, Living Death e i gruppi di L.A. di metà anni '80: Megadeth, Agent Steel, Dark Angel. Da queste fonti traiamo alcune delle nostre influenze musicali.

7. Hai qualcosa da rivelarmi sui vostri testi?

- Non proprio Christian, scriviamo canzoni che parlano sempre di cose interessanti, come: monsters, lasers horror films etc. Ci piace dare forma alle nostre idee sulla base di tutta questa roba incredibile.

8. Fate affidamento ad un processo specifico per calibrare la vostra creatività?

- Di solito facciamo affidamento sui riffs di chitarra. La batteria tende ad essere abbastanza simile nelle nostre canzoni, i tempi del drumming si adattano sui riff, tutto gira intorno a questo. Siamo una band che si impegna nel suonare musica veloce, tutto ciò scorre nel nostro sangue.

9. Quali sono alcune delle band thrash che apprezzi maggiormente?

- Alcune delle vecchie band con le quali siamo stati in tour, Overkill, Tankard, Sodom. Oppure alcune interessanti bands più recenti come Warbringer ed Evile. Noi cerchiamo di mantenerci aggiornati su quali nuove band stanno venendo fuori, e sono sempre alla ricerca di gruppi sconosciuti del passato.



10. Mi piace il vostro ultimo artwork. Chi ha realizzato il dipinto di "The Terror Tapes".

- Per questo nostro 4° album avevamo un precisa idea, poi l'abbiamo inviata ad un ragazzo talentuoso di Londra che ha dipinto tutto ciò. Il suo nome è Graham Huimpherys, lui ha anche lavorato per film come The Evil Dead e Nightmare on Elm Street.

11. Cosa ne pensi di questo ritorno del thrash metal e dell'ondata di nuove band che si cimentano nel genere?

- Penso che tutto è il risultato di un cerchio chiuso in 20 anni, così che un sacco di band nate alla fine degli anni '80 e primi anni '90 si sono riformate. Ho visto i Testament, Nuclear Assault e Death Angel a Londra nel 2003, quando la rinascita aveva preso inizio. Ovviamente penso che alcuni nuovi gruppi come noi o gli Evile hanno qualcosa in comune con tutto ciò.

12. E' stato difficile firmare con AFM Records per questo nuovo album?

- No, non è stato difficile. Abbiamo firmato con Earache Records Records per alcuni album prima di decidere per questo cambiamento. I ragazzi della AFM Records sono totalmente dietro alla nostra band e stanno avendo un grande momento, ma devo dire che abbiamo avuto un sacco di offerte diverse da valutare prima di scegliere quella definitiva.

13. Quali sono i piani futuri per i Gama Bomb? Grazie per l'intervista!

- Abbiamo appena completato un giro Europeo con gli Artillery, questa estate parteciperemo a dei Festivals e faremo un tour irlandese, poi saremo in tour negli USA nel mese di settembre, dopodiché cercheremo di registrare il nostro prossimo album a novembre e infine penseremo al tour in Sud America nel mese di dicembre. Insomma abbiamo tante cose da fare. Tante grazie a te per l'intervista!

Vorrei aggiungere un ultima cosa: "A tutte le persone del mondo che amano l'headbanging, distruggere tutte le finestre nella vostra casa durante l'ascolto degli Slayer, quindi chiudete la porta dell'abitazione e ricreate la cover di Surf Nicaragua AAAAGHH!



CONTATTI: gamabomb.net - facebook.com/gamabomb

GAMA BOMB line-up:

Joe McGuigan - Bass/Vocals
Philly Byrne - Vocals
Domo Dixon - Lead Guitar
Paul Caffrey - Drums
John Roche - Guitar

RECENSIONE:
GAMA BOMB "The Terror Tapes" CD | LP 2013 - afm records



Recensione: POWER TRIP "Manifest Decimation"
CD 2013 - southern lord




I texani POWER TRIP sono un calcio in pieno volto e anche la copertina del disco sta a simboleggiare una certa violenza visiva con tantissimi dettagli intricati, frutto dell'abilità dell'artista italiano chiamato
in causa, Paolo "Madman" Girardi (tra l'altro autore degli artwork dei deathster nostrani Blasphemophagher). Lo stile della band di Dallas potrebbe piacere sia ai nuovi fans che a quelli di vecchia data, quindi, amanti del thrash metal più aggressivo fatevi sotto perché con "Manifest Decimation" si torna ai tempi migliori. Sicuramente dal songwriting dei nostri emergono poche novità, come del resto accade in numerosi lavori degli ultimi anni, ma di una cosa potete stare certi: i Power Trip sanno suonare ad alti livelli. In alcuni casi affidarsi ad una certa produzione può diventare la migliore soluzione per avere tutto sotto controllo e quindi dare vigore ai propri mezzi. Così non ci sarà nessun fallimento! L'adrenalina dell'hardcore old school tipica dei Cro-Mags di "The Age of Quarrel" si mescola al groove assassino del thrash metal targato Nuclear Assault, Vio-lence, Slayer, primi Sepultura, S.O.D., etc. un sound duro costruito secondo natura, concentrato in un'unico solido blocco prima di diffonderlo attraverso mitragliate serrate. Come dicevo prima, non ci sono differenze sostanziali tra questo disco e molti suoi simili, ma i Power Trip sono concentrati a portare avanti un certo discorso musicale, quello stesso stile che è stato il trademark delle origini. Ascoltate le spietatate "Manifest Decimation", "Heretic's Fork", "The Hammer of Doubt" , "Conditioned to Death" e rendetevi conto di come questa band riesca a dare una dimensione sincera, aggressiva e convincente. Ovviamente, per molti di voi, tutto ciò potrebbe risultare prevedibile o scontato, ma non credo che ai Power Trip importi più di tanto. Loro suonano e aggrediscono in questo modo per tenere viva la fiamma! Un nuovo attacco frontale è a vostra piena disposizione: prendete e mangiatene tutti, questo è thrash metal!

Contatti: facebook.com/powertripTX

"MANIFEST DECIMATION" TRACKLIST: Manifest Decimation, Heretic’s Fork, Conditioned to Death, Murderer’s Row, Crossbreaker, Drown, Power Trip, The Hammer of Doubt.


martedì 18 giugno 2013

Recensione: NEIZVESTIJA "Majak"
DIGITAL ALBUM 2013 - cryo chamber




C'è in questo disco una concretezza sonora tale da sostituire ogni altra possibilità come illusoria. Solo in questo modo NEIZVESTIJA trattiene, modella, esprime, fa proprie, sensazioni impressionanti e determinanti dello scorrere dell'album, come il desiderio di esternare cupe emozioni, la disperazione, il terrore, l'incubo. In "Majak" questa qualità musicale si espande mediante una drammaticità esasperata, perché raffigurata nella dimensione surreale del compositore e nella vita reale dello stesso. Quest'opera nasce da un cuore pulsante, terribilmente intimo, sfuggente. L'artefice dell'album con la sua mente visionaria è caratterizzato da una maniacale energia caotica e da forze oscure che non si risparmiano mai nella struttura dei brani. Questo è un lavoro privo di regole o limiti, profondo, dannatamente dark. Gli estremi psichici di Neizvestija danno volume allo spazio ed al suo tempo, levigando taglienti lame arrugginite. Le song presenti su "Majak" sono enigmi inquietanti che non richiedono la loro chiarificazione. La chiave interpretativa dell'insieme spetta agli ascoltatori più esigenti e attenti. Il musicista svedese documenta tutto il suo delirio in un contesto radioattivo. Interessante il concept. Dark ambient di notevole spessore. La Cryo Chamber Rec. di Simon Heath (Atrium Carceri, Sabled Sun) si conferma come una delle migliori etichette del genere. Complimenti.

Contatti: facebook.com/Neizvestija - cryochamber.bandcamp.com/album/majak

"MAJAK" TRACKLIST: 55º44′ N 60º54′ E, Muslyumovo, Kyshtym, Techa, Metlino, Ozersk, Karachay.


Video: DSA COMMANDO "Roulette Russa"
2013 - autoprodotto


CONTATTI: dsacommando.com


sabato 15 giugno 2013

Recensione: MIKTEK "Elsewhere"
CD 2013 - ultimae records




Il meccanismo catalizzante del sound messo in moto da MIKTEK si solleva oltre gli elementi contingenti dell'esperienza sensibile, ed esalta la sua autentica realtà sonora fatta di emozionanti riferimenti elettronici. Il greco Mihalis Aikaterinis (questo il nome dietro al progetto) produce scariche Ambient / IDM / Downtempo per rivelarsi nell'universo secondo la prospettiva più ampia dell'esistenza. Questi brani si evolvono lentamente nella loro immensa fluidità, nel tentativo di superare i tanti elementi instabili, concentrando l'attenzione su ciò che è necessario, assoluto, eterno. Ad ogni ascolto il disco mette dei brividi che inevitabilmente
si mescolano con le cellule per creare un legame catartico molto stretto. Nell'ambito di questa ricerca musicale si modella l'origine e il senso del cosmo, nonché la relazione tra anima e corpo. I miei sensi, infatti, si limitano a recepire le impressioni positive derivanti dai fenomeni generati da "Elsewhere". Secondo questa mia linea interpretativa, quindi, non posso che consigliarvi caldamente questo strepitoso album e avere la possibilità di sentirsi rapiti da tale immediata capacità compositiva. L'io intuisce se stesso per manifestarsi nella sua grande/intima essenza. L'idealismo si annulla in favore di una nuova logica sostanziale. Da non perdere.

Contatti: facebook.com/miktek.music

"ELSEWHERE" TRACKLIST: False Dawn, Elephants, Incompressible Flow, Ominous Ride (album edit), Human Theory, Abismo 2.0, Song of the Burning Mountain, Purity, Elsewhere (The Fade edit), Magnificient Desolation, Nascency, Time or Place.


venerdì 14 giugno 2013

Intervista: LAMIA VOX - "RIVELAZIONI OCCULTE"




LA COMPOSITRICE RUSSA ALINA ANTONOVA E' L'OSCURA MENTE CHE SI CELA DIETRO AL PROGETTO DARK AMBIENT DENOMINATO LAMIA VOX, UNA DONNA CHE IMMERGE LA PROPRIA FORZA CREATIVA NEGLI ABISSI DELLA NOTTE, ATTRAVERSO PRATICHE E STUDI OCCULTI. IL FUOCO ARDENTE DEL NUOVO E DELIRANTE ALBUM "SIGILLUM DIABOLI" ILLUMINA LA SUA TETRA GENIALITA' LASCIANDO TRASPARIRE LA POTENZA ESPRESSIVA DI UN'ANIMA SOLITARIA E ISPIRATA DALLE NEBBIE CHE AVVOLGONO LO SVILUPPO SPIRITUALE. IL RITUALE MALIGNO DI LAMIA VOX SCATENA VIBRAZIONI INQUIETANTI! A NOI NON RESTA CHE ASCOLTARLA IN SILENZIO, NEL BUIO DI UNA STANZA. QUESTA L'INTERVISTA ARCHITETTATA SU 13 DOMANDE, 13 IL NUMERO CON IL QUALE L'INDIVIDUO AFFRONTA LA PROVA SUPREMA DELLA MATERIA, AL FINE DI RICONOSCERSI NELLO SPIRITO IMMORTALE.

1. Ciao Alina, prima di iniziare desidero ringraziarti per la tua grande disponibilità. I seguaci italiani del dark ambient devono assolutamente conoscere meglio Lamia Vox! Considero Sorprendente il tuo progetto musicale!

- Ciao Christian, grazie per aver trovato il tempo di intervistarmi! Questa è una buona occasione per un musicista di un genere piuttosto underground, quindi è davvero interessante esprimere alcune idee sulla mia musica dai contenuti inquietanti e oscuri. A volte sento davvero il bisogno di esprimere le mie opinioni e pensieri.

2. È stato pubblicato un album incredibile dal titolo "Sigillum Diaboli". Perché questa scelta? La tua musica è veramente impressionante...

- Grazie per la tua opinione, lo apprezzo molto! Se per 'scelta' intendi dire perché ho deciso per questo tema o titolo, posso solo dirti che è abbastanza semplice. Tutta la musica che creo abbraccia le Tenebre e il Malvagio, quindi, un titolo del genere è molto naturale per me. Questo è uno dei modi che ho per esprimere me stessa, la capacità di unire la musica, la mia religione e filosofia. Sono ispirata dal potere che dimora nel caos, ho sempre un sacco di idee per il sound che creo, tutto quello che faccio è l'espressione delle mie personali rivelazioni occulte, studi e pratiche."Sigillum Diaboli", come si credeva ai tempi, è il marchio del Diavolo, che ogni strega ha avuto sul suo corpo dopo aver frequentato il suo primo Sabba.



3. Il tuo primo album esaltava una visione molto personale della musica. Tutto ciò accade attraverso un isolamento menatale e fisico? "Sigillum Diaboli" sembra influenzato da una instabilità interiore / tormento, oppure queste vibrazioni sono derivanti da un ampio / esterno interesse? Hai usato diversi strumenti per creare quest'atmosfera? Parlaci del tuo rapporto con questo tipo di sound...

- Le tue sono osservazioni molto interessanti! Infatti, né l'isolamento né i tormenti sono stati la ragione del mio stile o la ragione dei differenti suoni dei due miei album. Non sono mai stata tanto occupata con le filosofie sociali o vicine all'umanità, focalizzate sulle emozioni umane, ego umano ecc, mi interessa la figura dell'uomo solo nel processo della creazione (o distruzione) di se stesso, in quella sua fase di trasformazione demoniaca o come un trasduttore di energie dall'aldilà. "Introductio ..." è stato creato come un riflesso musicale della Nigredo, la fase di trasformazione alchemica dell'anima nello sviluppo spirituale. Ho scelto i suoni e gli strumenti adatti per l'atmosfera abissale e profonda che ho voluto creare. La traccia finale “Follow the Fallen Stars” dall' album "Introductio" si presenta come una manifestazione, e ha molto in comune con la parte più marziale e sinfonica del nuovo album.

4. Ho la sensazione che ci sia un lavoro dettagliato dietro "Sigillum Diaboli". La mia opinione è corretta? Io sono davvero interessato al tuo processo compositivo in generale...

- Per me l'obiettivo più importante è quello di creare un'atmosfera particolare, che potrebbe evocare sensazioni desiderabili e varie riflessioni in anima umana e quindi causare profonde vibrazioni. Quando compongo, io uso questa musica come un meccanismo, e se il mio lavoro è riuscito, questo meccanismo è in grado di provocare cambiamenti sul piano mentale. Ho anche costruito la mia musica secondo determinate leggi che erano state ampiamente elaborate e descritte da ricercatori del folklore e musicologi, come Joscelyn Godwin per esempio.


5. C'è chiaramente un flusso di diverse influenze musicali nella tua musica. Disponi di particolari input per questo percorso creativo?

- Vorrei astenermi dal dare alcuni determinati nomi. Una cosa certa è che ho sempre ascoltato un sacco di musica, già dall'età giovanile, quando ho iniziato i miei studi musicali. Ma comunque tutto rimane sempre lo stesso come ai tempi, infatti mi ispiro per lo più con la musica classica e vari compositori, per es. Igor Stravinsky, Sergey Rachmaninov, Alfred Schnittke, Modest Mussorgsky, i norvegesi Edvard Griege e Geirr Tveitt naturalmente, Maximilian Reger, Richard Wagner, Johannes Brahms. Sono immersa in sonorità più antiche, come in tutti i differenti tipi di musica tradizionale folk, musica antica polifonica e madrigale. Quando si tratta di nomi che rappresentano un genere specifico, io dimoro in essi, probabilmente preferisco qualcosa di Dark e Neo Folk, qualcosa di Martial o alcuni nomi davvero 'strong' della vecchia scuola del Dark Ambient. Mi considero piuttosto conservatrice nella musica che ascolto.



6. Lavori sulla creazione della tua musica con altri musicisti o compositori?

- Ho partecipato ad alcune releases di band Black Metal, ma non è stata una collaborazione vera e propria, come sempre mi hanno dato la libertà di creare ciò che volevo in determinati limiti nel concepimento di quegli album. Non ho quasi mai collaborato con qualcuno in ambito del dark ambient, ad eccezione di "Breaking Down Nihil" con Roger Karmanik del progetto Brighter Death Now. Fu pubblicato nel 2009. In realtà quella è stata la mia prima release.

7. Il nuovo album "Sigillum Diaboli" ha un grande artwork. Questo è qualcosa di importante per te? Apprezzo molto l'immagine, perché il simbolismo e l'impatto sono perfetti per il tuo sound.

- Tutti gli artwork per Lamia Vox sono creati da Alexander Grim, lui è un artista di grande talento e sono molto fortunata ad avere il suo immenso supporto. Quando comincia il suo lavoro sull'artwork, lui è sempre in connessione con il piano specifico dell'album, per questo l'artwork è condizionato dall'atmosfera complessiva dell'album. In ogni caso abbiamo la stessa visione e la stessa sorgente per le nostre creazioni, e ciò significa che la nostra arte starà sempre bene insieme.

8. La tua musica è una reazione ad una particolare teologia o religione?

- Sì, in un certo senso lo è. Dato che io sono coinvolta in pratiche occulte, tutta la mia musica ha un flusso magico permanente. La mia ideologia gioca un grande ruolo nel mio processo di creazione musicale. Lamia Vox è sempre stata attaccata a un'ideologia molto dark o filosofia, e per me si tratta di un canale / meccanismo per esprimere il mio paradigma, che è il risultato di molteplici flussi - Tradizionalismo, gnosticismo, stregoneria sciamanica, per gli aspetti più funesti del cerimoniale (rituale), satanismo. La mia musica sta guadagnando la sua energia da possenti forze caotiche, un abisso di poteri illimitati che si stabilisce in base al mondo. Il cuore del Caos pulsa con il ritmo potente del Diavolo come perniciosi impulsi avvelenati da una maledizione primordiale. Lodo forze della trasformazione demoniaca vitalizzata con il sangue del diavolo. La Magia è il meccanismo per sentire quei ritmi infernali attraverso il velo di questo mondo, ti dà la capacità di trasferire correttamente quelle energie e lavorare con loro secondo la tua volontà.

9. Il progetto Lamia Vox è stato creato al fine di suonare dal vivo? È una dimensione importante per la tua identità?

- Onestamente, non ho mai pensato a questo, forse perché ho iniziato ad esibirmi molto prima, poi è arrivata la pubblicazione del mio cd personale. La mia esperienza on stage è iniziata molto presto, anche se non in ambito musicale. Ora mi sto divertendo durante i miei spettacoli dal vivo, e, naturalmente, è di vitale importanza e di grande ispirazione essere veramente in grado di catturare l'attenzione del pubblico.



10. Hai ricevuto delle buone reazioni in questo periodo? ... Prima della pubblicazione dell'album da parte dell'etichetta canadese Cyclic Law...

- La mia prima release uscita per l'etichetta Der Angriff ha ottenuto una buona reazione e sono molto grata per il grande supporto che mi hanno dato! Ho avuto l'opportunità di fare molti concerti in quel periodo ed è stata davvero un'esperienza preziosa per me.

11. Hai alcune parole/considerazioni su Frederic Arbour della Cyclic Law?

- Sono abbastanza sicura che Frederic è uno degli ambasciatori più dedicati all'interno del movimento dark ambient, lui è anche un uomo molto affidabile, onesto, creativo, e le sue qualità personali si estendono bene sull'attività della sua label. Quindi, la Cyclic Law per me è un segno della più alta professionalità in ambito sia musicale che di business. Sono molto eccitata per i suoi nuovi piani per l'estensione della label.

12. Quali sono i tuoi progetti futuri?

- Ho già iniziato a lavorare su nuovo materiale, che sarà ancora una volta qualcosa di nuovo in senso musicale. Ho dei piani per una collaborazione con una band differente dal dark ambient, ma non posso ancora rivelare nessun dettaglio. E naturalmente sono molto impaziente di suonare tanto in futuro; sono aperta ad esplorare nuovi paesi e stages, quindi spero che il futuro mi porterà nuovi grandi eventi.

13. A te le ultime parole! Grazie Alina.

- Grazie tante a te Christian, ho apprezzato molto il tuo interesse nella mia musica e il tuo supporto. Speriamo che un giorno io riesca a vedere l'Italia e magari condividere le mie energie con il pubblico italiano. La vostra nazione è un posto incredibile, soprattutto Roma, il che significa molto per me, perché i suoi terreni hanno assorbito tanto sangue e la sua storia è veramente potente e interessante. Ave!



CONTATTI:

facebook.com/LamiaVox
facebook.com/pages/Lamia-Vox/341561769211486?fref=ts

LAMIA VOX line-up:

Alina Antonova - Compositrice

RECENSIONE:
LAMIA VOX "Sigillum Diaboli" CD 2013 - cyclic law





Recensione: BLACK SABBATH "13"
CD | LP 2013 - vertigo records




Eravate in tanti ad aspettare con l'acquolina in bocca la 'reunion' (se così si può chiamare) dei Black Sabbath con la super star Ozzy dietro al microfono (consumato dal tempo e dalle assuefazioni vissute e passate). Questo miracolo tanto atteso è avvenuto in parte. Dopo la triste perdita del grandissimo Ronnie James Dio e la fine dell'indimenticabile parentesi Heaven & Hell, per molti fan è diventato quasi inevitabile colmare quel vuoto aspettandosi qualcosa di nuovo da parte dei nostri. Se devo essere sincero, recensisco questo diciannovesimo disco solo per il rispetto che nutro nei confronti del loro passato glorioso e per l'amore viscerale nei confronti del 'maestro supremo' Tony Iommi. Recensisco "13" anche perché potrebbe chiudere presto un lungo ciclo storico sul quale gli 'dei' dell' heavy sound hanno costruito le fondamentali basi di un genere musicale. Già a primo ascolto l'album non mi ha trasmesso emozioni speciali, tutto risultava meno convincente, seppur valido, ma il problema principale di "13" affonda in una produzione fuori binario (il suono della chitarra mi ha deluso) e purtroppo le deboli radici delle song prendono linfa da dinamiche prevedibili, ripetitive e a tratti piatte. Mi spiego meglio: i Black Sabbath del 2013 sembrano voler plagiare loro stessi, attraverso un songwriting che cerca di riesumare i tempi migliori, otto composizioni rivestite da similitudini troppo scontate.L'opener "End of the Beginning" fa chiaro riferimento alle tetre/scure ambientazioni dell'omonima "Black Sabbath" dall'esordio discografico, mentre i ritmi ipnotici cavalcati su "Zeitgeist" si nutrono delle allucinazioni acustiche messe in atto sulla bellissima "Planet Caravan" (Paranoid). Questi solo due degli esempi più eclatanti dell'album (e non gli unici purtroppo...). Il produttore Rick Rubin ha semplicemente rovinato/travisato la vera essenza della storia, creando un prodotto mainstream riservato ai più nostalgici, tenendo poca cura dei tanti amanti della qualità. Mi spiace ma questa è la mia sincera opinione. Avrò rispetto eterno per i Black Sabbath ma "13" non mi riserva nulla di veramente contagioso. La freschezza compositiva è ormai lontana e a me non resta che riascoltare i vecchi classici.

Contatti: blacksabbath.com

"13" TRACKLIST: End of the Beginning, God Is Dead?, Loner, Zeitgeist, Age of Reason, Live Forever, Damaged Soul, Dear Father, Methademic, Peace of Mind, Pariah.


mercoledì 12 giugno 2013

Recensione: BLEACH EATER "Night Work"
CD | LP 2013 - supercoven records




I newyorkesi BLEACH EATER si fanno forti del grandissimo supporto della label Supercoven del rapper Gore Elohim (Goretex) per esordire con il devastante "Night Work", un album di notevole qualità che rispecchia a pieno la visione estrema del duo e le loro brutali caratteristiche. Non mi piace paragonare i Bleach Eater ad altri progetti musicali. Voglio che i lettori di Son of Flies webzine ascoltino la band con la mente del tutto libera, anche se il paragone è sempre diffuso tra chi ascolta e chi si occupa di giudicare la musica; ma talvolta ho come l'impressione che soprattutto gli addetti ai lavori non vadano troppo in profondità. Molti di voi avranno capito che in fase di recensione non mi piace analizzare singolarmente le canzoni, e accade ancora questa volta. Ho consumato questo disco prima di scrivere qualcosa su di esso, mi sono orientato fondamentalmente sulla potenza del songwriting, sul suono massacrante, sull'aggressione mai fine a se stessa. Non credo ci sia stato un processo specifico per comporre questo primo full-length: tutto quello che esce dagli amplificatori è candidato a fare molto male, in maniera diretta e spontanea, un metodo che si alimenta in modalità diversa canzone per canzone. "Night Work" lascia sanguinare la rabbia feroce di Don Millard (lead vocals & guitars) e Jay Hailey (vocals & drums), tanto che i due musicisti hanno deciso di provare qualcosa di diverso dal punto di vista degli arrangiamenti musicali/vocali, e credo che ne sia uscito qualcosa di molto interessante, molto potente, dinamico, unico. Ci sono diversi livelli su cui si sviluppa un album, e su questo credo si sia fatto un ottimo lavoro per catturare la malattia/oscurità di questa società, inserendole in maniera equilibrata nella brutalità del sound. Sono sicuro che i Bleach Eater credano fermamente nella loro proposta musicale e lo si capisce dalla presentazione del disco, dai suoi brani, dalla sua letale produzione, dal mastering maniacale (curato al Visceral Sound da Scott Hull degli Agoraphobic Nosebleed, Pig Destroyer), dall'artwork di copertina. Tutto questo serve a presentare il concept che c'è alla base del gruppo di New York. Il lato audio/visivo è rappresentato alla perfezione, ecco perché non sin rimane delusi da "Night Work". Mi piace il titolo del lavoro, gli intro/outro a inizio/fine di alcuni pezzi, un insieme di elementi ben incastrati e che richiamano le atmosfere malsane di certi horror italiani degli '80 (Dario Argento, Lucio Fulci, etc...). Personalmente, negli ultimi tempi, non ho sentito nuove band venire allo scoperto con una tale onda d'urto. Il problema principale è che ormai si è perso soprattutto lo spirito che c'era originariamente, così che oggi la maggior parte dei gruppi sembrano fatti di plastica. I Bleach Eater uniscono tecnica, una selvaggia personalità, arrangiamenti ben curati, ma anche tanto marciume 'gore'. Non a caso mi sto occupando io stesso della promozione 'ufficiale' italiana del gruppo, dopo essermi accordato con Don Millard e Gore Elohim. Una band da consumare e adorare. "Night Work" è una vera droga! Awesome! Il lavoro sarà disponibile su compact disc da Giugno, mentre verrà stampato su vinile a Luglio. Da non perdere!

Contatti:

BAND:
HOMEPAGE: bleacheater.com
FACEBOOK: facebook.com/bleacheater
BANDCAMP: bleacheater.bandcamp.com
YOUTUBE: youtube.com/user/BleachEaterTV
E-MAIL: bleacheater@gmail.com

LABEL:
HOMEPAGE: goreelohim.com
FACEBOOK: facebook.com/GoreElohim
E-MAIL: supercoven5@yahoo.com

"NIGHT WORK" TRACKLIST: Pit Of Kings, Horse Girl, Lung Harvest, Nukekubi, Algor Mortis, Night Work, Butcher's Arcade, Den Of The Lummox, La Bruja, Transfixed, Blood Cousin.




Intervista: DEATHRAISER - IL THRASH METAL NON MORIRA'






I BRASILIANI DEATHRAISER SONO UN'INTERESSANTE FORMAZIONE DEDITA AL THRASH METAL PIU' VELOCE E "IN YOUR FACE", QUATTRO MUSICISTI CON LE IDEE CHIARE E TANTA PASSIONE DALLA LORO PARTE. NEL 2011 L'ETICHETTA SPAGNOLA XTREEM MUSIC DIEDE LE STAMPE AL DEBUT ALBUM "VIOLENT AGGRESSION", UNO DEI DISCHI PIU' AGGRESSIVI E CONVINCENTI DI QUELL'ANNO. QUESTI RAGAZZI ESALTANO LA VIOLENZA DEI MIGLIORI DISCHI DEGLI '80 CON UN'ENERGIA INCONDIZIONATA. SONO ATTUALMENTE IMPEGNATI NELLA SCRITTURA DEL SECONDO ALBUM, PER QUESTO MOTIVO HO DECISO DI CONTATTARE IL BATTERISTA WILLIAM PER SAPERNE DI PIU' SU PASSATO, PRESENTE E FUTURO. A LUI LA PAROLA...

1. Ciao William. Sono davvero felice di concederti dello spazio sulla mia webzine per far conoscere meglio i Deathraiser. Ve lo meritate! Che ne dici di accennarci qualcosa sui vostri inizi?

- Per prima cosa vorrei dirti che è un vero piacere fare quest'intervista con te e mi scuso ancora una volta per il ritardo con cui ho risposto alle tue domande... haha. Mi sono avvicinato al mondo del Metal 13 anni fa, quando i Metallica erano già cambiati. In un primo momento sono stato solo un ascoltatore di questa musica, ma fu allora che un amico iniziò ad insegnarmi a suonare la chitarra, così decidemmo di formare una band anche senza una preparazione adeguata, per noi l'importante era saper suonare una determinata canzone tutte le volte che si provava. In quel periodo ho capito che dovevo passare alla batteria perché non avevamo qualcuno in grado di suonarla. Se devo essere sincero, l'ho imparata senza avere una vera batteria haha, ma le cose scorrevano. Ho suonato in alcune band formate da ragazzi principianti prima di entrare nei Mercilless... e ora denominati Deathraiser... haha.

2. Quali sono state le tue influenze iniziali? Perché volevate essere una band thrash metal?

- In un primo momento la mia influenza fondamentale erano i Metallica, dopo conobbi altre band come Slayer ed Exodus. E' venuto spontaneo il desiderio di formare una band thrash metal, ma le mie influenze principali come batterista sono: Igor Cavalera, Gene Hoglan e Dave Lombardo, loro sono stati i miei punti di riferimento principali per suonare questo genere.

3. Avete optato per "Deathraiser" come nome del gruppo. E' stato scelto solo per l'aspetto "aggressivo" della vostra proposta musicale oppure c'è un altro motivo alla base di questa scelta?

- Per il nome della band è stata una scelta naturale, avevamo notato che esistevano già diversi gruppi nel mondo denominati Mercilless, quindi decidemmo di cambiarlo con questo. Il nome Deathraiser deriva dalla song degli Attomica presente sul disco "Disturbing The Noise" (1991), loro sono stati una grande influenza per noi, perciò ci siamo cuciti questo nome sulla nostra proposta . Abbiamo avuto dei cambiamenti nel corso della nostra evoluzione musicale, ma a mio parere è qualcosa di naturale.



4. Finora qual è stata la risposta su "Violent Aggression"? Sono passati due anni dalla sua pubblicazione...

- La risposta in linea di massima è super positiva, fino ad ora abbiamo raccolto buoni risultati con questo album , ed è chiaro che siamo anche un po' in ritardo con la nuova release... haha. Quel lavoro è stato qualcosa di sorprendente per tutti noi, ci siamo trovati di fronte molti problemi che hanno influito sulla sua pubblicazione, così ci è voluto un po' di tempo per averlo su disco fisico. Ancora oggi, dobbiamo ancora vedere/leggere molte altre recensioni e commenti su di esso...

5. Quali sono le differenze principali tra "Violent Aggression" e il nuovo materiale che state scrivendo attualmente? Avete già dei brani in cantiere per il prossimo disco?

- Cerchiamo di fare un passo in avanti importante per il secondo album, stiamo scrivendo nuovo materiale e penso che un piccolo cambiamento sia naturale. Con il passare degli anni ci si rende conto che alcuni cambiamenti devono essere fatti, ovviamente, nulla che riguardi il suono o la qualità della band. Più che altro è un'evoluzione positiva. Le nostre nuove canzoni stanno subendo un sacco di modifiche significative, per raggiungere il meglio... Ci stiamo concentrando maggiormente sul songwriting. Aspettatevi un album con più feeling e aggressione!

6. Se dovessi descrivere i punti di forza del vostro sound ai lettori di Son of Flies webzine?

- Aggression, beatings, energy e tutto quello che il thrash metal dovrebbe essere hahaha!

7. Nella vostra musica si possono sentire alcune influenze classiche del thrash metal. Preferite ascoltare delle band specifiche oppure prendete diversi elementi/spunti da più musicisti/gruppi?

- I nostri punti di riferimento principali sono sempre stati Sepultura, Slayer e Kreator, ma ovviamente cerchiamo di aggiungere le nostre influenze personali, insomma, vogliamo essere una band con delle specifiche qualità. Anche se siamo influenzati da band classiche del genere, cerchiamo sempre di esprimere al meglio il nostro modo di suonare e quindi dimostrare che i Deathraiser hanno molto da dare a coloro che amano il vero thrash metal senza fronzoli... haha.



8. Avete qualche tema predominante nei vostri testi?

- Cerchiamo di parlare di cose reali e che succedono o potrebbero succedere a tutti. Nonostante "Violent Aggression" abbia alcuni temi che affrontano questioni diverse, cerchiamo di dare alle lyrics dei contenuti che mostrino la nostra realtà, qualcosa di accaduto o che sta per accadere, testi più seri sui problemi reali che avvengono tutti i giorni intorno a noi!

9. Di solito, per scrivere canzoni così dirette e veloci partite da un riff di chitarra o dalla batteria?

- Mentre scriviamo un brano, pensiamo da subito a come suonerà il riff sulla batteria haha, questo è il nostro modo di comporre musica veloce...haha... Le idee nascono così, immaginare come queste idee possano mettere insieme batteria e chitarra, facendo attenzione a come potrebbero suonare, a volte aggiungendo dettagli di basso e voci in fase prematura e così via...

10. Chi sono state le tue prime influenze come batterista?

- Le mie prime influenze erano Lars Ulrich (sì proprio lui)... haha... Nicko McBrain e Igor Cavalera... questi gli inizi...haha.

11. Quali sono alcune delle band Thrash Metal che si sono guadagnate il tuo rispetto?

- Oggi, vediamo molti buoni gruppi thrash nel mondo, ammiriamo varie band e alcuni amici sono proprio qui in Brasile. I ragazzi dei Violator, Desperado, Farscape, Blasthrash, Executer tra gli altri, al di fuori del Brasile i Fueled by Fire, Strike Master... Ci sono molti buoni gruppi al giorno d'oggi, sia qui in Brasile che altrove. Credo che queste realtà stiano rappresentando bene questa "new wave" del thrash metal.

12. Andrei Bouzikov è un artista molto interessante. Perché decideste di utilizzare la sua arte pittorica per l'artwork del vostro primo album "Violent Aggression"?

- Abbiamo visto il bel lavoro fatto da Andrei per Municipal Waste e Violator, apprezziamo molto i suoi disegni, come lo stile di Ed. Repka. La nostra idea venne catturata bene dall'artista attraverso quest'opera d'arte... haha.



13. Il thrash metal sta tornando su grandi livelli negli ultimi anni! Perché secondo te?

- Credo che l'energia del thrash si stava perdendo dagli anni '90 fino ad oggi, infatti molte band hanno deciso di spostarsi su altri stili più ricercati e con influenze totalmente differenti, penso che questo nuovo round sia molto importante, perché se anni fa il thrash metal era diventato stagnante, oggi le cose sono ritornate all'energia di un tempo, un sacco di formazioni possiedono notevole forza espressiva che riporta ai classici degli '80. Molti di questi gruppi attuali non hanno vissuto quell'epoca, ma oggi tutti noi siamo qui per dimostrare che il thrash non è morto, ed è più vivo che mai. Questo è il giusto spirito anche se non si ha un'etichetta, senza demagogia, no mainstream, questo è come il thrash è sempre stato, e sarà così per sempre.

14. Se tu dovessi descrivere la prima era dei Sepultura in tre parole (Bestial Devastation - 1985, Morbid Visions - 1986, Schizofrenia - 1987, Beneath the Remains - 1989, Arise - 1991)?

- Non pronuncerei tre parole, ma direi una sola frase: "la migliore band del mondo"(questa la mia opinione ovviamente. haha).

15. Com'è la scena metal li da voi a Leopoldina/Minas Gerais?

- La nostra città ha solo 51.000 abitanti, ma siamo orgogliosi della nostra scena locale, in molti stati ci sono degli eventi, li condividiamo sia con le band della nostra città che di altre città. Ci sono molte formazioni emergenti qui e nella stessa regione, anche se di vari stili musicali. Siamo sempre insieme per far crescere la nostra scena, lo trovo molto importante per il metal e la scena locale in generale.

16. E' stato difficile ottenere un contratto con la spagnola Xtreem Music per il primo album? Quali le vostre intenzioni per il prossimo lavoro?

- L'inizio è sempre difficile, ma nonostante le difficoltà raggiungemmo l'obiettivo di pubblicare quel primo album per l'etichetta spagnola Xtreem Music. E' stato importante perché abbiamo avuto l'opportunità di far ascoltare il nostro sound al mondo, speriamo di ottenere maggiore pubblico con questo secondo disco in preparazione. Stiamo lavorando duramente su questo album, e l'unica cosa che mi sento di dire ora è che avrà una qualità musicale superiore rispetto "Violent Aggression". Perciò attendeteci...

17. Puoi accennarmi qualcosa sui vostri piani futuri? Lascio a te le ultime parole! Grazie per l'intervista.

- Prima di tutto voglio ringraziare te per questa bella intervista sulla tua SON OF FLIES webzine. Come ti accennavo prima.... al momento stiamo scrivendo il secondo album, vogliamo registrare queste nuove canzoni per voi ragazzi, speriamo di farlo il più presto possibile, e magari fare un tour Europeo, suonare al massimo della potenza in ogni luogo, perché il thrash metal non muore mai!



CONTATTI: facebook.com/DeathraiserOfficial - myspace.com/deathraiser666

DEATHRAISER line-up:

Thiago - Chitarra / Voce
William - Batteria
Ramon - Chitarra
Junior - Basso





martedì 11 giugno 2013

Recensione: ANATOMIA DE VANITATS "The Anthropic Principle"
DIGITAL ALBUM 2013 - cryo chamber




ANATOMIA DE VANITATS altro non è che l'affascinante solo project di Mercé Spica, una delle menti degli spagnoli Eldar (realtà imponente nella scena dark ambient/elettronica Europea). La musica proposta è un qualcosa che dipende da un esclusivo intervento profondo e che richiede talento ed una determinata sensibilità compositiva. Per queste ragioni, il lavoro di Mercé non passa inosservato! Fornisce un immaginario che a sua volta fa muovere sensazioni presenti nel sub-razionale dell'ascoltatore, soluzioni sonore che scavano nel midollo spinale per estrapolare l'oscura materia sottostante. Le tracce sono derivanti da una fonte intima e personale, risultando così permeate da innumerevoli significati che conservano tuttavia qualcosa di sinistro nella loro stessa corporatura. Con tale potenza espressiva, la musica di Anatomia De Vanitats ha la capacità di togliere il respiro, di sollecitare lo spirito in modo imprevedibile e spesso incongruo, solo parzialmente legato al reale. "The Anthropic Principle" è un ottimo disco di dark ambient e la sua complessa fluidità è capace di andare oltre la superficie della realtà, delle cose futili, prevedibili. Le sensazioni dell'esperienza che ci viene concessa da Mercé inondano la mente attraverso immagini potenzialmente estranee a qualunque nesso logico o razionale. Le esperienze esistenziali non si fanno con gli occhi, ma con tutti i sensi, e l'orecchio (in questo caso) affoga nei sistemi contorti della percezione. L'album è stato pubblicato in versione digitale dall'etichetta Cryo Chamber di Simon Heath (Atrium Carceri), ma dopo l'estate verrà stampato su disco fisico dalla Tesco. Anatomia De Vanitats è consigliato a tutti gli appassionati del genere. Un must!

Contatti:

facebook.com/merce.spica
cryochamber.bandcamp.com/album/the-anthropic-principle

"THE ANTHROPIC PRINCIPLE" TRACKLIST: Reflector, Igneus, Ether, Fluid, Absolut, Material, Germinal, Atomic.


domenica 9 giugno 2013

Recensione: ACHERONTAS "Amenti Catacomb Chants & Oneiric Visions"
CD 2013 - world terror committee




Al di là della sua origine, non credo si possa considerare il black metal come qualcosa di esclusivamente proveniente da una specifica zona/terra. Diversi contesti possono dare vita a forme di musica differenti. Sono dunque convinto che una band possa suonare bene o male a prescindere dal luogo di provenienza. I greci ACHERONTAS possono avere più di qualche traduzione e il nome stesso del gruppo fa chiaro riferimento alle loro origini, ai segreti nascosti della Grecia antica, ad una certa cultura storica. Il sound della formazione dimostra come si possa suonare un genere ben definito mediante livelli tecnici alti. Per addentrarsi nella dimensione oscura della band basta soffermarsi attentamente sui contenuti 'adulti' proposti,senza farsi distrarre da nessun altro elemento. "Amenti (Catacomb Chants & Oneiric Visions)" dipinge con sfumature nere come la pece il complesso universo nel quale gli Acherontas vivono e respirano, un flusso magmatico che si alimenta in certe motivazioni filosofiche e personali. Si, credo che questi musicisti abbiano creato qualcosa di unico, un capolavoro del black metal e, in generale, della musica estrema presa in toto. Lo esprimo con consapevolezza, vista la caratura delle produzioni passate, assolutamente indiscutibili. Se nel precedente album "Vamachara" l'idea di trapasso/passaggio al buio/infinito era affrontata in quasi tutti i concetti, in questo nuovo lavoro tale idea viene amplificata sotto vari aspetti; in maniera da poter tenere un filo logico con tutte le componenti fisiche e astratte, passando, tuttavia, ad un nuovo piano esistenziale. La musica come catarsi è forse il punto chiave di "Ament"! Perciò, non avrebbe senso andare ad analizzare ogni singola traccia, anche perché qui non è la singola composizione a fare la differenza, ma tutta la tessitura messa in atto. Provate ad addentrarvi nell'oscurità di questo spazio e capirete l'essenza degli Acherontas. AMAZING!

Contatti: facebook.com/pages/Acherontas/144671698890576

"AMENT(Catacomb Chants & Oneiric Visions)" TRACKLIST: Voluntas Supra Materiam “Vocatio Prima”, Amenti - The Lamp ov the Desert, The Stele ov the Last Conjuration - Ιερος Γαμος, Nebt-Het - Divulgence of Ηer Sacral Temples, Set Triumphant - Nubti, Dissolution (In the Sands ov Time) - Νεκροπολις, Wines of Blood & Pestilence, Erset La Tari the Red Temple, Πανσεληνος “Vocatio Ultima”.


venerdì 7 giugno 2013

Recensione: RANCOR "Dark Future"
CD 2013 - xtreem music




Arrivano da Madrid i thrasher RANCOR e con il secondo album "Dark Future" danno sfogo a tutta la loro passione per le sonorità assassine fortemente legate ai canoni del passato. Il disco è frutto di un lavoro intenso, ben accurato, portato avanti con notevole padronanza in fase compositiva. Ottima la versatilità con cui i nostri mescolano il tipico sound thrash sparato con altri elementi evidenti nei riff melodici delle chitarre. Non mancano riferimenti ai Pantera ("Addicted to Hate")! Essere prevedibili in questo genere musicale è sempre deleterio ed è il rischio che si corre se non si ha la giusta spinta creativa; fortunatamente gli spagnoli ci danno dentro con buone qualità tecniche/idee e queste sono le linee guida attorno alle quali è stato sviluppato il lavoro di composizione. Nota di merito per il bravissimo singer DarthDani. Ritengo "Dark Future" un buon ritorno, un insieme di pezzi ben arrangiati, suonati da gente motivata e veramente convinta. L'energia positiva si eleva ad alto voltaggio per coinvolgere l'ascoltatore, perché i Rancor sono e rimangono un'esplosione thrash metal all'ennesima potenza! Attraverso brani come "The Last Drop of Blood", "Knocking At The Gates Of Hell", "Dark Future", "Sea of Life" i nostri esprimono il desiderio di mantenere inalterato tutto l'impatto. Un suono frontale che si schianta in piena faccia senza pietà. Possenti, clinici e dannatamente coinvolgenti. Supportateli! Vorrei consigliarli agli amanti di Annihilator, Over Kill, Testament, Metallica...

Contatti: rancorthrash.bandcamp.com - facebook.com/RancorThrash

"DARK FUTURE" TRACKLIST: The Last Drop of Blood, Addicted to Hate, Knocking at the Gates of Hell, Deaf People, Sea of Lies, Dark Future, Chaos of Life, Nothing Within, There´s No Love.


mercoledì 5 giugno 2013

Intervista: ELDAR - "GLI ARCHETIPI MISTICI E PSICOLOGICI"






GLI SPAGNOLI ELDAR NON HANNO BISOGNO DI PARTICOLARI PRESENTAZIONI. NOME DI SPICCO ALL'INTERNO DELLA SCENA DARK AMBIENT/ELETTRONICA, EUROPEA. IL DUO NEL CORSO DELLA CARRIERA HA COSTANTEMENTE STUPITO PER LA GRANDISSIMA CAPACITA' COMPOSITIVA ESPRESSA SUI LORO BELLISSIMI ALBUM. IMPRESSIONANO ANCORA CON IL NUOVO SENSAZIONALE "THE SECRET GOLDEN FLOWER" PUBBLICATO DALL'ITALIANA OLD EUROPA CAFE. GLI ELDAR, CON UMILTA', MA CON LA FORZA PROVENIENTE DALLA SOLA MUSICA, FANNO CAPIRE CHE IN QUESTO GENERE DEVONO TUTTI INCHINARSI ALLA LORO STREPITOSA ESSENZA. HO CHIACCHIERATO CON LE MENTI DEL PROGETTO: MARC MERINEE E MERCE SPICA, DUE PERSONAGGI DAVVERO PROFONDI, GENTILI E PIENI DI ENTUSIASMO...

Ciao Marc Merinee & Mercè Spica. Voglio prima di tutto ringraziarvi per la disponibilità. Sono molto felice per questa intervista...

1. Vorrei iniziare chiedendovi cos'è che vi ha spinto a formare gli ELDAR nel 2004? Quali sono le motivazioni che vi fanno andare avanti dopo gli anni trascorsi?

MARC: Sono sempre interessato ad indagare come i suoni influenzino la mente della gente, come è possibile esprimere i propri sentimenti e pensieri attraverso essi. Ho passato molto tempo a scrivere canzoni e ad un certo punto decisi di incanalarle tutte nella stessa direzione e caratteristiche. In quel momento decisi di creare il progetto Eldar. A quel tempo, nel mio paese, vi era come una rappresentazione quasi musicale di questo stile. Ho voluto aprire quella porta, con le sue caratteristiche, qualcosa di originale, intimo e genuino. Ma l'obiettivo principale è stato quello di esprimere i miei sentimenti e pensieri attraverso la musica, poterli condividere con altre persone che si sentono interessate ad avvicinarsi a questa esperienza. Attualmente con Mercè condivido ancora lo stesso principio, ed è questo il motore che ci alimenta.

MERCE: D'altra parte, abbiamo la fortuna di connetterci musicalmente nel migliore dei modi, in questo senso è più facile raggiungere qualsiasi accordo, ci completiamo e spesso ci muoviamo nella stessa direzione. Non è stato difficile avvicinarmi ed unirmi al suono di Eldar, quindi, è risultato anche facile evolversi fino ad oggi, ottenendo il nostro stile attuale.

2. Il vostro ultimo album "The Secret Golden Flower" è sorprendente. Quali sono in questo momento le vostre riflessioni sul disco? Potete enunciare le maggiori differenze tra esso e gli altri lavori pubblicati?

MERCE: Entrambi pensiamo che ci sia un'evoluzione nel suono di Eldar, in questo album sono percepibili tocchi più elettronici, atmosfere morbide e dense, in combinazione con il dark ambient, ritmi marziali meno pesanti che risuonano nell'oscuro campo industriale, portando delle melodie. Il ruolo delle nostre voci è molto più importante, ora, la timbrica di Marc è più chiara e riserva maggiore importanza alle lettere. Abbiamo bisogno di cambiare sempre il nostro suono e questa è una misura per la nostra evoluzione personale. Non ci sentiremmo appagati facendo la stessa cosa, questo si riflette nell'album, forse più del passato. Nel complesso, nel nostro sound giace un bilanciamento tra equilibrio e maturità, garantendo così una chiarezza di fondo che rispetta l'essenza di Eldar.



3. La vostra musica risulta 'speciale' per questo connubio armonioso tra elementi industriali, oscuro dark ambient e momenti introspettivi, più quieti... Tutte queste differenti sfaccettature sembrano funzionare estremamente bene nel sound di Eldar... Qual è il vostro obiettivo in questo senso? E' stata un'evoluzione naturale la vostra?

MARC: Ascoltiamo molti stili diversi di musica, molto molto diversi tra loro, e questo aspetto influenza la composizione della nostra musica. Eldar simboleggia idee e concetti che si traducono in suoni mentali, allora noi dobbiamo solo cercare di combinare quei suoni per creare le nostre canzoni, come una cipolla... Ogni strato simboleggia un concept della song, ogni livello ha il suo suono, ogni suono simboleggia un concept e tutti insieme formano uno stesso corpo. Ascoltando molti stili diversi di musica ci aiuta a combinare tutti questi suoni.

4. C'è una sensazione di tensione su questo album, forse a causa delle vostre voci magnetiche che fluttuano costantemente nelle atmosfere inquiete generate dalle vibrazioni musicali... Con queste elaborazioni sonore la vostra intenzione è quella di proiettarvi su motivi non convenzionali?

MERCE: Nel concept di questo album si fondono aspetti della psiche umana, profondamente radicata e che uniscono tutti noi. "The Secret Golden Flower" rappresenta la conoscenza che tutti noi abbiamo, in qualche misura mette in evidenza come alcuni esseri cerchino di scoprire la profondità della propria anima. Siamo interessati a tutto ciò che riguarda questa conoscenza, nella nostra vita diamo grande importanza a ciò che non è tangibile, alle energie che muovono il mondo e l'umanità, alla ricerca del segreto del nostro soggiorno su questo pianeta... Siamo sempre alla ricerca di risposte. Nei contenuti di questo album si riflettono tutte queste questioni, forse si percepisce un'energia in questo senso.

5. Preferite lavorare sul vostro materiale per lunghi periodi di tempo in modo da farlo maturare bene? Qual è il processo del songwriting?

MARC: Siamo molto veloci a comporre, quando abbiamo un'idea abbiamo bisogno di catturarla subito in musica in modo da mantenere l'essenza in tempo reale. Dopo questo primo processo, dedichiamo più tempo per completare tutta la corporatura della canzone. Pertanto è molto importante per noi comporre i nostri album in fretta, perché non spendiamo troppo del nostro tempo sul processo compositivo e non ci sentiamo particolarmente ispirati dal lavoro corrente.



6. Nel vostro sound si possono ascoltare molte sensazioni diverse, non c'è mai nulla di prevedibile o scontato... Per questo amo la vostra musica...

MARC: Abbiamo sempre cercato un fronte intellettuale contro il sonno profondo in cui la società occidentale è immersa. Siamo convinti che il modo migliore per svegliare la gente è attraverso la paura che può emergere quando si crea qualcosa di inaspettato, qualcosa di drammatico, e forse anche crudele. Ma tra tutte queste preoccupazioni vi è sempre una bella melodia che indica un particolare concept, qualcosa che ci spinge a crescere mentalmente e spiritualmente. I nostri suoni possono creare una sensazione surreale, questa è la nostra intenzione, perché all'interno del caos surreale giace la luce interiore.

7. Quali sono i temi trattati nelle lyrics? Considerate "The Secret Golden Flower" un concept album?

MERCE: Questo album è ispirato dagli archetipi mistici e psicologici per spiegare la versione universale di un'anima generica che detta le regole dall'inconscio collettivo degli individui, in tutte le civiltà umane, fin dall'antichità. Questi prototipi arcaici sono stati copiati, imitati e utilizzati fin dagli albori dell'umanità, come un sogno fantastico nel quale tutte le immagini sono state rappresentate nei miti e simboli, cercando di spiegare questi modelli esemplari che sono ancora oggi vivi e latenti. Questo album viene eseguito nelle sue melodie e i testi sono la lunga strada dei principali archetipi che continuano a stampare la propria ferita psicologica in ogni individuo, formando così il loro comportamento nella società, determinando il destino dell'umanità.

8. Perché la decisione di utilizzare le voci femminili e quelle maschili per dipingere un unico delirio?

MARC: Noi due abbiamo un tono vocale diverso. A seconda del tema della canzone o della sua melodia, abbiamo deciso di adattare le nostre voci. Molte volte quel tono simboleggia la ragione per la canzone stessa. Ci sono momenti in cui uno di noi due si sente più a suo agio per esprimere alcuni concetti particolari. Poi ci sono le canzoni che cantiamo insieme, ed è una cosa che ci piace molto, offre una dinamica speciale al suono del brano. Offre una variazione nel corso della song, due strumenti differenti che creando la stessa melodia.

9. Riguardo ad Old Europa Cafe, ho buone considerazioni su Rodolfo perché è una brava persona e molto professionale nel suo lavoro a supporto della musica. Come ci si sente ad aver pubblicato l'ultimo album per la sua etichetta?

MARC: Per noi OEC è una delle etichette più importanti di questo genere musicale, la sua storia gli fa meritare questo titolo. E' stata una delle prime etichette in Europa ad occuparsi di musica industriale. Alcuni dei migliori artisti sono stati pubblicati da OEC. Nonostante i tanti anni di lavoro, rimane una delle etichette più attive in questo momento difficile per l'industria musicale. E tutto questo grazie al lavoro e alla grande personalità di Rodolfo. Una persona familiare con la quale si può parlare con fiducia.

MERCE: Per noi OEC è un riferimento all'interno di questi generi musicali, un'etichetta con una carriera alle spalle e con un meritato riconoscimento, è molto interessante collaborare professionalmente con OEC. D'altra parte, come abbiamo visto, Rodolfo è una persona che non ha mai perso l'entusiasmo e l'interesse per la promozione della scena, mostrando sempre grande professionalità.



10. Come si potrebbe definire una performance live degli ELDAR? Descrivetela per chi non ha mai avuto la possibilità di vederti dal vivo...

MERCE: I nostri spettacoli sono pochi e accuratamente scelti, a causa degli impegni nella nostra vita personale. Di solito un live degli Eldar dura circa 40-45 minuti, minutaggio che pensiamo sia giusto per questo tipo di stili musicali. Sul palco siamo solo in due, quindi dividiamo i nostri compiti in base alla canzone, sia Marc che io suoniamo le percussioni, le tastiere e ci occupiamo del suono globale, aggiungendo le nostre voci. Stiamo attenti che tutto vada bene e che il suono sia il più fedele possibile all'originale. Accompagnamo lo spettacolo con proiezioni fatte da noi in conformità con la nostra musica.

11. Cosa ascoltate quando non state lavorando sul vostro materiale?

MERCE: Ho passato molti anni ascoltando diversi tipi di musica, di solito non ho pregiudizi. Poi, tutto è mutato nel tempo della mia vita. Quando ero più giovane ho attraversato un lungo periodo ascoltando certi generi musicali esclusivi. La Maturità ha aperto la mia mente e mi piace ogni tipo di musica, con una certa qualità. Posso spaziare dalla musica classica al noise, dipende dal momento. Mi piace anche scoprire nuovi progetti ascoltando le loro opere.

MARC: Penso che molte volte la nostra musica rifletta ciò che sentiamo, ma non tutto. Avere una mente aperta nei confronti della musica è cosa buona, perché è possibile ascoltarla nella sua piena totalità. Perciò è difficile decidere in che modo si dovrà creare la propria musica. Non mi piace quando qualcuno si impone alcune preferenze musicali, rendendo certo il suo stile musicale.

12. Raccontatemi un po' delle vostre influenze...

MERCE: Io provengo dalla musica underground, principalmente sono sempre stata interessata ai suoni elettronici, avant garde, sperimentali, industriali, alle correnti dark, ai gruppi della generazione dark wave, post-punk e della tradizione più pura del rock. Ma, come ho detto prima, nel corso degli anni, le influenze sono diventate tante avendo ascoltato diversi generi, dalla musica classica alla musica dance elettronica, per esempio. Non ero mai coinvolta in un unico genere musicale, questo penso sia interessante e mi ha arricchito.

MARC: Le mie influenze sono difficili da spiegare, perché da una parte mi ha influenzato tutta la storia della musica industriale e sperimentale, ma d'altra sono stati importanti altri stili musicali molto più melodici, comunque ho sempre avuto un legame forte con l'elettronica.



13. Se doveste spendere delle parole sulle vostre personalità?

MERCE: E' difficile definire se stessi... Penso di essere una persona curiosa per natura, mi interessa il mondo e le cose che accadono, nelle espressioni artistiche che elevano l'essere umano. Sono interessata alle nostre origini, da dove veniamo, e sui concetti filosofici che ci hanno accompagnato nella nostra storia come esseri umani. Penso sia importante avere degli hobby nella vita perché portano un certo equilibrio, la musica è una delle mie grandi passioni, tra le altre. Posso anche dire che cerco di vivere la mia vita in armonia con i miei principi e valori, vivo in base a questi.

MARC: Non abbiamo mai avuto modo di conoscere noi stessi, solo il tempo ci dà l'opportunità di farlo, penso di essere una persona che continua la sua evoluzione, perché non ho mai raggiunto la fine di qualcosa. Tutto ciò è una continua trasformazione, mutazione, ogni volta mi chiedo tante cose nella mia mente. Mi piace vedere in natura un riflesso della mia mente, conoscendo altre persone, loro possono arrivare a conoscere qualcosa di me stesso.

14. Su che cosa state lavorando in questo momento?

MERCE: Di recente il mio progetto dark ambient solista Anatomia De Vanitats è uscito in digitale per l'etichetta Cryo Chamber di Simon Heath (Atrium Carceri), in futuro verrà stampato su formato fisico. Ho guardato per la collaborazione con un altro artista della scena ma non ho date certe al momento, per ora sto lavorando su questo.

MARC: Ho intenzione di comporre una nuova opera per ASBAAR, ma non so quando finirò, l'ultimo album è stato molto diverso dalla prima doppia edizione, quindi voglio fare un mix dei due concepts per il nuovo capitolo. Sarà un passo in avanti. Ho anche parlato con un amico per fare un nuovo lavoro per MATATUS (uno split), ma ancora non ho deciso un lasso di tempo. Con Eldar avremo sicuramente qualcosa di nuovo in futuro.

15. Grazie per le vostre interessanti risposte. E 'stato un vero piacere parlare con vo. Buona fortuna con tutto!

MERCE: Grazie mille a te per l'intervista e per averci offerto lo spazio nella tua riconosciuta Son of Flies webzine, sappiamo che hai un pubblico ampio e competente di questi generi musicali. Grazie ancora per tutto.

MARC: Grazie a te per questo buon lavoro.



CONTATTI: eldarband.com - facebook.com/eldarproject

ELDAR line-up:

Marc Merinee
Mercè Spica

RECENSIONE:
ELDAR "The Secret Golden Flower" CD 2012 - old europa cafe