martedì 28 maggio 2013

Recensione: INTEGRITY "Suicide Black Snake"
CD 2013 - magic bullet records




In un mercato discografico sempre più in difficoltà e che dispone vetrine a talenti o presunti tali nel giro di qualche anno, è anche incredibile constatare come le band della vecchia scuola, ad ogni ritorno, siano in grado di spazzare via ogni sterile concorrenza (spesso accade). Oggi è
il turno degli americani INTEGRITY, attivi sin dalla fine degli anni '80 (1988 per l'esattezza) e che, tra tante vicende, non hanno mai smesso di mettersi in gioco per affrontare nuove sfide, pur rimanendo fortemente legati all'ibrido hardcore/metal (metalcore appunto). Si, in un certo senso, questi animali da strada ne sono gli artefici! Dwid Hellion e soci ritornano a tre anni di distanza dal precedente "The Blackest Curse" per destinare nuovamente un po' di sana violenza verso il nostro apparato uditivo. Figli di quel sound che pesta senza riserve, gli Integrity si sono ristabiliti su buoni livelli, dimostrandosi una delle formazioni più quadrate del pianeta. "Suicide Black Snake" apre il disco con toni forti, incisivi, cadenzati, e nei primi 40 secondi lascia trasparire l'amore dei nostri per certi riff degli Slayer (ma non è una novità)... Particolare risulta l'entrata della seconda song "I Know Where Everyone Lives", dove il singer Hellion predilige timbriche vocali melodiche molto vicine a certe caratteristiche di Phil Anselmo (periodo Down), tonalità southern che emergono anche nella bella "There Ain't No Living In Life", levigata dal suono deciso di un'armonica dolente e dal testo raccontato con una profondità autorevole, non meno la conclusiva "Lucifer Before The Day Doth Go", tenuta in piedi da brividi acustici abbastanza sofferti. Il resto del disco colpisce attraverso attacchi duri e tipici del gruppo. Sicuramente un album un po' più 'ridimensionato', ma coerente e sincero. Insomma, Integrity a 360°!

Contatti: acebook.com/INTEGRITY.HT

"SUICIDE BLACK SNAKE" TRACKLIST: Suicide Black Snake, I Know Where Everyone Lives, Beasts As Gods, There Is a Sign, Orrchida, All Is None, There Ain’t No Living in Life, Detonate Worlds Plague, Into the Night, Lucifer Before the Day Doth Go


lunedì 27 maggio 2013

Intervista: TALBOT - "INTRAPPOLATI NEL SURREALE"






MOLTI DI VOI CREDONO CHE LO SLUDGE/DOOM/METAL SIA ARRIVATO AD UN LIVELLO ELEVATO DI SATURAZIONE. FORSE... MA ESISTONO ANCHE REALTA' INCREDIBILI E DANNATAMENTE INTERESSANTI ALL'INTERNO DEL GENERE, BAND VERAMENTE OTTIME, DOTATE, IN GRADO DI FARCI TUFFARE NEI MEANDRI ANGOSCIANTI DELL'INCONSCIO. "SCALED" IL SECONDO ALBUM DEGLI ESTONI TALBOT E' UN INCREDIBILE ESEMPIO! INVITO TUTTI GLI APPASSIONATI DI TALI SONORITA' A NON FARSELI MANCARE NELLA LORO PREZIOSA COLLEZIONE. HO AVUTO IL PIACERE DI CHIACCHIERARE CON I DUE MEMBRI DEL PROGETTO: MAGNUS ANDRE (BASSO, TASTIERE, VOCE) E JARMO NUUTRE (BATTERIA, VOCE).

1. Ciao Jarmo. Quando ha iniziato a suonare la band?

J: Hey. L'attività principale della band è iniziata nell'Agosto del 2008, anche se abbiamo avuto alcune idee più piccole già nel 2003.

2. C'è una ragione specifica sulla scelta di "Talbot" come nome del vostro gruppo? Voglio dire, c'è qualche significato dietro di esso? E' stata l'unica opzione ragionata in quel momento?

J: Questo nome sembrava giusto e adeguato. Lo trovo davvero bello.

3. "Scaled" è il vostro nuovo album in studio dopo "Eos" del 2010. Ci sono voluti ben tre anni per pensare e realizzare questo lavoro. Perché?

M: Penso che 3 anni sia il tempo più o meno costante tra un full-length e un'altro. Il tour partito dopo la pubblicazione dell'album "Eos" ha occupato circa un anno e mezzo della nostra esistenza. Un altro mezzo anno trascorso per scrivere il nuovo materiale, poi è arrivata la registrazione, ecc...

J: Sì, tutto è avvenuto nel giusto momento...

4. Qual è il tema principale di "Scaled" e cosa vi ha ispirato?

M: Il nome "Scaled" ha a che fare con qualcosa di blindato o che si rifà ad uno scudo costruito per difendere dal male e dal pericolo. In alcuni momenti, mentre registravamo le canzoni, sembrava che l'album non stesse mostrando la sua vera faccia (durante il primo ascolto), ma abbiamo salvato quel potenziale per farlo esplodere successivamente. Come un guscio solido che deve essere forato per arrivare al nocciolo. Non facile da ottenere.



5. Quanto tempo siete stati in studio? Puoi parlarmi delle canzoni e della produzione? Siete soddisfatti del risultato ottenuto?

M: Per il processo di registrazione ci sono voluti circa 3 mesi... più o meno, proprio perché tutto il processo avveniva nella nostra sala prove, senza contare nervosamente le ore passate in studio e gli eventuali costi che avremmo dovuto affrontare altrove. Abbiamo cercato di essere molto onesti con il nostro sound, senza aggiungere troppe stratificazioni sonore e sovraincisioni. Il nostro suono complesso si è rivelato piuttosto grezzo e non artificioso... ed è questo che ci piace molto.

J: La prima canzone ha iniziato a materializzarsi nell'estate del 2011 poi è arrivato tutto il resto. Ai tempi era solo l'inizio.

6. Tutto suona piuttosto pesante sul disco. Che tipo di attrezzatura è stata utilizzata per la registrazione?

M: Per il basso ho usato un amplificatore Mesa Boogie Rectifier, un basso Muffed e il mio preamplificatore Custom "diSTORKtion" personalizzato.

7. Talbot è una band Doom/Sludge che fa leva sulla pesantezza del sound ma che incorpora molte altre influenze... Siete d'accordo con la mia opinione?

M: Nel complesso, sì.

J: Penso che ogni band/artista ha delle influenze che provengono da qualche parte.

8. La musica che create è davvero profonda in molti passaggi... Che cosa volete veramente trasmettere all'ascoltatore? Desiderate amplificare qualche emozione o sentimento in particolare?

M: Penso che i nostri contenuti siano come uno stato di comprensione su tutto ciò che è condannato a scomparire e morire. Una specie di "end-of-the-world". Ma d'altro lato dà anche speranza per un nuovo inizio.



9. Circa i vostri testi: Di cosa parlate?

M: I testi sono principalmente psichedelici e surreali, con un tocco mistico ed esoterico. Essi dipingono un'espressione del paesaggio sonoro che abbiamo creato.

10. In Estonia, la vostra band è nota per offrire grandi spettacoli dal vivo? Potete condividere con noi l'esperienza più strana che avete avuto in un concerto?

M: A Tolyatti, in Russia, c'era una folla enorme che stava cercando di entrare per il nostro concerto, durante il nostro live, le persone stavano salendo su per le pareti e anche sul soffitto. Quel posto era come imballato.

J: Quello è stato un evento messo in atto da crazy-ass.

11. Come descriveresti la scena musicale della vostra città Tallinn?

J: Probabilmente è una scena come in qualsiasi altra città del mondo. Qui c'è una piccola scena, anche perché la popolazione estone è ancora poco numerosa.

12. Potreste svelare qualcosa circa i vostri progetti futuri? State scrivendo nuove canzoni?

J: Parteciperemo al "Rock Summer 25" festival a Tallinn e "Roskilde Festival" in Danimarca. Questi i principali progetti estivi e siamo anche impegnati sulla pubblicazione del vinile... finalmente. In primavera e autunno prossimo faremi più concerti. E sì, abbiamo già dei piani per il nuovo materiale.

13. Grazie per l'intervista. Buona fortuna!

M: Thank you, very much!

J: Cheers!



CONTATTI: talbot.bandcamp.com - facebook.com/talbotmusic

TALBOT line-up:

Magnus Andre - Basso, Tastiere, Voce
Jarmo Nuutre - Batteria, Voce

FOTO PROMOZIONALE:

Raido Traumann

FOTO LIVE:

Oscar Anjewierden


RECENSIONE:
TALBOT "Scaled" CD 2013 - autoprodotto



Recensione: BIRTH A.D. "I Blame You"
CD 2013 - unspeakable axe records




I BIRTH A.D. (da Austin, Texas) picchiano duro tenendo viva la tradizione del crossover thrash metal, quello forgiato da band storiche come S.O.D., D.R.I., C.O.C., D.O.A, Suicidal Tendencies... Insomma, un ottimo connubio tra impatto e ignoranza musicale. Si, questi musicisti suonano bastardi come nella migliore tradizione dei gruppi su citati e, non nascondono l'amore per una certa fetta di band hardcore d'annata come Agnostic Front, Discharge, The Exploited... Molte delle loro fonti di ispirazione provengono da questi due poli opposti, pur cercando di rielaborare un po' in chiave personale. Quando componi prevalentemente brani scarni/veloci, è normale concentrare la loro durata in pochi minuti, infatti i Birth A.D. seguono esattamente tale metodo. La velocità comporta intensità e come tale non può essere prolungata eccessivamente nel tempo. Come si potrebbero descrivere delle canzoni che puntano all'impatto e alla sola sostanza? Vanno solo ascoltate senza riprendere respiro. Comunque, è innegabile che da un po' di anni a questa parte abbia preso piede un nuovo interesse per gli '80/'90 ed una situazione di questo genere darà una buona spinta al debut "I Blame You", essendo legato a quel tipo di sound. I Birth A.D. dimostrano affiatamento e proponendosi attraverso le song del disco risultano convincenti. Moshpit assicurato!

Contatti: facebook.com/causeproblems - birthad@gmail.com

"I BLAME YOU" TRACKLIST: Mission Statement, Equal Opportunity, Burn L.A., Failed State, Bring Back the Draft, This Scene Sucks, Violent Retribution, No Man, I Blame You, Short Bus Society, Wrong Again, Fill in the Blank, Kill Everybody, No Jobs (Don't Work), Cause Problems, Parasites Die, Popular War, Blow Up the Embassy.


domenica 26 maggio 2013

Recensione: THE WEIR "Yesterday Grave's"
CD 2013 - autoprodotto




Disco di debutto per questa band canadese, attiva dal 2012, anch'essa dedita ad un granitico sludge metal compatto e senza fronzoli. "Yesterday Grave's" è stato registrato egregiamente, come il genere richiede. Suoni pesanti, compressi, grezzi al punto giusto. Pur non proponendo nulla di particolarmente nuovo il gruppo, svolge bene il suo lavoro, riportando alla memoria tutte le caratteristiche principali che hanno impreziosito alcune formazioni più blasonate. Le premesse, quindi, paiono esserci! Nella durata del disco trovano spazio sei tracce che dimostrano come i nostri siano abili nel trafiggere il corpo delle note, per emergere dal fango settoriale: voce aggressiva al punto giusto, riff ben congegnati, una sezione ritmica terremotante, tutto alternato con momenti acustici, tesi e riflessivi ("La Belle Curve" soprattutto, l'inizio di "In Silence" e la parte centrale in "...Of Wounds"). Perciò, la componente distorta trova un ideale punto d'incontro con quelle melodie intimiste tanto care agli appassionati. I THE WEIR dimostrano professionalità e "Yesterday Grave's" ci elargisce dei musicisti preparati e pienamente coinvolti nel sound proposto. Traspaiono ancora notevoli margini di miglioramento ed un futuro sicuramente interessante. Meritano la vostra attenzione!

Contatti:

theweir.bandcamp.com
facebook.com/pages/The-Weir/163321613777117

"YESTERDAY GRAVE'S" TRACKLIST: Yesterday's Graves, Sinking Burn, La Belle Curve, In Silence, ...Of Wounds, Bonestorm.


sabato 25 maggio 2013

Intervista: ULTRA-VIOLENCE - "AGGRESSIONE ESTREMA"






"PRIVILEGE TO OVERCOME" E' L'OTTIMO DEBUTTO DEGLI ITALIANISSIMI ULTRA-VIOLENCE. UN CALEIDOSCOPIO DI EMOZIONI ADRENALINICHE, IL MEGLIO CHE SI POSSA ASCOLTARE IN AMBITO THRASH METAL. NONOSTANTE LA LORO GIOVANE ETA' QUESTI RAGAZZI TORINESI SPAZZANO VIA L'ASCOLTATORE CON PASSIONE E UNA DETERMINAZIONE AD ALTO VOLTAGGIO CHE NON FARA' PRIGIONIERI. SUPPORTATELI PERCHE' LO MERITANO DAVVERO! HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE IL CHITARRISTA CANTANTE LORIS CASTIGLIA.

1. Ciao Loris. Puoi tracciare una breve storia degli ULTRA-VIOLENCE?

- Ciao a tutti! Gli Ultra-Violence si sono formati nel 2009 per puro divertimento, trovandosi a suonare le cover dei propri gruppi preferiti nel garage di Simone (batteria), ed esibendosi in alcuni pub valsusini. Anno dopo anno la nostra ambizione è cresciuta e abbiamo deciso di dedicarci seriamente alla musica e al nostro progetto di Thrash Metal band. Nel 2012 ha visto la luce il nostro EP di debutto intitolato “Wildcrash” e nel 2013 abbiamo dato alle stampe il nostro primo album “Privilege To Overcome”.

2. Gli Ultra-Violence sono ispirati dalla vecchia ondata del thrash metal fine anni '80 inizi '90, in particolare sento notevoli somiglianze con i riff solidi di band come Testament, Exodus, Metallica, Anthrax, Nuclear Assault, Dark Angel. Comunque il vostro sound sembra aggrapparsi molto di più alla scena americana della bay area che a quella teutonica. Sei d'accordo? A parte queste mie considerazioni penso che abbiate tirato fuori un album davvero notevole e ispirato (come riportavo nella mia recensione). Da dove arriva questo profondo amore per tale genere musicale?

- Sono d’accordo! Le nostre influenze sono molto varie ma le nostre radici sono senza dubbio americane. La passione per il genere deriva dal fatto che il Thrash Metal è il tipo di musica che ci piace ascoltare ed è sicuramente quello che ci soddisfa di più nel suonare!

3. La cosa che colpisce è la vostra giovane età e nonostante ciò su disco sembrate un gruppo ben rodato. Dimostrate notevole padronanza strumentale e stilistica. Avete militato in altre band prima di unirvi agli Ultra-Violence? Avete mai studiato musica?

- No, questa è l’unica band in cui abbiamo militato tutti e quattro; diciamo che ci siamo formati musicalmente grazie ad essa. Quando abbiamo creato la band sapevamo appena imbracciare i nostri strumenti e i miglioramenti sono avvenuti nel corso di questi anni. Nessuno di noi ha mai studiato musica in modo accademico, solo alcuni hanno frequentato delle lezioni private di chitarra o di batteria da maestri di musica della nostra zona.



4. Dove avete registrato il disco? Da chi è stato prodotto? Quanto tempo avete trascorso in studio per le riprese? A chi avete affidato il mastering?

- Il disco è stato registrato a San Marino presso i Domination Studio di Simone Mularoni (DGM, Empyrios) ed è stato prodotto da noi. Abbiamo trascorso meno di una settimana in studio, Mularoni è velocissimo ed efficiente e noi eravamo molto preparati ed avevamo le idee ben chiare. Il mastering è stato affidato proprio a Simone Mularoni che ha tirato fuori un prodotto incredibilmente massiccio e distruttivo, quando lo abbiamo ascoltato per la prima volta non credevamo alle nostre orecchie! Oltretutto, essendo Mularoni un chitarrista spaventosamente abile, ha partecipato come ospite sul nostro album, registrando un assolo di chitarra nella traccia intitolata “Order Of The Black”.

5. Secondo te quali peculiarità differenziano "Privilege to Overcome" da altri thrash metal album dell'underground italiano ed estero?

- Io penso che “Privilege…” sia un buon esordio, anche se sono sicuro che in futuro potremmo fare di meglio. Di certo all’interno di esso non mancano i ritornelli diretti, i cori, gli assoli al fulmicotone, i riff spacca collo e i break down orecchiabili… Credo anche che ci sia una giusta dose di aggressività e di melodia. Facendo parte della band non riesco personalmente a capire del tutto che effetto possa fare su un ascoltatore estraneo, ma so di certo che ogni singola nota e ogni colpo di batteria di questo album sono stati pensati e ragionati e mai lasciati al caso.

6. Quale ruolo assume il guitar work in un album thrash come il vostro? Ovviamente senza sminuire gli altri strumenti/membri del gruppo. Quale pensi sia la forza indispensabile per rendere convincente questo genere musicale? Personalmente penso che tutti i componenti degli Ultra-Violence siano molto validi.

- Il guitar work è fondamentale! E’ proprio da un riff di chitarra che prende vita una canzone tipo degli Ultra-Violence. Secondo me la forza indispensabile per rendere convincente un genere come il Thrash Metal sta nella struttura dei brani e nella selezione di riff e passaggi veramente convincenti. Perché penso che qualsiasi band sia in gradi di comporre un paio di riff poco originali suonati sopra al classico tupa-tupa senza risultare per niente convincenti.



7. A parte i bei riff e la potente sezione ritmica, ho trovato molto interessante il tuo lavoro sul cantato. Bella timbrica e ottimi arrangiamenti!

- Grazie mille! Ho lavorato duramente alle parti vocali cercando di utilizzare diversi stili di canto, per quanto la mia voce lo permetta, dando spazio a linee di voce a tratti melodiche, a tratti gutturali e a tratti stridule e acide… Sono soddisfatto del risultato.

8. Quali sono i gruppi che ti hanno maggiormente convinto negli ultimi anni? Non solo dell'ambito thrash metal. Quali quelli della vecchia scuola che continui a consumare incessantemente?

- Gruppi come Overkill, Testament, Destruction ed Exodus continuano a convincermi, disco dopo disco… avranno anche fatto qualche passo falso in passato, ma oggi, in totale periodo di revival, stanno di nuovo dando il meglio di loro, sfornando album veramente validi. Ultimamente però sono i gruppi più “giovani” che vengono riprodotti costantemente dal mio ipod! Gruppi che hanno imparato la lezione dai grandi del passato e che ora hanno da dire la loro con album incredibilmente freschi e interessanti. Parlo di gruppi come Havok, Angelus Apatrida, Crisix, Evile, Gama Bomb, Gojira, Hatchet, Lazarus A.D., Lost Society, Revocation, Suicidal Angels, Sylosis, Tantara, Vektor, Violator, Warbringer e i nostri compaesani Mad Maze, Game Over, National Suicide e Hyades! Chiedo scusa per il vastissimo elenco ma sono tutti gruppi che apprezzo molto.

9. Senti Loris, visto che stai parlando con un vero appassionato di thrash metal, ti voglio fare un'altra domanda specifica: Secondo la tua opinione, tra Testament e Slayer quale dei due gruppi sta continuando a tenere alta la qualità musicale? Riguardo la scuola tedesca preferisci i Sodom, Destruction oppure Kreator?

- E’ un piacere parlare con qualcuno che se ne intende! Anche se adoro tutti e due i gruppi in questione personalmente penso che (considerando solo gli ultimi lavori) i Testament stiano sfornando degli album degni del loro nome e del loro passato… mentre invece gli ultimi album degli Slayer non mi convincono del tutto, forse questo è anche dovuto ai recenti problemi che la band ha avuto per quanto riguarda la stabilità della formazione. Vedremo come faranno adesso senza Lombardo e senza Hanneman (R.I.P.). La tua seconda domanda mi mette un po’ in difficoltà, mi piacciono molto tutti e tre i gruppi, ma se devo sceglierne uno soltanto il mio voto va ai Destruction. E’ solo una questione di gusti, ma penso che siano eccezionali!



10. C'è un brano che reputi più rappresentativo sul vostro "Privilege to Overcome"?

- No, non ce n’è uno in particolare… anche perché io li trovo tutti molto diversi! Forse quello che ci rappresenta di più è “Turn Into Dust” che ricorda agli ascoltatori quanto siamo legati al thrash metal old school. Al contempo brani come “Stigmatized Reality” e “10.000 To Spread My Hate” mettono il luce la nostra varietà di scelte compositive e strutturali.

11. Come siete entrati in contatto con la Punishment 18 Records?

- Siamo entrati in contatto con Corrado della “Punishment” grazie a Luca Bosio (ex capo redattore di Rock Hard) che gli ha proposto di inserirci nel roster della sua etichetta. Corrado ha dato alle stampe “Wildcrash” (il nostro EP di debutto) nel 2012 e “Privilege To Overcome” nel 2013.

12. L'artwork del grande Repka è veramente notevole! Avete scelto uno dei suoi tanti lavori oppure tale illustrazione è stata dipinta appositamente per gli Ultra-Violence?

- L’illustrazione è stata dipinta appositamente per il nostro album e si lega strettamente al nostro nome in quanto raffigura un atto della tanto amata ultra-violenza praticata dai drughi del film “Arancia Meccanica” da cui deriva appunto il nostro moniker.

13. Qualche parola sui testi del gruppo...

- I testi delle nostre canzoni richiamano gli stilemi classici del genere. Nel nuovo album si parla di licantropi, demoni, streghe, religione, guerra e odio. Con una piccola eccezione per l’ultima coppia di tracce “When Future & Past Collide”, una introduzione strumentale, e “Ride Across The Storm” il cui protagonista è un viaggiatore del tempo che a causa del suo vagabondaggio tra una dimensione e l’altra si ritrova nell’oblio più totale avendo raggiunto il punto di non ritorno ed essendo costretto alla permanenza in un limbo in cui il tempo è sospeso per sempre.

12. Ora che "Privilege to Overcome" è stato pubblicato quali sono le vostre aspettative, speranze, progetti?

- Speriamo che esso venga accolto positivamente dalla critica e dai fan del genere. La nostra speranza è quella di intraprendere un tour per promuovere l’album! Nel frattempo stiamo partecipando a numerose serate e festival metal in Italia e stiamo componendo del nuovo materiale per la prossima release…

14. Grazie per l'intervista. Avanti così Ultra-Violence.

Grazie a te del tuo tempo e dello spazio sulla tua webzine!

Ricordiamo che potete trovare tutte le news sulla nostra pagina Facebook all’indirizzo: facebook.com/ultraviolencemetal

Potete comprare i nostri CD e le nostre T-Shirt nel nostro negozio online all’indirizzo: ultraviolencemetal.bigcartel.com

E come ultima cosa vi informiamo che il nostro album “Privilege To Overcome” è disponibile anche in formato vinile grazie all’etichetta “Night Of The Vinyl Dead”! Un saluto a tutti! Stay Thrash!



CONTATTI: facebook.com/ultraviolencemetal

ULTRA-VIOLENCE line-up:

Loris Castiglia - Voce/Chitarra
Andrea Vacchiotti - Chitarra
Roberto "Robba" Dimasi - Basso
Simone Verre - Batteria

RECENSIONE:
ULTRA-VIOLENCE "Privilege to Overcome" CD 2013 - punishment 18 records



Recensione: THAW "Thaw"
CD 2013 - avantgarde music




Le ambientazioni cupe dei polacchi THAW, fatte di suoni molto variegati, ricercati, ma da ritmiche dal suono pesante e ossessivo hanno raggiunto un alto livello di evocazione. Oggi la loro musica è diventata una vera esperienza, qualcosa di trascendentale che permette all'ascoltatore di viaggiare verso mondi sconosciuti. Le potenzialità espresse su questo omonimo album sono veramente notevoli e il fatto che i Thaw non abbiano schemi fissi o limiti di nessun genere fa aumentare l'intensità. Hanno tracciato un confine col passato per guardare avanti, evolvendosi, senza per forza tornare indietro. La musica suonata dai nostri potrebbe essere vista, assolutamente, come il tentativo di creare ambientazioni oscure, misteriose, per enfatizzare il sound in sé e non le persone che stanno dietro gli strumenti. Ogni brano inserisce la propria atmosfera, dando luce a differenti tipi di sentimenti, ogni genere può creare sconfinate emozioni, dipende dai contenuti... Quelli di "Thaw" sono accattivanti
e meritano tutte le vostre attenzioni. Musica con la "M" maiuscola, da apprezzare e assimilare lentamente fino in fondo solo quando si ha il tempo per farlo, altrimenti non sarebbe possibile concentrarsi su tutti
i particolari presenti e sulle soluzioni scelte. La profondità delle varie "The Gate", "Ancestors", "Kiara", "Under The Slag Heap", riflette la sensibilità artistica e il carattere dei musicisti coinvolti nel progetto. Una personale espressione/visione che muta continuamente senza conoscere barriere. Piaceranno a chi ha assimilato la linfa di Neurosis, Isis, i Breach di "Kollapse" e varie entità post/black metal come Cult
of Erinyes, Deathspell Omega, Ascension (GER). Acquistatelo!

Contatti: thaw.bandcamp.com

"THAW" TRACKLIST: The Gate, Ancestors, Divine Light, Kiara, World's Grave, Hunted Prey, Under the Slag Heap.


venerdì 24 maggio 2013

Recensione: SORCERY "Arrival At Six"
CD 2013 - xtreem music




I SORCERY controllano gli strumenti con una meticolosità dirompente e, di conseguenza, il loro sound si manifesta senza mai scadere nel rumore fine a se stesso. "Arrival At Six" rappresenta un ottimo traguardo osservando il percorso underground della band svedese, iniziato nel lontano 1987, quando la scena 'Swedish Death Metal' prendeva piede. Sentire questi riff intricati, questa sezione ritmica martellante, accompagnati dalla voce abrasiva di Ola Malmström, non lascia dubbi sulla caratura dei nostri e la combinazione ritmo / groove è assolutamente assicurata! Non hanno mai avuto fretta i Sorcery (pensate che l'ultimo full-length "Bloodchilling Tales" è datato 1991). La strepitosa padronanza nell'esprimere le loro idee li fa risultare vincenti su tutti i fronti ed è emozionante sentirli nell'atmosfera giusta, proprio perché il metal estremo non ha bisogno di eccessivi tecnicismi per risultare coinvolgente, spesse volte i gruppi dovrebbero solo avere gusto compositivo. Beh, che altro dire? Un marchio di fabbrica, uno stile inconfondibile, proiettato avanti con maestria, coerenza e brutalità! Proprio questi aspetti li contraddistinguono da gran parte delle death metal band odierne, a modesto parere. Anche se la mia recensione su "Arrival At Six" arriva con ritardo non poteva mancare su Son of Flies webzine. Ora, spero solo che i Sorcery possano rimanere attivi a lungo. Grande band.

Contatti: sorcery.se - xtreemmusic.com

"ARRIVAL AT SIX" TRACKLIST: We Who Walk Among the Dead, Created from Darkness and Rage, Master of the Chains, United Satanic Alliance, Arrival at Six, Warbringer, Maculated Life, Beyond the Wall, Reborn Through Hate.


giovedì 23 maggio 2013

BLEACH EATER e JAK TRIPPER prodotti da SUPERCOVEN




Il rapper americano GORE ELOHIM (GORETEX, ex NON PHIXION) ha prodotto l'album di debutto della death metal band newyorkese BLEACH EATER. Un incrocio musicale tra Morbid Angel e Terrorizer. Inoltre farà uscire un'altro potente artista rap denominato JAK TRIPPER. Entrambi verranno pubblicati su SUPERCOVEN.

CONTATTI:

goreelohim.com
facebook.com/jprogresso
facebook.com/bleacheater

Di seguito i video promozionali:


JAK TRIPPER








BLEACH EATER



Recensione: HEBOSAGIL "Lähtö"
CD | LP 2013 - ektro records




La frase incazzata del singer apre l'opener "Ei Ole Mitään Mihin Palata" come fosse un'istantanea chiamata alle armi! Ed proprio così ascoltando
i contenuti battaglieri e violenti del nuovo terzo full-length "Lähtö".
I finlandesi HEBOSAGIL sono un discreto esempio di versatilità sonora... Componente che permette ai differenti generi estremi proposti dal gruppo di confluire nell'unica tempesta presente nel disco. Questi musicisti sanno sicuramente come tenere alta la tensione pur ancorandosi a solite strutture non proprio originali, infatti "Lähtö" ne è la prova: 25 minuti di pura aggressione, mobilitata da strutture speed/thrash metal/hardcore e passaggi sludge/doom spiritati. Comunque, gli Hebosagil non mancano di irruenza, risultando compatti sia strumentalmente che sul duro impianto verbale in lingua madre. Il 'running time' dell'album è agitato da varie forze sotterranee e alcuni pezzi ricordano da vicino il sound melmoso della Louisiana ("Ei Ole Mitään Mihin Palata", "Valinta", "Padon")... quello partorito dai vari Eyehategod, Superjoint Ritual, per intenderci. Il problema di dischi come questo è sempre lo stesso, non sono lavori brutti, ma alla lunga emanano un fetore già sentito. "Lähtö" potrebbe piacere ai più integralisti.

Contatti: ebosagil.com - facebook.com/Hebosagil

"LAHTO" TRACKLIST: Ei Ole Mitään Mihin Palata, Valot Päälle, Valinta, Kävelet Pois, Matkalaulu, Padot, Valmis Mihin Vaan, Juippi


mercoledì 22 maggio 2013

Recensione: ORCHID "The Mouths of Madness"
CD | LP 2013 - nuclear blast




Che goduria ascoltare e riascoltare questo disco! Veramente un lavoro raggiante se pur condizionato dallo spettro dei migliori Black Sabbath. Questi americani tornano alla ribalta con un heavy-hard rock da gustare ad alto volume, brani che ci riconsegnano la band in veste più dinamica, più propriamente orecchiabile rispetto alla precedente opera "Capricorn" - 2011 (date un ascolto alla title track "The Mouths of Madness"). Gli ORCHID hanno voluto (senza ombra di dubbio) dare un'altro po' di gloria al bellissimo contesto musicale che si rifà agli anni '70, e tutto ciò gli riesce dannatamente bene nelle indelebili tonalità esecutive. "The Mouths of Madness", pur non spostando di molto le coordinate del suono dei Sabbath, riconferma a 360° la vera vocazione per certe dinamiche retrò, cupe e distorte. Ciò che colpisce, al di là dell'indiscutibile talento dei nostri è proprio la visceralità dei nove pezzi presenti nel disco, che riescono sempre a sorprendere per vigore e urgenza (esempio: "Marching Dogs Of War", "Nomad", "Wizard of War"). Anche la conclusiva "See You On The Other Side" è da brividi. Insomma, gli Orchid corrono veloci sulla strada rovente della percezione regalandoci un bel viaggio mentale. Ascoltateli con attenzione perché sapranno coinvolgere i vostri sensi.

Contatti: OrchidSF.com - facebook.com/orchidsf

"THE MOUTHS OF MADNESS" TRACKLIST: Mouths Of Madness, Marching Dogs Of War, Silent One, Nomad, Mountains Of Steel, Leaving It All Behind, The Loving Hand Of God, Wizard Of War, See You On The Other Side.




martedì 21 maggio 2013

Recensione: MACHETAZO "Ruin"
CD 2013 - doomentia records




I MACHETAZO (attivi dal 1994) riaprono le porte del mattatoio per una nuova putrida carneficina, squarciando la carne con violenza deviata... Fedeli alle nefandezze più estreme della scuola gore/death/grind. Nella loro sconcertante manifestazione, si presentano alcune varianti riguardo a quelli che sono in generale ritenuti i comportamenti tipici delle band del genere, naturalmente, caratteristiche che non devono far pensare a nessun tipo di innovazione specifica. Semplicemente gli spagnoli hanno saputo mantenere costante lo stile cercando di migliorarlo nel tempo.
Al sottoscritto i Machetazo piacciono proprio perché riescono a tenersi
a galla nelle acque melmose dell'old school. Dopo essere stato per lungo tempo un genere principalmente di nicchia con discreti contributi da parte di etichette più o meno valide, ha conosciuto negli ultimi dieci anni uno sviluppo planetario, con formazioni distribuite nell'arco di quattro continenti. I Machetazo sono parte integrante della scena Europea e riescono a loro modo ad essere ancora competitivi. Dal nuovo "Ruin" emergono tutte le componenti che hanno reso celebre il gruppo: suoni marci, riff taglienti, ritmiche tirate a tratti mozzate da improvvisi agganci doom, growl/scream nevrotici. I loro seguaci continueranno a venerarli, tutti gli altri avranno tempo per giudicarli nel bene e nel male. "Ruin" spurga cattiveria, rianimando alcune cult band: Impedigo, Repulsion su tutti.

Contatti: facebook.com/OfficialMACHETAZO - info@machetazo.org

"RUIN" TRACKLIST: Horca, Ectoplasma, Apariciòn, Espectro, Revientas, Fauces, Tinieblas / Ritual, Tanatorio, Desenterrado, Mazmorra, Desfigurado, Tétrico, Ruinas.


lunedì 20 maggio 2013

Intervista: GORE ELOHIM (Supercoven) - "IL SIGNORE DEL MALE"






UN ALTRO PERSONAGGIO IMPORTANTE ENTRA NEL TEMPIO DI SON OF FLIES WEBZINE. HO AVUTO L'OPPORTUNITA' DI CONCRETIZZARE QUESTA INEDITA, INTERESSANTE E APPROFONDITA INTERVISTA CON 'GORE', RAPPER NEWYORKESE EX. 'NON PHIXION' (FONDAMENTALI ALL'INTERNO DELLA SCENA HARDCORE RAP DEI TEMPI). MESSA DA PARTE QUELLA PARENTESI NEL 2006, GORE INTRAPRESE LA SUA STRADA SOLISTA. INFATTI NEGLI ULTIMI ANNI/TEMPI E' DA MOLTI CONOSCIUTO COME SUPERCOVEN, GORETEX, OGGI (APPUNTO) DIVENTATO GORE ELOHIM. PRONTO AD ESPLODERE CON
IL SUO NUOVO ALBUM "ELECTRIC LUCIFER" (A BREVE L'USCITA). L'INTERVISTA
E' STATA UN'OCCASIONE PER CONOSCERE QUALCOSA IN PIU' DEL PASSATO, DEL PRESENTE E MOLTO ALTRO ANCORA. RINGRAZIO L'AMICO LEONARDO "SUNDAY" DEI SAVONESI DSA COMMANDO PER AVERMI MESSO IN CONTATTO CON IL GENTILE E DISPONIBILE RAPPER.

1. Ciao Gore. Voglio ringraziarti anticipatamente per la tua gentile disponibilità nel rispondere a questa mia intervista! Sono felice che i tuoi fan italiani possano leggere qualcosa in più sulla tua attuale situazione artistico/musicale a nome Gore Elohim...

- Hell, brother... E' bello essere incluso nella tua webzine. Sono contento che la mia famiglia di culto italiana mi abbia sostenuto durante tutto questo tempo (buono e cattivo). Questa è la verità... Beh, il mio background è un miscuglio tra mia madre (r.i.p.) che era bianca e mio padre messicano. Sono entrato in contatto con la musica in un'anomala giovane età, forse avevo 4 anni. Mi sono avvicinato con i dischi che possedeva mio padre, a quel tempo lui lavorava in un distributore musicale a Long Island, a New York, perciò era in grado di ottenere, o rubare (hahaha) tutti i nuovi album che arrivavano da ogni dove. Più tardi, negli anni, affermò che avrebbe preso circa 500 dollari a settimana in dischi quando il suo capo si rifiutò di pagarlo. Insomma, c'era un sacco di "fottuta musica e cultura", intorno a me. Qualsiasi cosa, da Zappa a Syd Barrett ai Soft Machine. Quelle copertine hanno influenzato fortemente la mia atmosfera. Ho iniziato ad avere i miei primi dischi a 5 anni... Se non ricordo male possedevo Blondie, Ramones e i Kiss... Sono anche stato in grado di rubare dei dischi dalla biblioteca pubblica a Long Beach. Ero finalmente preso bene mettendo degli album nella mia borsa, e sono anche stato sbattuto fuori da qualche grande coglione della sicurezza. Ero in difficoltà a casa per aver rubato quegli album dalla libreria. Così ho iniziato ad addentrarmi nel mondo del metal e nel rap, non era nemmeno chiamato hip hop allora, verso gli 8 anni ho capito che volevo fare il musicista, ma non sapevo cosa suonare. A quei tempi, volevo avere il look dei Kiss ma suonare come Rappers Delight. Ho avuto alcune idee bizzarre allora, che influenzarono l'ambiente che mi ha portato dove sono oggi. Avevo una rivista Metal a 14 anni, chiamata "Graphic Violence", i suoi contenuti erano dedicati a band metal del brutal death e anche del thrash. Custodivo il primo numero con all'interno gruppi come: Obituary, Immolation, Kreator, Testament, Nuclear Assault, Necrodeath... Nei contenuti c'era veramente un sacco di materiale/input per un bambino, ma in realtà non è mai venuto fuori nulla di tutto ciò... per poche ragioni di merda... quindi si, sono stato coinvolto nella musica estrema per tutta la mia vita, suppongo. I ragazzi normali giocavano con i giocattoli e le figurine di baseball mentre io studiavo i credits degli album sul retro o i dischi stessi.

2. Qual è il tuo background? Perché nel corso degli anni hai scelto di esprimerti attraverso questo tipo di musica? Se puoi, dammi una breve descrizione di come ti sei evoluto, dagli inizi alla tua forma attuale...

- Penso di essermi evoluto in un certo senso. Quando ho iniziato, non c'era molta negatività in giro, non esistevano orrore o stili satanici, nulla di tutto ciò. Non so, forse trovai qualcosa verso il sud/midwest nella metà degli anni ottanta, 'vera merda' intendo... Era un suono che non avevo sentito prima e decisi di inserirlo nell' hip hop. All'inizio, il mio stile era più aggressivo, roba un po' più 'shock'. Si trattava di violenza senza molta sostanza dietro, ma che era pur sempre divertente, dopo un po' ho voluto ampliare la mia tela. Penso che nel corso degli anni, sono andato avanti e indietro su un paio di stili diversi, mantenendo necessariamente l'oscurità in essi.



3. Prima di entrare nei più recenti avvenimenti che ti riguardano, mi piacerebbe tornare indietro nel tempo e sapere cosa causò la fine dei NON PHIXION nel 2006... Potranno mai riformarsi?

- Sono contento che la gente goda del mio vecchio lavoro, è bello sapere che lo amano ancora e questo vuol dire molto per me. Avrei voluto cambiare molto di esso, ma questo non importa sai?... Nessun pezzo d'arte è mai veramente finito, ad un certo punto basta fermarsi e metterlo da parte. Ho parlato con un sacco di persone da tutto il mondo e, molti mi hanno raccontato storie diverse su cosa significasse per loro... Addirittura un ragazzo mi diceva che la moglie è morta in un incidente d'auto e il CD che ascoltava in quel momento era Goretex "The Art Of Dying", quindi, potete immaginare quel marito in che cattivo stato si trovava. L'ho raggiunto per sostenerlo perché lui era davvero colpito da ciò. Insomma, un sacco di storie su come quella musica ha aiutato le persone o dato loro la forza per reagire. Quindi quegli album significano qualcosa per me in questo senso.

4. Perché la decisione di cambiare il tuo nome? GORETEX con GORE ELOHIM.

- Ho cambiato il mio nome a causa di una questione legale con la società Gore-Tex, è stato un grosso problema per un po' di tempo, quindi ho dovuto cambiare il mio nome legalmente, sono stato un po' depresso per non aver più potuto utilizzare il mio nome 'Goretex', ma comunque questa gente ha succhiato il mio cazzo haha ... Ho fatto un sogno in una notte, dopo aver mangiato alcuni funghi allucinogeni... e le due parole 'Gore Elohim' sono apparse su di me, come una nuvola... Un sogno molto strano.

5. La tua voce, i beats, le atmosfere nel tuo materiale sono sempre state inconfondibili... Rimango sempre sorpreso dal tuo approccio musicale ogni volta che ti riascolto... giorno per giorno... È incredibile! Fin dagli inizi, suoni come una bomba contro la società di merda! È corretta la mia opinione?

- Haha, sì è possibile, forse suono come una bomba all'idrogeno o un 'treno' bomba giapponese, non so. Mi piace utilizzare differenti patterns e stili di canzoni, per me è importante non rimanere mai sullo stesso flusso per tutto il tempo, niente deve essere noioso, quindi cerco di mantenere tutto brutale. I miei flussi sono taglienti come riff di chitarra. Questo potrebbe definirsi all'idrogeno.



6. La tua musica è più profonda e controversa... ricca di idee, i testi influenzati pesantemente da questa società del cazzo... tutto ciò scorre su di una struttura opprimente delle canzoni... Perché? Da dove prendi l'ispirazione? ...Libri, film, esperienze di vita vissuta?

- Per ogni cosa ho preso ispirazione da tutto ciò che mi circondava in quel momento. Mio padre, per qualche motivo, mi ha lasciato un mucchio di libri sulla stregoneria, così ho scoperto lentamente le chicche che giravano intorno a quell'universo... Poi, come ho detto prima, sono stati importanti tanti album, libri, alcune ceramiche e antichi manufatti provenienti dal Messico, come dallo Yucatan che è stato una grande influenza quando mi recai alle piramidi a gradoni. Ho avuto un cambiamento spirituale in quel luogo, ma solo dopo aver raggiunto molte delle idee che volevo esplorare, davvero difficile da descrivere a parole. Inoltre ho letto un sacco di roba di Carlos Castenada. I film sono sempre stati una parte importante del mio processo creativo, anche la sola merda che guardo oggi. Significano molto per me quando sono in una brutta zona o luogo negativo. Mi piacciono molti generi diversi, dai 60's exploitation film a Fellini... Kubrick, Jack Hill, tutti i grandi registi. Dai sadici satanici a Manhunt, e qualsiasi cosa con Henry Silva, oppure colonne sonore provenienti dall' Italia, le migliori al mondo haha.

7. "Lord Of Plague" è stata la prima canzone estratta dal tuo prossimo nuovo album "Electric Lucifer" a nome Gore Elohim. Perché la decisione di collaborare con Leonardo "Sunday" degli italiani DSA COMMANDO? Ti piace la loro musica? Per quanto mi riguarda i DSA sono veramente incredibili! Hanno una mentalità 'vera' e molto underground, proprio come te (assolutamente no posers!). Recentemente avete collaborato sulla song "Spread The Infection"...Che mi dici al riguardo...

- Conosco 'Sunday' da un bel po' di anni e come tempo fa' ci ritroviamo a darci supporto a vicenda per entrambi i progetti. Lui è un vero talento, uno dei migliori produttori del momento che purtroppo non emerge nella scena musicale come dovrebbe. Ha lavorato un po' sul mio nuovo album e sono felice che ci sia. Ovviamente sarà presente in tutto quello che seguirà per quanto mi riguarda. Le persone che lavorano con lui sono quella che si chiama una vera "famiglia", capisci a cosa mi riferisco?... Quel tipo di relazione che se lui dovesse mai uccidere qualcuno e tagliarlo a pezzi per poi buttarlo via o nasconderlo...beh, lui lo sa' che potrà contare su di me! Supporto i DSA COMMANDO anche se non parlo la lingua italiana (su cui sto lavorando...haha...), ma posso dire che quello su cui viaggiano è sicuramente estasiante come una droga e loro sanno quello che fanno, capisci quello che intendo vero? La musica e più grande di qualsiasi lingua e di sicuro le loro tracce sono iniezioni letali.

8. Quando uscirà l'album "Electric Lucifer"? Se dovessi descrivere le nuove canzoni? Quali sono le tue aspettative?

- L'album non è ancora uscito, forse verrà pubblicato il 28 giugno o giù di lì... Penso che la mia attuale espressione musicale sia più al passo con la società odierna. L'energia, la violenza, il dolore e l'odio sono inclusi nel disco, come sempre, solo che li ho osservati dai diversi angoli delle strade, questo è un lavoro molto 'street'. La strada è dove vivo, la mia casa è lì. È possibile ottenere ciò con esperienze vere e solo così tutto può essere sincero... Capisci? ... Penso che i beats siano molto street e chiunque potrà relazionarsi con essi, se vi sono piaciuti i Non Phixion, o qualsiasi mia roba solista. E' un sound 'raw'.

9. La parola UNDERGROUND significa qualcosa per te?

- Underground non significa nulla nel 2013. Ciò significa che non sopravviverete, dovrete commettere crimini per sopravvivere e voi non lo farete. Questo non è per voi. C'è musica orribile ovunque e ultimamente ho ascoltato un sacco di cattivo 'underground'. Solo perché non si è Rick Ross non significa che sia buono.



10. Il tuo nome è diventato un 'must' per molte persone. Dopo molti anni nella scena musicale credo sia una grande soddisfazione... Sei felice di tutto ciò e dei risultati raggiunti?

- No, non sono mai contenuto o felice, perché dentro me sento di non aver messo fuori il mio lavoro migliore, qualche volta ho paura perché non so se riuscirò realmente a farlo, quindi paura che la gente non possa sentirlo. Ma, una volta che avrò pubblicato il mio nuovo materiale molti si sentiranno meglio, sono sicuro ahaha. Insomma, voglio dire che probabilmente il mio miglior lavoro è nel passato e ora per me è una nuova era. Io non mi guardo mai indietro... davvero.

11. Quando è buono/speciale un flow nel rap?

- How many times the rewind button is hit! (ho preferito lasciare la risposta in inglese! / NdR)

12.Parlami delle tue influenze, sia quelle del passato che le attuali...

- Come ho detto prima... Probabilmente sono influenzato da ogni album che ho amato, a prescindere dal genere. Prima di tutti i Black Sabbath, ovviamente... poi, James Brown, Goblin, Beach Boys, Nino Nardini, Exodus, Run DMC, Fat Boys, EPMD, Motley Crue, Clash, David Axelrod, Ennio Morricone...

13. Come descriveresti la scena musicale di New York?

- Qui la scena è quella che è, principalmente una scena 'hipsters' in 'tight womans spandex' e con pantaloni da yoga, è tutto lercio... io non mi riconosco in questo orrore. Tutti si credono rapper, produttori, ma per molti la musica non è la prima cosa, non conoscono la storia di essa, quindi in giro ci sono solo un sacco di Mac Millers...o vicini a terribile merda come quella. La maggior parte della gente è così.

14. Tutti facciamo degli errori nella nostra vita... Tu hai dei brutti ricordi? Per esempio: droga, carcere, cattive amicizie... Ripensandoci ora, c'è qualcosa che cambieresti del tuo passato?

- Chiunque io conosca ha attraversato periodi difficili, a meno che tu non sia una puttana truffatrice che non paga i suoi debiti o che ignora le sue scadenze, non conosco altre alternative. Ho "pagato" mille volte in più del dovuto tanto da aver rinunciato a parlare al riguardo, poi ti ritrovi tutti questi ragazzini tramite Twitter e tutto ciò che è relativo, loro credono di essere veri artisti. Non si può tornare indietro nel tempo e anche se vorremo cambiare alcune cose che abbiamo fatto o avremmo voluto affrontare in maniera diversa è solo una perdita di tempo. Non serve sentirsi colpevoli per un qualcosa che ti porta al nulla visto che è ormai parte del passato, sarebbe un'auto distruzione. La vita è breve. È per tutti prima o poi finirà e molto presto.

15. Gore è stato un piacere parlare con te. Questa per me è un'intervista speciale e spero che sarà un modo per creare aspettative al tuo nuovo disco. Grazie! Quali sono i tuoi piani per quest'anno? Ultime parole, rimpianti o speranze?

- Bene... Quest'anno spero di essere occupato, "Electric Lucifer" sarà disponibile dalla prima settimana di luglio... ho anche messo fuori una band death metal di New York chiamata "Eater Bleach", ho prodotto il loro album di debutto e lo sto pubblicando su Supercoven. Suonano come i Morbid Angel con una goccia di Terrorizer. Ci sarà anche il Supercoven mixtape così come un nuovo artista di nome Jak Tripper... Si sarà anche sentito un sacco di rumore su di esso. Troverete tutto disponibile su GoreElohim.com . Then later this year, the follow up to Electric Lucifer, so stay tuned. HAIL SATAN !



CONTATTI: goreelohim.com - facebook.com/GoreElohim

GORE ELOHIM line-up:

Gore - Voce



domenica 19 maggio 2013

Recensione: NORTH ATLANTIC DRIFT "Monuments"
CD 2013 - sound in silence




Il primo ascolto di questo disco è passato velocemente, al successivo l'unica frase che riecheggiava nella mia testa era: 'meraviglioso', al terzo giro "Monuments" mi ha veramente folgorato con la sua splendida complessità. Un lavoro da avere, da conservare e ascoltare nei momenti più intimi, riservati. I canadesi NORTH ATLANTIC DRIFT arrivano al cuore molto velocemente e lo fanno toccandolo con una delicatezza raffinata, pachidermica. Siamo di fronte a ottimi musicisti, completi, che sanno come emozionare intensamente. Il secondo full-length dopo "Canvas" del 2012 e due EPs dello stesso anno, arricchisce la proposta con grande originalità e regge benissimo il confronto con dischi/gruppi di un certo calibro, questo a dimostrazione che l'underground partorisce in maniera frequente nomi validi e di enorme spessore. I suoni di "Monuments" si abbandonano all'infinito, ma la vera colonna portante su ogni brano sono le atmosfere emozionali che la macchina North Atlantic Drift produce ininterrottamente. Questa band proveniente da Toronto zittisce grazie ad un album che va sicuramente oltre tutte le aspettative e che diventerà ben presto la colonna sonora preferita per molti di voi. Davvero ottimi.

Contatti: northatlanticdrift.bandcamp.com

"MONUMENTS" TRACKLIST: Passing Time, Monuments, Concrete Oceans, Sandlab, I Have Never Seen the Light, Scholars of Time Travel (Pt. 2), Sun Dial.


sabato 18 maggio 2013

Recensione: BLOOD RED THRONE "Blood Red Throne"
CD 2013 - sevared records




I BLOOD RED THRONE sono una garanzia all’interno del regime estremo! Nel corso dei loro 15 anni di attività hanno dimostrato una buona personalità compositiva che li ha contraddistinti nell’underground. Un modus operandi valido e di notevole forza espressiva. Oggi, questi guerrieri norvegesi ritornano più violenti ed efficaci a due anni di distanza dal precedente “Brutalitarian Regime”, lavoro che li aveva consacrati come alfieri del death metal nordico. Il nuovo “Blood Red Throne” è un attacco furibondo, sanguinoso, che non concede la possibilità di sottrarsi al dolore proprio perché i cambi di tempo all’interno dei pezzi sono così taglienti da lasciare ferite profonde e inevitabili. La differenza sostanziale nel presente del gruppo è una maggiore dose di melodia emersa dal riffing e un groove ossessivo sulla serratissima sezione ritmica. Anche la voce si dimostra versatile nel contesto violento in cui agisce e questa efficace padronanza si diffonde per tutta la durata dell'album (tra parti growl and scream). “In Hell I Roam”, “Deatholation”, “Torturewhore” e le altre rasoiate presenti faranno sicuramente la felicità dei fanatici. “Blood Red Throne” non è un capolavoro anche perché risente dei mostri sacri (Malevolent Creation, Cannibal Corpse...), ma nello stesso tempo contagia nella sua immediata brutalità.

Contatti: facebook.com/BloodRedThroneOfficial

"BLOOD RED THRONE" TRACKLIST: Soulseller, In Hell I Roam, Hymn of the Asylum, Primitive Killing Machine, Deatholation, Torturewhore, Exoneration Manifesto, Dødens Makt, March of the Undying.


Recensione: CRYOBIOSIS "Within Ruins"
CD | DIGITAL ALBUM 2013 - cryo chamber




Il romeno Cristian Voicu si serve del progetto CRYOBIOSIS per recuperare la figura della sua dissoluzione, un passo cruciale di quel rapporto tra realtà e ignoto. In "Within Ruins" l'oscuro schema spaziale serve per centrare meglio l'atmosfera durante questo cataclisma inventivo, episodio principale dell'esecuzione sonora, binario indispensabile per separare l'artista dalla continuità del mondo in cui l'essere vivente è costretto a vivere. Così ogni traccia composta conserva su di sé la vera tensione dell'interiorità, che diventa il racconto, la sembianza illusiva. Nella quadratura volumetrica sospesa nello spazio di Cryobiosis, lo sviluppo della profondità raggiunge livelli inaspettati, un punto di osservazione attento, ma nello stesso tempo caratterizzato da una tangibile pienezza informale. L'esaltazione musicale di questa condizione di decadenza imprime all'album una tale captazione visiva da conferirgli una densità d'espressione unica. Ci sono brani da pelle d'oca come "Frigid Silence", "Recollection", "Murkfall". Cryobiosis è consigliato agli amanti del dark/ambient di spessore. "Whitin Ruins" è stato pubblicato l'8 Maggio da Cryo Chamber, etichetta di Simon Heath (Atrium Carceri, Sabled Sun).

Contatti: facebook.com/pages/Cryobiosis/357874834307742

"WITHIN RUINS" TRACKLIST: Enthrall, Frigid Silence, Somewhere Safe, Recollection, The Corridors Beneath, Murkfall, Corroded, Through Debris, Forgotten, As the World Decays, Departure, Serenity.


venerdì 17 maggio 2013

Recensione: LLEROY "Soma"
CD 2013 - DIY conspiracy




Ruggisce incattivito il sound degli italiani LLEROY! "Soma" è il secondo album dopo "Juice of Bimbo". Beh... che dire? I nostri picchiano duro e lo fanno con notevole convinzione. Si, questi musicisti hanno tutte le carte in regola per contrastare alcune forze provenienti dall'estero (sia Europa o America). Assestano la line-up con il cambio del bassista (entra Chiara Antonozzi), stabilizzano l'italiano nelle lyrics e decidono pure di cambiare città, spostandosi da Jesi a Bologna. Novità necessarie per alimentare maggiori input. I brani presenti nel disco sono nevrotici, distorti, imbastarditi da un approccio noise/core letale esasperato da una produzione azzeccata, sporca e vigorosa. I Lleroy macinano udito e cervello a volumi consistenti, utilizzando frequenze d'urto annichilenti. Ascoltandoli mi sono venuti in mente Unsane, Helmet, Fudge Tunnel, Today Is The Day, Melvins e diverse formazioni della vecchia scena noise/rock degli anni '80/'90. Certi geni te li porti dentro sin dalla giovane età e a volte basta trovare il contesto adatto e le persone giuste per sputarli fuori. Registrato e mixato da Massimiliano Moccia al Blue Record Studio, masterizzato da Maurizio Giannotti. Diverse etichette hanno favorito la pubblicazione del cd: Blinde Proteus, Bloody Sound Fucktory, Sweet Teddy Records, Sangue Dischi, Mescaleros Crew, Only Fucking Noise Records, Narvalo Suoni. Dategli un ascolto, ne vale la pena. I Lleroy danno calci in faccia senza pietà!

Contatti: lleroy999.bandcamp.com - lleroy@hotmail.it

"SOMA" TRACKLIST: Tignola, Cuorleone, Dentro al Cerchio, Don Peridone, Soma, Ultimi Sintomi, Merda Nazionale, Omega999, Pura Grazia


Recensione: PSYCHODEUS "An Ode to the Numinous"
EP 2013 - DIY conspiracy




C'è qualità nelle idee lisergiche dei napoletani PSYCHODEUS, usciti a Maggio 2013 con il debut EP di sole due tracce intitolato "An Ode to the Numinous". 25 minuti bagnati nel liquido seminale del noise e della psichedelia, supportata da un accurato utilizzo di synth e textures.
Così più che noleggiare il sound di altri esponenti rinomati, i nostri preferiscono soffermarsi sulla propria visione d'insieme dando vita ad una dimensione parallela accattivante, nella quale le note sono ben suonate, disposte e arrangiate. Questi ragazzi si dimostrano bravi a catturare l'essenza imprevedibile e in continuo movimento di un certo filone musicale! Ogni musicista nasce libero nella personale sensibilità, infatti i Psychodeus si mettono a disposizione della musica per seguire l'oscillazione instabile, ondeggiando costantemente senza imporsi nessun confine. Consiglio "An Ode to the Numinous" a chiunque sia immerso in tali sonorità. Sono solo attivi dal 2011, ma mi sembra abbiano buone potenzialità. Attendo il full-length. Supportateli.

Contatti: psychodeus.bandcamp.com

"AN ODE TO THE NUMINOUS" TRACKLIST: Maelström, Ceremonies of Passage.


giovedì 16 maggio 2013

Recensione: THE DILLINGER ESCAPE PLAN "One Of Us Is The Killer"
LP | CD 2013 - party smasher inc. | bmg




Dei THE DILLINGER ESCAPE PLAN ho sempre amato/apprezzato l'enorme spirito evolutivo, una determinazione coraggiosa che poche altre formazioni hanno saputo architettare sulle proprie doti tecnico-compositive. Se si ascolta l'intera discografia della band, si noterà di riflesso che nessun passo falso è stato mosso dai musicisti americani e anche quando le sfumature dei loro brani hanno respirato l'ossigeno contaminato dei Faith No More dell'eclettico Mike Patton (impossibile nascondere l'evidenza) niente è venuto meno nel mastodontico songwriting. Proprio l'immensa personalità camaleontica del rinomato singer sembra aver contagiato pesantemente le corde vocali di Greg Puciado (la nuova "One of Us Is The Killer" ne è la riprova) e le intenzioni dei suoi impressionanti compagni (tecnicamente ineccepibili). La musica "adulta" concepita dai Dillinger Escape Plan lascia basiti soprattutto se si pensa al fatto che su qualunque palco viene riprodotta "perfettamente" in ogni particolare mediante una furia fisica da capogiro. Non è praticamente possibile farsi scorrere un disco dei Dillinger come fosse qualcosa di superfluo. Ogni volta una nuova sfida da vincere per questo gruppo e "One Of Us Is The Killer" diventa l'arma bizzarra, indispensabile, con la quale i nostri decidono di affrontare i loro ascoltatori più cari, attenti, esigenti, mettendoli duramente alla prova. Nel sound intricato del disco vengono iniettate dosi massicce di aggressività grazie a distorsioni ben calibrate, tese, sfuggenti ("Prancer", "When I Lost My Beat", "Hero of The Soviet Union", "Crossburner"), ma non mancano momenti in cui le atmosfere più cupe e dilatate si riversano nei pezzi con una sfrenata perpendicolarità capace di sconfinare nell'angoscia. Quando si ha a che fare con professionisti del genere, non è impresa facile trovare le parole giuste per descrivere ogni singola sfumatura delle tracce, proprio perché un disco complesso come "One Of Us Is The Killer" va ascoltato, riascoltato fino alla pazzia affinché lo si possa assimilare in toto. Soggettivamente lo trovo un po' più equilibrato rispetto al precedente e strano "Option Paralysis" del 2010. Insomma, chiamateli pazzi, egocentrici, geniali, ostici... Comunque i The Dillinger Escape Plan rimangono un gruppo unico che ha segnato ed influenzato pesantemente il panorama estremo degli ultimi 16 anni. Questo bisogna continuare a riconoscerglielo. "One Of Us Is The Killer" ce li riporta al meglio delle potenzialità espressive ed esecutive. Album da non perdere!

Contatti: dillingerescapeplan.org

"ONE OF US IS THE KILLER" TRACKLIST: The Prancer, When I Lost My Bet, One of Us Is the Killer, Hero of the Soviet Union, Nothing's Funny, Understanding Decay, Paranoia Shields, CH 375 268 277 ARS, Magic That I Held You Prisoner, Crossburner, The Threat Posed by Nuclear Weapons.


mercoledì 15 maggio 2013

Intervista: WARBEAST - "IL RITORNO DELLA BESTIA"






GLI AMERICANI WARBEAST SONO I PROTETTI ALLA CORTE DI PHIL ANSELMO (DOWN, PANTERA, SUPERJOINT RITUAL....). DI RECENTE USCITI CON IL SECONDO ALBUM "DESTROY" PUBBLICATO NUOVAMENTE DALL'ETICHETTA DEL RINOMATO FRONTMAN DELLA LOUISIANA: LA HOUSECORE RECORDS. IL GRUPPO FORMATO DA EX MEMBRI DI RIGOR MORTIS E GAMMACIDE NON SI RISPARMIA IN QUANTO AD IMPATTO MUSICALE, CONFEZIONANDO UN ATTACCO THRASH METAL CHE SAPRA' CONVINCERE I SEGUACI
DEL GENERE. SICURAMENTE AVERE IL SUPPORTO DI UN CERTO PHIL ANSELMO NON E' COSA DA POCO, MA FORTI DI UNA BUONA ATTITUDINE E PERSONALITA' I WARBEAST SAPRANNO FARSI SPAZIO ALL'INTERNO DEL PANORAMA ESTREMO. HO CHIACCHIERATO CON SCOTT SHELBY E BOBBY TILLOTSON, CHITARRISTI DELLA FORMAZIONE.

1. Ci puoi dare una rapida sintesi sulla storia dei Warbeast? Da dove proviene il nome della band?

Scott - Tutto iniziò quando io, Bruce Crobitt e Scott Shelby, dagli ex gruppi RIGOR MORTIS e GAMMACIDE, decidemmo di formare una nuova band, chiamandola TEXAS METAL ALLIANCE. Subito dopo iniziammo a decollare. Pubblicammo una demo che catturò l'attenzione/interesse di Phil Anselmo della HOUSECORE RECORDS e capimmo che avevamo bisogno di un nome più commerciabile, per questo optammo per Warbeast. Il resto è storia!

2. Quali erano le vostre influenze agli inizi?

Scott - Io ho assorbito tutte le influenze che ogni testa amante del metal possiede: dai Black Sabbath, Judas Priest e Slayer, ai nomi più moderni, come Lamb of God e Cannibal Corpse. Il fattore interessante è che gran parte delle mie influenze provengono dalla scena metal Texana con cui sono cresciuto: Rigor Mortis, Rotting Corpse, Gammacide, Pantera e Hammer Witch.

3. Aprile 2013 è stato il mese che ha visto l'uscita del vostro nuovo album "Destroy". Come descriveresti il disco? Un commento sul processo di scrittura?

Scott - Il titolo dell'album dice tutto! Ce ne siamo venuti fuori con questo nome e poi abbiamo scritto l'album mantenendo lo stesso atteggiamento durante tutto il processo! Il songwriting è stato un po' diverso perché a differenza delle passate registrazioni nelle quali suonammo le canzoni in modalità live, per "Destroy" decidemmo di registrare tenendo separati i pezzi. Sono venute prima le ritmiche e la batteria poi le leads e i testi, amalgamando successivamente il tutto.



4. Come descriveresti il suono attuale dei Warbeast rispetto al precedente disco "Krush The Enemy"?

Scott - Il suono della nuova BESTIA e del nuovo album DESTROY è più pesante e più moderno grazie alla nostra voglia di essere maggiormente aggressivi. I nuovi entrati nella line-up (Bobby Tillotson e Casey Orr) hanno anche contribuito ad un cambiamento del sound. Ora siamo più musicali e diretti ma ancora in evoluzione, ansiosi di iniziare un altro album!

5. Che cosa rende speciale una canzone thrash metal?

Scott - Prima di tutto se è di qualità, poi, deve avere grandi "riff with hooks", emettere un ottima batteria ed una voce potente. Se quando si amalgama tutto, fa venire la voglia di rompere qualcosa, allora si ha una buona canzone!

6. Come avete affrontato la scrittura delle lyrics su "Destroy"?

Scott - A volte le idee arrivavano con un titolo provvisorio, oppure da un riff che mi girava in testa, così Bruce scriveva i testi intorno a tutto ciò. Altre volte lui aveva come una visione dopo aver sentito la canzone, scrivendo secondo una sua prospettiva. Ha avuto anche altra ispirazione dal suo fratello defunto, Jeff Corbitt, scrivendo su di esso...

7. Parlami della copertina dell'album e perché avete scelto di utilizzare un demone come raffigurazione...

Scott - Il demone rappresenta gli attuali Warbeast. Tutto è una continua evoluzione da un design ad un altro e continuerà a cambiare come l'evoluzione stessa della band.



8. Chiunque abbia seguito la band sa che avete un contratto discografico con la Housecore Records. Il primo fan della band è il boss della label: Phil Anselmo (Pantera, Down, Superjoint Ritual...). Come nacque questa collaborazione tra voi? Perché avete deciso di pubblicare anche il secondo album per Housecore?

Scott - Decidemmo di firmare per la Housecore Records fin dagli inizi. Io e Bruce avevamo già avuto a che fare con Phil dai tempi della scena DFW. Lui sosteneva le nostre vecchie band, i Rigor Mortis e i Gammacide, così pensammo che Housecore sarebbe stata la soluzione migliore. Dal momento che abbiamo sempre avuto il supporto di Phil sotto questo aspetto, ci siamo sentiti veramente bene ad avere nuovamente il suo appoggio. Non c'è mai stata una domanda sul perché Phil ci abbia offerto un contratto con la sua label, sia lui che tutta la famiglia Housecore si sono presi molta cura di noi. Così, naturalmente, quando Phil ci ha chiesto di partecipare allo split cd, "War of the Gargantuas", con il suo nuovo progetto solista, 'Philip Anselmo and the Illegals', siamo stati più che felici di aderire! Quando arrivò il momento di lavorare sul secondo full length album dei Warbeast non ci chiedemmo se sarebbe uscito nuovamente per Housecore. La chimica tra la band e Phil è incredibile, quindi si aggiunge il suo supporto e l'affare è fatto.

9. Cosa ne pensi di questa scena attuale "retro thrash"? Quali nuove band ti piacciono?

Bobby - Penso che se la scena si manterrà pura senza indurirsi troppo, allora resterà fantastica. Oltre agli Havoc ascolto solo i grandi del genere e ciò che essi portano all'evoluzione del thrash nel suo complesso.

10. Cosa ne pensi del thrash metal tedesco (Kreator, Sodom, Destruction)? Il sound dei Warbeast per certi aspetti è molto vicino...

Scott - Destruction e Kreator sono grandi influenze per me, quindi se li si sente nei Warbeast è perché amiamo queste band.

11. Allora, cosa c'è di nuovo all'orizzonte per Warbeast? Quali sono i vostri piani per il prossimo tour?

Scott - Abbiamo intenzione di andare in tour per la promozione del nuovo album, quindi distruggere il più possibile. Siamo attualmente in tour con i Gwar e abbiamo molti altri shows già programmati dopo questo giro di date. Ci sarà solo da andare avanti come una macchina!

12. Grazie per l'intervista ...

Scott - Sei veramente il benvenuto e ti ringrazio per il supporto e per l'intervista.



CONTATTI: warbeast.org - facebook.com/warbeast1

WARBEAST line-up:

Bruce Corbitt - Voce
Scott Shelby - Chitarra
Joey Gonzalez - Batteria
Bobby Tillotson - Chitarra
Casey Orr - Basso

RECENSIONE:
WARBEAST "Destroy" CD 2013 - housecore records



martedì 14 maggio 2013

Recensione: FULL OF HELL "Rudiments of Mutilations"
LP 12" | CD 2013 - A389 recordings




I FULL OF HELL trivellano con un crust, grind, sludge metal pesantissimo. Quello che rende interessante l'impatto della band sono i deliranti riffs cuciti sulla pelle decomposta di una devastante sezione ritmica. La voce malata del singer concede una vetrina al delirio persistente. Proprio da questo sovraccarico cerebrale si innalza l'infermità dei Full of Hell.
Ci sono momenti in cui alcune strutture lente e oppressive riportano alla mente il capolavoro "Need To Control" dei Brutal Truth (vi ricordate "Collapse" e "Ordinary Madness"?), ma a parte certe sfumature di grigio che proiettano al passato, questi musicisti ci danno in pasto la loro incontaminata violenza sonora priva di affanni. Nello scenario di orrori non manca nulla, neanche le torture meno estreme. I musicisti coinvolti nel progetto collaborano per rappresentare i colori scuri che ricoprono ogni brano presente su "Rudiments of Mutilations". Nulla di nuovo, sia chiaro, ma sicuramente le sinfonie raccapriccianti messe in atto dai Full of Hell non potranno essere ignorate. Insomma, non sono degli sproveduti, visto che hanno un po' di anni di esperienza/attività e tutto ciò lo si può ben ascoltare nelle varie "Vessel Deserted", "Coven of the Larynx", "Throbbing Lung Fiber", "Embrace", "Bone Coral and Brine". Un album breve, groove, vertiginoso. Gli appassionati del genere sapranno come torturarsi.

Contatti:

fullofhell.com
facebook.com/fullofhell
a389recordings.bandcamp.com

"RUDIMENTS OF MUTILATIONS" TRACKLIST: Dichotomy, Vessel Deserted, Coven of the Larynx, Throbbing Lung Fiber, Indigence and Guilt, Embrace, The Lord Is My Light, Bone Coral and Brine, Rudiments of Mutilation, In Contempt of Life.


lunedì 13 maggio 2013

Intervista: VANITY - "DARSI E NEGARSI, TRA SACRO E PROFANO"






I VANITY SONO GUIDATI E MOTIVATI DA STIMOLI ACCATTIVANTI CHE IN MANIERA INEDITA SFOCIANO ATTRAVERSO LE NOTE DEL LORO SPLENDIDO DEBUTTO "OCCULT YOU". CON QUESTO DISCO I NOSTRI SI APPRESTANO A SMUOVERE L'UNDERGROUND NOSTRANO PERCHE' "OCCULT YOU" RAPPRESENTA UN PASSO AVANTI. LA MUSICA ESPRESSA SUL LAVORO SU CITATO E' LA PROVA TANGIBILE DI COME L'ESTRO E L'ORIGINALITA' A VOLTE NON CONOSCANO OSTACOLI, BARRIERE O LIMITAZIONI. CHIUNQUE VOGLIA IMMERGERSI NELL'EMOZIONALITA', NON DEVE ASSOLUTAMENTE FARSELI SCAPPARE. L'EVOLUZIONE CONTEMPORANEA ATTRAVERSA ANCHE IL GREMBO DEI VANITY PER MANIFESTARSI IN TUTTA LA SUA BELLEZZA. IL CANTANTE NURI
HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE.


1. Ciao Nuri. Dove, quando e perché si formano i VANITY? Leggevo sulla vostra biografia che ognuno di voi proviene da luoghi differenti...

- I Vanity nascono un paio di anni fa, dopo anni di ricerca di musicisti che potessero supportare condividere il mio mondo mi sono imbattuto in F e P (il basso e la chitarra) quasi per caso e abbiamo capito subito che poteva funzionare. In realtà ci sono voluti un Ep e molte porte sbattute per riuscire a trovare la forza di intraprendere questo difficile percorso iniziato con Occult You. F proviene dalla Svizzera ed io sono Palestinese, entrambi trapiantati per una metà in Italia.

2. La vostra musica è così strutturata, complessa da sembrare studiata in ogni minimo dettaglio. Avete discusso molto sulla direzione da intraprendere come band e su come "Occult You" dovesse suonare? Avevate le idee chiare fin dal principio?

- Direi che la nostra musica rispecchia un po' la mia personalità e la mia visione della musica contemporanea. Strutturata e complessa si, ma non in modo artificioso, in modo fisiologico. Sono sempre stato combattuto tra il pop e la musica cosiddetta "colta", tra melodia e sonorità più d'avanguardia. La mia idea ambiziosa è sempre stata quella di non proporre un genere ma di voler fare qualcosa di ampio, che vada oltre i generi e l'ideologia musicale, qualcosa che sia mainstream ma anche alternativo. Per noi la musica non è mai un mezzo poiché cerchiamo sempre di suonare in base al messaggio e non perché dobbiamo fare un genere specifico, siamo una band tanto da chitarre pesanti quanto da ambient e "Occult You" è il primo passo di questa nostra necessità compositiva.

3. Su questo debut album avete suonato qualcosa di veramente emozionale, particolare e diverso rispetto alla media delle band italiane (ovviamente non voglio contestualizzare la vostra proposta)! E' un modo per stupire i seguaci di certe sonorità o l'obiettivo che vi siete prefissati è ben altro?

- Mi rendo conto che il nostro approccio sia un po' atipico rispetto ai dischi che si sentono in Italia. Se vai a leggere le numerose recensioni del disco, tutte molto buone, sembra un po' un "totogenere" dove si snocciolano nomi, gruppi, generi e album per inquadrarci a tutti i costi e il bello è che, seppur individuando una vena oscura nella nostra musica, i critici non si sono mai trovati particolarmente d'accordo, se per qualcuno era un disco Metal, per altri era un disco New Wave, se per qualcuno era anni '80 per altri anni '90. Con questo voglio dire che nel nostro caso (sarà forse per la nostra provenienza variegata) è stato sbagliato l'approccio al disco e alla band, siamo piaciuti ma non siamo stati del tutto capiti. Ovviamente non voglio dare giudizi di valore, era solo per dire che si dovrebbe ascoltare di più con cuore e mente aperti.



4. Ci sono stati dei cambiamenti improvvisi nel vostro approccio al processo compositivo? E' cambiato qualcosa sui brani nel momento in cui siete entrati in sala di incisione? Oppure avete affrontato le recording sessions con tutti i pezzi già ultimati e arrangiati?

- Durante le fasi di preproduzione, abbiamo deciso di intraprendere un vero e proprio percorso di formazione in studio che sarebbe alla fine durato più di due mesi in cui io personalmente ho seguito ogni minima fase dell'avanzamento del disco. Tra le cose che sono cambiate e su cui abbiamo lavorato maggiormente sono gli arrangiamenti di chitarra di P su cui ha lavorato da solo per vari giorni e che poi ci ha fatto ascoltare a pre-produzioni concluse modificando in maniera decisiva il disco. Altro aspetto importante è stato il mio lavoro di rifinitura sui testi, sull'estetica della parola e sul dosaggio e impostazione della mia voce.

5. Vanity sono una band eclettica, ma da un certo punto di vista orecchiabile. Mi sbaglio?

- Come dicevamo prima per l'appunto, cerchiamo di unire questi chiaroscuri. La melodia che è la conditio sine qua non, la ricercatezza, il senso della misura ma anche l'opulenza e la tracotanza di alcuni arrangiamenti, i baratri profondi e gli altissimi slanci, il darsi e il negarsi.

6. Come nasce una vostra canzone e qual è la principale fonte d'ispirazione?

- Direi che la principale fonte di ispirazione, più che l'esperienza di vita, sia una riflessione sul mondo, sulle persone e sull'amore maturata durante questa esperienza. Oltre a questo hanno un ruolo importante anche il cinema e la letteratura e in parte la musica di altri artisti.

7. Dov'è stato registrato l'album e da chi? Pensi che quello presente su "Occult You" sia il miglior suono di cui potevate disporre?

- Il disco è stato registrato al Lotostudio di Ravenna di Gianluca Lopresti e prodotto con l'aiuto prezioso di Lorenzo Montanà. Penso che siamo riusciti a tirar fuori un ottimo sound rispetto ai pochi mezzi a nostra disposizione ma su quello si può sempre migliorare.



8. Il nome della band e il titolo del disco mi hanno fatto riflettere. Puoi illustrarci perché avete optato per queste due scelte? C'è un concept specifico che caratterizza l'intero lavoro?

- Oggi come oggi la parola concept è un tabù, sembra che parlandone ci si possa riferire solo ad opere legate alla storia della musica. Tutto il nostro lavoro e tutti i nostri dischi saranno sempre improntati su di un immaginario di fondo imprescindibile, che si muove un po' su tutti i livelli della comunicazione per questo musica, artwork, testi, video foto, ecc... nel nostro caso sono da considerare tutti alla pari e vincolati al messaggio.

9. La title track "Occult You" è molto toccante, ed è uno dei miei pezzi preferiti del disco. Mi è capitato di viaggiare in auto di notte e non ho potuto fare a meno di ascoltarla per più volte, consecutivamente. Puoi dirmi qualcosa in particolare che riguarda questa song?

- Penso che questo sia il brano più rappresentativo del disco di cui non a caso ha preso anche il titolo, anzi, credo che sia un po' il manifesto del nostro lavoro, sia musicalmente che a livello del testo. "Occult You" è una storia d'amore in bilico tra sacro e profano, tra dolcezza e violenza.

10. Ascoltando "Occult You" ho avuto immediatamente l'impressione che le parti vocali fossero molto curate... Puoi dirci qualcosa sulle tematiche dei testi?

- In effetti la voce è molto presente in tutto l'album anche perché abbiamo sempre pensato che nel nostro caso puntare sulle parti vocali e sui testi sarebbe stata una nostra caratteristica peculiare. Come dicevo prima ho lavorato molto su me stesso durante la permanenza in studio, sull'intensità e interpretazione dei brani, così come sui cori. Nei miei testi c'è una forte componente sentimentale e malinconica pervase talvolta da uno spirito autodistruttivo. Altra cosa fondamentale sono i contrasti della natura umana. In ogni caso ogni brano ha una vita propria, alcuni sfoghi personali (Ghosts), altri brani raccontano una storia (Under Black Ice), altri sono un mix di queste cose. E' importante dire che tutti nascono da esperienze o riflessioni mie personali in cui molti si possono riconoscere ma non ho mai amato parlare di tematiche troppo terrene o "sociali".

11. Chi ha realizzato la bellissima copertina? E' molto toccante, ma lo sguardo della bambina sembra celare qualcosa di sinistro e inquietante. Almeno questo è quello che ho percepito io...

- La copertina è l'emblema del contrasto e del dualismo. Quando si guarda la copertina si provano vari sentimenti contrastanti che sono alla base di Occult You. Un misto di fascino e magnetismo ma anche morte e orrore, la bellezza che si fonde con la distruzione.



12. Pensi che l'avere sede in Italia possa condizionarvi in qualche modo? Nel bene e nel male ovviamente.

- Bene, io amo profondamente tutto dell'Italia e sono molto legato anche alla musica, soprattutto i grandi cantautori, quelli meno politicizzati (Tenco, Endrigo, Battisti e molti altri…) e alle grandi voci nazionalpopolari degli anni 80/90. Detto questo mi piacerebbe che nella nostra musica si sentisse una certa italianità che si affacci però ad un pubblico internazionale e non prettamente autoreferenziale. Se invece vogliamo parlare di mercato, risulta difficile e anche costoso dall'Italia affacciarsi nel mondo per un gruppo italiano che vorrebbe esportare la propria musica all'estero.

13 Secondo te una band come i Vanity avrebbe bisogno di canali più ampi per poter ricevere il giusto consenso sulla propria proposta? Intendo una major...

- Certamente sarebbe un bel passo avanti e stiamo lavorando per aumentare la nostra visibilità. Il vero problema che stiamo riscontrando nella nostra proposta è il fatto che molti, soprattutto addetti ai lavori fanno fatica a decifrarla e settorializzarla. La nostra componente melodica e mainstream ma allo stesso tempo un po' di nicchia e spesso heavy crea "confusione" e risulta difficile da "piazzare" anche a livello di live (qui in Italia). Nonostante questo continuo ad essere convinto che la dedizione e la costanza daranno i loro frutti, prima o poi.

14. Siete soddisfatti dell'operato della vostra attuale etichetta Church Independent? Come siete entrati in contatto con essa?

- Non saprei respondere, Church Independent sono io. Le etichette oggi non ti rispondono alle mail se non conosci nessuno personalmente. Ne abbiamo contattate circa 300 senza risposte e ho deciso di far uscire Occult You tramite la mia. La nostra piccola rivincita è che adesso si sono accorti di noi.

15. Il mercato della musica heavy (e non solo) sta vivendo un momento difficile, un problema evidente... Qual è la tua opinione al riguardo?

- La questione è che fino a 10 anni fa resistevano i generi e le correnti e c'era un forte senso di appartenenza tra i vari filoni. Oggi tutti ascoltano tutto e ogni cosa è contaminata fortemente. Purtroppo la musica pesante, tralasciando alcune produzioni più d'avanguardia, è un po' rimasta indietro ai fasti del passato senza rinnovarsi e senza contaminarsi forse perché gli artisti sono stati meno disposti ad aprirsi al mondo, forti del proprio fanbase. Oggi però nel mondo della musica "altra" gli ascoltatori pretendono sempre qualcosa di nuovo e chi rimane indietro resta indietro.

16. Per l'estate vi aspettano delle date live, festival, tour o altro? Progetti futuri?

- Suoneremo al Miami (il festival di Rockit) il 9 Giugno. Per il resto è partita da poco la distribuzione in Germania e negli altri paesi europei e ci stiamo organizzando per suonare all'estero. In Italia speriamo di riuscire ad organizzare il tour di Occult You per l'autunno 2013 anche se sarà una guerra.

17. Lascio a te le ultime parole.... Concludi come preferisci. Grazie per l'intervista! Buona fortuna.

- Grazie dello spazio a noi dedicato e speriamo di vederci presto ad un concerto.



CONTATTI:  facebook.com/VanityDoom - facebook.com/ChurchIndependent

VANITY line-up:

N - Voce
F - Basso
P - Chitarra
T - Batteria

RECENSIONE:
VANITY "Occult You" CD 2013 - church independent





Recensione: BY THE PATIENT "Afterbirth"
EP 2013 - deathbound records




L'attacco dei danesi BY THE PATIENT è prorompente e volutamente nervoso! Già dall'opener "Of Darkness" si intuisce che la band in questione non scherza. D'accordo, i nostri hanno indubbiamente degli elementi precisi che provengono dal death/thrash metal, ma ci sono davvero tanti altri spunti interessanti a caratterizzare il sound. Tutti questi riferimenti si accordano insieme per incanalarsi nell'impatto spietato del gruppo.
I By The Patient non cercano di imitare nessuna formazione o stile in particolare, infatti l'EP entra nello specifico attraverso la personalità compatta del songwriting. Secondo il mio punto di vista questi musicisti hanno lasciato intravedere parte della loro interiorità/creatività per pestare chi ascolta. Né più né meno. Sicuramente la qualità viene prima della quantità. Con il nuovo "Afterbirth" potrete assaporare una dose velenosa di aggressività, nella quale i riffs, la sezione ritmica e la voce di Tan Møhl-Hansen sono ben affilati per entrare nel tessuto cutaneo come lame taglienti. Ci sono molte ragioni che portano a dare un'ottima valutazione ai By The Patient (nati a Copenhagen nel 2006... con alle spalle un Ep e due full length). Una gruppo che vale la pena ascoltare.

Contatti: bythepatient.bandcamp.com - facebook.com/bythepatient

"AFTERBIRTH" TRACKLIST: Of Darkness, A Dead Meaning, Bellum, Afterbirth.


domenica 12 maggio 2013

Recensione: HUATA / BITCHO "split"
LP 2013 - musicfearsatan




Due realtà interessanti dello sludge doom metal si affrontano su questo split per spaccare i vostri timpani. E' un lavoro compatto, determinato, veramente soddisfacente nelle atmosfere. I francesi HUATA e gli olandesi BITCHO riescono ad esprimersi al meglio per arrivare dritti sulla faccia dell'ascoltatore. Aprono gli Huata, e lo fanno con due lunghe song ("The Retaliator", "Hercolubus"), lacerate da sinuose oscillazioni ambientali che molto spesso si intrecciano con pesanti entrate cosmiche, convincenti in un ambientazione delirante e spinta al di la della materia. I Bitcho, invece, si alimentano sulle note dure di "10050 Cello Drive", una song più oscura e compressa, per certi aspetti più scarna e pesante. Difficile mettere insieme delle parole che riescano, in maniera diretta, a dare un idea razionale di quello che si nasconde nei contenuti dello split. Le canzoni sono state scritte ed amalgamate in modo da poter esser un unico muro ciclopico. Questo tende a dare vigore al disco. Con tale violenza sonora, mentale, concettuale, le conseguenze sono estreme e lasciano solchi profondi. Vi è anche una naturale connessione tra musica, liriche e artwork. Quest'ultimo riflette a perfezione i sentimenti espressi e gli eventi narrati. Insomma, Huata/Bitcho hanno materializzato un'accopiata vincente.

Contatti: huata.bandcamp.com - bitcho.bandcamp.com

"HUATA/BITCHO" TRACKLIST: The Retaliator, Hercolubus, 10050 Cello Drive.




sabato 11 maggio 2013

Recensione: IMMOLATION "Kingdom of Conspiracy"
CD | LP 2013 - nuclear blast




I Newyorkesi IMMOLATION sono ritornati per rivelarci nuovamente i loro principi, quelli che imperversano e scuotono dalle furiose note del nuovo "Kingdom of Conspiracy". Come da copione, ogni album del gruppo sprigiona violenza, tecnica e una classe notevole, inesauribile. Questi musicisti custodiscono nel ventre il seme della violenza come pochi sanno fare, ma la caratteristica più peculiare è che in realtà nessun altra formazione suona come gli Immolation, ecco perché sono molti a venerarli nel tempio del death metal estremo. Diversamente non potrebbe essere! Il substrato sonoro e lirico degli americani spinge velocemente a riflettere sulla costante negatività che soffoca un mondo destinato alle macerie, così ci costringono ad aprire gli occhi sugli aspetti meno evidenti e alle più insane vicende dei nostri tempi. "Kingdom of Conspiracy" emerge dagli abissi dell'oscurità per rimarcare la dura realtà, guardando cinicamente le ossessioni dell'umanità. I nostri ci dimostrano come l'istituzione religiosa e il potere politico, siano da sempre artefici di false verità, morte, desolazione; gli Immolation ci raccontano la vera storia, non quella che omette gli aspetti truci e perversi degli uomini che si sono immolati per costruirla attraverso il sangue e la depravazione morale. Ross Dolan e soci vivono da 25 anni in base ad un immutato pensiero, quello che si scaglia contro le menzogne, contro il "codice divino e cospirativo", per l'appunto, due codici votati alla morte e alla rovina dell'esistenza, il cui fine ultimo è l'annientamento dell'uomo stesso.
I contenuti brutali di "Kingdom of Conspiracy" sono simili ad un antico testamento teso a fornirci una visuale trasparente della società di oggi. Risulterebbe superfluo analizzare ogni singola traccia dell'album proprio perché chi conosce questa band sa bene cosa aspettarsi. Aprite i cancelli della vostra percezione e fatevi annientare dai 'maestri'. Bentornati IMMOLATION. Compratelo a scatola chiusa. Fantastico l'artwork visionario di Pär Olofsson.

Contatti: facebook.com/immolation

"KINGDOM OF CONSPIRACY" TRACKLIST: Kingdom of Conspiracy, Bound to Order, Keep the Silence, God Complex, Echoes of Despair, Indoctrinate, The Great Sleep, A Spectacle of Lies, Serving Divinity, All That Awaits Us


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giovedì 9 maggio 2013

Intervista: KRIN 183 - "MISSIONE: SPINGERE L'INFEZIONE"






I SAVONESI DSA COMMANDO SONO UN'OTTIMA REALTA', BEN NOTA E CONSOLIDATA ALL'INTERNO DELL'UNDERGROUND NOSTRANO. UNA FORMAZIONE "VERA", AGGUERRITA, DETERMINATA, CON LE IDEE BEN CHIARE. LA LORO MUSICA UN CONDENSATO DI VIOLENZA SONORA E VERBALE DESTINATA A GENTE CHE NON SI CIBA DELLA MERDA MAINSTREAM DA CLASSIFICA. QUESTI CINQUE RAGAZZI HANNO PERSONALITA' E SONO STATI INTELLIGENTI A DIFFERENZIARSI MOLTO VELOCEMENTE DALLA MASSA SUCCHIA CAZZI DEL RAP. QUESTO E' HARDCORE SANGUIGNO, NON MUSICA PER POSER DA QUATTRO SOLDI. OGNI DISCO PRODOTTO DAI DSA COMMANDO SI INFIAMMA GRAZIE AD UN'ATTITUDINE DIRETTA E SENZA COMPROMESSI. DOPO L'USCITA DELL'ULTIMO CD "RETOX" EBBI MODO DI INTERVISTARE TUTTI I COMPONENTI DEL GRUPPO, MENTRE ORA HO DECISO DI DARE SPAZIO AD UNA DELLE VOCI DELLA BAND: KRIN 183. IL MOTIVO NON E' SOLO LEGATO ALLA MUSICA, VISTO CHE LORENZO E' ANCHE UN MOTION DESIGNER DI SPESSORE E SI OCCUPA FREQUESTEMENTE DEI VIDEO DELLE BRIGATE DELLA MORTE. ULTIMO QUELLO PER "SPREAD THE INFECTION", SONG CHE VEDE LA COLLABORAZIONE VOCALE DI GORE ELOHIM (GORETEX - NON PHIXION) DALL'AMERICA. ABBIAMO DISCUSSO DI QUESTO E MOLTO ALTRO. LASCIO A LUI LA PAROLA...

1. Sei uno dei cinque componenti dei DSA COMMANDO... Questo mi porta a farti subito la prima domanda: Come ci si sente a diversi mesi dalla pubblicazione del nuovo album "Retox"? Come sta andando la promozione del disco? Immagino il delirio durante i vostri live...

- Ogni album che abbiamo fatto è stato un lavoro lungo, a tratti ci siamo scoraggiati per poi riprendere forza e determinazione per andare avanti e chiudere il disco. Lavorare in cinque non è facile perché è normale che ognuno abbia ha idee e stati d' animo differenti rispetto a quello che bisogna fare. In ogni caso sono molto contento sia del disco sia di come sta andando, stiamo girando diverse città per far sentire alla gente il cd nuovo e i pezzi dei dischi precedenti, ci stiamo divertendo perché è un buon modo sia di conoscere nuova gente che di rincontrare vecchi amici!

2. Krin, a parte la tua profonda passione per la musica, nella vita di tutti i giorni sei un "motion designer". Lo fai per professione! Posso capire nello specifico qual'é la particolarità di questa attività e che tipo di stimoli riserva? Quando e come sei entrato in contatto con tutto ciò? Cosa ti ha spinto a decidere per questa strada?

- Non è stata una vera e propria scelta, mi sono avvicinato alla grafica e dopo ai video grazie soprattutto al periodo in cui facevo graffiti. Alla fine dei '90 con Sunday iniziammo a fare i primi siti, le prime copertine, i primi flyers e cominciammo a capire come funzionava. Col tempo mi sono reso conto che mi sarebbe piaciuto fare di questa cosa un lavoro, anche perché pensavo che sarebbe stato meno pesante rispetto ad altre occupazioni. Di base ora è molto diverso, come tutte le passioni quando diventano un modo per campare sono fatte di compromessi e sbattimenti, che spesso non si ha voglia di fare... Per svariate ore al giorno mi occupo principalmente di motion design sotto il nome di 11AM, ciò che mi piace di quello che faccio è principalmente animare, è divertente e mi da soddisfazione.



3. Quando ho conosciuto il nome dei DSA COMMANDO, ho notato sin da subito che dietro i diversi video e grafiche della band c'era sempre il tuo nome. Qual'é stato il primo lavoro che hai realizzato per il gruppo? Il fatto di occuparti degli aspetti visivi all'interno dei DSA è un qualcosa di voluto, oppure una scelta inevitabile, viste le tue competenze in materia...

- Come dicevo prima è stata un'esigenza, io e Sunday ci siamo sempre frequentati molto, all'epoca studiavamo il modo di fare tutto da noi perché non c'era nessuno che ci potesse dare una mano e perché volevamo fare a modo nostro. Dietro molte cose c'è il mio nome ma in realtà la maggior parte delle volte è un lavoro di squadra, ovvero, magari imbastisco la cosa poi la rifiniamo secondo i pareri e i giudizi di tutti. Ci sono volte dove realizzo un idea facendo da "braccio esecutivo" altre volte invece, come quando abbiamo disegnato il logo del gruppo, io avevo tirato giù un'idea e poi insieme l'abbiamo rifinita e migliorata. Per i nostri video di solito curo il montaggio, ogni tanto ho fatto le riprese, diciamo pero' che rispetto al lavoro di tutti i giorni lo faccio con mentalità e approccio molto più punx!

4. Nel 2009 rimasi colpito dall'immaginario del video di "Il Culto è Vivo" tratto dal vostro secondo album "Destroy The Enemy". Un clip non comune agli standard del genere. Le atmosfere, le location, i costumi si adattavano perfettamente alle tematiche del brano, ma nello stesso tempo lo rendevano diverso, particolare, per certi aspetti tetro... Come mai la scelta specifica di quelle sequenze?

- "Il Culto è Vivo" è nato proprio dalla location. Prima di scrivere il pezzo andammo a fare un giro in quel posto, il resto venne da se, facile e diretto, forse il pezzo scritto in minor tempo da quando facciamo rap. In quel periodo la scelta di fare un brano ed un video così venne naturale, eravamo molto vicini a quel tipo di immaginario per cui ci sembrava figo parlarne e tirare giù una canzone. Ancora oggi quel brano mi piace moltissimo.

5. Le riprese del video "Il Culto e Vivo" vennero realizzate da Luigi Coppola, la stessa persona che si occupò delle immagini di "Requiem", mentre dell'Editing e della Post Produzione te ne occupasti tu (come in tutti i vostri video). Quando insieme agli altri del gruppo ti trovi di fronte all'obiettivo, in che modo riesci a trasmettere a chi è dietro la camera le sensazioni che volete mettere a fuoco? Immagino siate persone esigenti e dalle idee piuttosto chiare.

- Luigi in "Requiem" aveva curato anche il montaggio aiutato nella regia da Deca che aveva realizzato la copertina del disco omonimo. Per "Il Culto è Vivo" Luigi ci aveva aiutato a fare le riprese mentre le idee erano state pensate da noi. Quando siamo davanti all' obiettivo improvvisiamo abbastanza non ci sentiamo attori ne abbiamo la pretesa di esserlo, cerchiamo di essere credibili e basta.



6. Pensi che il concepire e realizzare l'immaginario per DSA COMMANDO sia frutto del tuo istinto inconscio? Oppure il fatto di essere in cinque teste sacrifica l'istinto del singolo a favore di un'azione di gruppo più controllata? Siete tutti a decidere cosa fare o non fare?

- Come ti dicevo sopra, l'azione non è mai stata singola, cerchiamo sempre di decidere a maggioranza e di fare qualcosa che piaccia a tutti noi. Devo ammettere che la nostra lunga convivenza ci porta a pensare abbastanza nella stessa direzione, quindi non ci sono mai punti di vista completamente differenti rispetto alle decisioni da prendere. Il fatto di essere in cinque aiuta a decidere le cose in modo più ponderato e a controllare molto, tutte le mosse. Crediamo sia la cosa giusta pensare a cosa si sta facendo senza fare stronzate, solo per il gusto di essere attivi. Siamo teste molto autocritiche e ogni decisione viene pensata e ripensata.

7. Perché utilizzi dei simbolismi così forti e taglienti all'interno delle immagini? I video e le t-shirts del gruppo parlano chiaro... E' un modo per focalizzare meglio il vostro immaginario astratto e visionario, oppure è solo una chiave di lettura indispensabile? Credi abbia a che fare con l'inquietudine?

- Credo che sia come quando da bambino scegli, giocando a guardie e ladri, di fare il ladro! le cose piatte, caste e da perbenista non le ho mai molto digerite, questo non vuol dire vivere sopra le righe o essere dei disagiati sempre, ma se devo cercare un immagine mi piace cercarla forte e senza troppe censure.

8. Utilizzare qualsiasi tecnologia moderna durante la creazione di un video è sempre stimolante? Oppure credi che i mezzi più datati rimangano i più accattivanti? Oggi rimane sempre questo dilemma: analogico o digitale? ...Tu che ne pensi al riguardo?

- Per quanto io mi ritenga un appassionato di tutto ciò che è vecchio e analogico credo che fare video con mezzi non digitali oggi sia pressoché impossibile, lo vedrei più come una paraculata da modaioli fissati col vintage che una reale differenza di risultati. E' vero che se potessi girate in pellicola di sicuro sarei felice, ma se immaginassi di usare una video camera in mini dv o di fare un montaggio con mixer analogico non sarei tanto preso bene, forse è meglio una reflex e un mac, poi magari si invecchia il tutto con un paio di filtri e via!



9. Un'altro video dei DSA COMMANDO fu quello per "Infami e Assassini". Come mai affidaste le riprese a Davide Pambianchi? Puoi parlarmene?

- Con Davide la storia è lunga, ci siamo iniziati a frequentare qualche anno fa ma in realtà lo conoscevamo e lo stimavamo da anni per la sua storia da writer, uno dei bomber savonesi più cazzuti dei primi '90. Lavorare con lui è stata una figata proprio perché non avremmo mai creduto che un giorno ci saremmo trovati così tanto in sintonia con idee e approccio nel fare le cose.

10. Per "Retox" sono stati realizzati altri due video molto interessanti "Peste Nera" e "Predator (Prestupnik)". In che modo questi due lavori si differenziano da quelli precedenti? Alla luce di questa mia domanda: come definiresti lo stile che attualmente contraddistingue i vostri cortometraggi (se mi concedi il termine)?

- Cortometraggi direi che è un po' troppo alto come termine. Abbiamo sempre cercato di fare bene nei video - ma anche di non strafare. In giro ci sono prodotti molto più curati e ricercati, noi conosciamo i nostri limiti e i nostri gusti. Troviamo che i pezzi siano il soggetto e che i video siano un contorno ormai obbligatorio per far girare e ascoltare la musica. Personalmente potessi decidere io abolirei questo connubio, spesso produce delle forzature, sarebbe più bello che ognuno immaginasse con la propria creatività ciò che gli sembra più figo da un brano, senza registi comparse e altre mille cazzate, è come se per ogni libro bisognasse fare un film….

11. I colori e le ambientazioni utilizzate nel video "Predator (Prestupnik)" mi hanno riportato alla mente alcuni thriller degli anni '80. In particolar modo quelli di Dario Argento. E' una mia allucinazione? Oppure in qualche modo ti senti ispirato da questo regista? Hai realizzato tu le riprese? Nei testi della song avete scelto un tema abbastanza ricorrente (purtroppo)...

- Ho realizzato le riprese con metodi davvero improvvisati, abbiamo fatto tutto in una sera senza troppi riguardi. Differentemente da quando devo lavorare per clienti, mi piace seguire l'istinto e arrivare alle cose abbastanza "buona la prima". Non mi sono ispirato a Dario Argento anche se credo che quando si trattano certi argomenti è facile trovare similitudini con produzioni più alte e complesse!

12. Quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi legati al fatto di essere tu a curare determinate cose all'interno del vostro gruppo?

- Anni fa quando studiavo, avevo intere giornate per curare tutto, dai flyers ai video, oggi il tempo e' quello che e' quindi oltre a scrivere le canzoni occuparmi anche di altre cento cose mi appesantisce tutto. Per i DSA tutto cio' che faccio non mi viene pagato quindi e' solo per un estrema passione che mi sbatto per farlo.



13. Per quale motivo avete deciso di pubblicare la nuova song inedita "Blitz Krieg"? In che modo è nata questa idea? Il video è veramente allucinante e vede il ritorno di Davide Pambianchi. Hai filtrato tutto su due colorazioni di forte impatto: rosso e nero. C'è un motivo specifico? Il tema di denuncia contro la guerra mi sembra piuttosto palese... Hai trovato maggiori difficoltà a lavorare su questo clip?

- Abbiamo pubblicato Blitzkrieg perché fa parte di un flusso di pezzi che faremo uscire come singoli post Retox, e' venuto fuori da se senza pensare tanto e abbiamo deciso di pubblicarlo per chi ci ascolta. Il video in realtà a preso questa connotazione dopo un montaggio e una color correction più sobria che non ci soddisfaceva. Volevamo un pezzo e' un video da guerra e credo che sia stato raggiunto l' obbiettivo senza troppi fronzoli e tecniche elaborate!

14. Pensi che una posizione ideologica ben definita all'interno dei vostri video vi possa causare problemi in un futuro? Censure o quant'altro...

- Credo che i nostri video siano sempre dentro dei limiti nemmeno troppo autoimposti, non credo quindi che creeranno problemi, se mai dovessero censurare qualcosa in futuro rimarrei senza parole visto che la media delle immagini e dei concetti che girano su internet sono senz' altro più brutali e balordi di quelle che proponiamo noi. Se una persona si sente ferita o offesa da quello che diciamo o facciamo vedere credo non abbia l' intelligenza per capire cosa ci sta dietro, provocare non vuol dire essere maleducati o offensivi , censurare per paura si. Non siamo un prodotto mainstream e nemmeno imposto su grandi canali, chi arriva a noi molto spesso e' preparato a determinate cose e le sa capire, il resto ci ripudia a prescindere.

15. Cosa è rimasto oggi del Krin di "Requiem"? ...E chi è Krin oggi a distanza di questi anni passati e vissuti intensamente?

- Ahhahah, se ci penso bene sette anni fa ero molto diverso... Ero un ragazzino. Ogni tanto ho nostalgia della vita che facevo, l'unica cosa che non e' mai cambiata e' che sono sempre stato preso da mille cose da fare e che sono sempre stato in ritardo correndo da una parte all' altra. Questo non mi fa pensare molto a tutto il resto. Ho sempre avuto la paranoia di invecchiare ma piano piano mi ci sto abituando. Oggi cerco di concretizzare tutti i sogni che fin da piccolo mi hanno accompagnato giorno per giorno e che da sempre mi danno al forza per vedere sto mondo con occhi un po' più entusiasti.

16. Il nuovissimo video "spread the infection" vede la collaborazione di Gore Elohim (Goretex Non Phixion). Come e' nato tutto? Come si e' materializzata questa unione?

- Parto col dirti che sono molto fiero di questi mini video, infatti rubando qua e la scene tra le più disparate, perché alla fine creano il vero mood del pezzo. Alla fine e' come campionare per ricreare altri suoni! Con Goretex il gancio e' stato Sunday che da un po di anni lo conosce e ha prodotto per lui dei beat secondo me esagerati! Non e' un feat pagato e' arrivato grazie ad una stima reciproca. Chiaramente per noi e' stato come realizzare un sogno, siamo cresciuti con i Non Phixion e sicuramente gli dobbiamo moltissimo, sentire Gore che dice Dsa Commando e' stata una botta incredibile! ahhaha

17. Ti vorrei ringraziare per questa piacevole chiacchierata, augurandoti il meglio per la tua vita artistica con DSA e professionale come motion designer. Ciao Krin.

- Vorrei ringraziare te per l' amicizia e le passioni che condividiamo! Spero che vada sempre tutto per il meglio! Bella! Krin



CONTATTI:

www.dsacommando.com (music)
eh0no.tumblr.com (art)

RECENSIONE:
DSA COMMANDO "Retox" CD 2012 - autoprodotto

INTERVISTA:
DSA COMMANDO - "Apocalisse Imminente"