giovedì 31 gennaio 2013

Intervista: SUNPOCRISY - "DIVINAZIONE EVOLUTIVA"






I BRESCIANI SUNPOCRISY ATTUALMENTE RAPPRESENTANO UN'INDISPENSABILE TASSELLO PER L'UNDERGROUND NOSTRANO. LO SPIRITO EVOLUTIVO DEL GRUPPO E' IL RISULTATO DI UNA SPERIMENTAZIONE CONTINUA, E QUESTO, LI HA PORTATI A CONSOLIDARE UN MODUS OPERANDI MOLTO ORIGINALE E VERAMENTE ACCATTIVANTE. LORO SI SONO SPINTI OLTRE PER RAGGIUNGERE LA TOTALE CATARSI! "SAMAROID DIORAMAS" LI HA RESI UNO DEI GRUPPI PIU' 'CORAGGIOSI' DELLA NOSTRA NAZIONE. E' STATO IL CHITARRISTA/CANTANTE JONATHAN PANADA A SVELARCI LA DIMENSIONE NELLA QUALE SI SONO CALATI I SUNPOCRISY.

1. Qualche parola sulle vostre origini... Tanto per cominciare...

- Ciao a tutti! I Sunpocrisy sono nati qualche anno fa, inizialmente come band progressive metal. Il progetto l'abbiamo messo in piedi io come chitarra/voce e Carlo alla batteria, formazione completata poco tempo dopo con l'arrivo di Matteo (chitarrista) e Gabriele (al basso). Nel 2008 abbiamo pubblicato il nostro primo EP autoprodotto "Atman", 100 copie tutte diverse ed un packaging realizzato con radiografie umane, per 4 canzoni e 37 minuti di musica circa. Abbiamo poi iniziato l'attività live, riuscendo a condividere il palco con band quali The Ocean, Ahab, Black Sun Aeon e altri. Ovviamente, durante l'attività live di supporto all' EP, la stesura di Samaroid Dioramas era già ampiamente avviata: già dai primi embrioni delle nuove canzoni, abbiamo capito che avevamo bisogno di ampliare la line up, spingendoci oltre i limiti dell'essere in 4, soprattutto per la riproposizione live di ciò che stava nascendo. Sono quindi entrati nel gruppo Marco (già bassista degli amici Ekeskog) come terza chitarra e Stefano (cantante dei White Widow) ai synth e live visual.

2. Il disco dei SUNPOCRISY ha titolo "Samaroid Dioramas". Quale concetto c'è alla base del concept? Dalla vostra biografia mi è sembrato qualcosa di molto particolare...

- L'idea che sta alla base di "Samaroid Dioramas" è merito di Matteo. L'album, sia come testi che come musica, tratta della crescente consapevolezza di un essere umano riguardo a schemi che caratterizzano ciò che ci circonda, dove troviamo un parallelismo con un processo di divinazione che questo stesso essere compie, una sorta di "via della consapevolezza". Ogni canzone riflette queste strutture e lo stesso artwork (realizzato anch'esso interamente da Matteo), rappresenta il momento massimo di divinazione, ambientato in paesaggi quali il mare, la terra, la luna e il cielo. Ognuno dei quattro artwork contiene un triangolo (due sono bianchi e due neri) i e le quattro schede possono essere sovrapposte per creare diverse combinazioni grafico/concettuali, grazie ad una stampa su carta trasparente lucida e semitrasparente.



3. Il vostro sound risente di innumerevoli influenze... Anche se si tratta di un disco con sonorità pesanti, non si limita solo a questo... Siete un gruppo che ha il desiderio di sperimentare con intelligenza, rispetto a tante altre realtà musicali nostrane. Comporre in questo modo è un'esigenza oppure una necessità?

- Direi, più semplicemente, che è come ci viene. Onestamente non ci diamo particolari schemi o regole quando componiamo, sappiamo (più o meno) cosa vogliamo ottenere, ma solo come sensazioni. Quindi non ti posso garantire che nel prossimo disco non ci saranno canzoni più dritte e dal minutaggio limitato. E' comunque evidente, vedendo quello che abbiamo scritto e quello che continuiamo a scrivere, che in linea di massima troviamo il pieno compimento di una canzone su un minutaggio più dilatato rispetto al radiofonico 3.30/4.00 minuti. Per quanto riguarda la sperimentazione, anche in questo caso è tutto spontaneo, siamo costantemente alla ricerca di nuove fonti di ispirazione e siamo molto aperti e ricettivi verso qualsiasi cosa, quindi penso che sia naturale scrivere in un certo modo.

4. Come riuscite a trovarvi d'accordo su così tante strutture sonore differenti, preservando la vostra coerenza stilistica e il continuo flusso dei brani?

- Sapessi che litigate, ahah! Scherzi a parte, per noi la composizione è un processo molto delicato. Siamo estremamente meticolosi su ciò che scriviamo, ogni canzone che puoi sentire su "Samaroid Dioramas" è frutto di numerosi cambiamenti, tagli, addirittura intere sezioni che ci sembrano dei capolavori intoccabili che dopo 2 settimane cestiniamo senza pietà! L'autocritica è indispensabile, perché solo così riusciamo ad ottimizzare ciò che componiamo, fino a giungere ad un risultato che veramente appaga il nostro gusto. Per noi questo è il modo di comporre, non dico sia quello giusto ma è il nostro e funziona per il nostro modo di intendere la musica. Non si pensi che non ci sia istinto in quello che facciamo, semplicemente ragioniamo su ogni cosa perché crediamo che quello che può nascere da un'idea del momento, istintiva appunto, può essere ampliata e arricchita per arrivare a livelli molto più alti.



5. Parliamo del titolo del disco: Come mai avete scelto "Samaroid Dioramas"?

- Abbiamo scelto questo titolo per due motivi: Prima di tutto ci piaceva molto come suonava e l'idea di usare un palindromo per rappresentare questo disco. In secondo luogo, la struttura del seme di Samara e il suo volo fino al terreno che feconderà, racchiudono molti dei concetti e dei diorami che, in dimensioni e forme diverse, regolano tutto l'universo. Era quindi un titolo perfetto.

6. Riguardo i testi? C'è un filo conduttore song by song?

- Come accennato prima, i testi narrano di un cammino di divinazione e consapevolezza di un essere umano in merito agli schemi e alle strutture che regolano l'universo. Analizzando le canzoni, dopo l'intro "Apoptosis", si passa ad "Apophenia", dove il nostro individuo risulta ancora "terreno", radicato alla vita di tutti i giorni ma stanco di ciò che gli si pone davanti, come alla ricerca di qualcosa di più. Nella successiva "Phi", incominciano ad esserci i primi passi verso una presa di coscienza in merito alle tematiche sopra citate. "Vertex" rappresenta invece un piccolo passo indietro, una sorta di ultimo saluto del nostro soggetto che, resosi conto della "nuova vita" che lo aspetta, saluta idealmente tutto ciò che abbandonerà in favore del suo cammino. Le ultime 4 tracce, da "Trismegistus" alla conclusiva "Dioramas" trattano del nostro soggetto completamente consapevole, nel pieno della sua divinazione. Ciò di cui parliamo non centra nulla con la religione, si parla di natura e universo, principalmente.

7. Ritieni che questa line-up abbia trovato la giusta connessione spirituale mentre componeva questo bellissimo album? L'energia sprigionata da tutti i brani è immensa...

- Personalmente, mi/ci ritengo estremamente fortunati ad aver trovato due persone come Stefano e Marco. Siamo stati in 4 per parecchio tempo e ciò che si è creato è un legame molto forte e particolare, non era semplice integrare due persone e farle entrare nella nostra "famiglia". Con nostro estremo piacere, abbiamo da subito constatato che entrambe erano due persone perfette, sia artisticamente che umanamente, per far parte di questo progetto. C'è un legame fortissimo tra tutti noi ora e credo che questo si percepisca nelle cose che facciamo, soprattutto in sede live.



8. Credi che oggi ci sia più libertà di esprimersi artisticamente? Senza per forza rintanarsi in un genere specifico... Rispetto al passato il concetto di ibridazione nella musica è molto più marcato. Tu come la vedi?

- Penso che rispetto al passato, ora sia davvero difficile ritagliarsi una fetta di visibilità. Viviamo nell'era delle "bedroom band", dove un ragazzino con un buon computer e una chitarra può mettere in piedi qualcosa di molto valido (o molto scarso, come in ogni cosa). Non è una critica, anzi, solo fa pensare il fatto che attualmente, ognuno può fare un sacco di cose, l'accessibilità di ogni cosa è diventata capillare. Sicuramente, ormai esistono talmente tanti generi, sotto generi, sotto categorie ecc. che etichettare un gruppo come questo o quello non ha più molto senso. Certo, serve a dare delle direttive generiche a chi non sa ancora cosa suoni, ma sicuramente ormai le contaminazioni sono talmente tante che risulta difficile. In definitiva, credo che l'ibridazione sia una naturale conseguenza di come viene fruita oggigiorno la musica: se in passato ascoltavi death metal, e di cd te ne potevi concedere magari uno al mese, la tua voglia di sperimentare e spaziare negli ascolti era tarpata dalle tue tasche vuote, quindi magari si tendeva ad andare sul sicuro, ascoltando e comprando solo dischi dalle sonorità simili. Di conseguenza, chi ascoltava principalmente un determinato genere, se era anche un musicista, facilmente provava a cimentarsi in quello. Ora, abbiamo un sacco di musica reperibile ovunque, legalmente o meno, ascoltiamo una marea di musica ogni giorno, siamo bombardati da mille influenze ogni volta, credo sia inevitabile venirne contagiati. Poi non è sempre così, altrimenti i "true defender metallari" non esisterebbero!

9. Come definiresti te stesso dopo la realizzazione di questo "Samaroid Dioramas"? Pensi di essere una persona diversa emotivamente parlando (dopo il concepimento di tale opera)? Credi che comporre questo tipo di musica sia stato un modo per svelare la tua anima o la parte più introspettiva di te?

- Assolutamente. Questo disco è stato per me una liberazione, il compimento di un obiettivo di cui vado estremamente fiero, con tutti i pro e i contro del caso. Abbiamo dato vita a qualcosa di nostro, molto personale e questo è ciò che mi soddisfa di più. Anche se sicuramente dobbiamo ancora crescere e fare molta strada, "Samaroid Dioramas" è stato il primo mattone e racchiude tutto ciò che di più bello avevamo scritto all'epoca, è il sunto di tutte le serate/nottate passate a comporre, cancellare, imprecare e ricominciare da capo. Infine, ma forse la cosa più importante, è la testimonianza e il risultato di un'amicizia profonda e di una passione/dedizione totale a ciò che facciamo, da parte di 6 persone con cui condividi qualcosa di estremamente puro e intenso.



10. C'è una band, in particolare, che ha segnato la tua crescita artistico/musicale? Non intendo le tue band preferite! Parlo di qualcuno che ti ha aperto gli occhi e la mente portandoti su un'ottica diversa di fruire e concepire musica...

- Devo dire che sono state diverse e in diversi momenti, e sono tutte estremamente diverse tra loro. Ricorderò sempre la prima volta che ho ascoltato i Gentle Giant e capito cos'era il progressive anni '70, o lo stupore quando ho inserito nel lettore cd "Toxicity" per la prima volta, così come "Blackwater Park" degli Opeth o "Colors" dei Between The Buried And Me. Sono stati tutti momenti importanti perché hanno segnato una naturale evoluzione dei miei ascolti e hanno plasmato la mia sensibilità musicale. Sicuramente il progressive è stato ed è un'influenza fondamentale nel mio modo di comporre e concepire la musica, ma cerco di non pormi limiti di nessun tipo.

11. Oggi è molto difficile emergere dall'Underground musicale, proprio perché ci sono moltissimi gruppi, anche validi, E si è raggiunto un livello di saturazione generale. Oggi, non credo basti solo essere un ottima band in studio per fare il salto di qualità... Sicuramente il palco è lo specchio della verità! Oltre alla bravura compositiva/esecutiva cosa deve avere un gruppo per colpire le attenzioni di un'etichetta?

- Il mondo della discografia ora è veramente coperto da una aura di mistero e dubbi: vediamo etichette enormi, degli autentici colossi, chiudere o dimezzare i propri magazzini/impiegati, vediamo realtà come Kickstarter e i Fundraising prendere sempre più piede tra le band. Credo che la cosa più importante attualmente sia dimostrare di poter fare tutto con le proprie gambe, alle etichette non interessa più sapere quanti dischi venderai (tanto non si venderanno, a meno che non sei un nome davvero grosso), ma vogliono vedere che hai i coglioni per prendere un furgone e girare quanto più possibile, far girare il tuo nome in ogni angolo del globo. Devi saperlo fare di tuo, devi essere indipendente: solo così puoi risultare credibile e avere la possibilità che un'etichetta ti dia un appoggio. I gruppi che si siedono ad aspettare "la telefonata" sono morti in partenza, bisogna farsi il culo e scontrarsi con la realtà dei fatti, ovvero macinare chilometri e chilometri, sperando che al concerto ci sia un po' di gente e non solo i gestori del locale. Una volta avere un'etichetta era considerato l'Eldorado, adesso un sacco di band fanno tutto o quasi in modo indipendente. Come hai detto tu, a causa della saturazione, ora bisogna sbattersi il doppio perché puoi star certo che se ti fermi un attimo, ci sarà sicuramente qualcuno pronto a rimpiazzarti e a provarci in ogni modo a diventare "the next big thing".



12. Cosa differenzia la vostra band da tante altre realtà nostrane che si muovono su territori musicali simili al vostro?

- Credo che ciò che ci caratterizza maggiormente sia la ricerca compositiva e la fusione/creazione di diverse atmosfere varie e spesso contrastanti che, piano piano, stiamo cercando di rendere personali, al fine di essere riconosciute come qualcosa di strettamente legato al nostro nome. Come già detto prima, abbiamo ancora molta strada da fare, ma sicuramente stiamo cercando di distaccare il nostro sound da qualcosa di già sentito al fine di diventare sempre più personali e riconoscibili.

13. La copertina di "Samaroid Dioramas" è molto bella, ho notato certi richiami agli aspetti visionari di Storm Thorgerson, creatore dell'immaginario dei Pink Floyd. Perché avete optato per una scelta così particolare, colorata, geometrica?

- La copertina e i 4 artwork differenti sono opera di Matteo, che si occupa in generale di tutto il nostro immaginario artistico/visivo. Con questi artwork abbiamo voluto distaccarci nettamente dall'immaginario standard degli artwork che più o meno girano nel nostro genere. Ciò di cui parliamo è natura e universo, oceani e nuvole, terra e alberi: questa trasposizione visiva era perfetta per esprimere tutti i concetti racchiusi in questo album e devo dire che ci piace anche il fatto che i pareri siano altalenanti, da chi lo apprezza molto a chi pensava che fosse un disco power metal e lo aveva scartato a priori, ahah!

14 Oggi quali possono essere gli obiettivi e le speranza dei Sunpocrisy dopo un album eccellente come "Samaroid Dioramas"?

Ti ringrazio! Siamo molto contenti di "Samaroid Dioramas", ma ora vogliamo spingerci ancora più in la. Attualmente siamo in pieno processo compositivo, c'è già molto nuovo materiale e siamo molto contenti di quello che sta venendo fuori. Gli obiettivi e speranze sono sempre gli stessi, girare il più possibile portando i nostri live in ogni dove e riuscire a portare avanti la nostra personale concezione di musica sia su disco che, appunto, dal vivo.

15. Grazie per l'intervista. Buona fortuna ragazzi. Ve lo meritate....

- Grazie mille a te per lo spazio concesso e per il supporto! Per chi ancora non ci conoscesse, vi invitiamo a seguirci su: Facebook, sul nostro Bandcamp potete ascoltare e acquistare l'album o su Bigcartel per il merchandise. Un saluto a te e a tutti i lettori, a presto!



CONTATTI:
facebook.com/sunpocrisy
sunpocrisy.bandcamp.com/album/samaroid-dioramas
sunpocrisy.bigcartel.com

SUNPOCRISY line-up:

Matteo Bonera: Guitars & Art
Carlo Giulini: Drums
Stefano Gritti: Synth & Live Visuals
Jonathan Panada : Guitars & Vocals
Marco Tabacchini: Guitars & Noise
Gabriele Zampieri: Bass & Vocals

RECENSIONE:
SUNPOCRISY "Samaroid Dioramas" cd 2012 - autoprodotto



Recensione: BLACK CAPRICORN "Born Under the Capricorn"
LP 2013 - stone stallion rex | voice of azram




Anche la Sardegna si dimostra regione fertile per ciò che riguarda l'Underground musicale. Autori di un ritorno magnetico sono i cagliaritani BLACK CAPRICORN che nel 2011 debuttarono con l'omonimo album uscito per 12th Records. Nati nel 2008, questi musicisti sono stati in grado di assimilare il meglio della vecchia scuola classica del rock/heavy per manipolarlo secondo un proprio sentire. Lo sviluppo del loro sound è un qualcosa che colpisce per energia e phatos, grazie ad una accordatura esemplare e a delle ritmiche avvolgenti e sinistre. Poi c'è la voce di Matteo che regala una prestazione di elevato spessore. Anche se i nostri sono sicuramente influenzati dagli intramontabili Black Sabbath e dalle drogate allucinazioni degli Electric Wizard, sanno bene come differenziare la propria proposta piena di follia e depravazione. Già l'opener sguinzaglia i loro demoni incattiviti dal tempo! Difficile trovare dei punti di riferimento ben definiti nella durata dell'intero disco, perché le cinque tracce oscillano libere da qualsiasi forzatura. Il motivo fosco della loro musica assorbe integralmente, riflettendosi ed impastandosi col tono marcio di un basso che dal fondo smuove fango e roccia. "Born Under the Capricorn" è una demarcazione spaziale e la fitta grana che lo contraddistingue marca ogni passaggio come un vortice in esecuzione. Un album che si articola ed agisce come la conseguenza di uno scontro di forze. Crudi e diretti, in poche parole una oscura delizia. Non fate l'errore di ignorarli. Supporto! L'album registrato tra il 2011 ed il 2012 vedrà la luce in vinile nel Febbraio/Marzo 2013 (limitato a 300 copie in due differenti colori) grazie a due etichette tedesche: Stone Stallion Rex (ala della Funeral Industries) e Voice of Azram.

Contatti: blackcapricorn666.blogspot.it

"BORN UNDER THE CAPRICORN" TRACKLIST: Capricornica, Double Star Goatfish, Scream of Pan, Tropic of Capricorn, Born Under the Capricorn.


Intervista:
NEW KEEPERS OF THE WATER TOWERS - "IL FONDO COSMICO"






L'UNIVERSO DIVENTA PIU' PROFONDO QUANDO AD ESPLORARLO ESISTONO ENTITA' COME GLI SVEDESI NEW KEEPERS OF THE WATER TOWERS. LORO FUGGONO DALLA REALTA' PER ESTRANIARSI E PENETRARE L'IMMENSITA' DEL COSMO. NON ESISTONO BARRIERE IN QUESTA MUSICA E TUTTA LA POTENZA EVOCATIVA ABBATTE LE FUTILI REGOLE TERRENE. IMMAGINATE COSA PUO' ACCADERE QUANDO ALCUNI MUSICISTI DI VALORE SCONFINATO SI UNISCONO PER CREARE QUALCOSA DI ECCEZIONALE E UNICO. IMMAGINATE MASTODON E PINK FLOYD IN UN'UNICO MIX SPAZIALE. I MIEI SONO SOLO PARAGONI INDISPENSABILI PER FARVI CAPIRE CHE VI TROVERETE DI FRONTE AD UN GRUPPO CAPACE DI LASCIARVI A BOCCA APERTA. NON SO QUANTI DI VOI LI CONOSCANO GIA', MA FATE ATTENZIONE A QUESTO NOME "NEW KEEPERS OF THE WATER TOWERS", MEMORIZZATELO BENE! IL LORO NUOVO ALBUM "COSMIC CHILD" RIFLETTE UNA VISIONE A 360° DELLA MUSICA, CON UN APPROCCIO PERSONALE, SPIRITUALE, FUORI DAL COMUNE. HO AVUTO LA POSSIBILITA' DI PARLARE CON IL LORO BATTERISTA (Tor Sjödén).

1. Ciao Tor. Prima di iniziare a parlare della vostra band, volevo sapere come ti va la vita in questo momento...

- La vita in generale va piuttosto bene, solo in questo periodo ho un brutto raffreddore quindi per il momento è l'unica cosa che va male. Comunque il mondo non è saltato in aria come si diceva, sono ancora in grado di mangiare ogni giorno e ho anche un posto dove vivere, quindi la vita va bene.

2. Parliamo del nuovo album. Quale direzione ha preso la band con "Cosmic Child"?

- Direi che la band ha preso la direzione che doveva prendere. Con questo album siamo stati onesti con noi stessi e abbiamo lasciato davvero che la musica si sviluppasse fisicamente ed emotivamente in questo lungo periodo di tempo. Un modo di pensare fuori dagli schemi e non classico, penso che abbiamo creato una musica un po' più libera, una musicalità che parlasse da sola. Non velocizzare le idee, la musica diventa più onesta quando ogni decisione è presa al 100% da ognuno nella band.

3. Qual è il processo di scrittura dei New Keepers of the Water Towers? Le idee partono da ogni singolo per poi svilupparle, oppure è uno sforzo più collaborativo?

- Abbiamo un leader spirituale. Rasmus (cantante e chitarrista) è l'autore della maggior parte del materiale che abbiamo. Le sue visioni molto forti e le sue idee sono soprattutto le strutture di base per tutto ciò che facciamo. Il fatto che lui crei la maggior parte della scrittura dei pezzi fa si che funzionino bene. Fuck Democracy! Haha... Ormai siamo in giro da molto tempo e abbiamo imparato il nostro modo di comporre per ottenere la migliore musica. La cosa che si può fare è prendere atto del fatto che non smette di avere visioni sulla nostra musica (per lo più durante la notte), quindi dobbiamo accettarlo.



4. "Cosmic Child": Da dove viene questa idea per il titolo? La copertina è molto particolare...

- Per me "Bambino Cosmico" significa che ogni uomo lo è, ed è proprio questo. Credo che molte persone sembrano dimenticare il quadro generale e costantemente combattono i loro piccoli problemi insignificanti. Un sacco di energia è sprecata per i problemi creati dall'uomo. Il mio essere è distante da tutto ciò, penso sia salutare per chiunque sorridere sull'epicità del cosmo e rilassarsi un attimo. L'eccellente copertina (fatta dal favoloso Jesse Peper) parla davvero da se, credo.

5. Come descriveresti la tua musica con tre parole?

- L'altro nostro leader spirituale Mr. Cardinal è quello che di solito fa questo tipo di considerazioni sul quadro generale. Lui è attualmente è in meritata vacanza nelle Filippine. Dovrei chiedere a lui per prima cosa.

6. Le vostre parti vocali sono veramente incredibili! Puoi dirmi qualcosa al riguardo?

- Per i due dischi precedenti abbiamo usato sia il canto pulito che quello più aggressivo per creare sensazioni differenti nella nostra musica. Per questo disco, nel processo di registrazione, è stato chiaro sin da subito che Rasmus era solo intenzionato ad usare la sua voce pulita. Abbiamo preso il nostro tempo con le voci e tutto si è rivelato in modo fantastico... Semplicemente questo. Le voci registrate precedentemente a questo disco sono venute fuori più di seconda mano nel processo di scrittura. Rasmus è diventato un cantante migliore e penso che lui scriva musica nello stesso modo in cui se la canta nella mente. Con l'aggiunta del nostro tremendo bassista Björn (che è anche un cantante esperto), ci si può aspettare un po' di stravaganza sul canto durante i nostri spettacoli dal vivo.



7. Nella vostra musica ci sono alcune evidenti somiglianze con Mastodon e Pink Floyd, ma quello che trovo sorprendente è che il materiale contenuto in questo "Cosmic Child" è molto personale, lisergico e vivo... Un buon lavoro con un sacco di "dinamica" nella musica, nel senso che, suona molto potente e molto psichedelico ... Insomma, la vostra musica è incredibile!

- E' una specie di furto, ma non lo è ovviamente! Haha... Credo davvero che in qualche modo abbiamo trovato un tipo di suono personale e tutto ciò si sente in questo nuovo album. Tutti sembrano avere un desiderio forte di confrontare tutto con altre band, libri e quant'altro per metterlo da qualche parte, dentro un archivio mentale. Penso che un sacco di gente, soprattutto in Svezia, è davvero aperta a concentrarsi su ciò che effettivamente proviene dagli speakers... Di chi conosci, quello che indossi, e così via... E' diventato di moda essere così. Le persone dovrebbero stare zitte e andare nelle loro sale prove e fare pratica. Al giorno d'oggi le band hanno già tre t-shirts con tre design diversi prima ancora di aver preso i loro strumenti in mano. Oggi la gente studia a tavolino come dovrà suonare, prima ancora di formare una band. Trovo che questo sia poco stimolante. Io cercherò sempre di essere uno spirito libero.

8. I New Keepers of the Water Towers non sono solo pesanti, la musica è piuttosto intensa ed emotiva... Questo accade anche nei testi?

- Si tratta del cosmo. Abbiamo bisogno di trovare il nostro cosmo invece di inseguire il sogno di diventare "famosi". Sappiamo tutti cosa significa il termine "successo" già da una fase molto precoce dell'esistenza. Le persone hanno a che fare in diversi modi nella loro vita. Sorprendentemente tutti sembrano fare quello che molti hanno già fatto. Sto lottando per cercare di essere libero il più possibile ma io non sono libero. Ho un lavoro e merda varia. Che schifo. Io sono giovane, ma intrappolato nella mia scatola per vivere la mia vita. Non so come fare con questo. Non sono stato coinvolto nella stesura lirica, ma questo è ciò che l'album significa per me.



9. Avete qualche musicista ospite su questo disco?

- Si. il nostro amico Antonio con il suo tocco magico nel saper gestire la gola. Prestazioni davvero mozzafiato, questo ho da dire. Forse apparirà nei nostri eventi dal vivo. Ma lui ha un problema con delle situazioni sociali.

10. "Pyre for the Red Sage" è la mia canzone preferita dell'album. Non so per quale motivo, ma ho sempre i brividi quando risento questa traccia, credo siano i naturali effetti emotivi della musica... E' una concept song? Quali sono alcuni dei tuoi brani preferiti su "Cosmic Child"?

- Vedo il disco come un intera esperienza. Come abbiamo iniziato a provare quelle canzoni in sala prove ho trovato che alcune di queste erano più divertenti da suonare rispetto ad altre. "Visions of Death" è un brano in qualche modo impegnativo. Mi è piaciuta l'atmosfera nella parte dell'intro e sta diventando un piacere eseguirla sul palco. Suonare questa canzone dal vivo sarà molto diverso da suonare e cantare le nostre precedenti canzoni. Con questi nuovi brani sono effettivamente in grado di respirare sul palco. Ahahah... Con le parti lunghe su alcune delle canzoni bisognerà concentrarsi al 100% sul palco. L'intenzione è di essere impressionante.



11. Pensi che l'approccio musicale che vi contraddistingue oggi ,potrà portarvi su altri grandi livelli? "Cosmic Child" è totalmente ispirato, per questo lo trovo così impressionante!

- Penso che questo disco ci ha già portato ad un nuovo livello. Siamo già più vecchi e più saggi (spero) e il fatto che siamo orgogliosi di questo album mi tiene sveglio la notte per assicurarmi che il mondo potrà sentirlo! Spero che l'album piaccia e che la gente voglia vederci dal vivo. Penso che contenga alcuni ingredienti che si spera rompano le tonnellate di album che vengono pubblicati e ascoltati attraverso ogni orecchio. Quindi la risposta alla tua domanda è "sì spera".

12. Perché avete deciso di affidarvi alla Listenable Records per questo disco?

- E' stato davvero per caso. Un mio amico ci ha messi in contatto e da lì è arrivato tutto. E' stato bello lavorare con Laurent. Speriamo di vendere un milione di dischi, in modo da poter costruire una spiaggia-casa alle Hawaii. Allora potremmo andare lì e fargli una visita.



13. E' chiaro che i New Keepers of the Water Towers hanno diverse influenze musicali. Che tipo di musica ti piace ascoltare? Cosa ascolti di interessante nella musica metal?

- Ho i miei periodi musicali, anche quando ascolto un sacco di musica diversa. A volte non ascolto tutto. Quando trovo qualcosa che mi piace lo sento nello specifico per tante volte, quindi io sono un po' noioso. Questi quattro album rappresentano davvero il mio 2012 passato.

Om – Advaitic Songs
YOB – Unreal never lived
Gösta Berlings Saga – Glue Works
Pink Floyd – The Wall

Si, sono un ascoltatore lento e ho ancora tonnellate di album da esplorare! Questo è una grande cosa.

14. Quali sono i tuoi progetti per questo 2013?

- Il mio obiettivo per il 2013 è quello di essere in grado di riprodurre delle belle performance live, in modo da mostrare al pubblico il vero significato dei i New Keepers of the Water Towers. Deve essere un bello stage, bel suono e belle luci. Se avremo tutto questo sarò molto felice. Il piano è quello di realizzare un lungo tour e ottenere l'inferno la fuori giorno per giorno nella vita. "I feel to young for this shit"... Ahah...

15. Grazie per l'intervista...

- Grazie a te. Grazie per le tue gentili parole sull'album!



CONTATTI: facebook.com/NewKeepers

NEW KEEPERS OF THE WATER TOWERS line-up:

Rasmus Booberg - Vocals, Guitar
Tor Sjödén - Drums, Vocals
Victor Berg - Guitar, Vocals

RECENSIONE:
NEW KEEPERS OF THE WATER TOWERS "Cosmic Child" cd 2013 - listenable



LA TRACCIA DEL VIDEO LIVE RISALE ALLA COMPILATION "CHRONICLES" (2009)





Recensione: WO FAT "The Black Code"
cd 2012 - small stone recordings




Si rifanno vivi i texani WO FAT giunti al quarto album con questo "The Black Code". La carica è sempre la stessa e tiene fede all'attitudine southern che li contraddistingue dalla massa. I nostri confezionano cinque lunghi brani in cui danno prova di grandi capacità compositive oltre che di sconfinata passione per tali sonorità, il loro è un movimento caldo, articolato, ricco di potenza e vibrante impatto. Le chitarre si stabilizzano sul tappeto della sezione ritmica, mentre i vocalizzi ispirati di Kent Stump sono sempre un fiume in piena. L'intero album viaggia sulle coordinate dello stoner/rock, a volte illuminato da momenti sperimentali inaspettati, la produzione azzeccata valorizza tutte le tracce incluse su "The Black Code" a dimostrazione che non servono perfezionismo e pulizia assoluta per avere un album potente. Se siete appassionati del genere non fatevi scappare questo disco, e naturalmente approfondite la discografia dei Wo Fat perché vi faranno godere. Grande band.

Contatti: smallstone.com

"THE BLACK CODE" TRACKLIST: Lost Highway, The Black Code, Hurt at Gone, The Shard of Leng, Sleep of the Black Lotus.


mercoledì 30 gennaio 2013

Recensione: KOLP "The Outside"
cd 2012 - temple of torturous




L'Ungheria è portatrice di male e disperazione e oggi gli adepti degli inferi rispondono a nome KOLP. Una formazione giunta al secondo album che segue il precedente "The Covered Pure Permanence" del 2010. Il nuovo lavoro ha una formula sonora abbastanza tradizionale, sorretta da ritmiche spesso lente, soffocanti, e come spesso accade su questa sponda del black metal tutto diventa orrido e putrescente. Sono le chitarre a dare pulsazioni all'intero lavoro, con questi riff dissonanti che tagliano la carne con precisione maniacale. In "The Outside" non c'è originalità, non esiste tecnica, ma se state cercando qualcosa che sprigioni "dolore" dalla prima all'ultima nota, questo album ne ha in quantità elevate e la voce di Jim Jones vi strapperà le orecchie a morsi. I Korp non hanno particolari pretese, vogliono solo nutrirsi dei vostri organi e dissetarsi con il vostro sangue. La malattia del black metal anni '90 fluisce nelle vene di questi musicisti. "The Outside" è un bel disco, pur non avendo elementi particolari che lo possano in qualche modo contraddistinguere. Se vi piacciono i vecchi Darkthrone, i primi Khold o Burzum di "Filosofem", ascoltate questi ungheresi!

Contatti: myspace.com/xyk3z - facebook.com/pages/kolp/301489863198589

"THE OUTSIDE" TRACKLIST: There Was No Place to Hide, The Initial State, Drowning, The Void and the Silence, The Place, Completion, Interface Has Dissolved, The Outside.


Recensione: SPEKTR "Cypher"
cd 2013 - agonia records




Avanzano i francesi SPEKTR nel loro mondo oscuro, questo è un lavoro glaciale che crea un'aurea disossata, "Cypher" (loro terzo album) è pervaso da una malvagità sezionata da fraseggi jazz/industrial/dark ambient capaci di trascinare l'ascoltatore nell'oblio. Musica evocativa, dal feeling criptico e rabbioso che è diventato caratteristica costante di questo gruppo. Non è un lavoro di facile assimilazione, ma comunque particolare e valido, un disco capace di elaborare trame strumentali variegate, garantendo all'ascoltatore un viaggio allucinato. Nove sono i brani inclusi, fra i quali non si può non evidenziare una predisposizione totale alla materia sperimentale. Gli Spektr sono stregati dal fascino del black metal, ma in questa dimensione riescono a scomporsi per trovare una personale deformazione artistica. "Cypher" è un muro di suono contorto contro cui andrete a sbattere il vostro cranio. Da provare!

Contatti: agoniarecords.com

"CYPHER" TRACKLIST: Hermetism, Teratology, The Singularity, Solitude, Antimatter, Solve Et Coagula, Cypher, Decorporation, Le Vitriol Du Philosophe.


martedì 29 gennaio 2013

Recensione: AI FERRI CORTI "Ai Ferri Corti"
demo 2012 - autoprodotto




Sono determinati i calabresi AI FERRI CORTI, provenienti da Catanzaro e nati nel 2010 dalle ceneri dei Punk Virus. Nonostante la giovane età hanno affrontato diversi viaggi in auto suonando tra Calabria, Sicilia, Puglia... Sfrontati e diretti come lo erano le band hardcore degli anni '80, ed è proprio da quella scuola che questi ragazzi prendono lo spirito avvelenato. Sempre a pugni chiusi, costantemente a denti stretti, contro un sistema di merda. I riff e le ritmiche sparate hanno l'impeto dei vecchi Poison Idea , ma nel tiro della batteria non manca l'attitudine sfrenata e violenta alla Final Conflict / S.O.D. I testi di denuncia sono urlati in lingua italiana e questo trasmette maggior vigore alla loro rabbia. Un demo breve, di soli cinque brani, ma bello spinto e "in your face". Registrato al "Soundfarm Studio" di Gianluca Molè (Glacial Fear,
A Buried Existence, Bretus). Sicuramente avranno il tempo per maturare, ma i primi calci fanno già male. Questo è Do It Yourself!

Contatti: facebook.com/aiferricorticzhc

"AI FERRI CORTI" TRACKLIST: Spina Nel Fianco, Cattivo Cervello, D.I.Y., Sabbia Tra Le Dita, Falsa Realta'.


Recensione: MINUS ONE WORLD "Sewage"
ep 2013 - autoprodotto




In attivo dal 2008, i finlandesi MINUS ONE WORLD danno alle stampe questo nuovo Ep "Sewage", quattro canzoni caratterizzate da un thrash/death abbastanza ripetitivo e nella vecchia tradizione... Per essere prima di tutto sincero con me stesso, non posso affermare di essere stato colpito da questa band, anche perché il songwriting non riserva particolari sorprese fantasiose. Apprezzo l'istinto aggressivo dei nostri, ma per raggiungere una maggiore incisività dovrebbero lavorare meglio sulle dinamiche delle strutture. Il sound scelto non è dei migliori e il fatto che per scelta sia così secco, scarno, non porta molta linfa al livello generale. Primi Kreator, Sodom, Nuclear Assault sono tra le influenze maggiori dei finlandesi. I Minus One Word saranno anche onesti, ma questo non basta. Vedremo cosa gli riserverà il futuro.

Contatti: minusoneworld.com - minusoneworld@gmail.com

"SEWAGE" TRACKLIST: Kallo Halki Maahan, Target, Empire Strikes Back, Sewage.


Statistiche: 15.641 visite per SON OF FLIES webzine




Sono passati solo quattro mesi dalla nascita di SON OF FLIES.
Pubblicati 275 post (tra recensioni, interviste, live report).
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Christian Montagna


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Recensione: KOLDBRANN "Vertigo"
cd 2013 - season of mist




La Season of Mist sta portando nella propria culla putrida alcune delle migliori black metal band. Oggi è il turno dei KOLDBRANN, uno dei gruppi di punta della scena norvegese. Da sempre fottutamente bastardi e sinistri! Questi musicisti appartengono a quella schiera di band che uniscono groove aggressivo, melodia e classico sound nordico... E lo fanno bene, con brani trascinanti e d'impatto. Se ad un primo veloce ascolto "Vertigo" può sembrare un normale album black metal, la realtà è ben altra quando lo si fa girare per più volte fino a metabolizzarlo. E' abrasivo, tellurico, e ogni seguace del genere potrà apprezzarlo fino in fondo! Un opera arricchita da chitarre ispirate e fottutamente groovy, naturalmente non sono da meno la sezione ritmica e la voce demoniaca di Mannevond che per le sue tonalità graffianti ricorda in maniera evidente Satyr, si, in effetti "Vertigo" (in certi momenti) potrebbe essere accostato ad album come "Volcano" o "The Age of Nero", anche se i Koldbrann hanno un songwriting più completo e sicuramente superiore. Questa è una band valida e che per certi versi ha scelto di seguire la propria strada. Dopo più di dieci anni di attività, la definitiva consacrazione è servita!

Contatti: koldbrann.net - facebook.com/koldbrannofficial

"VERTIGO" TRACKLIST: Intro / Vertigo, Totalt Sjelelig Bankerott, Hjertets Holodomor, Drammen, Stolichnaya Smert, Terminal Tran, snistriiPhantom Kosmonaut, Goat Lodge, I Eklipsens Skimmer, Sans Soleil, Inertia Corridors.


lunedì 28 gennaio 2013

Recensione: BUNKER 66 "Infernö Interceptörs"
CD | LP 2012 - high roller records




Questo disco è Adrenalina Pura. Porco DIO! Fottuto thrash black da endovena! Direttamente da Messina i BUNKER 66 non hanno pietà di nessuno e quello che sanno fare è prendere a calci nel culo dalla prima nota all'ultima. Se fino ad oggi avete subito lesioni al cervello con gli ultimi album dei Darkthrone, beh, allora provate a togliere un attimo i norvegesi dal lettore e ascoltate il sublime sound old school di questa band sicula. Fatelo ad alto volume! Non ve ne pentirete affatto! La determinazione del trio è smisurata e giace in dei brani serrati, mozzafiato, una performance ben oleata e senza fronzoli! Nonostante la band fosse attiva dal 2007 giunge solo ora al debut full-length, dopo l'Ep 2009 "Out of the Bunker", un live "Alive & Melting" del 2011 ed uno split con i toscani Barbarian risalente al 2012, anno in cui è uscito anche questo "Infernö Interceptörs" (ottobre per l'esattezza). Mi piace il fatto che i Bunker 66 attaccano gli strumenti e li suonano come si faceva un tempo, senza nessuna falsa apparenza. Hanno grinta e sono in possesso di un'attitudine strafottente che fa ben capire di che pasta sono fatti. La loro è un esplosione di heavy thrash/black metal (a tratti "Raw"). Che senso ha ripetere per l'ennesima volta quali potrebbero essere i lori mentori? Ascoltandoli capirete da soli! Questo "Infernö Interceptörs" ricalca le orme dei grandi, un po' da tutti i punti di vista, quindi, inevitabile che se siete cresciuti con certe sonorità non potete fare a meno dei Bunker 66. La produzione infiammata eleva tutto all'ennesima potenza! In definitiva, l'album conferma il valore della band, così come il loro marcio pensiero Underground. Da ricordare che "Infernö Interceptörs" è stato Top Album su "Band of the Week" blog di un certo Fenriz. Una prova solida e d'impatto. Avanti così BUNKER 66!

Contatti: myspace.com/bunker66 - facebook.com/Bunker66

"INFERNO INTERCEPTORS" TRACKLIST: Overnight Sacrifice, Night of the Scream Queen, Institor, Storm of the Usurper, Chubby Love, Still They Lurk (in the Shadows of War), Witch Flights & Sexy Nights, The Escape.


Recensione: VORUM "Poisoned Void"
CD | LP 2013 - woodcut records / dark descent records




Impeccabili i VORUM, autori di uno dei dischi più violenti usciti negli ultimi anni (dopo aver realizzato un primo Ep nel 2009 "Grim Death Awaits" ed uno split con gli americani Vasaeleth). DEATH METAL estremo che tiene fede al carattere dell'old school! Una band devastante e letale sotto ogni punto di vista! Non c'è tregua nel sound dei finlandesi, tutto ci viene gettato addosso con una carica devastante, un'ondata di odio oscuro macinato da riff culminanti e da una sezione ritmica pari ad una frana rocciosa. La voce di Jonatan Johansson è dipinta a pennello su queste estremizzazioni, quindi, potete capire che immaginario vi troverete di fronte. Oltre ai suoni poderosi, i Vorum si avvalgono di un songwriting efferato ma dinamico, tonnellate di pesantezza gestita a meraviglia dai musicisti esperti. Fin dall'assalto iniziale di "Impetus Fires" si capisce subito che cosa ci aspetta nei minuti a seguire! Riescono ad essere brutali senza suonare scontati! Qui non c'è tregua per l'ascoltatore! Su "Poisoned Void" ogni cosa è posizionata perfettamente in modo che i brani sappiano fare molto male. I Vorum si svelano nel loro carattere "no compromise", riuscendo ad attingere dal passato per innestare un colpo letale nel presente. Questa band fa veramente Paura! Ora non c'è tempo da perdere, acquisto obbligato! Venerateli!

Contatti: vorumdm@gmail.com - vorum.bandcamp.com

"POISONED VOID" TRACKLIST: Impetus Fires, Death´s Stains, Rabid Blood, Thriving Darkness, Evil Seed, Obscurity Revealed, Dance of Heresy, Poisoned Void.


Intervista: BRETUS - "Le Radici del Doom"






"THE BEAST IS BACK!" I CALABRESI BRETUS TORNANO A BAGNARSI NEL FANGO DELLA LORO TERRA E LO FANNO ATTRAVERSO "IN ONIRICA", UN ALBUM RICCO DI SONORITA' PASTOSE E DALL'ODORE DI ZOLFO. DUE LAVORI PUBBLICATI NELL'ARCO DI TRE ANNI, ENTRAMBI POTENTI ED EVOCATIVI. IL DOOM E' IL LORO VANGELO E LO INTERPRETANO CON NOTEVOLE FORZA ESPRESSIVA. UNA BAND VALIDISSIMA, CHE DAL PROFONDO SUD URLA LA PROPRIA PASSIONE VISCERALE. LASCIO LA PAROLA A GHENES, CHITARRISTA FONDATORE DEL PROGETTO.

1. Puoi darci qualche cenno di biografia dei BRETUS?

- Il gruppo inizialmente era composto da altri musicisti, stiamo parlando del 2000. Nel 2008 ho conosciuto Zagarus e da li è partita una seconda vita per la band. Un demo, un Ep Omonimo e il debut "In Onirica" sono la storia recente del gruppo.

2. Iniziamo approfondendo questo nuovo capitolo della creatura Bretus intitolato "In Onirica". Quali sono le principali differenze con il precedente Ep "omonimo" del 2009? Come siete entrati in contato con l'etichetta ucraina ARX Productions?

- La differenza sostanziale con l’Ep sta nel fatto che "In Onirica" ha usufruito dei vantaggi di uno studio vero. Fino a quel momento avevo registrato tutto da solo con un piccolo multitraccia. Un lavoro artigianale, certamente non perfetto, ma molto appagante. A livello di composizione invece non trovo moltissime differenze, forse abbiamo osato un po' di più, vista anche la presenza di uno strumentale ("The Black Sleep") di otto minuti. La Arx Productions di Alex ci ha contattato anche grazie all’interessamento di un nostro amico. La cosa buffa è che l’accordo si è chiuso in base al solo ascolto da parte di Alex di un brano messo in anteprima sul nostro sito. Dopodiché qualcuno si è pure meravigliato di questa "scelta" da parte nostra, anche se nel frattempo non avevamo ricevuto nessuna proposta da parte di etichette italiane. A breve però uscirà la versione su vinile prodotta dalla Bloodrock Record di Genova.

3. Anche per questo album avete scelto una copertina molto particolare, dai colori caldi e onirici. La precedente aveva il verde come predominante. E' una scelta voluta oppure è solo frutto della volontà dell'artista che l'ha realizzata? Chi se ne è occupato?

- Per la cover c’è una storia dietro. L’artista irlandese Guerrilla Sgraffito (all’anagrafe Elaine) che ha curato tutte le nostra grafiche, cercava un’idea per la nuova cover, quindi mi ha chiesto di informarla su alcune delle tradizioni folkloristiche calabresi. Quando le ho parlato della nostra Tarantella, sorprendentemente conosceva la storia del ballo frenetico generato dal morso della tarantola, e da lì è partita per l’ideazione del disegno di copertina. Quello che ne è venuto fuori ci ha colpiti veramente, essendo un’immagine molto evocativa e ricca di spunti.



4. Da dove deriva il moniker Bretus?

- Non ha un significato preciso, mi piaceva il suono della parola, anche se da qualche parte ho trovato questo termine, e nell’antica lingua Bretone dovrebbe significare fratelli.

5. All'interno del nuovo album è possibile trovare molte influenze sonore che vanno dal doom allo stoner , per toccare territori più classici legati all'heavy metal... I riff sono veramente dirompenti. Rispetto al debut, "In Onirica" lo trovo più epico. Sei d'accordo?

- Grazie per i complimenti innanzitutto. Le influenze che hai citato fanno tutte parte del nostro background anche se per completezza la psichedelia inglese più che quella americana, il kraut rock tedesco e un certo dark progressive costituiscono una parte fondamentale nella creazione della nostra musica e dei nostri ascolti. Sono in parte d’accordo con la tua definizione, anche perché non riesco a dire se gli ultimi siano più o meno epici rispetto a quelli composti precedentemente.

6. "In Onirica" gode indubbiamente di un' ottima produzione e sembra cucita perfettamente sul vostro sound. Puoi dirmi qualcosa al riguardo?

- Il disco è stato registrato missato e masterizzato al Sound Farm Studio di Catanzaro. Conosco Gianluca Molè da un po' di tempo e sapevo che la sua competenza e, soprattutto, la sua pazienza avrebbero fatto la differenza. Anche se non avevamo a disposizione una strumentazione prettamente analogica, il risultato sono dei suoni molto caldi e pieni.

7. Molti musicisti del doom metal riservano una morbosa attrazione per l'iconografia mortuaria: teschi, croci, tombe, cimiteri, boschi... Voi come vi posizionate all'interno di questo genere? Te lo chiedo perché nella vostra biografia citate come fonti di ispirazione HP Lovecraft, Mario Bava... Quindi, presumo che siate più legati alla cinematografia di serie B e ai vecchi classici della scrittura oscura...

- Forse riferito a noi, morboso è un aggettivo esagerato, ma non nego che quell’immaginario ci colpisce e ci ispira. Parlando di cinema posso soltanto affermare che da parte mia ritengo molte di quelle produzioni a basso budget molto più sinistre e spaventose di queste pagliacciate moderne a colori, e spesso in 3d. I film in bianco e nero, le produzioni Hammer , attori come Vincent Price, Peter Lorre, Boris Karloff e l’orrore cosmico di H.P. Lovecraft sono il nostro vangelo.

8. E' facile rinvenire nella vostra musica cenni degli immortali Black Sabbath... E' una sorta di "tribute" il vostro, oppure ciò che si evince dalla vostra musica è frutto dell'istinto?

- Potresti chiamarlo anche tribute ma non nel senso di cover band (ovviamente /NdR). D’altra parte come potrei mai affermare che ciò che suoniamo sia originale e non influenzato dall’operato di altre band come i Sabbath? Lavoriamo su delle basi ed una struttura consolidate nel tempo e contemporaneamente cerchiamo di inserire le nostre esperienze e il nostro istinto.



9. Quali sono le tue riflessioni su ciò in cui credi? La musica dei Bretus ti aiuta ad estraniarti da questa difficile vita terrena?

- Non potrebbe essere altrimenti. Anche se forse nella lunga storia della musica un periodo più brutto di questo non c’è mai stato, la musica è nella vita di tutti, ed io non sfuggo a questa regola. In più comporre, registrare e l’ascolto di una idea finalizzata in qualcosa di compiuto sono una soddisfazione difficile da spiegare.

10. Zagarus fa un uso eccezionale della sua voce, dando molto spazio alla melodia. Il suo operato lo ritengo fondamentale sui brani di "In Onirica"...

- E’ verissimo. E’ molto difficile trovare un buon cantante e incontrare Zagarus è stato un colpo di fortuna. Ha lavorato tanto sui pezzi e se ascolti le nostre prime composizioni (parlo anche del nostro demo), ti accorgerai di quanto si sia evoluto in termini di espressività e di tecnica. Non è certo un cantante alla R.J. Dio ma conferisce alla musica quel tocco di "primordialità" che non guasta.

11. Una cosa che non ti ho chiesto prima ma che mi interessa sapere. La line-up è la stessa del debut Ep?

- Rispetto all’Ep dove ho registrato tutte le ritmiche a parte le voci, i solos (a cura di Neurot) e la batteria suonata da Sest, nell’ultimo disco sono entrati in pianta stabile Faunus alla chitarra (ritmica e solista) e Striges alla batteria. Quest’ultimo però non ha suonato sul disco, le parti di batteria sono sempre opera di Sest. Un ringraziamento particolare va a Gabriele Gigliucci che ha composto e suonato tutte le parti di tastiera.

12. Quanto la vostra vita influenza la vostra musica, e viceversa?
- Parlo per me e affermo con sicurezza che sia maggiormente la musica ad influenzare la mia vita piuttosto che il contrario eh eh eh….

13. Vuoi spendere qualche parola sui testi?

- I testi del nostro cantante sono una personale reinterpretazione della follia, delle manie e degli scherzi del destino che ogni essere umano si trova ad affrontare nella vita di tutti i giorni. Per conoscere i dettagli e saperne di più bisognerebbe però chiedere a lui.

14. Tenendo da parte i padri Black Sabbath... Qual è secondo te il "doom metal" album per eccellenza? Se dovessi risponderti io ti direi: CATHEDRAL "The Ethereal Mirror".

- Lasciando da parte (faccio finta) la mia predilezione per questo gruppo, sono d’accordo con te. Quel disco rappresenta benissimo la perfetta convergenza di stili diversi all’interno del doom. Forest of… e The Ethereal mirror li comprai originali in vinile appena usciti, ma per quanto riguarda la loro discografia, anche Carnival bizzarre merita tutta la nostra attenzione.

15. Provenite dalla bellissima Calabria (Catanzaro)... Immagino non sia semplice emergere da una terra posizionata così a SUD! Ma nonostante la posizione geografica la vostra regione ha sempre avuto delle band validissime. Penso subito ai grandi GLACIAL FEAR! ... Ma potrei citare anche A BURIED EXISTENCE, LAND OF HATE, RUSHDOWN... Puoi farci i nomi di alcuni tra i gruppi più validi usciti di recente?

- E’ vero! Viviamo in una terra bellissima. Non credo però ci sia mai stata nella storia una relazione determinante tra la validità della musica e la provenienza dei musicisti. Solo una mentalità ottusa potrebbe pensare il contrario. (io intendevo "difficoltà" di spostamenti per suonare e quindi "emergere" in questo senso. Forse Ghenes ha male interpretato la mia domanda. Capisco le sue affermazioni perché anch'io ho fatto parte di diverse band nel profondo Sud /NdR). Anzi ti dirò: Alcune tra le mie band preferite provengono dalle zone meno "rock" o definite tali. Se poi parliamo di "emergere" parliamo di altro, anche perché sappiamo fin troppo bene come si faccia ad emergere in questo paese. Nel nostro caso siamo nati come un tributo alle nostre band preferite e poco ci importa di cosà succederà nel futuro. Non cerchiamo la fama, amiamo solamente suonare e cerchiamo di farlo al meglio. Le band che hai citato rappresentano il passato ed anche il futuro della nostra piccola ma agguerrita scena. A questi potrei aggiungere i death/thrashers Amorphead, lo psychobilly degli All My FriendzAre Dead, gli occulti Unscriptural, gli Emily Witch, gli schizzati Bad Trip, gli hardcorers Ai Ferri Corti e tanti altri…

16. Progetti per il futuro dei Bretus?

- Intanto aspettiamo la ristampa di "In Onirica" che ha subito dei ritardi dovuti alla precaria situazione di alcune ditte. Con molta calma poi inizieremo la composizione dei nuovi brani, vorremmo prima o poi fare un 7" da soli o uno split con qualche altro gruppo. A novembre suoneremo il nostro secondo live al Malta Doom Fest, nel frattempo si vedrà.

17. GRAZIE per l'intervista e vi auguro il meglio!

- Grazie a te per l’interessante intervista e speriamo di incontrarci presto. IN DOOM))) Ghenes



CONTATTI: bretus_doom@libero.it

BRETUS line-up:

Ghenes - Low Guitars/Bass
Zagarus - Vox
Faunus - Guiotars
Striges - Drums

RECENSIONE:
BRETUS "In Onirica" cd 2012 - arx productions



Recensione: AMAZE KNIGHT "The Key"
cd 2012 - autoprodotto




Sono torinesi, nati nel 2010, sono all'esordio, ma dalla caratura della loro splendida musica sembrerebbe il contrario. Ho ricevuto il promo cd dalla band stessa e devo dire che già durante il primo ascolto "The Key" mi ha riservato grandi emozioni, quelle "sentite", trasmesse da musicisti che suonano i propri strumenti col il cuore e per il gusto di emozionare chi ascolta. Gli AMAZE KNIGHT si dedicano anima e corpo alla materia prog/rock in tutte le sue sfaccettature! Questo è un disco che vi consiglio di ascoltare, per gustare qualcosa di veramente valido! Una band dannatamente versatile, che è in grado di utilizzare la propria abilità per metterla al solo servizio delle canzoni, anziché esibirla in modo sbagliato, rischiando così di rimanere legata nella propria rete. "The Key" è costruito su ottime idee, perfettamente arrangiate, un opera che parte bene già dall'accattivante opener "Imprisoned(Shadow's Past)". Mettete insieme il meglio che si possa ascoltare da questo genere musicale, e probabilmente potreste farvi un idea di chi sono gli Amaze Knight. Un'entità nostrana nata dai semi dei grandi: Vander Graaf Generator, Pink Floyd, Genesis, Camel, King Crimson, Yes, Transatlantic, Supertramp... Questi musicisti piemontesi sono stati una piacevole sorpresa e devo dire che quando ascolto dischi del genere ho un grande senso di gratificazione. Una nota di merito anche per Roberto Maccagno (sound engineer/produttore). Ora serve un contratto discografico! Gli Amaze Knight ce li abbiamo in casa e vanno SUPPORTATI. Una disco notevole, una band dotata di grande personalità, perciò, da non perdere! ...E' notte fonda mentre concludo questa recensione, e non posso fare a meno di riascoltare l'emozionante "Hartless" per allontanarmi dalla realtà...

Contatti: amazeknight.com

"THE KEY" TRACKLIST: Imprisoned (Shadow's Past), Restless Soul, Heartless, Liberation - The reflection, Liberation - A new day.


domenica 27 gennaio 2013

Recensione: FAILURE "Perfect Isolation"
ep 2013 - pagan forest records




Dall'Honduras riverbera il post rock di FAILURE. Sicuramente un album particolare, ma non del tutto convincente. La struttura sonora rimane sempre piuttosto lineare e senza particolari pretese, le partiture ossessive non mancano, ma è proprio questa ripetitività che alla lunga stanca un po'. Nella loro semplicità i pezzi non possiedono delle aperture capaci di rimanere in testa, quel qualcosa che scalda l'animo dell'ascoltatore... Manca quella giusta dose di vèrve. Inoltre, secondo il mio punto di vista, l'utilizzo di quella voce entra in conflitto con la base musicale. Voglio considerare "Perfect Isolation" solo come un punto di partenza anche perché il songwriting di Failure risulta acerbo, a volte destabilizzante... Spero andrà meglio nel suo futuro.

Contatti: failure.bandcamp.com

"PERFECT ISOLATION" TRACKLIST: Perfect Isolation, A Portrait of You, Far Away, Zoè, The Void Stares, Love Is Not a Substance.


Recensione: SAD AND INSANE "Departure"
ep 2012 - autoprodotto




Recensire dischi del genere non è mai impresa facile, soprattutto quando alcune band alle prime armi mettono troppa carne sul fuoco. Questi francesi SAD AND INSANE formatisi nel 2007, pur abbeverandosi alla fonte della sperimentazione estrema non si avvalgono di buone idee, in più, la produzione mal riuscita del cd sicuramente è un punto a loro sfavore. La veste musicale del gruppo è cucita con soluzioni sonore alquanto scontate e poco convincenti. In alcuni brani si può anche trovare qualche spunto da menzionare (come in "I Hate You"), ma per il resto salvo ben poco su queste canzoni. I Sad And Insane riciclano del materiale che non mi da nessuna sensazione positiva, tutto è troppo sconclusionato, per questo motivo dovranno ancora lavorare tanto per raggiungere una buona coesione di gruppo. Manca l'esperienza. Il debut Ep "Departure" non mi è piaciuto.

Contatti: sadandinsane.bandcamp.com

"DEPARTURE" TRACKLIST: Intro / Departure, Black Wings, Restart, I Hate You, Sombre, Nothing Left.


sabato 26 gennaio 2013

Recensione: INTO DARKNESS "Into Darkness"
cd 2013 - hellthrasher productions




Malefico old school death/doom quello dei lombardi INTO DARKNESS. Questo demo omonimo del 2012 è un colpo violento in pieno volto. Opera prima per questi tre musicisti (due donne, un uomo), tre individui legati alla più cupa tradizione del passato (Autopsy, Incantation, Asphyx...)! Qui si marcia in una processione funebre, passo dopo passo, ascoltando il delirio totale del chaos... La voce è lacerante, i riff sono scarni, marci, pesanti, mentre la sezione ritmica è un vero rullo compressore... Sono gli elementi fondamentali di questo lavoro senza compromessi. Quattro pezzi in totale! Il demo è stato pubblicato in tre versioni limitate: tape in 100 copie e già sold out (Unholy Domain), 12" mini-LP in 300 copie (Iron Bonehead), mentre l'ultima versione su cd (500 copie) verrà pubblicata a Febbraio dalla Hellthrasher Productions. L'Underground Italiano ha bisogno di realtà come gli Into Darkness. Faranno la felicità dei più intransigenti di voi. Ora attendiamo il definitivo full-length.

Contatti: intodarkness.bandcamp.com - doomedwarrior@hotmail.it

"INTO DARKNESS" TRACKLIST: Into Darkness, Shadows, Nemesis: Star of Catastrophe, Levy 9's Death.


Recensione: JARUN "Wziemiozstąpienie"
cd 2012 - autoprodotto




Black Metal pagano dalle tinte folk per i polacchi JARUN (nati nel 2007). Con questo "Wziemiozstąpienie" hanno dato alle stampe un album che è sicuramente ben strutturato e suonato, un lavoro che risente di una personalità progressiva molto spiccata. I pezzi sono vari e articolati, originali nella loro particolare forma, caratteristiche che danno luce alla proposta dei Jarun. La band attraverso otto composizioni evidenzia tutta la propria personalità e perizia tecnica: un prodotto raffinato e particolare. Ci tengo a sottolineare che il valore musicale si denota anche quando il gruppo si lascia andare su momenti acustici e riflessivi, emozioni che portano alla mente i migliori Led Zeppelin. La cosa che mi colpisce dei Jarun è che non sono monotoni o prevedibili e tutto ciò li differenzia dalle altre band coinvolte in questo genere. Ho apprezzato molto la bravura di questi musicisti ed è inutile stare qui a menzionare un pezzo piuttosto che un altro, sono tutti molto validi e ben arrangiati. Un album davvero bello!

Contatti: facebook.com/jarunband

"WZIEMIOZSTAPIENIE" TRACKLIST: Wziemiozstąpienie, Deszcz, Prawdy Ulotne, Przebudzenie, Niech Moje Słowa Będą Ogniem, Powrót, Zamieć, I Znowu Zima...


Intervista: ORTEGA - "NELLA TANA DEL SERPENTE"






TRA I GRUPPI EUROPEI CHE SPINGONO PER METTERSI IN LUCE ALL'INTERNO DELL'AFFOLLATO PANORAMA UNDERGROUND CI SONO SICURAMENTE GLI ORTEGA (PROVENIENTI DAI PAESI BASSI), SOLIDA REALTA' IN GRADO DI CONCEPIRE UNA MUSICA TANTO POTENTE QUANTO EVOCATIVA E OSCURA. UN MIX MICIDIALE DI SLUDGE, POST HARDCORE, POST ROCK CHE PENETRA LA MENTE PER LASCIARE IL SEGNO. PERSONALMENTE, NEL LORO GENERE, LI RITENGO TRA I PIU' CONVINCENTI, PERCHE' IN POSSESSO DI OTTIME QUALITA' COMPOSITIVE. LO SCORSO ANNO HANNO PUBBLICATO DUE OTTIMI EP E LA RISTAMPA IN DIGIPACK DEL PRIMO FULL-LENGTH. SCOPRIRETE QUESTO E ALTRO LEGGENDOVI L'INTERVISTA CON IL CHITARRISTA CANTANTE RICHARD POSTMA.

1. Ciao Richard. Quando si sono formati gli Ortega?

- Ciao Chris. Gli Ortega si sono formati nel 2007. Abbiamo iniziato nel 2006 come band hardcore, poi tutto è andato in discesa piuttosto velocemente. A un certo punto due membri (che in realtà fondarono la band) hanno abbandonato il gruppo. Così ho pensato che volevo una band per me stesso. A quei tempi mi era stato proposto di suonare hardcore, ma io stavo cercando di dare vita ad una band doom. Anch'io volevo suonare la chitarra in un gruppo, in quanto avevo solo cantato fino a quel momento. Così Alex (chitarra), Frank (basso) ed io abbiamo provato in una soffitta per un po', in modo da scrivere qualche riff e poco dopo abbiamo chiesto a Sven di unirsi a noi (in quel periodo Alex era già in un'altra band con lui). Ecco, questo è il modo in cui ci siamo uniti.

2. Prima di tutto: La Aesthetic Death Records nel 2012 ha ristampato il vostro primo album "1634" su di un bel deluxe digipack nero, libretto di 8 pagine e una nuova veste grafica. Perché questa scelta?

- Stuart della Aesthetic Death Records scrisse una recensione di "1634" da qualche parte, all'inizio dello scorso anno. In sostanza disse/scrisse che era triste il fatto di aver stampato quel lavoro in sole 100 copie fisiche e che in realtà tutto il mondo dovrebbe essere in grado di ascoltare quest'album. Così parlato con lui abbiamo deciso di fare una release ufficiale, o una ristampa (se si vuole intendere così), con un'artwork rinnovato. Abbiamo pensato che, se avessimo fatto questa operazione doveva essere eseguita al meglio in modo da sembrare ottima, come si può immaginare!

3. Devo congratularmi con voi per "A Flame Never Rises on Its Own" (LP + tape 2012) e l'ultimo Ep 2012 "The Serpent Stirs" ... Il vostro sound è assolutamente personale e potente!

- Grazie mille. L'idea alla base di "A Flame Never Rises on Its Own" era quella di scriverlo mentre molti pensavano che il gruppo si era sciolto dopo il nostro album precedente, '1634 '. Musicalmente l'Ep "A Flame Never Rises..." è un esperimento in cui Alex, Frank ed io abbiamo singolarmente composto le basi per le nostre canzoni. Per esempio, " When Fire Meets Fire" è stata scritta da Alex, "The Entity" da Frank e "Ritual" da me. Il risultato è che per ogni canzone ci siamo sezionati nella band stessa, mostrando un po' di noi stessi in ogni traccia, ma inevitabilmente queste si fondono tutte insieme in un'unica cosa.



4. Due pubblicazioni in un anno: "A Flame Never Rises on Its Own", uscito nell'ottobre 2012, "The Serpent Stirs", nel mese di novembre dello stesso anno. Perché questa decisione? In realtà "A Flame Never Rises..." è stato pubblicato dalla Badger Records nel 2012, ma le registrazioni sono state effettuate nel corso del 2011 . Puoi spiegarci un po' tutto...

- Haha, è un po' troppo, no? Beh, la verità è che abbiamo pensato alla Badger Records perché era in procinto di pubblicare l'Ep "A Flame Never Rises on Its Own" all'inizio del 2012, ma a causa di suoi problemi personali, l'etichetta continuava a rimandare non solo le nostre releases, ma anche quelle di altre band sul suo roster. Davvero uno schifo. Quindi, quasi un anno dopo l'Lp era finalmente uscito. Ma la cosa buffa è che abbiamo registrato "The Serpent Stirs" nel 2012. L'ho pubblicato su cassetta per la mia stessa etichetta, Tartarus Records. Non avevo idea se l'Lp "A Flame Never Rises on Its Own" stava per arrivare o meno, ed è così che ho messo in moto l'uscita di "The Serpent Stirs", così potevamo avere una nuova uscita nello stesso anno. Poi, in quel periodo, ho avuto la parola che Lp stava arrivando. Quindi è stata una sorta di coincidenza, ahah.

5. Come siete arrivati al titolo "The Serpent Stirs" per il nuovo EP 2012? Il suo processo di registrazione è molto valido. Pensi che questo sia stato in grado di misurarsi con quello dei precedenti album degli Ortega?

- Quando abbiamo finito le registrazioni per l'Ep "A Flame Never Rises on Its Own" abbiamo deciso di utilizzare elementi più atmosferici, e questa strada è diventata la nostra forza all'interno degli Ortega. Inoltre, il nostro batterista (Sven) non ha scritto nessuna base per le tracce dell'Ep "A Flame Never...", quindi si può dire che è arrivato il suo tempo per prendere il controllo e rendere questo lavoro ritmicamente più interessante. Quello che abbiamo fatto è stato sperimentare nuovamente con un sacco di nuovi suoni e riff, cercando di trasmettere le sensazioni di una jam session dal vivo, riportata in una canzone vera e propria. Il risultato è quello che noi chiamiamo un viaggio sonoro della mente, dove musicalmente incorporiamo sludge, doom e psichedelia. Abbiamo sempre voluto dare alle nostre registrazioni una vera e propria sensazione live, ed è quello che pensiamo di aver realizzato con "The Serpent Stirs". Il titolo deriva dall'idea che ognuno di noi ha i propri demoni da combattere dentro di se. Esso descrive un'odissea, noi viaggiamo nella mente dall'esterno fino alla parte interiore più buia, per combattere l' oscurità dell'io. Su questo Ep, questa oscura parte dell'io ha l'incarnazione di un serpente gigante che deve essere affrontato per dare una svolta al nostro io interiore.



6. Cosa puoi dirmi sui vostri testi? Per te cos'è il subconscio?

- Penso che la nostra ideologia è, fondamentalmente, cercare di creare una certa atmosfera con la nostra musica dove, l'ascoltatore, è in grado di interpretare la musica stessa col proprio sentire. Il mare è la nostra "nave", se volete. Cerchiamo di migliorare questa esperienza, incorporando "live visuals" e altri elementi per i nostri spettacoli, giusto per dare all'ambiente un'estetica interessante. A tutti noi piace Poe, Verne e i miti di Cthulhu di Lovecraft , quindi cerchiamo di incorporarli nell'ambientazione del nel nostro materiale.

7. Cosa distingue gli Ortega da altre band del vostro genere? Da dove deriva la vostra intensità?

- La maggior parte delle recensioni dicono che nella nostra musica abbiamo un buon equilibrio tra doom, sludge ed elementi post-rock. Non posso dire che siamo veramente originali, ma cerchiamo in tutti i modi di rendere interessante ed emozionale la nostra musica per l'ascoltatore.

8. I Neurosis sono una fonte di ispirazione per voi? Quali sono state le vostre influenze?

- Sì, di sicuro i Neurosis giocano un ruolo importante nel nostro sound. Alcune delle mie influenze sono propri gruppi come Swans, Hawkwind, e il vecchio materiale degli Isis.

9. Gli Ortega hanno un grande seguito nell'Underground musicale?

- Non ne sono sicuro. Abbiamo un sacco di ascoltatori da tutto il mondo, e ci sono anche molte recensioni su internet. Non abbiamo mai suonato al di fuori dell' Olanda, quindi se abbiamo un grande seguito, (cosa di cui dubito), sarebbe più probabile su internet. Comunque in Olanda il seguito è buono, credo, haha.



10. Come descriveresti gli Ortega a qualcuno che non vi ha mai sentito prima?

- Ocean Doom.

11. Avete suonato molti spettacoli dal vivo con la band? Con quali gruppi ti piacerebbe suonare e condividere il palco?

- Troppi! Neurosis, Swans, Amenra, Yob, Bongripper, Switchblade, Cult of Luna, Terra Tenebrosa, the Melvins, Big Business. Ok, questo è sufficiente. Sto diventando molto triste in questo momento.

12. Ascolti correnti / consigli musicali?

- Attualmente sto ascoltando questi album:

Amenra – Mass V
Harvey Milk – The Pleaser
Dead in the Woods – The Sign of the Sun of Man
Ancient Sky – T.R.I.P.S.
Bismuth – The Eternal Marshes
Useless Children – Post Ending/Pre Completion
Slomatics – A Hocht

13. Parlando di progetti per il futuro?

- "The Serpent Stirs" sarà presto disponibile su vinile. La tedesca Narshardaa Records gestirà tutto questo. La data di uscita è prevista intorno a marzo/aprile 2013. Siamo impegnati a preparare un piccolo tour in Europa. Presto ci saranno maggiori informazioni su tutto ciò. Ci sono idee per un nuovo album completo, ma non siamo ancora in grado di dire altro in questo momento.

14. C'è qualcos'altro che vuoi aggiungere o dire? Grazie per l'intervista Richard!

- Cercateci e ascoltateci sul nostro bandcamp.
Grazie per il supporto, Chris. Saluti.



CONTATTI: ortegaband.bandcamp.com - facebook.com/ortegadoom

ORTEGA line-up:

Richard Postma - Vocals/Guitars
Alex Loots - Guitars
Sven Jurgens - Drums
Frank de Boer - Bass

RECENSIONE:
ORTEGA "1634" cd 2012 - aesthetic death records



venerdì 25 gennaio 2013

Intervista: MOVIMENTO D'AVANGUARDIA ERMETICO - "Libero Arbitrio"




MOVIVENTO D'AVANGUARDIA ERMETICO E' UN PROGETTO MUSICALE NATO NEL 2005 IN PIEMONTE, UNA BAND A DIR POCO AFFASCINANTE, UNA FORZA "POLIEDRICA", NEI CONTENUTI E NELL'ESSENZA. UN'ENTITA' IN GRANDE EVOLUZIONE E CHE, FORTE DI UNA PERSONALE MISCELA SONORA E CONCETTUALE, SI E' CONQUISTATA UN POSTO DI RILIEVO NEL CIRCUITO DELL'UNDERGROUND NOSTRANO. IL NUOVO ALBUM "LACRIME DEGLI DEI" CONTINUA IL PERCORSO "VISCERALE" INTRAPRESO ANNI FA. NE HO PARLATO CON 'ANS', IL PRINCIPALE COMPOSITORE.

1. Per iniziare vorrei farti i miei più sinceri complimenti perché ritengo i MOVIMENTO D'AVANGUARDIA ERMETICO una delle migliori entità in attivo sul territorio italiano. Vivere nell'Underground musicale con queste grandi qualità non è cosa da tutti o impresa comune... La vostra è una musica che s'inabissa sempre nei contenuti, nelle profondità dall'animo, per far emergere emozioni inedite e degne di nota...

- Ti ringrazio molto per queste parole che sottolineano quanto il lavoro svolto in questi anni sia stato fruttuoso. L’underground è, personalmente, l’unico ambito in cui la musica estrema dovrebbe agire, poiché quando questa forma espressiva ha ricercato la notorietà si è solitamente arrivati a risultati musicali tutt’altro che autentici. Ultimamente mi è capitato di approfondire il concetto di “sotterraneo” applicato alla musica estrema con un testo di un certo interesse, “Sub Terra” che descrive l’ambiente della musica estrema italiana negli anni ’80 e ’90, con azzeccati paralleli con i concetti di inconscio, di caverna, di mondi inferi e ctoni; i quali non potrebbero che essere definiti come “underground”. La profondità d’altro canto è uno dei nostro obiettivi principali, lo scorrere privo di emozioni è purtroppo una caratteristica che si riscontra fin troppo spesso nella musica estrema. Inoltre, devo dire che all’interno dell’underground andrebbero fatti dei distinguo. In Italia ad esempio ci sono due realtà del tutto differenziate e parallele: da una parte un gruppo di band molto pubblicizzate che godono di ampio supporto live, ancorché tale supporto non sia sempre proporzionale al loro effettivo valore; dall’altro lato un autentico “underground dell’underground” con band che incidono autentici capolavori spesso quasi completamente ignorati sia a livello italiano che internazionale.

2. Quando ha iniziato a muovere i primi passi questo progetto musicale e perché la necessità di essere duo?

- Attualmente sono l’unico componente rimasto attivo nella band, dunque non possiamo più parlare di un duo. Siamo partiti nel 2005 con una formazione a quattro, ci siamo ridotti a tre per molto tempo e abbiamo realizzato “Lacrime degli Dèi” come un duo. Per la realizzazione di questo disco si sono aggiunti anche alcuni session per la voce e per un breve intro di piano. Non posso che ringraziarli per il lavoro svolto: Agilulf come cantante su gran parte delle tracce e Anonimo Novecentesco vivente su “Marcia del Sole Notturno”.

3. "Stelle Senza Luce", il vostro precedente capitolo, ha in qualche modo rafforzato il vostro attuale status? Suppongo che molti degli stimoli passati e vissuti siano serviti per arrivare al nuovo "Lacrime Degli Dei"...

- “Stelle senza luce” ha certamente allargato il novero dei nostri estimatori, ma ritengo che tale aumento nel numero dei nostri fruitori non ci abbia minimamente influenzato. Abbiamo sempre cercato di realizzare dischi autentici, personali, gelidi, distanti. Lo stimolo principale viene dalla nostra percezione del mondo e da come impostiamo la nostra disciplina interiore ed esteriore. Il pubblico metal, categoria peraltro difficilmente identificabile, non rientra nei nostro stimoli poiché purtroppo è spesso formato da bimbominkia che si credono TRVE poiché ben protetti e nascosti dietro ad uno schermo, intenti come sono a lanciare proclami sui forum musicali. Mi chiedo se alcuni di loro sarebbero in grado di sopravvivere al nostro stile di vita: appesi con una piccozza a 4.000 mt d’altezza o in parete, aggrappati ad uno sperone di roccia con la sola forza delle proprie braccia e delle proprie gambe. Questo ovviamente non significa che negli anni la nostra musica non ci abbia portato a conoscere ottime persone e validi combattenti, è un onore per me sapere che la nostra musica è presente negli ascolti abituali di costoro. Mi fa anche piacere che il tono e la cura delle interviste che ci vengono rivolte sia sempre molto serio e profondo; in tal senso questa intervista non fa certo eccezione.



4. I Movimento d'Avanguardia Ermetico creano una musica molto soggettiva, evocativa, che mi riesce difficile accostare a qualcosa di particolare (...e nemmeno è mia intenzione fare ciò). I vostri sono brani musicali che si tengono distanti dalle solite canzoni composte da altre band... Utilizzate una personale struttura-canzone e questo aspetto sviluppa suoni e arrangiamenti "ermetici" (appunto), le vostre sono costruzioni monumentali nelle quali l'ascoltatore che sa ascoltare può rifugiarsi e seppellire la propria anima... Sei d'accordo?

- Considerazioni le tue molto lusinghiere e che mi trovano genericamente d’accordo: la struttura dei brani credo non sia mai stata “scontata”. Sin dagli inizi il progredire della canzone e l’alternarsi dei riff seguivano il decorso dell’emozione che si voleva esprimere. Basti pensare a “Guerriero” che ha inaugurato il nostro personale modo di fare musica: senza alcuna ripetizione di riff o di struttura ma con un continuo crescendo , tale da trattarsi certamente di una maturazione strutturale abbastanza netta rispetto ai classici brani “strofa-bridge-ritornello-strofa”. C’è da dire che nel periodo 2001 – 2004, durante il quale ho composto una parte considerevole del materiale confluito in Movimento d’Avanguardia Ermetico, ascoltavo moltissimo Richard Wagner, che della de strutturazione della musica ha fatto un’ arte. Credo sia una delle influenze prevalenti rintracciabili nel nostro fare musica.

5. Come avete vissuto le fasi di registrazione del nuovo album? Siete musicisti che soffrono la chiusura di una stanza materiale?

- La registrazione è durata dal gennaio del 2011 all’aprile del 2012. Dopo questa lunga prova eravamo certamente un po’ provati e questo ha fatto sì che in effetti soltanto il sottoscritto “sopravvivesse”. Le stanze materiali non mi spaventano: a condizione che siano lontane, lontanissime dall’insolente hybris del gregge. Posso stare da solo in una stanza per periodi inimmaginabili ad esempio quando mi trovo in montagna fuori stagione senza patire alcunché.

6. I Movimento d'Avanguardia Ermetico creano atmosfere decisamente intense. Nella fase di songwriting seguite un immaginario inconscio di riferimento, oppure è puro istinto? Come siete giunti alle molteplici sperimentazioni di "Lacrime Degli Dei"? La produzione evidenzia la vostra energia!

- C’è molto istinto e improvvisazione, che solo successivamente viene mediato da un approccio maggiormente razionale. La maggior parte delle canzoni sono riff che scrivo di getto senza pensarci, appena prendo in mano la chitarra e che poi propongo durante le prove. Spesso una semplice improvvisazione diviene una canzone, come nel caso di “Apparizione Onirca dell’Ombra” interamente realizzata in sala prove e successivamente riarrangiata. L’immaginario di riferimento credo possa influire a livello sottile, non scontato, come filiazione dei viaggi, delle letture e delle esperienze all’aria aperta che facciamo.

7. Può essere un rischio per una band come la vostra esprimersi con l'utilizzo della madre-lingua? Presumo e ne sono certo, che i Movimento d'Avanguardia Ermetico hanno desiderato tutto ciò con autorevole fermezza. Perché questa scelta dell'italiano? Potreste rischiare di non esser compresi?

- Il fatto di non essere compresi tutt’al più è un bene, visto lo spirito radicalmente aristocratico ed elitista che ci contraddistingue e che dovrebbe coinvolgere da sempre questo tipo di musica. Infatti non ho mai pensato al Black Metal in termini di ampia condivisione di un messaggio, piuttosto di ispirazione di una ristretta elite qualificata. Ad ogni modo se non erro tanti dei testi dei classici gruppi norvegesi erano redatti nella loro lingua madre e lo stesso può dirsi per tanti altri progetti black metal.

8. Sono sicuramente degli argomenti molto affascinanti e sentiti quelli proposti su "Lacrime Degli Dei". Vuoi parlarmene?

- Se “Stelle senza Luce” era pura tenebra, “Lacrime degli Dèi” è nostalgia, distacco, perdita della patria spirituale originaria - nella prima parte del disco - e divine rinascita eroica, solare, siderale mediante il sacrificio di sé, mediante la trasmutazione alchemica del proprio sentire nella seconda parte del disco. Si tratta di un processo di discesa all’Ade e resurrezione, come recitava già una nostra canzone scritta in passato, sviscerata in ogni sua componente.

9. Da dove arriva l'oscuro sentire dei Movimento d'Avanguardia Ermetico?

- Giunge, credo, dal non riconoscersi nel prossimo, dalla necessità di isolamento , dalla dura disciplina della solitudine e del silenzio in montagna, dal percepire che la propria è una natura non assimilabile e non massificabile rispetto alle ampie distese dell’umanità gregaria, modernista e conformista. E’ l’appartenere ad un mondo remoto, naturale, freddo, distante che nulla ha a che fare con l’italiano medio da ombrellone, nulla ha a che fare con il consumista occidentale in genere, nulla ha a che fare con il presunto metallaro, o che tale si ritiene, che pippa cocaina durante concerti di basso livello. Tale distinzione è operante anche verso tutto ciò che è inautentico nel black metal, penso ad esempio a pseudo rocker che inseguono notorietà e apparenza tradendo il vero spirito aristocratico del Black Metal. Terminando, con il passare del tempo vedo aumentare la mia distanza dagli altri esseri, in particolare da tutti coloro che sprecano la vita nell’abbruttimento e nel consumismo.



10. Il titolo "Lacrime Degli Dei" è molto suggestivo... Che significato racchiude un titolo così esplicito?

- Il titolo del disco vuole esprimere la conclusione di un percorso di trasmutazione alchemica della solitudine e dell'aristocrazia del nostro sentire, così come iniziato con “Alle Frontiere Dell'Anima” e continuato con “Stelle Senza Luce”. Come accennato poc’anzi le nove tracce dell'album descrivono una discesa nei freddi recessi in cui avviene l'annientamento dell'ego, sino alla rinascita dello spirito così come in un rituale di morte e rinascita. Ne risulta la costituzione di una spiritualità eroica, liberata dalle limitazioni della mera umanità

11. Si vivono forti "emozioni" attraverso i vostri brani. Per scatenarle è indispensabile viverle su pelle? Dai testi letti e cantati su "Lacrime Degli Dei" sembra che la vostra esistenza individuale sia votata alla sofferenza... vissuta e interiorizzata...

- Più che votata alla sofferenza direi un’esistenza che intuisce e rileva la sofferenza ma la tramuta in una ribellione interiore, mediante il continuo assalto alle proprie debolezze. Sicuramente vi è una sorta di nostalgia verso un origine superiore rispetto all’esistente, un bisogno di ricollegarsi fisicamente e spiritualmente a tale origine, ma non credo ci sia la sofferenza che diventa bandiera di “pessimismo depresso” di alcune band suicidal depressive. L’esito è opposto. La musica estrema per chi partecipa a tale progetto non è solo una mera scelta estetica, è lotta esteriore ed interiore, disciplina ferrea, meditativa ed estatica a seconda di ciò che la battaglia spirituale impone.

12. Siete approdati alla The Oath. Perché avete optato per questa scelta? Pensate che la collaborazione con questa etichetta possa rendere piena giustizia alla band?

- La nostra band è quasi sempre stata senza etichetta. Dopo due anni di lavoro in cui non avevamo nulla di firmato siamo stati contattati dalla The Oath e così è iniziata la nostra collaborazione. Questa con la The Oath è stata certamente una scelta azzeccata così come testimonia il successo dell’edizione limitata del disco, terminata nel giro di pochi giorni.

13. Credi che nell'attuale movimento estremo dell'Underground sia ancora possibile esprimere una forma innovativa concreta? Ci sono delle band che in qualche modo ti hanno colpito particolarmente?

- Nell’underground più che l’innovazione credo sia necessaria la personalità, pur magari rimanendo nella coordinate stilistiche del genere. Band italiane quali Enthroning Silence, Vacuum, Hakenkreuz Nocturna, Nocturnal Degrade, Malefic Mist, Skoll, Huginn e Imago Mortis (solo per citarne alcune) hanno prodotto ottimo black metal italiano, pur inscrivibile nelle caratteristiche tipiche del genere, anche se purtroppo non hanno ottenuto il supporto che avrebbero meritato a livello di pubblico. Apprezzai molto la primissima demo degli Janvs, “Nigredo” così come la prima demo degli Adversam “The Black Diamond Gates”. Penso anche con grande malinconia al primo disco degli Handful of Hate, “Qliphotic Supremacy”, capolavoro assoluto, distante ancora oggi anni luce rispetto ai livelli medi del Black Metal italiano. Un gruppo molto innovativo italiano sono i Laetitia in Holocaust, in particolare il loro disco “Lacra Ebenei: 13-17” è un bellissimo affresco di black progressivo e innovativo, molto influente sul sottoscritto.
Per quanto riguarda l’innovazione vera e propria ritengo che alcuni lavori dei norvegesi Dodheimsgard siano molto interessanti: soprattutto “Satanic Art” e “666 International”. I primissimi Aborym fecero delle ottime cose, sino a “With no human intervention”. Poi, ad esempio, i Tronus Abyss negli anni hanno certamente saputo innovare parecchio ma sono ormai usciti dal genere, pur risultando sempre interessanti. Parlando di innovazione contemporanea apprezzo moltissimo gli Agalloch, in parte gli Alcest, i Fen, gli Altar of Plagues, i Lifelover, Les Discrets e gli Amesoeurs. I Maestri veri e propri ritengo però siano i Deathspell Omega: hanno contribuito a fondare un filone, quello del religious black metal, rinnovando sia la totale malvagità della musica che il rigore dei testi. Sempre parlando di underground estero credo che una grande prova l’abbiano fornita i polacchi Szron con il loro “Death Camp Earth”, disco stupendo a partire dal titolo, che dimostra che anche senza innovare si può fare ottima musica underground. In campo ambient/elettronico ci sono gli italiani Larva 108, Orchestra Esteh e SantAAgostino che mi sento di indicare come progetti molto interessanti.

14. Avete pagato un prezzo per essere quello che siete?

- Dipende cosa si intende per “prezzo”. Se intendi dire l’incomprensione da parte di una certa porzione del c.d. “pubblico” possiamo dire che il nostro stile di espressione sia musicale che attitudinale ci ha allontanati da chi vuole ascoltare soltanto testi infarciti di “Oh Fuck, Satan”; espressione che peraltro può piacere ad alcuni ma che ritengo francamente riduttivo e scontato ripetere all’infinito. Al tempo stesso il fatto di non avere strutture e forme di espressione tutte fatte di blast beat e chitarra monocorde hanno fatto il resto. Ma più che un “prezzo” direi che si è trattato di un “premio”. Pessoa diceva “provo nausea fisica nei confronti dell’umanità ordinaria”: potrei dire lo stesso, aggiungendo che provo anche ironia e pena per i bimbominkia che si credono TRVE ascoltando metal da 6 mesi e che già fanno i recensori. Ci vuole distanza, ci vuole distacco, non importa quale “prezzo” debba essere pagato.

15. C'è un libro letto di recente e che ti ha segnato in qualche modo?

- Domanda difficile per me, visto che leggere è uno dei miei interessi prevalenti. Provo ad elencare i testi che mi sono passati sottomano durante il concepimento di “Lacrime degli Dèi”, così da agevolare coloro che fossero interessati alla chiave interpretativa del disco stesso.

F. Pessoa “il Libro dell’inquietudine” e “Scritti Esoterici” ; Borges “Il Libro di Sabbia”, “La moneta di Ferro”, “Finzioni”, “L’artefice” e “L’Alef”; Bulgakov “Il Maestro e Margherita”; Ellroy “L.A. Confidential”; Dostoevskij “Memorie dal Sottosuolo”; Evola “Lo Yoga della Potenza”; G. Davila “Pensieri antimoderni”, Pio Filippani Ronconi “Ismaeliti e Assassini”, “Vak la parola primordiale” e la traduzione delle “Upanishad antiche e medie”; il “Vijnanabhairava tantra”; T. Karlsson “Le rune e la Kabbalah”; Jung “Libido simboli e trasformazioni” e “L’uomo e i suoi simboli”; G. Scholem “La figura mistica della divinità”; Nikolas and Zeena Schreck “Demons of The Flesh”; G. Bataille “La congiura sacra”; Hillman “Saggio su Pan” e “Un terribile amore per la guerra”; Meister Eckhart “Sermoni tedeschi”, “Diventare Dio” e “Dell’uomo Nobile”; Tucci “Teoria e Pratica del Mandala”; solo per citarne alcuni.

16. Dove andrà a finire l'umanità?

- Domanda non esattamente di immediata e di univoca risposta. Non credo avverranno grandi rivolgimenti in senso migliorativo, piuttosto una convergenza di problematiche tali per cui sommosse, povertà, spinte migratorie ed inquinamento potrebbero, non possiamo però esserne certi, portare ad un imbarbarimento generalizzato. C’è da dire che in tale imbarbarimento stiamo già vivendo e in pochi si pongono il problema di invertirlo davvero, agendo sui principi ispiratori dei nostri contemporanei.

17. Avete in programma delle esibizioni live per il 2013?

- Essendo rimasto solo in formazione l’ipotesi di un rituale live esclusivamente rivolto all’elite dei nostri ascoltatori di vecchia data deve essere accantonata, ancorché questa ipotesi fosse stata messa in programma durante il periodo di predisposizione di “Lacrime degli Déi”.

18. Cosa riserverà il futuro per i Movimento d'Avanguardia Ermetico?

- Ritornando sul fatto di essere rimasto solo in formazione, seppure dagli inizi la maggior parte delle composizione partisse dai miei riff di chitarra, rende le cose piuttosto difficili. Sicuramente come Movimento d’Avanguardia Ermetico firmerò le colonne sonore dei progetti cinematografici che ho in mente, per il futuro vedremo di trovare un modo per continuare, magari grazie alla collaborazione di Agilulf alla voce e di amici ed estimatori al basso.

19. Andrea Grazie per questa intervista e per la vostra musica. E' stato interessante averti qui per Son of Flies webzine. Buona fortuna.

- Grazie a te per lo spazio dedicatoci e per l’apprezzamento, il supporto da parte di realtà come la tua sono fondamentali per noi nonché l’unica vera soddisfazione per la musica che pubblichiamo.



CONTATTI:
sieg.ans@libero.it

MOVIMENTO D'AVANGUARDIA ERMETICO line-up:

ANS - polistrumentista

RECENSIONE:
MOVIMENTO D'AVANGUARDIA ERMETICO "Lacrime degli Dei" cd 2012 - the oath



Recensione: COME THE TIDES "Come The Tides"
cd 2013 - autoprodotto




Siete pronti a scatenare una rissa furibonda? Beh, allora inserite questo album omonimo nello stereo, alzate il volume e lanciatevi a pugni chiusi contro i vostri peggiori nemici. Ci penseranno i francesi COME THE TIDES a caricarvi di adrenalina per picchiare più forte chi si posizionerà di fronte a voi! Il sudore scorre come sangue già con l'opener "Cowards And Dreamers" che da inizio a tutto questo tormento, un collera che giace sotto pelle e che si sprigiona velenosa in questi cinque brani. La rabbia è tanta e vi assorbirà tra le sue spire, una violenza che ti sbatte contro un muro, ricca di sonorità speed che per necessità si spezzano con momenti di groove pesante scomposto attraverso spartiti noise da infarto, e per non farsi mancare nulla questi ragazzi inseriscono anche del grind nella conclusiva "Flourish". La produzione di Thomas Tiberi ai Freaky Dog Studio è di qualità e questo trasmette a tutte le composizioni un marchio esplosivo. Dinamiche, songwrtiting e arrangiamenti espressi in modo impeccabile accompagnati da una voce versatile e devastante. Musicisti molto preparati! Per farvi un idea di ciò che sono in grado di suonare questi ragazzi sudisti, immaginate un mix di: Converge, The Dillinger Escape Plan, Crowbar, Soilent Green, Burnt By The Sun, Unsane. Oggi, i Come The Tides schiacciano il terreno come un caterpillar in modo da spianarsi in anticipo la strada per il futuro. LETALI! Supportateli e andate a vederli dal vivo!

Contatti: comethetides@yahoo.com - comethetides.bandcamp.com

"COME THE TIDES" TRACKLIST: Prestine, Cowards and Dreamers, Circle Renewed, Tantalize, The Lion's Paw Rests on the Globe, Flourish.