lunedì 31 dicembre 2012

Recensione: YERBADIABLO "Jester In Brick Lane"
cd 2012 - logic(il)logic records




La sensazione che si respira ascoltando i Bolognesi YERBADIABLO (una one man band nata nel 2010) è la stessa che si potrebbe avvertire viaggiando in giro per il mondo assaporando il fascino di luoghi lontani, culture differenti, senza dare importanza se siano luoghi/ambienti caldi o freddi, città o campagne. La bellezza del confronto sta anche nel cercare di vedere, conoscere, ascoltare le diversità degli opposti. "Jester In Brick Lane" ha l'energia del tipico album che ti prende già al primo ascolto, non ti spieghi perché accada ciò, ma in realtà è quello che accade. Mentre scrivo questa recensione sono già al terzo ascolto dell'intero disco, un lavoro coronato da tredici canzoni veramente differenti l'una con l'altra ma particolari nel loro modo di rincorrersi, tra continui cambi di atmosfere e tempi di esecuzione. Qui si vivono emozioni "inedite", messe insieme da musicisti ispirati, aperti alla sperimentazione, la loro è una personalità coraggiosa, quella voglia di mettersi in gioco cercando di rappresentarsi attraverso uno stile autentico e che non segue una particolare scia musicale. Faccio veramente fatica a trovare il modo giusto per farvi capire cosa sono in grado di concepire musicalmente. Una fusione esaltante di blues, reggae, fusion, funky, rock, psichedelia... Tutto rinvigorito da ritmi tribali, strumenti a fiato e voci che quando agiscono nella loro pulita spontaneità non invadono mai lo spazio delle note, al contrario, trasmettono passione, colore e freschezza. Solo band di questo tipo possono dire qualcosa di nuovo all'interno del panorama Underground nostrano (a prescindere dal genere). Tutti i brani sono notevoli ma c'è una song in particolare che mi fa impazzire, ed è la bellissima "Brick Lane". Complimenti al polistrumentista Nik (mente del gruppo), al produttore Luca Gomedi e a tutti i musicisti coinvolti nel progetto Yerbadiablo per la grande personalità, originalità, versatilità. Tra questi troviamo anche il sassofonista/flautista Gabriele Bolognesi. Chiunque ami la buona musica, si faccia una canna, si rilassi in poltrona e se li ascolti a luci soffuse. Supportateli.

Contatti: facebook.com/pages/Yerbadiablo /187711264596993

"JESTER IN BRICK LANE" TRACKLIST: Punk In-Fusion, Winston Smith & The Street Dogs, Brick Lane, Back To The Monkey, Z’etoile, Panamerika, Magic Jester’s Box, Sulphurea, Guilty Blues, Bad Days Good Waves, Towards Winay Marka, Niebla, Yerbadiablo


Recensione: LOTUS CIRCLE "Caves"
cd 2012 - dusktone records




"Caves" è la colonna sonora che accompagna il passo lento di una processione mortuaria e desolante. L'impatto emotivo del disco è angosciante, opprimente, questo determina parte della forza espressiva del progetto. La musica dei greci LOTUS CIRCLE è un rituale cupo che potrà essere vissuto e compreso solo da chi vive queste sonorità agghiaccianti, qui il pensiero esoterico giace nella volontà/realtà pratica e distaccata del gruppo, i musicisti in questione si cospargono di cera con deformi candele antiche e consumano la propria esistenza attraverso lo scorrere di brani lunghi (tra psichedelia, drone, doom...)...Neri come la pece. La dinamica delle cinque tracce si strozza nel tormento desolato delle stesse. C'è l'origine del tutto ma non esiste una fine reale, probabilmente finirà il disco, si spegnerà lo stereo, e "Caves" lo si sentirà ancora rimbombare nella mente, fino alla fine dei giorni... Sarete voi a decidere se farvi torturare dalla ripetitività dell'immaginazione contorta nel trasfigurare e deformare. I Lotus Circle dopo un demo, il primo full-lenght del 2007 "Bottomless Vales and Boundless Floods" e due split, ci ribattezzano sul lenzuolo bagnato dai loro deliri mentali.

Contatti: dusktone.bandcamp.com/album/lotus-circle-caves-dusktone

"CAVES" TRACKLIST: ...To Witness Under the Stars, Dawn of a Dead Sun, Secret Entities, From the Depths, Plutonian Funeral.


Recensione: DRCARLSONALBION
"La Strega and the Cunning Man in the Smoke"
cd 2012 - southern records




Il genio di Dylan Carlson si immerge nuovamente nelle acque profonde dello spirito come un bellissimo e colorato pesce solitario. C'è lui dietro il progetto Drcarlsonalbion "La Strega and the Cunning Man in the Smoke". Un sound di chitarra inconfondibile, unico, vibrante, fatto di note dilatate, crepuscolari capaci di farti nuotare a lungo negli abissi dell'inconscio. Registrato in Inghilterra ai Southern Studios, il disco si avvale di altri elementi importanti come la vocalist Teresa Colamonaco e il chitarrista Jodie Cox, i tre musicisti si modellano per dare vigore ad una session musicale che rispetto agli Earth ha molto più di Folk Inglese, ma nello stesso tempo suona dannatamente à la Dylan Carlson. I toni espressi sono intimi, ricchi di phatos, ispirati, nutriti da quella chitarra che a tratti dipinge scenari sconfinati, in altri scava dentro l'anima con una versatilità tale da abbracciare anche la bellissima voce femminile. Rimango continuamente rapito dal genio di quest'uomo. Un'altra esperienza ci è stata donata in 42 minuti di musica... Approfittatene.

Contatti: twitter.com/drcarlsonalbion

"LA STREGA AND THE CUNNING MAN IN THE SMOKE" TRACKLIST: La Strega and the Cunningman in the Smoke, Last Living Rose, Little Woman, Night Comes In, The Fairy Round, Wicked Annabella, Reynardine.


domenica 30 dicembre 2012

Recensione: THE ALGORITHM "Polymorphic Code"
cd 2012 - basick records




Questo è un album assolutamente FOLLE! Imprevedibile e schizzato! Immaginate una fusione tra Aphex Twin, Daft Punk, Tricky, Fear Factory, Meshuggah, Strapping Young Lad, con l'aggiunta di techno, vari sottogeneri della dub music e addirittura momenti reggae (come in "Access Granted"). Il giovane compositore francese Remi Gallego fa veramente ciò che desidera nel suo universo sonoro, senza imporsi nessuna barriera, prende differenti generi musicali li frantuma in mille pezzi e li ricompone a suo modo, annulla le strutture basilari di questi tracciando un percorso personale proiettato in una dimensione sconosciuta. E' assurdo come riesce a far funzionare il tutto molto bene, con un ottimo songwriting, operazione non facile, se si pensa che le differenti componenti sono distanti una con l'altra, e vederle amalgamarsi tra loro a meraviglia tiene sempre viva l'attenzione ad ogni incredibile passaggio. Non è un disco accessibile a tutti, non è musica che si interiorizza a primo ascolto, ma vi posso assicurare che se avrete la giusta "apertura mentale" questo "Polymorphic Code" lo ascolterete con estremo interesse. Oltre a marcati attacchi metallici, nel progetto c'è molto del sound alternativo di oggi quindi è anche bello confrontarsi con tanta pazzia compositiva. Tra l'altro The Algorithm nei suoi spettacoli dal vivo si avvale dell'operato del drummer Mike Malyan. "Polymorphic Code" è un debut album INCREDIBILE e AFFASCINANTE. Un applauso a Remi!

Contatti: soundcloud.com/the-algorithm - facebook.com/TheAlg0r1thm

"AEON BLACK" TRACKLIST: Handshake, Bouncing Dot, Trojans, Access Granted, Logic Bomb, Warp Gate Exploit, Null, Panic


sabato 29 dicembre 2012

Intervista: COGNITIVE - "OSCURATI DALLE LOCUSTE"






GLI AMERICANI COGNITIVE CON SEDE NEL NEW JERSEY SONO STATI UNA SCOPERTA CASUALE PER IL SOTTOSCRITTO, ED E' PROPRIO QUESTO L'ASPETTO POSITIVO. SI SONO FORMATI NEL 2011 E IL LORO PRIMO MCD "THE HORRID SWARM" MI HA LETTERALMENTE ENTUSIASMATO GIA' AL PRIMO ASCOLTO. QUESTI RAGAZZI SUONANO BRUTAL DEATH METAL ARCHITETTATO CON OTTIME QUALITA' COMPOSITIVE. LA LORO MUSICA EVOCA LA VECCHIA SCUOLA MA ANCHE UN CERTO TIRO CONTEMPORANEO CHE LI RENDE PIU' INTERESSANTI. NE HO PARLATO CON IL CHITARRISTA ROB WHARTON.

1. Una piccola biografia della band...

- L'origine dei Cognitive risale ai primi del gennaio 2011, con Mike e Rob che in studio iniziano a jammare e scrivere tre canzoni ("The Horrid Swarm", "Falling Skies" e "In The Form of a Drone"). Poco dopo Jake intervenne alla chitarra, successivamente si aggiunse la voce. Ci sono voluti circa nove mesi per trovare Peter, il nostro bassista, e da allora ogni problema è scomparso!

2. "The Horrid Swarm" è fottutamente brutale . E' questo il modo in cui volete esprimervi musicalmente? Perché?

- Noi facciamo musica per noi stessi e musicalmente sembra essere proprio come la vogliamo... haha... Pesante e perché no!?!? Il death metal è una grande espressione delle emozioni umane e a noi piace anche aggiungere un po' di sapore al nostro marchio pesante.

3. "The Horrid Swarm" è la vostra prima release... Qual è il significato di questo disco?

- Noi impostiamo la nostra musica, per quanto riguarda la scrittura dei brani e su cosa aspettarsi da noi, beh, penso sia anche importante la produzione, come la stessa forza espressa dal produttore Joe (Suffocation, Internal Bleeding, Dehumanized), lui ha fatto un grande lavoro! Torneremo sicuramente con la medesima qualità per il primo full-length.

4. La musica dei Cognitive trae chiare influenze da una vasta gamma di soluzioni racchiuse nelle dinamiche del death metal... Quali sono state le vostre influenze? Nei solos di chitarra in "In The Form of a Drone" o "Essence Oblivion" sento un po' dei grandi Brutality. Pensi che questo gruppo abbia influenzato in qualche modo il vostro approccio chitarristico? Ti piace questa band di Tampa?

- Siamo tutti cresciuti amando un sacco di band impressionanti della vecchia scuola death metal (la maggior parte provengono da Tampa), Death, Cannibal Corpse, Morbid Angel, Obituary, Gorguts, Cryptopsy, Suffocation, Deicide per esempio... Anche se non tutti questi sono di Tampa, comunque erano e sono sempre delle grandi band, quindi tutto ciò trova la sua strada nella nostra musica, così come i nuovi gruppi: Ion Dissonance, Abominable Putridity, The Faceless, The Red Chord. Per quanto riguarda gli assoli di chitarra, un sacco di band death metal ispirano il nostro solista (Jakes) ma anche realtà come Alan Holdsworth, Pink Floyd, Alice In Chains, le influenze metal arrivano soprattutto da Martyr, Morbid Angel e Death.

5. Questo vostro approccio musicale vi porterà ad un nuovo livello? "The Horrid Swarm" è molto ispirato, per questo è così impressionante!

- Grazie Christian, abbiamo lavorato duramente su questo Ep!



6. Nel vostro sound vi avvalete anche dell'aspetto tecnico. Pensi che questo sia diventato parte del "marchio di fabbrica" dei Cognitive? State sviluppando il vostro stile?

- Non so se abbiamo il nostro stile, è davvero difficile stare fuori da ciò che dici, ci piace pensare che a modo nostro nella nostra musica abbiamo inserito alcuni colpi inaspettati e di rilievo, cosa rara da sentire in questo genere di musica.

7. Perché avete deciso di utilizzare quell'artwork sulla copertina?

Beh, Nev è l'uomo che ha creato quella grande opera d'arte, ed era un'ottima scelta e anche facile da realizzare. L'artwork è nato sul testo della title track del cd "The Horrid Swarm", che descrive un evento realmente accaduto negli Stati Uniti, molto tempo fa uno sciame di locuste coprì il sole per cinque giorni, lo sciame si estendeva dal Canada fino al New Mexico, sembrava una visione piuttosto folle anche solo da immaginare, e il fatto che sia successo davvero rende il tutto più impressionante. Abbiamo pensato che sarebbe stato un grande artwork da utilizzare in uno scenario moderno!

8. Che tipo di significato si trova dietro il titolo dell'album?

- Ho racchiuso questa risposta nella precedente domanda... ahahah

9. Progetti per il futuro?

- La dominazione del mondo! Siamo alla ricerca per un agente di booking per gli Stati Uniti e uno per l'Europa! Cerchiamo di trovarlo anche in Indonesia, speriamo che qualcuno leggendo questa intervista possa esserci d'aiuto! Vorremmo fare alcuni tour per il mondo e registrare il nostro primo full-length album completo nel 2013!

10. Grazie per l'intervista.

- E' stato bello parlare con te! Grazie.

Contatti: facebook.com/Cognitivenj


venerdì 28 dicembre 2012

Recensione: THE AUSTRASIAN GOAT "Paved Intentions"
2 x LP 2012 - vendetta records




Comporre e trasferire sentimenti profondi in musica non è da tutti, come non è impresa facile rendere speciale il proprio sound. Ci sono band, musicisti che riescono a rendere tangibile tutto ciò, con una spaventosa naturalezza e ispirazione. THE AUSTRASIAN GOAT sono una creatura camaleontica tenuta in vita dall'eclettico polistrumentista francese Julien Louvet, una stella che brilla di luce propria, una delle realtà che meglio incarna il proprio universo spirituale e sonoro, un sentire che muta in continuazione (di album in album), che allarga la vasta gamma di colori poggiati sulla tavolozza metafisica dell'anima. "Paved Intentions" ondeggia in modo completamente differente rispetto al passato, infatti il grado di flessibilità è indefinibile, modellato sul movimento di corde acustiche che strappano sentimenti grigi e avvolgenti. Nello scorrere delle canzoni si ha la percezione che tutto abbia il passo lento, come in uno slow-motion delirante, una sinfonia struggente per osservare attentamente ogni scena che scorre dinanzi ai nostri occhi. Julien con la sua voce/musica profonda prende le sembianze di un ragno, tramite questo processo tesse la sua vita e in essa si muove solitario come colui che vive nel proprio incubo. E' questa la realtà di un album geniale, architettato da un essere che immobilizza le sue prede, le addormenta, dopo che il veleno inoculato nelle ferite si espande affondo. "Paved Intentions" ingloba dark ambient, folk e acustiche melodie decadenti (spesso vicine a Steve Von Till/Scott Kelly). Se pensate che i Rome abbiano fatto il miglior album del 2012 (diviso in tre capitoli)... Allora ascoltate questa perla di The Austrasian Goat, poi ne riparliamo. CAPOLAVORO limitato a 500 copie!

Contatti: theaustrasiangoat.bandcamp.com - theaustrasiangoat.com

"PAVED INTENTIONS" TRACKLIST: Paradoxical Injunction, A Delicate Taste of Grievance, The Order of the Hyena, Ban the Hours, Nizkor, Could the Lights Come Back?, Heavy Sigh, Curtain, Where Have All the Flowers Gone?, Why Do We Fight?, Broken Yad, Reality is a Miserable Dream.


Recensione: AEON "Aeons Black"
cd 2012 - metal blade




Sono tornati per strapparvi la carne a morsi! Sono tornati per dilaniare le vostre interiora! Sono gli svedesi AEON con il loro death metal di alta scuola! "Aeons Black" è una mazza ferrata nel culo a chiunque creda che questo genere musicale non abbia più nulla da dire in quanto a personalità esecutiva e songwriting. Dovete soffrire! Questi musicisti sanno sprigionare un odio così raffinato da rimanere basiti già dal primo ascolto, il cd gira nel lettore a folle velocità come fosse una lama roteante e affilata. Non c'è nulla da dire mentre i brani si alternano, i suoni sono curati alla perfezione grazie all'operato di Ronnie Björnström e la notevole perizia tecnica viene fuori inondando il vostro udito con fiumi di sangue. Il godimento è doppio se si pensa che oltre ad avere a disposizioni dei pezzi disumani gli Aeon ce li vomitano addosso con un'arroganza tale da lasciarti interdetto. I nostri ribadiscono il loro concetto di musica brutale, fatto di riffs pesanti come l'acciaio e ritmiche forsennate che faranno esplodere colonnati di cemento armato, "Aeons Black" preferisce ammutolire l'ascoltatore più che metterlo al tappeto. Questa band vuole infliggere una lenta agonia per far si che gli ultimi colpi mortali vengano dati a fine ascolto. I contenuti dell'album sono veramente notevoli, blasfemi e l'adorazione verso gli inferi arde in ogni fottuta song. Il calore che si eleva dalle profondità del loro sound è asfissiante! Un quantitativo di brani avvincenti, una voce da brividi, una produzione eccellente, un artwork maligno (curato da Kristian "Necrolord" Wåhlin già autore di copertine per Dissection, Emperor...). Un disco che ribadisce quanto di buono sia stato già detto e si dica sugli Aeon. Uno dei migliori album death metal del 2012. Fatelo vostro! Una band superiore!

Contatti: metalblade.com/us/artists/aeon

"AEONS BLACK" TRACKLIST: Still They Pray, The Glowing Hate, The Voice Of The Accuser, I Wish You Death, Garden Of Sin, Neptune The Mystic, Nothing Left To Destroy, Passage To Hell, Aeons Black, Dead Means Dead, Sacrificed, Aftermath, Blessed By The Priest, Maze Of The Damned, Die By My Hands.


giovedì 27 dicembre 2012

Recensione: CHAOS INCEPTION "The Abrogation"
cd 2012 - lavadome productions




Dirompenti questi CHAOS INCEPTION. Se desiderate un album che sappia frantumare le ossa puntate su "The Abrogation" (secondo full-length dopo "Collision with Oblivion")! Questi musicisti arrivano dall'Alabama e si scagliano contro di noi come un treno spinto a folli velocità. Il loro brutal death metal è distruttivo e abrasivo, tenuto in piedi da una buona tecnica e da un songwriting che lascia tracce pesanti lungo il corso del disco. La loro non è solo un'aggressione fine a se stessa o buttata li per caso, al contrario, questi deathster sparano colpi letali senza nessuna pietà, con una furia incondizionata, una carica al tritolo posizionata su nove brani disumani. Forse l'unico limite dell'album è che le tracce a volte risultano un po' troppo monocordi e uguali tra loro, ma questo non è un motivo per giudicarli negativamente. Nel sound dei Chaos Inception c'è molto dei primi Nile, Hate Eternal ma anche Morbid Angel (ve ne renderete conto), ma a parte questi paragoni di genere, consiglio questo gruppo a chiunque voglia divorare qualcosa di insano, velocissimo, senza compromessi. "The Abrogation" è un disco oscuro, brutale, suonato bene, che cattura appieno l'essenza del death metal. Gli appassionati saranno sfamati!

Contatti: chaosinception.bandcamp.com

"THE ABROGATION" TRACKLIST: The Abrogation, Phalanx / The Tip of the Spear, Lunatic Necromancy, Pazuzu Eternal, Hammer of Infidel, Black Blood Vortex, Ancient Ways Prevail, The Exterminati, Scald Command.


Recensione: DEAD HARTS "Born into Rags to Die No Richer"
cd 2012 - transcend music




Questo è il tipico esempio di come si può raggiungere un buon impatto senza l'eccessivo sforzo. Gli inglesi DEAD HARTS provenienti da Mansfield/Sheffield, ci calpestano con un hardcore che si muove in diverse direzioni, nel senso che pur mantenendo le basi solide del genere in questione il gruppo sa anche essere interessante, grazie a delle soluzioni che li allargano su territori meno prevedibili. Nel loro sound troviamo sfuriate metalliche vicine ai grandi Turmoil o ai Twelve Tribes ("Crooks", "Headhunter"), oppure brani dissonanti e fuori linea che molto hanno in comune con Converge, The Dillinger Escape Plan ("Smoke Wagons", "Perm Back and Sides"). La voce di Matthew Baxendale esprime bene tutta la sua collera per questo motivo si tiene ben salda al tappeto sonoro nevrotico e ossessivo. Questi ragazzi pur non suonando nulla di innovativo, sanno comunque essere compatti e incisivi. Mi sono piaciute le strutture intricate dei riffs dell'accoppiata Dominic Bass/Matt Pak, come la sezione ritmica Zach McAdam/TBC. "Born into Rags to Die No Richer" trasuda rabbia attraverso brani immediati, dal minutaggio giusto, registrati molto bene. Non ci si annoia durante l'ascolto del disco e grazie a questa immediatezza sonora tutto si assorbe al meglio. Questa è musica per scaricare un po' di nervi in un selvaggio Mosh-Pit! Ascoltateli perché non vi deluderanno. Gli amanti di queste sonorità saranno felici di alzare il volume al massimo!

Contatti: deadharts.bandcamp.com/album/born-into-rags-to-die-no-richer

"BORN INTO RAGS TO DIE RICHER" TRACKLIST: All Washed Up, Smoke Wagons, CTRL ALT Defeat, Perm Back and Sides, Crooks, Interlude, Headhunter, Caesar.


mercoledì 26 dicembre 2012

Intervista: UNSANE - Lo specchio di una fottuta realtà






SONO MOLTO FELICE PER QUESTA INTERVISTA CON CHRIS SPENCER CHITARRISTA, CANTANTE DEI LEGENDARI UNSANE. IL LORO CONTRIBUTO PER L'AMPIO SPETTRO SONORO DEL NOISE/ROCK E' STATO FONDAMENTALE NEL CORSO DEGLI ANNI. GLI UNSANE NEL 2012 SONO TORNATI A FAR MALE CON UN'ALTRO ALBUM IN UNA LINEA SORPRENDENTEMENTE COERENTE ALLA LORO MUSICA. IL DISCO IN QUESTIONE E', NATURALMENTE, "WRECK". HANNO SEDE A NEW YORK, E RAPPRESENTANO UNO DEI MIGLIORI GRUPPI DELLA SCENA ESTREMA DI TUTTI I TEMPI! CON GRANDE PIACERE LASCIO LA PAROLA A QUESTO GRANDISSIMO MUSICISTA...

1. Ciao Chris. Voglio prima di tutto ringraziarti per la disponibilità nel rispondere alle mie domande e per riversare un po' di Unsane sui lettori di Son of Flies webzine...

- Questo è fantastico! Grazie per quest'intervista.

2. Prima di parlare degli avvenimenti più recenti, mi piacerebbe tornare indietro e sapere ciò che ha causato lo scioglimento della vostra band nel 2000... Oppure, avevate deciso di prendervi solo una pausa?

- Avevamo appena deciso di prenderci una pausa. Ad un certo punto stavamo facendo più di 300 concerti all'anno, per 4 anni, ed era giunto il momento e il bisogno di trascorrere un po' più di tempo a casa. Penso che alla fine è stato meglio per la band.

3. La tua Voce, i riffs, i ritmi di batteria, quel basso, sul materiale Unsane sono sempre state tra le caratteristiche più importanti e uniche, naturalmente rimango ancora sorpreso per il nuovo "Wreck". È un album incredibile! Dal 1988, sembra che gli Unsane suonino come una band interessata a distruggere la psiche umana!

- Non direi che siamo pronti a distruggere la psiche umana, ma più di un riflesso di ciò che è la vita urbana può influire sullo stato mentale delle persone.



4. La musica della band è ricca di idee, testi e musica sono influenzati pesantemente da questa società del cazzo e nel vostro sound tutto continua a fluire con una struttura opprimente delle canzoni... Perché Chris?

- Anche in questo caso, credo che la nostra musica è un riflesso di ciò che accade alle persone quando sono sottoposte alla costante macinazione e alienazione della vita urbana.

5. I vostri arrangiamenti sono abbastanza intricati, cercate di mantenere le vostre idee molto aperte ad ogni stile di influenza?

- Siamo aperti a tutti i tipi di influenze, ma siamo realmente influenzati dalla città che c'è intorno a noi e l'idea è che vorremmo sempre scrivere la musica che troviamo più potente.

6. Alternative Tentacles Records è stata la scelta più naturale per voi? ...Dopo la collaborazione con Relapse e Ipecac...

- L'accordo con Alternative Tentacles è stata una facile soluzione. Con Jello Biafra ci conosciamo da lungo tempo, e in realtà fu lui a chiederci se volevamo registrare per la sua etichetta. Ci ha fatto un'offerta che non potevamo rifiutare.



7. Gli Unsane sono diventati una leggenda per molte persone! Dopo molti anni nella scena musicale è una grande soddisfazione... Sei felice, soddisfatto di tutto ciò?

- Sento che nel corso del tempo abbiamo fatto davvero il punto su tutto ciò che volevamo. Non abbiamo mai voluto essere delle rock star, volevamo solo suonare il tipo di musica che amiamo, quindi in questo senso si potrebbe dire che siamo "soddisfatti".

8. Mi piacciono dannatamente tutti i vostri artwork, perché tutte le immagini di copertina sono foto reali e i diversi concept visivi racchiudono una profonda drammaticità. Qual è la prima cosa che pensi quando senti la parola "censura" appiccicata sulle tue cover?

- "Blood Run" era l'unica cover che doveva avere uno "sleave" messo su di essa, e solo perché la Relapse Records non riusciva a digerire la copertina che abbiamo fatto.



9. Il tour negli Stati Uniti con The Melvins e Unsane era tale da poterlo definire "grandioso". Come è andata? Qualcosa di particolarmente divertente per voi? ...E le tue impressioni sull'ultimo tour Europeo con i Big Business?

- Il tour con i The Melvins è stato incredibile! Un tour come questo vorremmo farlo per sempre. Mentre il giro Europeo con i Big Business è stato ok, ma non è proprio la stessa grande partita come con i The Melvins.

10. Chris, continuerai a suonare con i Celan?

- Sì, io continuerò a fare registrazioni sia con i Cutthroats 9 che con i Celan.

11. Grazie Chris per il tempo che mi hai concesso. E' stato un vero piacere parlare con te. Buona fortuna con tutto! Lunga vita agli Unsane!

- Grazie a te Christian!

Contatti: unsanenyc.com


martedì 25 dicembre 2012

Recensione: AFFLICTION GATE "Shattered Ante Mortem Illusions"
mcd 2012 - metal inquisition records




Giungono ad un nuovo Ep i francesi AFFLICTION GATE, nati nel 2006 e con già all'attivo il demo "Severance (Dead to This World)" del 2008 e il primo full-length "Aeon of Nox (from Darkness Comes Liberation)" uscito nel 2009. "Shattered Ante Mortem Illusions" ci propone quattro brani brutali, dal suono granitico. L'impronta di questi musicisti segue le coordinate del classico death metal Europeo dei '90 ricco di richiami ai grandi Bolt Thrower, Grave, mentre Asphyx e Morgoth sono chiamati in causa anche per l'utilizzo della voce di Herastratos, infatti la sua timbrica graffiante è devota a due mostri sacri: Marc Grewe, Martin Van Drunen. La velocità di esecuzione è sempre in primo piano, non mancano momenti più lenti e di forte atmosfera, la ricerca di alcune linee melodiche nei riffs danno un forte impatto dal sapore old school. Gli Affliction Gate sono una buona band che sa esprimere ciò che sente... Sono istintivi, veri, coerenti fino al midollo, pur non dedicando molto tempo all'originalità. Questa è gente che suona quello che suona perché ama tali sonorità, quindi inutile stare qui a dire se è giusto o sbagliato. Io ho apprezzato la loro musica! All'Ep hanno contribuito Eric Daniels (ex. Asphyx) ora nei Grand Supreme Bloodcourt e Rogga Johansson (ex. Edge of Sanity, Paganizer).

Contatti: myspace.com/afflictiongate - metal-inquisition.de

"SHATTERED ANTE MORTEM ILLUSIONS" TRACKLIST: Memories of Battlefield, Aftermath Curse, Raven... Never Again, Omega.


lunedì 24 dicembre 2012

Recensione: KUOLEMANLAAKSO "Uljas Uusi Maailma"
cd 2012 - svart records




"Uljas Uusi Maailma" è un album differente rispetto a tanti altri, miscela le pesanti sonorità del gruppo con il cemento armato, un sound devoto agli schemi più massicci e tormentati del doom, ma i finlandesi KUOLEMANLAAKSO si sanno spostare su coordinate più ricercate. Spesso il fluire della loro musica si concede molte devianze death/black (anche nella voce), vibrazioni sofferte, alimentate da ritmiche sempre lente, pesanti e pastose (tranne in "Ikiuni"). Ci sono sperimentalismi acidi che si amalgamano allo zolfo, toccando così atmosfere nevrotiche a tratti esaltanti ed evocative ("Minä Elän","Kuun Lapset", "Etsin", "Uljas Uusi Maailma", "Aurinko"). Il clima generale dell'album risulta discretamente coinvolgente, ma come a volte accade, la lunghezza e la ripetitività dei brani potrebbe influire sull'ascolto, annoiando un po'. Ma questa è una considerazione/conseguenza soggettiva. Sinceramente, guardando la copertina del disco non mi aspettavo simili sonorità, per questo mi sento di spingervi ad ascoltarli attentamente perché i Kuolemanlaakso hanno qualcosa che attira, quel qualcosa che ti fa apprezzare alcuni aspetti della loro proposta. La qualità strumentale è buona, quella audio non delude e tutto suona groove. Come inizio non è male, sicuramente la band avrà tutto il tempo per migliorarsi.

Contatti: kuolemanlaakso.net

"ULJAS UUSI MAAILMA" TRACKLIST: Minä Elän (I Live), Kuun Lapset (The Children of the Moon), Nostos & Algos, Roihusydän (Flare Heart), Etsin (Searching), Ikiuni (The Eternal Sleep), Uljas Uusi Maailma (Brave New World), Aurinko (The Sun).


domenica 23 dicembre 2012

Recensione: ARKTAU EOS "Ioh-Maera"
cd 2012 - svart records




"Ioh-Maera" è uno dei due capitoli dei Finlandesi ARKTAU EOS. L'11 dicembre avevo già recensito "Unworeldes" uscito su Lp sempre per Svart Records. Anche qui il rituale nero non cambia nella sua cupissima deframmentazione. Interrompendo la continuità del reale, i suoni generati da questi esseri nascosti nel nulla provocano l'artificiale collocazione delle visioni suscitate in una condizione di estremo disagio mentale. Questa musica può rivelare parte della tragedia umana vista dalle profondità dell'essere ma gli Arktau Eos riescono a scrutarla con occhi maligni anche dall'interno di una foresta buia e desolata, in sembianze inconsuete e pericolose. Troppo vera la tensione, troppo vero il dolore per essere sostenibile tramite un approfondimento del tutto razionale. Questa è musica per riflettere al buio perché è capace di assumere una verità assoluta, irrazionale, surreale.

Contatti: facebook.com/pages/Arktau-Eos/123979047646990

"IOH-MAERA" TRACKLIST: Unbinding Kaamos, Noxfaros, Sunken Luminaries, Ioh-Maera, Otherstone Refracti


sabato 22 dicembre 2012

Intervista: MY DYING BRIDE - il risveglio del crepuscolo






PERCEPIVO UN GRANDE SENSO DI SODDISFAZIONE QUANDO POCHI GIORNI FA HO AVUTO IL PIACERE E LA FORTUNA DI INTERVISTARE UNO DEI PERSONAGGI PIU' IMPORTANTI E INFLUENTI DELLA SCENA METAL INTERNAZIONALE CHE SI RISPETTI. LUI E LA SUA BAND NON HANNO BISOGNO DI PARTICOLARI PRESENTAZIONI, LA LORO MUSICA, LA LORO IMMENSA DISCOGRAFIA, RACCONTANO PIU' DI OGNI ALTRA COSA. ABBIAMO PARLATO DELL'ULTIMO ALBUM "A MAP OF ALL OUR FAILURES", DEL TOUR INVERNALE E DI TANTE ALTRE COSE INTERESSANTI. ECCO A VOI LA LUNGA CHIACCHIERATA CON IL GRANDE AARON STAINTHORPE, FRONTMAN DEGLI INGLESI MY DYING BRIDE. UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A GIANCARLO GELORMINI DI BYLEC-TUM PRODUCTIONS PER AVERMI MESSO IN CONTATTO CON QUESTO CANTANTE STRAORDINARIO.

1. Ciao Aaron. Piacere di conoscerti! Voglio prima di tutto ringraziarti per la disponibilità e per avermi dato l'opportunità di intervistarti. Vista la storia dei MY DYING BRIDE per me è un Onore!

- Il piacere è mio. Ho sempre tempo per le persone che promuovono la musica.

2. Allora, come vanno le cose?

- Alla grande. Impegnato e mi preparo per il Natale con la famiglia.

3. Cosa hai da dirmi sui vostri ultimi concerti? Come hai trovato il pubblico in questi spettacoli Europei? Riguardo i futuri concerti, nella vostra scaletta, hai intenzione di includere più canzoni dalle vostre prime uscite discografiche?

- Il tour è stato fantastico! Ci è piaciuto molto. Abbiamo suonato in locali molto belli che non vedevamo da molti anni quindi è stato bello tornare. Abbiamo suonato "The Forever People" dal nostro primo LP negli spettacoli dove avevamo più tempo, ma, naturalmente, alcuni locali hanno il coprifuoco e il tempo dello show era limitato per eseguirlo.

4. Cosa ne pensi delle band che vi hanno accompagnato nel tour? Avete un rapporto personale con qualcuno di loro?

- Devo avere un rapporto con loro se si tratta di un gruppo che ho scelto, ma non ho scelto l'ultima band i Talanas, che sembravano delle persone molto belle. Non le ho potute conoscere veramente o troppo bene perché durante i live sono impegnato con la stampa e a firmare cose.



5. Dopo tutti gli album pubblicati con i My Dying Bride, avete ancora un'ispirazione potente e "A Map Of All Our Failures" è una grande certezza! Le nuove canzoni sono diverse e ascoltandole attentamente ho pensato che fossero parte di un grande album. Perché il vostro stile musicale si è evoluto così tanto nel corso degli anni?

- Dobbiamo evolverci o si muore, ed è divertente e creativo evolversi. Nessuno di noi vuole continuare a suonare sempre la stessa cosa e per sempre, in modo da cercare modi diversi per creare il nostro marchio di miseria. L'aggiunta di colpi di scena nel songwriting e provare diversi metodi di registrazione fa si che in un LP si possano provare delle sensazioni nuove e fresche.

6. "A Map Of All Our Failures" è più pesante rispetto ad alcune delle vostre ultime uscite... Certamente sembra essere diverso, molto più intenso emotivamente...

- E' molto pesante e opprimente nell'anima, perché è pieno di cuore, passione ed emozione. Non ci limitiamo a mettere insieme delle canzoni - le arrangiamo con grande cura per assicurarci che siano il meglio che possono essere.

7. Sono incuriosito su cosa ci possa essere alla base del concetto dei nuovi testi? Cosa ha scatenato l'idea iniziale? Qual è stato il tuo processo di scrittura?

- A volte mi piace scrivere racconti che poi diventano testi per la band. Hanno una stella, nel centro e nella fine e sono abbastanza semplici da seguire. Altre volte con le mie parole mi piace essere più surreale - criptico e stimolante, che è anche un bene per la mia anima. Amo le parole e cerco di trovare dei modi per manipolarle in modo che tocchino il cuore del lettore/ascoltatore.

8. Quando arriva il momento di scrivere nuovo materiale vi è mai accaduto di avvertire trepidazione o preoccupazione di quello che la gente penserà?

- No, mai. Noi per prima cosa scriviamo per noi stessi ed è importante per sentirci felici, così c'è una buona probabilità che lo saranno anche gli altri. Non scriviamo mai una canzone per i fans o per scopi più commerciali, che vanno contro i nostri principi. Quando si tratta di musica, NOI arriviamo per primi!



9. Alcuni dicono che un produttore può influenzare in molti modi una registrazione/produzione. Cosa ne pensi tu? E' più conveniente lavorare in diversi studi che in uno solo?

- Difficile per me rispondere a questa domanda perché abbiamo usufruito di Mags praticamente per ogni singola uscita, in 3 diversi studi. Lui è certamente visto da noi come un altro membro della band e abbiamo sempre ascoltato i suoi commenti e input, anche se si sceglieva di ignorarlo.

10. Avete avuto qualche musicista ospite che appare su "A Map Of All Our Failures"?

- No. Per quanto riguarda i regolari album dei My Dying Bride non abbiamo quasi mai usato un altro musicista. Possiamo tranquillamente creare noi stessi la nostra musica.

11. Come hai fatto a creare queste sensazioni oscure, criptiche, sulle nuove vibrazioni vocali? La tua interpretazione è molto emozionante!

- Quando scrivo i testi posso essere in uno stato emotivo molto emozionale e così quando si tratta di registrare, l'emozione è la stessa. Spesso posso richiedere molto tempo per registrare una sola canzone perché ho regolarmente bisogno di una pausa. E' lo stesso quando ci esibiamo dal vivo, mi lascio trasportare e spostare in profondità dell'anima, vivo i caratteri che sto cantando e questo mi lascia completamente esausto dopo un concerto.

12. Puoi dirmi qualcosa sulle tue influenze del passato e ciò che stai ascoltando in questo periodo?

- All'inizio le influenze erano Celtic Frost e Candlemass, ma nel corso degli anni ho aggiunto molti acts eclettici alla mia playlist tra cui Nick Cave, SWANS, Mazzy Star, The Raveonettes e molti altri, alcuni dei quali mi hanno influenzato e mi servono in modo da trovare il mood per la mia scrittura.



14 Parlando di "A Map Of All Our Failures", ho apprezzato l'immagine dell'artwork di copertina, l'atmosfera di questa è incredibile, i colori... Scuri e suggestivi! E' uno dei tuoi fantastici lavori artistici?

- No, questa volta non è un mio artwork. Il lavoro è di Rhett Podersoo che ha realizzato anche la copertina per "For Lies I Sire". E 'un grande artista e sono sicuro che lo utilizzeremo nuovamente in futuro. Mi piace creare le immagini per la band, ma è anche bello vedere un'altra persona che interpreta la nostra musica. Riguardo i miei lavori, ho alcune immagini su www.azzron.com, per le persone che vogliono dare un'occhiata.

15. I My Dying Bride hanno registrato musica per due decenni. Come hai visto cambiare le cose in tutto questo arco di tempo? Hai una particolare opinione sulla scena Underground contemporanea?

- La scena va e viene di anno in anno. A volte bene, a volte male, ma è sempre lì. Credo che tecnicamente la scena si è evoluta oltre le band, perché ai nostri giorni tutti noi possiamo registrare materiale in casa, anche di buona qualità, e mettere tutte le idee insieme, utilizzando il software giusto le canzoni possono essere realizzate in digitale. Abbiamo provato solo un paio di volte alcune delle nuove canzoni prima di registrarle, tutti avevamo delle creazioni grezze sul MP3. E' molto più facile di quanto non lo sia con delle cassette (tapes) e molte lunghe prove.

16. Aaron Grazie per questa intervista e per la vostra splendida musica. E' stato fantastico averti qui per Son of Flies webzine e speriamo di incontrarci presto. Buona fortuna con tutto!

- Molte Grazie. Siamo qui da ventidue anni e mi aspetto di rimanerci/esserci più a lungo possibile. Saluti.


Contatti: mydyingbride.net


Intervista: DECLINE OF THE I - "NELL'INIBIZIONE DELL'AZIONE"






IL FRANCESE A.K. ELABORA UNA MUSICA MOLTO PROFONDA E RICERCATA. IL MUSICISTA METTE IN PRIMO PIANO IL FASCINO PER LA PSICHE UMANA E LO STUDIO MESSO IN ATTO DA HENRI LABORIT. ANCHE PER QUESTI MOTIVI IL SUO PROGETTO DECLINE OF THE I, ASSUME LE SEMBIANZE DI UNA BESTIA CHE DIMORA NELLA GABBIA NASCOSTA DELL'ANIMA. HO TROVATO DI FRONTE A ME UN UOMO CONVINTO DEL SUO ESSERE, DELLA SUA MUSICA E DELLA PARTICOLARE CREATIVITA' CHE LO CONTRADDISTINGUE. A LUI LA PAROLA...

1. Decline of the I, è il tuo nuovo progetto musicale... Ci potresti dare una breve descrizione?

- Ho creato questo progetto alcuni anni fa, come un seguito al mio progetto solista precedente Love Lies Bleeding che era più incentrato sul Symphonic Black Metal. Negli ultimi sforzi c'erano già alcune sperimentazioni, ma in realtà volevo qualcosa di diverso, ne avevo bisogno. Così ho deciso di creare Decline of the I (piccola storia: c'è già una canzone intitolata "Decline of the I", nell'ultimo disco dei Love Lies Bleeding). Queste sono le informazioni importanti da sapere.

2. Sei stato membro di altre band?

- Sì, suono nei Merrimack, Vorkreist, Neo Inferno 262, Malhkebre... e ho suonato nei Diapsiquir, Eros Necropsique, Corpus Christii.

3. Puoi dirmi qualcosa sul tuo album "Inhibition"?

- Volevo fare un lavoro sulla ricerca di Henri Laborit, una ricerca sui responsi alle aggressioni. Metti un topo in una gabbia. Un segnale acustico avverte che la gabbia sarà elettrificata. Vi è uno spazio nella gabbia, dove non ci saranno scosse elettriche. Dopo un po', il topo capisce, e non appena sente il segnale corre verso il luogo sicuro. Misuriamo la sua salute: nessun problema, sta bene. Quindi, questa è la prima reazione a un'aggressione: la fuga.

Seconda esperienza: la stessa alla prima previsione, ma questa volta non c'è un posto sicuro nella gabbia. Così il topo non può sfuggire e riceve le scosse elettriche. La sua salute è diminuita dopo un po', sta per morire... Seconda reazione: inibizione dell'azione.

Terza esperienza: uguale alla seconda, ma abbiamo messo un secondo topo in gabbia. Quando questa è elettrificata i due ratti si combattono. Non cambia nulla alla quantità di scariche che ricevono. Proprio come la seconda esperienza . Ma, c'è qualcosa di molto interessante: dopo un po', la loro salute è ancora buona! Terza reazione: la violenza.

E' una dimostrazione che ciò che uccide il topo nella seconda esperienza non è la scossa elettrica, ma l'impossibilità di fare qualcosa: egli puo' agire e, nella terza esperienza, anche se le azioni dei due ratti sono inutili, a loro non torna l'energia contro se stessi, in quanto agiscono. La cosa peggiore nella vita è di essere nell'inibizione dell'azione, essere bloccato. E noi siamo inibiti nella nostra vita di tutti i giorni: la società, la morale, la religione, la famiglia, ecc... Tutte queste strutture possono essere la nostra gabbia elettrificata, che non da scampo, eccetto la Follia o l'Arte.



4. Il suono che hai con Decline of the I per certi aspetti si può associare alla scena depressive black metal che negli ultimi anni è cresciuta molto. Per te, quali sono le differenze tra Decline of the I e gli altri gruppi su questo filone?

- Ad essere onesto non conosco molto bene quella scena e tutte le band che ho sentito, per me, erano piuttosto noiose. Non sono così contento che Decline of the I lo si riporti a quella scena, ma in ogni caso, è il tuo punto di vista... La differenza principale rispetto a loro è che io non sono più un adolescente quindi riservo solo interesse verso la profondità della psiche umana e non mi piango addosso o sulla mia vita, immaginando di uccidermi guardando la luna... Sono troppo vecchio per queste stronzate...

5. Perché l'inserimento di questo scenario oscuro all'interno della tua musica?

- Mi dispiace, non capisco la domanda...

6. Da dove prendi le tue influenze nello scrivere musica? Le atmosfere sono incredibili! A mio parere hai raggiunto un buon livello su di un'arte brillante. Sei soddisfatto di tutto ciò?

- Grazie! In effetti, sì, sono molto orgoglioso di quello che ho fatto. Non è una questione di buona musica, di musica migliore rispetto agli altri... E' solo una questione di adeguazione tra ciò che sta dentro di me e quello che riesco ad esprimere con il mio lavoro. Corrisponde, dal mio punto di vista. La mia musica è il riflesso del mio "IO" interiore. Quindi, queste sono le influenze più profonde nel comporre. Naturalmente ci sono gruppi o altra musica che mi influenza: posso citare Neurosis, Manu Le Malin, Burzum ecc..., ma non so se senti tutto ciò all'interno delle mie sonorità.

7. Il concetto alla base del nome Decline of the I è molto interessante, ci puoi spiegare come sei arrivato a prendere questa scelta?

- Ci sono un sacco di significati che stanno dietro questo nome. Alcuni sono molto personali. Se lo traducono in francese, è l'anagramma di qualcosa di molto vicino a me. E' anche il nome di una canzone dall'ultimo album di Love Lies Bleeding, il mio progetto solista precedente. Viviamo in un mondo che volge al termine, una fine precoce, ed è ovvio che la visione di ciò che è il sé, è uno dei motivi della nostra fine. Incapace di sentire un'empatia reale, siamo solo preoccupati di trarre sempre più piacere, sempre e più velocemente. E' solo fottutamente triste... Questo è uno dei significati del nome Decline of the I. Da un altro punto di vista, si può vedere in modo più ottimista. Una delle poche questioni soteriologiche sarebbe quella di accettare una solubilità del sé allo spazio dall'individualità. Non sto parlando di cose hippy, come il collegamento con l'amore della Terra o merda del genere. Solo per sentire il collegamento a una maggiore energia, alla vita, come lo descrive Nietzsche. Passare attraverso noi stessi, sentire quella inondazione che dobbiamo accettare. Amor fati, in altre parole...



8. Decline of the I si distingue da qualsiasi altro progetto metal, qual è la forza che muove tutto ciò?

- Il mio punto di partenza era una necessità. Non per suonare o comporre musica, ma esprimere qualcosa che avevo dentro di me. La mia lettura del lavoro di Laborit è stato anche uno strumento che mi ha aiutato in questo progetto, quindi, non è stato il tipico punto di partenza legato al Metal... Per questo il risultato può sembrare originale e distinguibile.

9. Scrivi tu la maggior parte della musica/testi per Decline of the I, oppure ci sono altri membri nella band con cui componi?

- Ho scritto tutta la musica, arrangiamenti, e alcuni dei testi.

10. Una delle mie canzoni preferite dell'album è "Mother and Whore"... Mi chiedevo se c'è una sorta di doppio significato dietro il titolo di questa canzone.

- Non direi che c'è un doppio significato. E' la dualità tra queste donne che attrae ogni uomo, uomini che vogliono vedere e incontrare tutto ciò dal vivo. Essi immaginano che un mix tra una madre e una puttana possa essere perfetto per innamorarsi. Ma la realtà non è così semplice come nelle fantasie.

11. Hai in programma di fare concerti dal vivo a supporto dell'album?


- Nessun piano al momento, e non so se un giorno ne farò uno del genere . Ma se succede, è chiaro che non sarà un semplice concerto regolare.

12. Ok, non ho altre domande, puoi concludere l'intervista. Grazie!

- Odiate questo su facebook: facebook.com/declineofthei


Contatti: facebook.com/declineofthei


venerdì 21 dicembre 2012

Recensione: SIN OF GOD "Limbus"
cd 2012 prc music




L'Ungheria partorisce il seme brutale dei SIN OF GOD e "Limbus" ne ritrae la sua malattia. Death Metal tecnico che infligge colpi letali! Saranno pure sonorità già sentite, ma questa band è capace di fare molto male e, ci rende testimoni del loro essere, un gruppo "compatto" determinato a stendere l'ascoltatore già dal primo ascolto. I riffs e il basso girano dinamici come affilate motoseghe impazzite su un tappeto musicale fulminante, il drummer non toglie quasi mai il piede dall'acceleratore e travolge ogni cosa come un tornado in piena! Il cantato feroce tiene tutto saldamente coeso in questo vortice furioso senza compromessi. I nostri infarciscono il sound di groove (anche nei momenti più cadenzati), oscurità, potenza, attingendo dalle cose migliori che il death metal può avere. Alcune sfumature melodiche (nel riffing) aiutano la band a rimanere sempre avvincente, infatti i Sin of God come dinamica generale si avvicinano ai brasiliani Krisiun, Nile e ai polacchi Behemoth di "Demigod", per questo motivo, tutte le songs saranno appetibili per molti fan del genere. "Limbus" basta e avanza per rendersi conto di quale personalità sono muniti i Sin of God. Per fortuna che nell'Underground esistono ancora band che il death metal lo sanno suonare bene. Solidi ed Energici. Un buon gruppo!

Contatti: soundcloud.com/sinofgod/sin-of-god-the-violator-limbus

"LIMBUS" TRACKLIST: . Intro + Limbus, Kill The Irreligious, Demonshrine, The Son Who Beat Death, Eucharist, Labyrinth, The Violator, Bloodlust, Your Sacrifice’s Day, Endless Desert, Yearn Of Lesions, Seeds Ov Death And Pain.


Recensione: BLACK AUTUMN "The Advent October"
cd uscita Gennaio 2013
bylec-tum productions | obscure abhorrence




Soffia un vento freddo nel cielo grigio di BLACK AUTUMN... Un vento che scolpisce l'anima con una tensione tale da impedire alla materia di potersi muovere libera, di potersi sentire al sicuro, perché qui è il sentire interiore a dover muovere i primi passi su queste note sofferte, struggenti e sentite. Lo spazio del tedesco Michael Krall non ha muri da superare ed è aperto all'immaginazione, ci viene concessa una possibilità per poterlo visitare, guardarlo con attenzione e spingersi più in alto dove tutto diventa eterno, immortale. La sua musica è un binario a senso unico che trasporta verso la linea dell'orizzonte, penetrare ogni limite e capire che la razionalità non serve quando si ascolta musica così coinvolgente ed emozionale. I quattro brani presenti in questo nuovo mcd "The Advent October" dipingono scenari sconfinati in bianco e nero, spazi liberi dove le forme diventano stormi di uccelli in volo, volatili neri come la roccia lavica, scuri come la notte calante... Sonorità elaborate per proiettare la tensione verso il buco profondo dell'anima, mentre la malinconia lacrima sul vestito vellutato di un musicista sensibile e distaccato. Il senso di isolamento mostra la sofferenza, rappresenta la disperata condizione umana, i conflitti e i contrasti interiori... Acquisisci una coscienza più approfondita solo quando ti immergi in te stesso! Michael è il regista di un film drammatico, nel quale la colonna sonora si bagna di doom, depressive, black, ambient... Un cortometraggio che lascia soffrire i suoi ascoltatori. "The Advent October" merita di essere ascoltato, vissuto, udito, contemplato a lungo nella sua particolarità. Bello anche l'artwork (il fotografo delle immagini è il musicista stesso)! Il mcd uscirà a Gennaio 2013 grazie alla coproduzione tra la tedesca Obscure Abhorrence e l'italiana Bylec-Tum Productions di Giancarlo Gelormini. Ci tengo a sottolineare che Bylec-Tum milita nell'Underground musicale da molto tempo ed è stata anche una stupenda fanzine cartacea, inoltre per Black Autumn aveva già prodotto le tape di "End" (2006) e "Aurora" (2010). Veramente complimenti all'ottimo operato di questo ragazzo che da anni mette in luce uscite discografiche (anche limitate) in chiave del tutto indipendente.

Contatti: blackautumn.de | bylec-tum@libero.it | obscure-abhorrence.de

"THE ADVENT OCTOBER" TRACKLIST: The Advent October, Dortke Môr, Dead As Martyrs March, A Line Of Silver Light.


LA TRACCIA DEL VIDEO RISALE ALL'ALBUM "RIVERS OF DEAD LEAVES" (2008)


giovedì 20 dicembre 2012

Intervista: LOST IN KIEV - "IL PRINCIPIO DEL DIVENIRE"






E' RISAPUTO CHE NEL CORSO DEL 2012 IL GENERE POST-ROCK ABBIA AVUTO UNA NOTEVOLE ESPLOSIONE NELL'UNDERGROUND MUSICALE, MOLTE BAND SI SONO RIVERSATE SU TALI SONORITA' E DIVERSE ETICHETTE HANNO SUPPORTATO MUSICISTI DAVVERO INTERESSANTI. C'E' DA DIRE CHE ANCHE NELLE AUTOPRODUZIONI SONO EMERSE BELLISSIME REALTA'. TRA I TANTI GRUPPI, DISCHI ASCOLTATI E ANALIZZATI DAL SOTTOSCRITTO HO SCOPERTO I FRANCESI LOST IN KIEV! VERAMENTE NOTEVOLI SIA STRUMENTALMENTE CHE EMOTIVAMENTE PARLANDO. IL LORO ALBUM "MOTIONS" E' UN AUTENTICO GIOIELLO CHE HA LA PARTICOLARITA' DI BRILLARE DI LUCE PROPRIA. HO VOLUTO APPROFONDIRE MEGLIO CIO' CHE ALIMENTA QUESTA BAND PARIGINA CONTATTANDO DIRETTAMENTE JULIEN CHAPLET (TASTIERE E SAMPLES.)

1. Una piccola biografia della band...

- I Lost in Kiev si sono formati nel 2007 a Parigi per suonare un post-rock strumentale ispirato a Red Sparowes, Explosions In The Sky e Radiohead. Dopo alcuni cambi di formazione (nuovi chitarristi e un tastierista), abbiamo riarrangiato il marchio musicale della band con alcuni momenti post-hardcore (Cult of Luna, Amenra, Daïtro...) e abbiamo cominciato a suonare live ed aprire per band come Rosetta, LITE, Maybeshewill e Listener. Il 2012 è stato l'anno della pubblicazione di "Motions" e dei rispettivi live per promuoverlo.

2. Quali sono le idee che stanno dietro l'album di debutto "Motions"?

- Abbiamo deciso di scegliere "il viaggio" come tema principale dell'album perché ognuno di noi ha sperimentato personalmente un trip (lungo o corto) durante il processo di composizione. Ogni canzone è una storia dentro un trip: "Hope, Fights & Disillusions" è un viaggio collettivo per la difesa della libertà, "A Mere Shift Of Origin" è la fuga in avanti di un uomo che ha problemi di impegno, "Underclose Surveillance " parla di una scelta difficile, in particolar modo della difficoltà di rimanere o lasciare un luogo familiare...

3. Come avete fatto a sapere/capire quando l'album era finito?

- Domanda complicata! Credo che un album non è mai veramente completo. Quando si ascolta dopo averlo registrato, ci si sofferma sempre su alcuni miglioramenti che potevano essere fatti. Per "Motions", in realtà, abbiamo finito di scrivere alcune parti per " The Day I Ruined My Life " durante il processo di registrazione! Prima o poi, bisogna decidere di fermarsi e andare avanti al prossimo capitolo, a meno che non si vuole fare un nuovo "Chinese Democracy" (ahah).



4. C'è una sensazione cinematografica all'interno dell'album, forse a causa di queste voci narranti. Per quanto riguarda il contenuto dei testi, avete utilizzato citazioni di alcuni film o sono tutti testi personali? Con queste parti narrate l'intenzione era quella di espandersi sui motivi più oscuri? È corretta la mia opinione?

- Sì, tutti noi amiamo questa atmosfera cinematografica: siamo fan del post-rock dopo tutto (ahah)! Ma dal momento che ogni trip è un'esperienza personale, abbiamo deciso di sostituire i samples dei film / serie TV con dei samples "fatti in casa", realizzati da alcuni dei nostri amici. E' stato molto importante per noi fare questo perché così tutti i contenuti di "Motions" sono creazioni originali.

5. Cosa scatena la musica dentro di te?

- Visto che è una domanda molto "personale", posso parlare solo per me, ma sono abbastanza sicuro che il resto della band sarà d'accordo con la mia visione (ahah). La musica è un'arte. L'arte riguarda la creazione. La creazione è un modo per esprimere sentimenti. Ok, la musica è anche un buon modo per sudare e divertirsi sul palco e durante le prove (ahah)...



6. Essere in una band è una possibilità fantastica, ma come fate a conciliare la vita di tutti i giorni con i momenti da trascorrere nella band?

- Devi essere davvero ben organizzato! Tutti noi abbiamo posti di lavoro oltre a suonare nei Lost In Kiev, tutti noi abbiamo la ragazza, uno di noi ha anche un bambino, sicuramente non saremo in grado di pianificare un tour di tre mesi in Sud America da un giorno all'altro. Tuttavia, siamo riusciti ad essere disponibili per un po' di spettacoli così si può dire che il bilancio finora è appropriato.

7. Mi puoi spiegare l'esatto significato del titolo dell'album? Lo trovo molto adatto per questa vostra musica...

- Abbiamo scelto "Motions" come titolo dell'album perché si adatta bene con il tema principale (i viaggi), il suo significato in inglese è legato anche alle "emozioni" (in modo da "muovere" qualcosa) e poi a tutti noi piace perché è un titolo breve.

8. Come sono in generale i responsi nei confronti di "Motions"?

- Abbiano ricevuto ottimi feedbacks finora. Generalmente la gente apprezza la nostra musica perché è un mix tra le parti fragili ed epiche del post-rock e quelle post-hardcore con dei riff di chitarra pesanti. Siamo davvero sorpresi di ricevere buoni commenti e buone recensioni. Persone provenienti da tutto il mondo, ascoltano la nostra musica su bandcamp e, visitano la nostra pagina di facebook tutti i giorni. E' semplicemente incredibile visto che siamo una "piccola" band parigina.



9. Come meglio descriveresti le vostre sperimentazioni in musica?

- Quando abbiamo scritto le canzoni per "Motions", non abbiamo davvero pensato di essere originali o qualcosa del genere, ma pensavamo solo a tradurre i nostri sentimenti in musica. Il nostro filo conduttore è stato solo quello di creare una musica sensibile, mai noiosa. Così abbiamo lavorato duramente per trovare un buon equilibrio tra groove e melodie, a volte era epico raggiungere qualcosa del genere con una canzone di 8 minuti (ahah) ... Così abbiamo passato un sacco di tempo per rivedere l'architettura delle tracce. Al momento abbiamo iniziato a scrivere nuove canzoni e stiamo pensando di aggiungere un po' più di sperimentazione. Vogliamo mantenere il marchio Lost in Kiev, ma con nuovi elementi nel suo interno... E' un po' presto per dirvi come si sta evolvendo il suono ma dovremo sicuramente cercare di raggiungere un nuovo livello!

10. Quali sono state le tue influenze? Quando ascolto "Motions" sento anche un po' di musica new wave...

- Nei Lost in Kiev, condividiamo un sacco di influenze musicali diverse: dal post-rock, post-hardcore, metal all'indie rock. Ascoltiamo anche tanta musica elettronica, trip-hop o colonne sonore di film. A proposito di new-wave, ad alcuni di noi piacciono The Cure, Joy Division e Depeche Mode, ma, ad essere onesto, non ho mai notato somiglianze tra noi Lost in Kiev e quelle band. Sarò più attento a quanto mi hai fatto presente, sono curioso!

11. La copertina per l'album è fantastica, semplice ma davvero strana, affascinante...

- Grazie. E' stata creata da Yoann, il nostro batterista, che lavora come "creative director". Ha usato la forma triangolare come elemento grafico principale, perché indica il movimento. Il paesaggio dietro è diviso in un sacco di triangoli casuali in modo da rappresentare tutte le diversità tra le storie del viaggio.

12. Che cosa scaturisce le diversità stilistiche nella vostra musica?

- Lost in Kiev è una vera democrazia: tutti possono proporre idee per una canzone. Quindi penso che la "diversità" che denoti è legata al nostro processo creativo. Più sono e meglio è (ahah)!



13. Il tuo album preferito nel post rock e perché?

- Hmmm. Non è una domanda facile a cui rispondere anche perché siamo cinque elementi e penso che ognuno di noi potrebbe scegliere qualcosa di diverso. Tuttavia, sono sicuro che tutti noi nel gruppo riserviamo degli ascolti frequenti su questi dischi/band: Maybeshewill ("Not For Want Of Trying"), Mogwaï ("Mr Beast"), Sigur Ros "( )" e Red Sparowes ("The Fear Is Excruciating But Therein Lies The Answer").

14. Ci saranno date europee per i Lost in Kiev?

- Sì! Al momento stiamo pianificando un tour primaverile in Europa orientale (Deutschland, Repubblica Ceca ...) con Zero Absolu, una one-man band di post-rock veramente interessante. Ascoltate la sua musica se non lo avete ancora fatto! Suoneremo anche nel grande Dunk! E' un Festival che si svolge in Belgio alla fine di marzo e ci saranno un sacco di grandi band (Toundra, Iliketrains, Maserati ...). Siamo davvero entusiasti di suonare all'estero e speriamo di poter visitare un sacco di paesi Europei nel 2013.

15. Allora, cosa possiamo aspettarci in futuro dai Lost in Kiev?

- Concerti in tutto il mondo, un nuovo album con melodie killer e ritmi headbanging, un video bellissimo e, cerchiamo di essere ambiziosi, una colonna sonora per un film... Beh, a quanto pare il mondo sta finendo Venerdì prossimo quindi dobbiamo correre un po'! (ahah).

Contatti: lostinkiev.bandcamp.com - facebook.com/lostinkiev


Recensione: DOOM'S DAY "The Unholy"
cd 2012 prc music




I DOOM'S DAY dimorano nel Quebec (Canada), da quelle terre ci giunge il loro metal che tanto deve all'illuminazione sinistra materializzata nel corso del tempo dai grandi Mercyful Fate, si, questo gruppo rappresenta il punto di contatto principale con i Doom's Day e da loro raccolgono gli elementi organici per macinarli nel presente attraverso un divenire peccaminoso, tetro e dark. L'organo dell'opener "Overture of the Damned" è il presagio alla maledizione che si sta per infiammare nell'album... Non posso negare che nel sound della band ho riscontrato molte similitudini con gli italiani Death SS o con i tanto acclamati Ghost, i nostri perciò non si risparmiano durante i minuti di "The Unholy", anche se non sempre i pezzi riescono a rapire l'attenzione durante l'ascolto perché alcuni si inceppano su certi passaggi ripetitivi e poco voluminosi. Ci sono delle tracce che hanno più groove rispetto alle altre, come per esempio: "Sabbath Deadly Sabbath" oppure "Your Last Breath" nella quale il soffio oscuro dei Type O Negative si poggia gelido sulla schiena tumefatta... A parte questi momenti più interessanti il resto si muove nella norma del genere in questione. Un album discreto ma nulla di speciale.

Contatti: prcmusic.com

"THE UNHOLY" TRACKLIST: Overture of the Damned, The Unholy, She's Possessed, Necronomicon Ex-Mortis, Sabbath Deadly Sabbath, The Sorceress, Your Last Breath, Ghost of Fate.


Recensione: CRIMSON BLUE "Innocence"
cd 2012 glob metal promotions




Partiamo dal presupposto che questa band russa definisce il proprio sound "Nu Art Metal"... E allora prima di iniziare questa recensione mi chiedo: Perché? Che necessita c'è? Perché dover trovare sempre nuove "etichette" per definire la musica o cercare di identificarla diversamente attraverso futili codifiche di genere? Mah... Non capisco proprio! Fatta questa premessa, vado al sodo per cercare di racchiudere l'essenza di questi CRIMSON BLUE. Sicuramente il punto di forza nella loro proposta musicale è Dani Hellstroem, lei sa essere versatile e potente, l'estensione vocale della cantante inonda un tappeto sonoro che però non offre molto in quanto ad originalità strumentale, questo genere di canzoni le avremmo sentite tantissime volte. Prima accennavo alla struttura generale che giace sotto la frontgirl e non mi sento di riservare parole entusiasmanti, non per pregiudizio, ma solo perché sono troppe le volte in cui i Crimson Blue mi hanno annoiato, troppo forti gli echi che svegliano le ombre degli Evanescence e compagnia bella. Poche emozioni, poco materiale interessante... Si tratta dell'ennesima dimostrazione di un moderno rock metallizzato che non induce in tentazioni specifiche. "Innocence" suona pulito, ben suonato, ma c'è veramente poca sostanza entusiasmante. Non mi hanno convinto!

Contatti: facebook.com/crimsonblueband

"INNOCENCE" TRACKLIST: Iceland, L.M.A., Clouds, Flax, Ave, Nagual, Forest, H.U. Lab Experiment I, September, Haesitatio, Innocence.


mercoledì 19 dicembre 2012

Intervista: SAILLE - "I RITI DI MORTE"






BLACK METAL SINFONICO DI ALTA QUALITA'! DOPO IL DEBUTTO "IRREVERSIBLE DECAY" I BELGI SAILLE RITORNANO CON IL NUOVO "RITU", UN ALBUM CHE PORTA IN MUSICA NEBBIE, SPETTRI, OSCURE DIVINITA' E FORZE DEMONIACHE. LA BAND COMPIE UN PASSO IN AVANTI EVIDENZIANDO LE PROPRIE CAPACITA' COMPOSITIVE. NON ASCOLTAVO QUALCOSA DI COSI' COINVOLGENTE E POTENTE DAI TEMPI DEI MIGLIORI EMPEROR. IL CHITARRISTA REINIER SCHENK HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE. RINGRAZIO ANCHE WILLEM VAN MAELE.

1. Il vostro approccio è stato quello di fare un nuovo album piuttosto strutturato? Siete soddisfatti del risultato finale?

- Siamo sinceramente contenti del risultato finale. Sembra un grande album, il sound è veramente grande. Orgoglioso è la parola giusta!

2. A proposito del nuovo album "Ritu". Sentivate la necessità di dover dimostrare qualcosa? Se si, cosa?

- Eravamo tutti d'accordo su un approccio più oscuro per il nuovo album e questo è quello che si è realizzato. Oltre a ciò, abbiamo cercato maggiore diversità, liricamente e musicalmente, e per finire, abbiamo sicuramente voluto inserire più "palle" e potenza nel nostro suono. Credo che siamo riusciti ad inchiodare tutto questo.

3. Il nuovo album contiene alcuni nuovi approcci, nuovi elementi e così via... Ad esempio, "Fhtagn" e "A Titan's Sacrifice" sono incredibili! Perché il forte desiderio di scrivere canzoni epiche?

- Credo che è stato fatto tutto questo solo per cercare di distinguerci e di mantenere le cose interessanti. Sia per noi che per il nostro pubblico. Oltre a tutto questo, nella band siamo sei membri, tutti con la propria personalità e visione. Tutte quelle idee e approcci differenti sono stati aggiunti alle nostre composizioni.



4. Qual è la formula che avete utilizzato per portare alla vita una composizione come "A Titan's Sacrifice"?

- Avevamo bisogno di un momento di riposo, un attimo di respiro in mezzo all'album. Naturalmente, doveva essere una song oscura come il resto delle tracce, ma è sicuramente diversa.

5. Il punto di forza di "Ritu" è senza dubbio la coesistenza armoniosa tra massicci riffs di chitarra, samples oscuri di tastiera (drammaticamente accattivanti) e melodie che sembrano "tormentare" la maggior parte delle composizioni... Anche il furioso drumming è incredibile. Alcune parole su questi aspetti?

- Dries (tastiere) ha iniziato a comporre delle cose mentre io e Jonathan abbiamo aggiunto delle parti di chitarra, quindi con la combinazione di noi tre il puzzle ha iniziato a formarsi. Durante il processo di registrazione abbiamo aggiunto e regolato altre idee. Tutto inizia con le idee iniziali e quando le parti sono fatte ognuno di noi aggiunge il suo stile alle canzoni. A me piace questo modo di lavorare, ma è difficile.

6. Qual è il feeling che si voleva trasmettere con l'album e in che misura siete arrivati nel raggiungimento di tale obiettivo?

- Doveva essere un album più aggressivo ed ora che è finito credo che lascia l'ascoltatore con un senso di disagio. Sembra più black metal di prima, ma anche più sinfonico: sono stati aggiunti molti strumenti classici reali. Tutto è amplificato, migliore e più grande del nostro disco di debutto.



7. Non sono stato in grado di leggere i testi perché la vostra etichetta mi ha inviato la copia promozionale, quindi non ho avuto la possibilità di vedere il booklet... Quali sono gli argomenti di "Ritu"?

- Il tema principale durante tutto l'album riguarda "i riti di morte dalle diverse culture". Il nostro frontman Dennie ha curato i testi e ha aggiunto alcuni elementi demoniaci. Qua e là si potrebbero incontrare dei passaggi di Lovecraft, ma si tratta soprattutto di un concept-album sui diversi modi di morire negli antichi rituali.

8. Mi ha colpito il vostro cantante Dennie... Molto incisivo e potente...

- E' così. E' anche biondo e molto sexy. Ahahah

9. Nel vostro sound ho ascoltato molti assoli di chitarra diversi, diversi elementi non possono essere comunemente associati alle più estreme prestazioni del primitive black metal. Sarebbe giusto dire che siete molto più interessati a cercare certe atmosfere che accontentarvi della semplice estremità sonora fine a se stessa?

- Entrambi gli elementi sono ugualmente importanti per noi. Cerchiamo di prendere uno dei due, dargli vita e portarlo dall'altro lato e viceversa. E' difficile tenere insieme tutte queste componenti: pezzi semplici, parti forti e meno potenti, parti veloci e lente. L'apoteosi risulta impressionante quando si hanno un sacco di opportunità nelle proprie composizioni.



10. A giudicare dalla vostra complessità musicale, credo che sarà un po' difficile per "Ritu" fare appello alla media dei seguaci del black metal. Che tipo di pubblico credi possa essere meglio collegato con l'album?

- Credo che la "media" dei seguaci del black metal potrebbe essere piacevolmente sorpresa dal disco, perché siamo più estremi rispetto alla "media" delle black metal band sinfoniche. Mai sottovalutare il pubblico, quelli che ascoltano la tua musica. La maggior parte di loro sono abbastanza intelligenti per giudicare da sé. Se la band sceglie il proprio pubblico in anticipo, c'è qualcosa di molto sbagliato!

11. Quali sono i piani dei Saille per il prossimo anno? Avete intenzione di registrare di nuovo? Oppure volete andare in tour?

- Non ci saranno registrazioni nel 2013, saremo in tour il più possibile. Abbiamo appena finito di registrare un cd e un videoclip, ora arriverà l'uscita di "Ritu" e mostreremo al mondo chi siamo al giorno d'oggi.

12. Grazie per l'intervista.

- Grazie mille!

Contatti: ritu.be


Recensione: THE PROPHECY "Salvation"
cd - uscita 4 Febbraio 2013 code666 records




I THE PROPHECY hanno raggiunto una stabilità compositiva definitiva, allontanandosi dagli esordi legati ad un death metal non molto convincente. La band oggi spinge il proprio sentire verso lande tristi e malinconiche con melodie capaci di toccare l'animo e, a tratti, nello scorrere dei minuti delle cinque canzoni si denotano atmosfere più elaborate che li avvicinano a band come Tool o A Perfect Circle ("Reflections" ne è l'esempio) quindi l'oscillazione sonora di questi musicisti inglesi non può che concederci dei bei momenti durante l'ascolto. Tutto si manifesta su tonalità mirate e ben costruite, la tensione dei brani diventa fugace e persistenze grazie alla bella voce di Matt Lawson. Il sound della band così risulta quasi sempre delicato, come il volo di un uccello incantato, un modo per volare lontano. Se dovessi trovare delle similitudini con altri gruppi del genere direi da subito gli Anathema e Opeth (ascoltate "Salvation" e "In Silence") oppure My Dying Bride nei momenti più marcati. Quindi avrete intuito che tipo di emozioni musicali sono in grado di elaborare i The Prophecy. Sicuramente il loro quarto album risente molto di alcune soluzioni derivative, ma a parte questo, si deve anche ammettere che "Salvation" non è un album da sottovalutare. Serve solo un po' di personalità in più e tutto potrebbe andare meglio...

Contatti: the-prophecy.net - code666.net

"SALVATION" TRACKLIST: Salvation, Released, Reflections, In Silence, Redemption.


LA TRACCIA DEL VIDEO RISALE ALL'ALBUM PRECEDENTE.


martedì 18 dicembre 2012

Recensione: CONVULSE "Inner Evil"
ep - uscita Gennaio 2013 svart records




Dopo diciotto anni di silenzio riemergono dagli abissi i finlandesi CONVULSE con questo nuovo ep di due tracce che sarà rilasciato dalla Svart Records il 25 gennaio 2013. La band si ripresenta con un sound fortemente influenzato da suoni pastosi e pesanti, arricchito da certi solos che rievocano il passato, un songwriting che prende in causa l'old school death metal più diretto per macinare le vostre orecchie. Il chitarrista/cantante Rami Jämsä con le sue tonalità gutturali contagia pesantemente le atmosfere sulfuree dei due brani presenti sull'ep castigando l'ascoltatore. I Convulse risultano ruvidi, sicuramente potenti, ma sembra che non puntino tanto alla tecnica, ma ad una sostanza rocciosa e piena di groove, proprio come si concepiva un tempo. Questa band vuole arrivare subito al sodo per far ascoltare la propria identità e penso potrà incontrare anche il favore dei tanti deathster incalliti. Comunque, aspettiamo il prossimo full-length per capire meglio le loro intenzioni. La vecchia scuola è viva! Intanto sono già stati confermati alla prossima edizione del Maryland Deathfest.

Contatti: svartrecords.com - facebook.com/Convulse

"INNER EVIL" TRACKLIST: Inner Evil, God is Delusion.


Recensione: SHINING "Redefining Darkness"
cd 2012 spinefarm records




Il male giace in ognuno di noi e, molti esseri viventi sarebbero disposti a credere che questo stato intermedio è una cosa inutile e vana, un qualcosa da tenere lontano, magari nelle scatole nascoste della propria anima indifesa. Senza il dolore, nessuno di noi conoscerebbe la vera realtà dell'esistenza e mancheremmo di qualsiasi elemento positivo per farci coraggio, accettare un concetto di sopravvivenza dell'anima. Kvarforth degli SHINING dal lontano 1997 guida il suo malessere interiore verso i limiti della follia mentale, perché l'autolesionismo fisico può essere il mezzo necessario per dilaniare i propri fantasmi, i propri tormenti... Una lama affilata pronta a penetra lentamente la carne, scolpendo cicatrici indelebili e sanguinanti... Raggiungere il senso dell'abbandono, la catarsi, lo stato di trance, per rassicurarsi o assicurarsi su ogni elemento malato che giace sotto pelle. Non è da tutti trovare una connessione con il dolore, tutto muta tra individuo ed individuo, forse per questo motivo il "male" sarà sempre inutile per la collettività comune; mentre per altri esseri "illuminati" è assolutamente necessario, una parte integrante dell'essere e dal quale non ci si può sottrarre. Ci sono uomini superiori, corpi pronti a sopportare il peso della sofferenza, uomini che hanno una volontà ferrea, uomini assuefatti dai propri problemi mentali e capaci di riuscire ad esercitare il controllo sull'oscurità che dimora dentro. Sottrarsi al sonno della memoria disturbata non sarebbe impresa più facile che sottrarsi alla morte. Ci sono album che non vanno raccontati "song by song", esistono sentimenti che non necessitano di futili spiegazioni, esiste solo il potere della "Musica", essa non ha segreti e, difficilmente fallisce nel suo compito divino per ciò che riguarda il nostro passaggio da un'esistenza all'altra. "Redefining Darkness" ha il peso di una croce poggiata sul corpo dolente di questi musicisti. Gli SHINING (Swe) strisciano sotto la cute e cambiano nuovamente pelle come un velenoso rettile infame! Sono tornati per drogarvi e farvi assaporare la loro eroina sonora perché quando entra in vena è ardente come le fiamme dell'inferno. Un album distorto ma sperimentale, controverso ed efficace! Musica necessaria per curarsi dal male quotidiano. Consigliato!

Contatti: spinefarmrecords.com/fin/artist/shining

"REDEFINING DARKNESS" TRACKLIST: Du-Mitt Konstverk, The Ghastly Silence, Han Som Hatar Manniskan, Hail Darkness Hail, Det Stora Gra, For The God Below


lunedì 17 dicembre 2012

Intervista: INCANTATION - "LA REDENZIONE NELLA BLASFEMIA"






HO L'ONORE DI DARE SPAZIO SU SON OF FLIES WEBZINE AD UN'AUTENTICA LEGENDA DEL DEATH METAL MONDIALE. GLI AMERICANI INCANTATION. NEL LONTANO 1998 EBBI IL PIACERE DI INTERVISTARE SULLA MIA VECCHIA FANZINE CARTACEA MORGUE VIEWS LO STORICO CHITARRISTA JOHN MC ENTEE (ORA ANCHE CANTANTE DELLA BAND) E L'EX. CHITARRISTA TOM STEVENS. SONO TRASCORSI QUATTORDICI ANNI E PER GLI INCANTATION IL TEMPO NON SCORRE MAI: NONOSTANTE LE TANTE PROGRESSIONI, CONTAMINAZIONI CHE IL DEATH METAL HA VISTO NEGLI ULTIMI ANNI, QUESTA BAND NON HA MAI ACCENNATO A CAMBIAMENTI RADICALI PER ACCAPARRARSI MAGGIORI FETTE DI PUBBLICO, AL CONTRARIO, VANNO AVANTI PER LA LORO STRADA SENZA NESSUNA PIETA' E IL NUOVO ALBUM "VANQUISH IN VENGEANCE", E' SINONIMO DI OSCURA COERENZA, GRANDE FORZA ESPRESSIVA, PERSEVERANZA SENZA COMPROMESSI: IN PRATICA INCARNA IL CINISMO EFFERATO CHE DA SEMPRE CONTRADDISTINGUE GLI INCANTATION. NE HO PARLATO DIRETTAMENTE CON IL CHITARRISTA ALEX BOUKS. RINGRAZIO STEFFIE GIROT DELLA LISTENABLE RECODS PER AVERMI FATTO DA TRAMITE CON IL SU CITATO MUSICISTA.

1. Ciao Alex. Allora come va? Com'è la vita in questo momento?

- Le cose vanno bene! Sono impegnato con la vita di tutti i giorni e sto anche scrivendo nuovo materiale.

2. Possiamo iniziare parlando di questa nuova release? Magari illustrare queste canzoni...

- Sono molto orgoglioso dell'album come tutti noi d'altronde. Posso solo dire che durante il processo di scrittura c'era una profonda oscurità che ha consumato tutta la band. Non vediamo l'ora di suonare il nuovo materiale per tutti i fans.

3. Le mie canzoni preferite dell'album sono "Ascend Into The Eternal", "Progeny The Tyranny", "Haruspex" e "Legion of Dis"... In questi brani ho ascoltato le stesse atmosfere di "Diabolical Conquest"...

- Beh, è puro Incantation sound. La stessa visione di tutto, ma solo in un luogo diverso al giorno d'oggi. Questi brani sono molto diversi ma tutti catturano di sicuro quella sensazione oscura.

4. "Vanquish in Vengeance" è incredibile! Quali sono le vostre aspettative?

- Siamo solo felici con il nuovo album e questo è molto importante. Il materiale bonus aggiunto piacerà ai nostri fans. Finora i responsi sono stati travolgenti per non dire altro. Quindi fino ad oggi dovrei solo dire che tutto ha superato le aspettative.



5. Come ci si sente ad aver sviluppato uno degli stili più inconfondibili di tutti i tempi. L'old school death metal è uno dei generi più importanti nella musica underground e per molte persone la vostra band è un vero culto... Com'è possibile suonare in questo modo diverso da tanti vostri colleghi?

- Penso che tutto dipenda da come si scolpisce il proprio percorso. Penso che sia la ribellione a farci essere così e per questo facciamo quello che vogliamo. Noi non seguiamo ciò che è la formula comune. Essere individuali! Chi ha voglia di copiare qualcun altro??? Voglio suonare quello che sento ed esprimere me stesso come tutti in questa band. E' Magia! Ed è molto necessaria. Il vantaggio è che tutto ciò le altre persone lo capiscono. Vogliono qualcosa di reale che vive all'interno della musica.

6. Come ci si sente sapendo di avere quella leggendaria reputazione nell' Underground?

- Beh, nessuno di noi si considera una leggenda o quel che si vuole intendere con ciò. Questa è solo un'etichetta che utilizza la gente. Nessuno di noi lo è. Come si dice, prima di essere noi ad esprimerci su noi stessi è molto più lusinghiero che le altre persone si esprimano su quello che facciamo. Io non ci penso a quella roba.

7. "Vanquish in Vengeance" è il titolo dell'album. Perché questa scelta?

- Abbiamo sentito che rappresentava la nostra crociata come band per continuare a diffondere il nostro messaggio al mondo. Contro i disaccordi e i trends!

8. Parlando sempre di "Vanquish in Vengeance", ho apprezzato anche l'incredibile artwork di copertina. Chi è il responsabile?

- E' stato un mio buon amico di nome Worthless. Lui è anche l'uomo che sta dietro ai Famine (black metal band americana). Sono stato un grande fan del suo lavoro per lungo periodo. E' un compagno occultista e ho molto rispetto per lui. Credo che fosse la persona ideale con cui lavorare per ottenere l'aspetto giusto dell'immagine attraverso la musica. Penso abbia fatto un lavoro incredibile!

9. Blasfemia e sentimenti Anti-Cristiani sono gli argomenti trattati dagli Incantation dal lontano 1989! Riguardo i testi su "Vanquish in Vengeance"? Che cosa li ispira? E' un concept album?

- Vi è più di un tema anti-religioso così come alcuni messaggi occulti. Lotta, Sofferenza e Trionfo sono altri temi presenti. Alcune parole personali trasmettono il senso del viaggio verso ciò che è sconosciuto o forse dovrei dire verso l'IO!



10. Gli Incantation suonano da ventitre anni. Qual è stato il motivo principale alla base di questa attività longeva? Quali sono le lezioni più importanti da imparare se qualcuno o qualche band volesse seguire tale percorso?

- Mai entrare in questo ambiente musicale pensando di arricchirsi! Per noi si tratta di una parte del lavoro della nostra vita. Abbiamo a che fare con questo. E' la parte di noi che gioca nell'universo. Siamo fedeli a noi stessi, alla nostra volontà! E' il nostro diritto! Il frutto della libertà dalla schiavitù del pensiero cosciente.

11. Alcune parole sulla Listenable Records...

- Non potremmo essere più felici di quanto siamo con loro. C'è una grande squadra nella Listenable, la sensazione è di sentirsi a casa.

12. Raccontami un po' delle tue influenze, sia del passato e di ciò che stai ascoltando recentemente...

- C'è talmente tanto materiale che non so da dove cominciare. Direi un sacco di vecchio rock e musica classica che è stata la scintilla iniziale per creare. Hmm elenco alcune delle band più influenti per me: Sabbath, Purple, Zeppelin, Beatles, Floyd, Doors, Maiden, Priest, Voivod, Frost/Hellhammer, Bathory, PJ Harvey, Mercyful Fate, Venom, Motorhead ecc... Per quanto riguarda quello che ho ascoltato recentemente Gospel of the Horns, In Solitude, Siouxsie e i Banshees, PJ Harvey, vecchi demo dei Nihilist, Mutilated, Death/Mantis, Necrovore. Molto dello stesso materiale lo ascolto spesso, oltre a molta musica classica.

13. Mi puoi dire qual è il tuo pensiero sulla scena death metal in generale?

- Ci sono ancora tutti i vecchi fottuti che sono ancora grandi! Nella mia opinione guardo a Asphyx, Autopsy, Immolation, Grave, Unleashed, ecc... Sono tutti ancora molto distruttivi! Le cose vanno bene e ci sono nuove band come gli Obliteration che stanno portando la fiamma. Le cose stanno in salute, ma i pionieri stanno finendo...

14. Dopo la realizzazione di questo bellissimo album, quali sono i vostri piani per la fine del 2012 e l'inizio del 2013?

- Per la fine del 2012 stiamo scrivendo, ma inizieremo nuovamente a suonare live nel 2013. Il 2013 sarà un grande anno per la band.

15. Grazie per avermi dedicato del tempo con questa intervista! Buona fortuna a te e ai tuoi compagni di band...

- Grazie per l'intervista e saluti a te amico!

Contatti:incantation.com