domenica 4 dicembre 2016

Recensione: CELEB CAR CRASH "People Are The Best Show"
2016 - 1981 Records




Energia, passione, dipendenza da rock. Sono queste le componenti basilari che brulicano sotto la pelle di questi giovani ragazzi italiani, attivi dal 2012 e forti di una tenace volontà di portare avanti il nome della propria band nella scena nazionale ed internazionale. Esibendosi dal vivo e sfruttando svariati canali promozionali, senza disdegnare quelli più in voga nel settore mainstream (Rock Tv compreso), sono riusciti a ottenere visibilità, indispensabile per dare la giusta spinta ad un sound fluido e radiofonico! Quindi, a parte le necessarie collaborazioni con Riccardo Pasini (Studio 73) e Riccardo Parenti (Elephant Studios), bisogna dire che i nostri ce la stanno mettendo tutta per ottenere riconoscimento, credito, buoni risultati. I CELEB CAR CRASH dimostrano la loro potente espressività con canzoni elettrizzanti, orecchiabili, spesso emozionali, perciò molto efficaci; prestando così le dovute attenzioni alla lezione impartita da artisti ben più blasonati quali Soundgarden, Pearl Jam, Stone Temple Pilots, Screaming Trees, Alice In Chains, tirando in ballo anche i Foo Fighters e gli Alter Bridge. Rispetto al debutto "Ambush!", siamo di fronte a un netto passo avanti. Ecco cosa vuol dire suonare rock alternativo in maniera professionale.

Contatti:

celebcarcrash.com
facebook.com/CelebCarCrash

TRACKLIST: Let me In, Because I'm Sad, The Whereabouts, Outdone, Hello 'Morning Murder Party, January, Enemy's Desire, Stereo (The Body of Christ), Hangin' On A Rope, Nothing New Under The Sun, Nearly In Bloom


sabato 3 dicembre 2016

Recensione: VULTURES VENGEANCE "Where the Time Dwelt In"
2016 - Gates of Hell Records




I VULTURES VENGEANCE, sostenuti dalla Gates of Hell (sub-label della Cruz Del Sur Music), pubblicano l'EP "Where the Time Dwelt In" a distanza di sette lunghi anni dalla loro formazione; ma, pur essendo passato così tanto tempo, non si può dire che la band romana abbia deluso le migliori aspettative di tutti coloro che si erano precedentemente approcciati al demo "Rising", stampato nel 2015 in una tiratura limitata di 150 copie. Grazie alla firma del contratto con l'etichetta italiana hanno avuto la buona possibilità di documentare nel migliore dei modi quel che significa suonare dell'ottimo heavy metal vecchio stampo. "Where the Time Dwelt In" è un prodotto ben riuscito da ogni punto di vista. Ovviamente, dipende un po' da cosa cerca il singolo ascoltatore. E' anche vero però che, negli ultimi periodi, con il revival del genere molte delle attenzioni si sono focalizzate su giovani band non proprio meritevoli. Fortunatamente non è il caso dei Vultures Vengeance, una realtà coesa e più che commendevole. Le canzoni sono state realizzate col massimo della cura e dell'impegno. Intendiamoci, è il loro metodo di lavoro a funzionare adeguatamente. Il gruppo è stato in grado di ricreare quel sound glorioso già vissuto in pieno; comunque sia, un punto di riferimento indispensabile per tanti di noi e, indubbiamente, per parecchi musicisti, forse perché si è mantenuto coerente nei decenni. L'heavy metal non ammette compromessi, lo ami o no. La spontaneità del songwriting e gli arrangiamenti riusciti, permettono dunque all'intero EP di innalzarsi oltre la solita mediocrità. Vivamente consigliati.

Contatti:

vulturesvengeance.bandcamp.com/where-the-time-dwelt-in
gatesofhellrecords.com 

TRACKLIST: Intro, A Curse From Obsidian Realm, And The Wind Still Screams His Name, On a Prisoner's Tale, Where The Time Stands Still


venerdì 2 dicembre 2016

Recensione: CAVERNICULAR "Cavernicular"
2016 - Hackebeil Records | Knochentapes | Rodel Records




I palermitani CAVERNICULAR nascono tra dicembre 2015 e gennaio 2016 per iniziare ad infierire sui nostri corpi con pesanti colpi di powerviolence e grindcore, anche se, analizzando attentamente tutte le tracce di questo debutto omonimo, si evidenzia l'amore per le sonorità HC/punk più datate. C'è la volontà di uscire allo scoperto, quasi per voler difendere a pugni chiusi l'attitudine pugnace dei tempi ormai andati. Ecco perché qui si possono citare gruppi storici quali Charles Bronson, Agathocles, Spazz, Infest, Yacøpsæ, i primissimi Napalm Death. Nessuna pretesa dunque, ma solo violenza allo stato più puro. Non stupitevi quindi se gli isolani dimostrano di voler andare subito al sodo. Tre dei quattro musicisti sono parte integrante degli Elevators to the Grateful Sky, ANF, Haemophagus, Undead Creep; mentre il batterista è un ex-membro dei Smuggler Brothers, LEARN, Shock Troopers. Per farla breve, l'EP in questione non avrebbe certamente sfigurato nella scena underground italiana di fine anni '80 e inizi '90. Avete l'opportunità di ascoltare un lavoro impietoso e ricco di accelerazioni da infarto. Dal vivo, se ne vedranno delle belle. Forza ragazzi, dateci dentro. Sarà disponibile su cassetta (Hackebeil Records, Knochentapes) e 7" (Rodel Records).

Contatti:

cavernicular.bandcamp.com/releases
facebook.com/Cavernicular

SONGS: Deto-nation - Annihilation Alert (Coup D'état), Wires, Wreckage, Stare Down - Balls Explode, Deprived, Intent, Vile Manipulation, Archaic Game, Killing Bias, Doctrine Junkies, Fine Day for a Bomb Raid, Equality?, No Way to Start, Triggered to React


giovedì 1 dicembre 2016

Intervista: SENTIENT HORROR - "OLTRE IL BUIO DELLA MORTE"






I SENTIENT HORROR DEL NEW JERSEY HANNO TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER FARSI LARGO TRA LE NUOVE LEVE DEL DEATH METAL. IL PRIMO FULL-LENGTH "UNGODLY FORMS" SI CANDIDA AD ESSERE UNO DEI MIGLIORI DISCHI DEL 2016. HO DECISO DI CONTATTARE MATT MOLITI, IL CANTANTE/CHITARRISTA DEL GRUPPO AMERICANO. L'UNICO MODO PER SAPERNE DI PIU' RIGUARDO QUESTO INTERESSANTE DEBUTTO.

1. Ciao Matt. Quali sono le sensazioni che bruciano dentro di te quando pensi al debut album "Ungodly Forms"? Avete avuto abbastanza tempo per la strutturazione dell'intero disco?

- Ciao! Sì, le mie sensazioni sono molto positive. Tutti i brani sono stati provati e suonati dal vivo per almeno due mesi, e questo è avvenuto prima di iniziare a registrarli. Eravamo davvero preparati quando siamo entrati in studio per le sessioni di registrazione. Ora sono felice che il disco abbia visto la luce!

2. La collaborazione con il musicista/produttore Dan Swanö ha influenzato in qualche modo il processo di scrittura?

- Il suo coinvolgimento non ha influenzato direttamente il processo di scrittura, ma io sono sempre stato un grande fan del suo operato negli Edge of Sanity e nei Bloodbath. Entrambi i gruppi, in particolar modo i primi, sono stati una grandissima influenza per il mio modo di comporre musica.

3. Nel sound dei tuoi Sentient Horror plevalgono gli influssi provenienti dalla vecchia scuola del death metal, quindi, sarebbe giusto affermare che siete quattro musicisti interessati ad un impatto più immediato?

- Sì certo. Io preferisco gruppi più diretti, piuttosto che quelli dalla vena oscura. Con questo non voglio dire che mi piacciono solo le band artefici di una interpretazione musicale più immediata; ma di solito, i gruppi di un tempo sono quelli che preferisco maggiormente. I grandi del genere non potranno mai essere dimenticati.

4. Avete optato per un approccio differente mentre utilizzavate le vostre attrezzature?

- Abbiamo provato delle soluzioni interessanti durante il processo di registrazione. Damian Herring, che ha mixato il disco, ha utilizzato una precisa impostazione sul pedale HM2, in modo da ottenere un tono più chiaro della chitarra, pur mantenendo il classico suono motosega. Ora lo utilizziamo anche dal vivo e devo ammettere che fa la differenza.

5. Come descriveresti il ruolo delle chitarre in un gruppo death metal?

- Penso che il ruolo delle chitarre possa variare a seconda della band, ma la prima cosa da fare è cercare di ottenere dei riff ribassati. Credo che questa sia una procedura abbastanza universale in tutti gli stili del metal. Il metal inizia sempre da un grande riff.

6. In termini di crescita della band, cosa ti aspetti dal futuro?

- Questa è una gran bella domanda. Per essere onesto, non penso troppo al futuro. Avrò ulteriori risposte quando arriverà il momento di scrivere nuova musica. In ogni caso, cercherò sempre di continuare a crescere per sviluppare il nostro suono.

7. Potresti descrivere i tratti della tua personalità? Chi è Matt Moliti?

- Sono sempre stato un grande appassionato di musica, fin dalla giovane età. Mio padre ha suonato le tastiere ed è stato lui ad avvicinarmi alle band prog degli anni ’70. Ai tempi ero ancora molto piccolo. Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo circa 13 anni e poco tempo dopo mi sono approcciato al metal. Ho fatto molta pratica sul mio strumento, ecco perché in età adulta sono diventato un musicista professionista e un buon insegnante di chitarra. Mi sento molto fortunato per aver trovato il modo per guadagnarmi da vivere con la musica. Purtroppo, qualche anno fa mi è stata diagnosticata la "distonia focale", e questo ha limitato l'esatto funzionamento della mia mano sinistra. Sono stato costretto ad utilizzare alcune tecniche alternative. Infatti, usavo la mano destra per toccare le note durante la riproduzione di linee sonore più veloci. Per fortuna, ho recuperato un po' della mia destrezza, ma non sarà più come prima. Cerco di essere positivo per quanto mi è possibile, e forse, è proprio questo a rendere unico il mio modo di suonare. Oltre alla passione per la musica, mi piace passare il tempo libero ascoltando i miei vinili, giocare sul mio iPad o sul computer, e passare del tempo con la mia ragazza.

8. Quali sono i tuoi gruppi preferiti? Se riuscissi a guardare nella tua collezione di dischi, che cosa troverei?

- Oh man, it would be really eclectic. Un po' di tutto... dai Dismember, Carcass, Judas Priest, ai Rainbow, Genesis, King Crimson, etc. Gli ultimi album che ho acquistato? Il nuovo dei Fatalist, "Minds Eye" di Vinnie Moore, il primo album degli Angel Witch.

9. Sei coinvolto in altri progetti oltre ai Sentient Horror?

- Per nove anni, sono stato coinvolto in una band progressive/power metal chiamata Dark Empire. Erano molto diversi dai Sentient Horror. Ma negli ultimi periodi trascolsi con quel gruppo, il desiderio di suonare alcune cose più pesanti mi aveva pervaso, e questo si poteva capire ascoltando alcuni miei riff. Durante l'estate ho registrato degli assoli per un progetto Swedeath guidato dal mio amico Jonny Pettersson, che canta anche nei Wombbath e negli Ashcloud. Un altro mio amico, Andrew Atwood, attuale chitarrista degli Helstar, mi ha proposto di fare un gruppo in stile old school speed metal nella vena dei primi Running Wild / Rage. Attualmente siamo entrambi molto occupati, ma abbiamo già iniziato a provare alcune idee per le canzoni.

10. Grazie Matt. Vuoi aggiungere qualcosa per chiudere l'intervista?

- Grazie per aver ascoltato e recensito i Sentient Horror! Spero di poter suonare in Europa un giorno!


CONTATTI:

testimonyrecords.bandcamp.com/sentient-horror-ungodly-forms
facebook.com/sentienthorrorofficial


SENTIENT HORROR line-up:

Matt Moliti - Voce, Chitarra
Ian Jordan - Basso
Ryan Cardoza - Batteria
Jon Lopez - Chitarra


RECENSIONE:
SENTIENT HORROR "Ungodly Forms" - Testimony Rec | Redefining Darkness Rec


mercoledì 30 novembre 2016

Recensione: ANAAL NATHRAKH "The Whole of the Law"
2016 - Metal Blade Records




Quello che mi ha sempre colpito degli ANAAL NATHRAKH è la loro temeraria identità, artefice di un sound apocalittico, epico e maestoso allo stesso tempo. Al di là delle varie similitudini con i precedenti otto album già pubblicati, in "The Whole of the Law" non mancano altre valide incursioni strumentali dall'effetto incisivo e, naturalmente, moderni campionamenti digitali che spianano il terreno al prossimo fututo della band inglese. La dote di Mick Kenney (Irrumator) e Dave Hunt (V.I.T.R.I.O.L.) è proprio quella di riuscire ad afferrare ogni ascoltatore e tenerlo strettamente incatenato in una dimensione infernale, mantenendo viva la propria virile e inafferabile vena compositiva. La flessibilità delle undici canzoni la fa nuovamente da padrone, le quali mettono insieme tutti gli elementi inossidabili che, di bene in meglio, hanno altresì dato stabilità alla posizione del duo di Birmingham all'interno della scena estrema europea. L'aspetto grafico rappresenta alla perfezione i significati nascosti che ruotano instancabilmente intorno al tema trattato in questo disco ("il conflitto"). Gli Anaal Nathrakh non possono essere ancora paragonati a nessun'altra bestia, proprio perché non si conoscono altre belve affini dotate di una simile destrezza. Nel loro caso, l'innovazione non è da confondere con l'originalità! Quest'opera si può definire originale solo per ciò che i suoi autori sono stati in grado di fare, a prescindere dalla preparazione sul piano tecnico. Pertanto, va menzionata l'efficacia dei brani dal minutaggio più consistente; questo un dettaglio importante da sottolineare. Ho completato i ripetuti ascolti (almeno nove) prima di arrivare a descrivere con esattezza l'imperiosità di "The Whole of the Law". L'esperienza è stata altrettanto necessaria per mettere la mano sul fuoco sulla grandezza degli Anaal Nathrakh. Unici nel genere industrial black metal/grindcore.

Contatti: 

anaalnathrakh.bandcamp.com/the-whole-of-the-law
anaal-nathrakh.com
facebook.com/Anaalnathrakhofficial

TRACKLIST: The Nameless Dread, Depravity Favours the Bold, Hold Your Children Close and Pray for Oblivion, We Will Fucking Kill You, ...So We Can Die Happy, In Flagrante Delicto, And You Will Beg for Our Secrets, Extravaganza!, On Being a Slave, The Great Spectator, Of Horror and the Black Shawls


venerdì 25 novembre 2016

Recensione: INVOCATION SPELLS "The Flame Of Hate"
2016 - Suicide Records



Santiago del Cile è la città in cui agiscono questi INVOCATION SPELLS, reduci dai buoni risultati del secondo full-length "Descendent the Black Throne". Come da previsione, nulla è cambiato nel songwriting della band sudamericana, e non potrebbe essere altrimenti ogni qual volta si ritorna a parlare delle crudeli sonorità del thrash/death metal. Le nuove canzoni non si discostano da tutte quelle atmosfere ardite che hanno consolidato il loro maligno ed ostile trademark. La messa in pratica della rigorosa prova strumentale manifesta un fortissimo attaccamento ai generi citati poc'anzi. Gli Invocation Spells divorano l'intero apparato uditivo con una consapevolezza adeguata. Pero', bisogna anche aggiungere che i nostri non compongono nulla di personale, se si pensa a come abbiano deciso di alimentare la propria aggressività; ad ogni modo, possiedono le armi adatte per continuare la battaglia e farsi valere sul terreno affollato dell'underground.

Contatti:

facebook.com/InvocationSpells

TRACKLIST: Darkness Prevails, The Flame Of Hate, Nocturnal Silence, Messiah, Ride The Fire, Evil Mountains, The Invocation, Renegades Of The Light


mercoledì 23 novembre 2016

Recensione: VENEFIXION "Armorican Deathrites"
2016 - Iron Bonehead Productions




Bisogna riconoscere che in Francia non mancano gli adepti del culto del death/black metal oltranzista. Attualmente sono in tanti a fare tutto il possibile per imporre la propria rigida filosofia di vita attinente al modello dettato dai vecchi mentori del genere. I nuovi arrivati si fanno chiamare VENEFIXION, originari della Bretagna, regione situata nella zona nord-ovest della nazione transalpina. Dopo il primo demo 2015 "Defixio", il quartetto ha dato nuovamente alla Iron Bonehead Prod. la possibilità di stampare il loro nuovo EP. "Armorican Deathrites" rappresenta la vena maledetta di questi musicisti, con riff che mettono in evidenza il legame che unisce i nostri con le prime produzioni dei Morbid Angel, ma anche con i Possessed, Massacre, Morbid delle origini. Le tracce sono veloci, diaboliche, con una prova vocale davvero incisiva. La forte deflagrazione della sezione ritmica è davvero bestiale, come detto prima, dalla matrice prevalentemente old school. Se siete degli appassionati di tali sonorità, i contenuti battenti di "Armorican Deathrites" sapranno rapire la vostra attenzione. Seppur datato come stile, qui risulta essere funzionante alla perfezione.

Contatti:

venefixion.bandcamp.com/armorican-deathrites-2
facebook.com/Venefixion

TRACKLIST: Intro - Ar Vif (Le grimoire des Morts), An Ankou, Armorican Deathrites, Naia (The Black One)