venerdì 17 novembre 2017

Recensione: AMENRA "Mass VI"
2017 - Neurot Recordings




I belgi AMENRA sono tornati a concentrarsi sulle loro idee, che negli anni hanno comunque continuato a rinforzarsi e maturare nel post-metal. Il nuovo arrivato "Mass VI" ha una natura "aperta", non soggetta ad alcun tipo di limitazione, anche dal punto di vista tematico. Quando ascolto brani quali "Plus Près De Toi", "A Solitary Reign" o "Diaken", mi rendo conto di come, a dispetto di un tempo, siano diventati più flessibili e dilatati, merito anche dell'esperienza accumulata sul campo. Di "Mass VI" colpisce la sentita poetica, la cui struggente e raffinata bellezza supera ogni finalità commerciale. Qui, gli Amenra dipingono un quadro capace di catturare appieno il grigiore dei sentimenti dell'uomo moderno. Questo senso di sconforto è perfettamente reso dalla narrazione sonora del disco. Un altro passo in avanti è stato compiuto. Luce di verità.

Contatti:
amenra.bandcamp.com/mass-vi
facebook.com/churchofra

TRACKLIST: Children of the Eye, Edelkroone, Plus Près de Toi (Closer to You), Spijt, A Solitary Reign, Diaken




lunedì 13 novembre 2017

Recensione: ULVER "Sic Transit Gloria Mundi"
2017 - EP digitale




Qual è, in generale, la funzione degli elementi decorativi posti dagli ULVER nella musica? Semplici ornamenti? Ornamenti indispensabili? Questi artisti norvegesi continuano ad interpretare i significati della fragile esistenza per legarli al presente, introducendo nelle proprie opere, con notevole frequenza, suoni dotati di una specifica funzione evocativa. Oggi siamo in grado di comprendere che, nonostante l'attenzione decorativa, queste melodie, visioni, emozioni, vanno a costituire il perfetto equilibrio formale di una band unica nel suo genere. Le tre canzoni non aggiungono soltanto preziosità cromatica alla struttura compositiva di "Sic Transit Gloria Mundi", ma hanno, al contempo, la funzione di elevare la potenza di alcuni particolari concetti, attraverso un linguaggio ispirato e denso di pathos. Due gli inediti + "The Power Of Love", cover dei Frankie Goes To Hollywood del 1984. L'EP è disponibile via bandcamp, spotify, iTunes, etc. In copertina il dipinto "Studio dal ritratto di Innocenzo X" (Francis Bacon - 1953). L'arte si trasforma sempre in qualcosa di diverso. Siate liberi di emozionarvi.

Contatti: 
ulver.bandcamp.com/sic-transit-gloria-mundi
jester-records.com/ulver
facebook.com/ulverofficial

TRACKLIST: Echo Chamber (Room of Tears), Bring Out Your Dead, The Power of Love (Frankie Goes To Hollywood cover)


sabato 11 novembre 2017

Recensione: CANNIBAL CORPSE "Red Before Black"
2017 - Metal Blade Records




Gli storici CANNIBAL CORPSE non solo non hanno perso un grammo della loro fiammante brutalità, ma sono tornati addirittura più voraci e determinati che mai. L'atteso "Red Before Black" (il quattordicesimo capitolo in studio) non deluderà assolutamente le aspettative, soprattutto di chi ha amato la seconda metà della carriera del gruppo statunitense, e in tutto questo, bisogna anche rendere merito all'esperto produttore Erik Rutan per aver curato fino allo spasmo ogni dettaglio durante la lunga fase di registrazione, a partire dal suono. E' un disco che, pur seguendo una precisa direzione, sfodera una brillante varietà. Viene così delineato un unico e autentico disegno sanguinario. In un certo senso, lo spirito che ha animato "A Skeletal Domain" (2014) è lo stesso che vive in "Red Before Black". Una scelta di riff che senz'altro influenzerà anche i fan dei loro vecchi album. Qui c'è l'esigenza di comprovare la profonda fede per il death metal tecnico ed efferato; perché nonostante il sound dei Cannibal Corpse sia cambiato notevolmente rispetto al passato, si deve comunque riconoscere il valore leggendario di una band che ha scritto pagine indelebili nella storia della musica estrema. Vi piaccia o no, è la verità. Da ascoltare con molta attenzione.

Contatti: 

cannibalcorpse.net
cannibalcorpse.bandcamp.com/red-before-black
facebook.com/cannibalcorpse

TRACKLIST: Only One Will Die, Red Before Black, Code Of The Slashers, Shedding My Human Skin, Remaimed, Firestorm Vengeance, Heads Shoveled Off, Corpus Delicti, Scavenger Consuming Death, In The Midst Of Ruin, Destroyed Without A Trace, Hideous Ichor




giovedì 9 novembre 2017

Intervista: KONTATTO - "ASSALTO FRONTALE"






DOPO I POSITIVI RISCONTRI OTTENUTI CON I PRECEDENTI ALBUM, GLI ITALIANI KONTATTO RIPRENDONO LA LORO MARCIA CON "FINO ALLA FINE", DISCO CHE MOSTRA UNA BAND COESA E AGGUERRITA, FEDELE AL PROPRIO TRADEMARK. I SEGUACI DEL D-BEAT NON POTRANNO CHE RINGRAZIARE. HO CONTATTATO GIANFRANCO COPPA PER UNA CHIACCHIERATA APPROFONDITA.

1. Ciao Gianfranco. Partiamo facendo il punto sull'attuale stato delle cose nella band...

K) Ciao. Al momento il gruppo sembra godere di discreta salute. Dopo anni di diaspora in cui ognuno viveva distante dall'altro, siamo di nuovo tutti nella stessa città (Bologna) e addirittura nello stesso quartiere. Abbiamo da poco fatto uscire il nostro terzo LP e siamo reduci da un breve tour nella cosa Ovest americana, insomma, non ci si lamenta.

2. "Fino Alla Fine" è il vostro terzo album. Vi ho sempre apprezzato per un discorso di coerenza musicale. A tal proposito vorrei chiederti come funziona (in generale) il processo di composizione dei vostri brani. Puro istinto, oppure avete le idee chiare già prima di entrare in sala prove?

K) Ma, non siamo dei musicisti, quindi non c'è chissà quale gran processo di composizione dietro ad ogni pezzo che abbiamo registrato in vita nostra. Normalmente uno arriva con un riff e con delle idee per le parti melodiche che l'altra chitarra deve suonare. Poi da lì in avanti ognuno ci mette del suo e il pezzo è pronto. Idem per i testi, di solito si arriva in sala prove già col pezzo pronto per evitare di perdere tempo e soldi.

3. A proposito di motivazioni, sono le stesse che alimentavano le vostre origini?

K) Certo, anzi, ne abbiamo anche di più rispetto a quando ci siamo formati. Il mondo non ha iniziato a girare meglio, anzi, sempre peggio, quindi ogni giorno che passa, la nostra insofferenza nei confronti di un sistema che non funziona come dovrebbe non può che accrescere.

4. Parlando di concerti, dal punto di vista del pubblico: cambia tra Europa e America?

K) Si, cambia parecchio. In generale in America c'è più energia ai concerti, il pubblico si caga di più i gruppi e li supporta in maniera più consistente al banchetto del merch rispetto a quanto accade in Europa.

5. Avete già pianificato qualche data all'estero per promuovere il nuovo album?

K) Oltre alle nove date in America, faremo dei concerti a fine anno in Europa, poca roba: una data al Bloodshed Festival in Olanda più qualche data in Germania e Svizzera sulla via del ritorno a casa. L'anno prossimo spero riusciremo a trovare il tempo per fare un tour europeo di almeno tre settimane.

6. Tanti anni di attività nell'underground, tre dischi pubblicati, tanti concerti e, soprattutto, tanti ricordi. Quali sono quelli che ti sono rimasti più impressi nella mente?

K) Abbiamo vissuto talmente tante situazioni (belle e brutte), che trovarsi su due piedi a ricordare quali sono state le più significative mi viene difficile. Abbiamo suonato a dei gran bei festival in giro per il mondo (Play Fast Or Don't in Repubblica Ceca, Manic Relapse in California, Kopi's Birthday Party a Berlino, Scum Fest a Londra, Punk Illegal in Svezia, K-Town a Copenhagen ecc) ma abbiamo anche fatto tante tante tante belle date in Italia o in Europa che non erano festival rinomati. Una cosa che mi torna alla mente è stato un concerto di Sabato pomeriggio all'ABC NO RIO di New York. Data stupenda in un posto storico per il punk DIY americano. La stessa sera avevamo un'altra data a un paio d'ore di distanza, nel New Jersey, nel basement di una casa. Al nostro arrivo scopriamo che il pubblico, giovanissimo di universitari, non c'entrava nulla con l'hc, crust, punk e nessuno degli altri cinque o sei gruppi che suonavano si avvicinavano lontanamente al nostro suono. Pensavamo ci avessero preso a bottigliate e invece, finito il nostro set, c'era la fila al banchetto e si è rivelata una delle date economicamente più proficue del tour.

7. Qual è l'obbiettivo principale cui mirano i Kontatto? Cosa alimenta la vostra rabbia?

K) Continuare a suonare finchè ci reggeranno le gambe e cercare di girare il più possibile il mondo usando la musica come veicolo. L'ignoranza e il qualunquismo della gente è forse la cosa che mi spinge di più a continuare a fare quello che faccio.

8. Vi considerate una band punk, hardcore o crust? Te lo chiedo perché questi tre generi musicali sono ben presenti nel vostro sound.

K) Non diamo molto peso alle etichette. Magari in passato ci tenevamo ad identificare il nostro suono e a limitare le nostre esistenze all'interno di alcuni parametri, ma a quarant'anni te ne freghi abbastanza, o per lo meno, spero sia così... Comunque i tre generi che hai citato sono tutti presenti nella nostra musica perché alla fine è quello che abbiamo ascoltato per anni o stiamo ancora ascoltando.

9. Qual è invece il vostro rapporto con le altre band della scena italiana. Che siano metal, punk, hardcore, crust... Pensi che l'underground musicale italiano sia in salute?

K) Ci sono gruppi con cui andiamo molto d'accordo perché ci accomunano ideali, suoni, vecchi amicizie, età ecc. e altri che ignoriamo per distanza, approccio differente alle situazioni ecc. I nostri amiconi numeri uno sono senza dubbio i Kalashnikov di Milano, coi quali condividiamo spesso palchi e sventure. Poi ci sono i Drunkards coi quali facciamo coppietta dal lontano 1998. Molti di noi suonano anche in altri gruppi (Motron, Pioggia Nera, Doxie, Horror Vacui) quindi la famiglia si allarga.

10. Per concludere, come giudichi "Fino Alla Fine" rispetto alle precedenti releases?

K) Non credo che debba essere io a giudicare un mio disco. Diciamo che mi piace parecchio.

11. Progetti futuri? Grazie per l'intervista.

K) Come ti dicevo stiamo per andare a fare qualche data in Europa, poi vorrei ri-registrare le canzoni che apparvero sullo split CD coi PHP (la prima cosa che abbiamo mai registrato) in maniera più appropriata con l'inserzione di qualche effetto tipo chorus, flanger e riverberi (i Kontatto non hanno mai usato nessun effetto che non fosse la distorsione naturale delle nostre testate) per cercare di ricreare quel suono che sento nei dischi hardcore del periodo 1984/1987 e che ultimamente mi piace tanto (tipo La Tua Morte Non Aspetta dei Wretched, Soltanto La Morte Potrà Fermarci dei Disperazione, i 12" degli AOA, il mini LP degli Anti Cimex ecc). Grazie a te per l'intervista.

CONTATTI:
facebook.com/Kontatto 
kontatto.bandcamp.com/fino-alla-fine


KONTATTO line-up:

Mario - Voce
Koppa - Chitarra, Voce
Febo - Chitarra
Ago - Basso
Marzia - Batteria


RECENSIONE: 
KONTATTO "Fino Alla Fine" 2017 - Agipunk




mercoledì 8 novembre 2017

Recensione: NATVRE'S "Early Cvlts"
2017 - Argento Records




Continua ininterrotta la rielaborazione del black metal sound, così oggi mi trovo a parlare dei greci NATVRE'S che due anni fa esordirono con il debutto "Wrath", album capace di far intravedere la loro bravura in fase di scrittura, tracciando un solco marcato sul terreno battuto dalle nuove leve del genere succitato. Le tracce di "Early Cvlts", oltre a bissare l'incisività delle precedenti, presentano delle interessanti novità: la complessità strutturale ha preso maggiore consistenza, come dimostrano i frequenti cambi di tempo, messi in atto da una band ancora più affiatata e convinta dei propri mezzi. I tre musicisti ellenici vogliono osare senza fallire, anche a costo di correre il rischio di risultare un po' "ostici" (concedetemi il termine, N.d.R). E direi che il risultato finale va ben oltre ogni immaginazione. I Natvre's non hanno perso tempo per illustrare lo spazio cupo e contaminato racchiuso in "Early Cvlts". Questo può bastare per rafforzare una posizione di tutto rispetto all'interno dell'attuale scena estrema. Davvero meritevoli.

Contatti: 
argentorecords.bandcamp.com/early-cvlts
facebook.com/natvres

TRACKLIST: Tundra, Night Of The Sun, Death Of The Earth, Early Cvlts, Geometrical Confuse, Prototype II, Something Deeper That Grows, Prehistoric Technology, Speleogenesis


lunedì 6 novembre 2017

Statistiche: 350.212 visite e 1.751 post su SON OF FLIES webzine




A distanza di cinque anni dall'apertura del blog della mia webzine, ho pubblicato 1.751 post. Il blog ufficiale ha superato 350.000 visite.

Grazie per il SUPPORTO! Christian Montagna

SON OF FLIES WEBZINE celebrates more than 350.000 visitors from around the World and 1.751 post.

Thanks for your SUPPORT! Christian Montagna

domenica 5 novembre 2017

Recensione: ARCHGOAT "Eternal Damnation Of Christ"
2017 - Debemur Morti Productions




Facendo bene i calcoli nella mia mente, i finlandesi ARCHGOAT sono nel giro death/black metal da quasi 30 anni. Il loro EP d'esordio "Angelcunt (Tales of Desecration)" risale al lontano 1993, e come i cultori del genere sapranno già, venne stampato su vinile dalla Necropolis Records. Tutto questo successivamente all'uscita dei primi due demo. Ovviamente parliamo di storia dell'underground estremo. A distanza di così tanto tempo da quelle prime releases, gli Archgoat hanno mantenuto la stessa identità, lo stesso legame con un sound criptico e primordiale (il nuovo 7" "Eternal Damnation Of Christ" ne è una dimostrazione più che chiara). E' una musica funerea da cui strisciano fuori forze malevole nuovamente capaci di celebrare l'inizio di un'altra mortifera pestilenza. Ora non ci resta che aspettare il quarto full-length in arrivo il prossimo anno.
Blessed In Beast's Blood!

Contatti: 

archgoat666.bandcamp.com/eternal-damnation-of-christ
facebook.com/archgoat.official 

TRACKLIST: Black Mass Mysticism, Eternal Damnation of Christ